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Stupor e coma

Di

Kenneth Maiese

, MD, National Heart, Lung, and Blood Institute

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

Lo

stupor è una mancata reattività dalla quale la persona può essere risvegliata solo con una stimolazione fisica vigorosa. Il coma è l’assenza di reattività dalla quale una persona non può essere risvegliata e in cui gli occhi restano chiusi, anche quando il soggetto viene stimolato.

  • Lo stupor e il coma sono solitamente causati da un disturbo, un farmaco o una lesione che colpisce vaste aree da entrambi i lati del cervello o aree specializzate del cervello coinvolte nel mantenimento della coscienza.

  • Un esame obiettivo, una scansione cerebrale, esami del sangue e le informazioni provenienti dalla famiglia e dagli amici aiutano il medico a identificare la causa.

  • Le cause possibili vengono corrette e vengono forniti i trattamenti per sostenere le funzioni corporee, come la ventilazione meccanica per aiutare la respirazione.

  • La guarigione dal coma dipende principalmente dalla causa.

Controllo della coscienza

Normalmente, il cervello può adattare rapidamente i livelli di attività e coscienza in base alle necessità. Le aree cerebrali provvedono a questi adattamenti sulla base delle informazioni che ricevono da occhi, orecchie, cute o altri organi sensoriali. Per esempio, possono ridurre l’attività metabolica (livello di energia) e indurre il sonno.

Il fatto che una persona sia sveglia (veglia) è controllato dalla parte superiore del tronco encefalico (la porzione di cervello che collega il telencefalo al midollo spinale) tramite un sistema di cellule nervose e fibre (il sistema di attivazione reticolare). Il cervello (la parte più grande dell’encefalo) interagisce con la parte superiore del tronco encefalico per mantenere coscienza e attenzione. Il cervello è diviso in due parti (gli emisferi destro e sinistro).

La capacità del cervello di adattare i livelli di attività e coscienza viene compromessa quando:

  • Entrambi gli emisferi cerebrali presentano una disfunzione, particolarmente quando subiscono un danno grave in modo improvviso.

  • Il sistema di attivazione reticolare non funziona correttamente.

La capacità del cervello di adattare i livelli di attività e coscienza viene compromessa anche nelle seguenti situazioni:

  • Quando le persone sono private gravemente del sonno

  • Durante e immediatamente dopo una crisi convulsiva

  • Quando l’apporto di sangue o di nutrienti (come ossigeno e glucosio) all’intero cervello diminuisce

  • Quando l’afflusso di sangue a certe parti del cervello diminuisce, come in alcuni casi di ictus

  • Quando sostanze tossiche alterano il cervello

Le sostanze tossiche possono essere introdotte nell’organismo (ad esempio attraverso l’ingestione o l’inalazione). Oppure possono essere prodotte dall’organismo come prodotti di scarto di processi normali, ma non metabolizzate e rimosse normalmente.

Viewing the Brain

L’encefalo è composto dal cervello, dal tronco encefalico e dal cervelletto. Ciascuna metà del cervello (emisfero) è divisa in lobi.

Viewing the Brain

Livelli di alterazione della coscienza

I periodi di alterazione dei livelli di coscienza possono essere brevi o lunghi. Il livello di alterazione può variare da leggero a grave. I medici usano vari termini per descrivere i diversi livelli di coscienza:

  • La letargia è una leggera diminuzione dell’attenzione o un leggero annebbiamento mentale (perdita di lucidità). Le persone hanno tendenza a essere meno consapevoli di quello che sta succedendo intorno a loro e a pensare più lentamente. Possono sembrare stanche.

  • L’ottundimento, un termine impreciso, fa riferimento a una riduzione moderata dell’attenzione o a un offuscamento moderato della lucidità.

  • Il delirio è un disturbo della coscienza e della funzione mentale che insorge improvvisamente, ha un tipico andamento irregolare ed è generalmente reversibile. Le persone non riescono a prestare attenzione o a pensare in modo chiaro. Sono disorientate e potrebbero non sapere dove si trovano oppure che ora o che giorno è. Possono essere eccessivamente vigili, attente e in grado di pensare chiaramente un momento, e manifestare torpore, distrazione e confusione il momento successivo.

  • Stato mentale alterato è un termine molto impreciso a volte usato dai medici per indicare un cambiamento dello stato di coscienza, ad esempio letargia, obnubilazione, delirio o a volte stupor o coma.

  • Lo stupor è uno stato di assenza di reattività eccessivamente lungo o profondo. Le persone possono essere risvegliate da questa situazione solo brevemente con una stimolazione vigorosa, ad esempio scuotendole ripetutamente, chiamandole ad alta voce o pizzicandole.

  • Il coma è uno stato di completa mancanza di reattività (ad eccezione di alcuni riflessi automatici) dal quale non si può essere risvegliati in alcun modo. Gli occhi restano chiusi. Le persone in coma profondo perdono le risposte più basilari, come allontanare un arto da qualcosa che provoca dolore.

Cause

I vari livelli di coscienza alterata (letargia, ottundimento, stupor e coma) hanno le stesse cause, che sono molteplici.

Le cause più comuni sono:

Malattie

Alcune malattie interferiscono con il rilascio delle sostanze necessarie al cervello o con la capacità dell’organismo di utilizzarle. Alcuni esempi sono:

  • Un livello di zucchero nel sangue molto basso (ipoglicemia) o molto alto (iperglicemia)

  • Un livello di ossigeno nel sangue molto basso, come si verifica in caso di insufficienza respiratoria o insufficienza cardiaca

  • Un’improvvisa interruzione del pompaggio del cuore (arresto cardiaco) o della respirazione (arresto respiratorio)

Il sangue trasporta ossigeno e nutrienti essenziali (come grassi, zuccheri, minerali e vitamine) ai tessuti dell’organismo. Pertanto, quando l’afflusso di sangue al cervello diminuisce, il cervello viene privato di ossigeno e nutrienti essenziali. Il cervello può anche essere privato di ossigeno quando i polmoni non funzionano normalmente, come nell’insufficienza respiratoria. Il cervello può essere privato di nutrienti quando un disturbo (come l’ipoglicemia) provoca la diminuzione dei livelli di nutrienti nel sangue.

Il diabete aumenta il rischio di stupor o di coma perché può causare l’aumento eccessivo o, quando il trattamento è troppo aggressivo, la diminuzione eccessiva del livello di zucchero nel sangue. Quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti, i soggetti si disidratano e di conseguenza il funzionamento del cervello peggiora. Quando i livelli di zucchero nel sangue sono bassi, il cervello viene privato della sua principale fonte di energia (lo zucchero) e può smettere di funzionare correttamente o subire danni. Con il passare del tempo, il diabete danneggia i vasi sanguigni, compresi quelli cerebrali. Di conseguenza, il cervello potrebbe non ricevere ossigeno a sufficienza, con conseguente morte del tessuto cerebrale.

Altri disturbi possono provocare un malfunzionamento delle cellule di tutto l’organismo. Spesso le cellule cerebrali sono quelle più colpite. Tali disturbi includono:

Altre cause diffuse sono i disturbi che colpiscono le aree del cervello che controllano la coscienza. Questi disturbi includono:

  • Ad esempio, un trauma cranico può infastidire ma non danneggiare fisicamente queste aree, danneggiarle direttamente, oppure danneggiarle indirettamente causando un sanguinamento (emorragia) all’interno o intorno al cervello.

  • Anche gli ictus e i tumori possono danneggiare direttamente le aree del cervello che controllano la coscienza.

I disturbi che aumentano la pressione all’interno del cranio (pressione intracranica) possono alterare la coscienza. Una massa nel cervello, come un accumulo di sangue (ematoma), un tumore o un ascesso possono alterare indirettamente la coscienza applicando della pressione sulle aree del cervello che la controllano. Una vasta massa può spingere il cervello contro strutture relativamente rigide all’interno del cranio, danneggiando il tessuto cerebrale. Se vengono colpite le aree del cervello che controllano la coscienza, ne risultano stupor o coma. Se la pressione è sufficientemente alta, il cervello può essere spinto attraverso una piccola apertura naturale negli strati relativamente rigidi di tessuto che lo separano in compartimenti. Questa condizione potenzialmente letale è definita ernia cerebrale. L’ernia può danneggiare ulteriormente il tessuto cerebrale, peggiorando una situazione già disastrosa.

Aver avuto un ictus o avere un’altra malattia che influisce sulla funzione cerebrale rende il cervello più suscettibile ad altri disturbi che possono compromettere la coscienza.

Sostanze

Solitamente la coscienza viene alterata se si beve troppo alcol o si assumono dosi eccessive di alcuni farmaci, come i sedativi e gli oppiacei (narcotici). Oltre a rallentare il funzionamento delle cellule cerebrali, l’alcol e alcuni farmaci possono danneggiarle indirettamente. Possono rallentare la respirazione al punto che il livello di ossigeno nel sangue si abbassa abbastanza da causare una lesione cerebrale.

Una causa comune è rappresentata anche dall’assunzione di svariati farmaci (per il trattamento di varie malattie), in parte perché si aumenta il rischio di interazioni tra farmaci.

La marijuana, anche per uso medico, a volte causa disfunzioni cerebrali che portano a un’alterazione della coscienza.

Talvolta, l’assunzione di certi antipsicotici determina uno stato di mancata reattività definito sindrome neurolettica maligna. Questa sindrome è caratterizzata da rigidità muscolare, febbre, pressione arteriosa elevata e modifiche nella funzione mentale (come confusione e letargia).

Disturbi psichiatrici e stress

Talvolta, chi soffre di un disturbo psichiatrico o stress psicologico può sembrare non reattivo. Per esempio, chi apprende di avere un tumore o che il proprio compagno sta per morire può collassare e non rispondere a richiami verbali o tattili. Eppure queste persone potrebbero essere consapevoli di quanto sta accadendo e il cervello potrebbe funzionare normalmente.

In genere il medico è in grado, basandosi sui risultati dell’esame obiettivo, di determinare fino a che punto un disturbo psichiatrico contribuisce a ciò che si manifesta come uno stato di alterazione della coscienza.

Persone anziane

Nelle persone anziane le cause comuni di alterazione della coscienza sono:

  • Reazioni ai farmaci

  • Disidratazione

  • Infezioni

  • La presenza di alcuni disturbi che possono influenzare la funzione cerebrale (come ictus o insufficienza cardiaca)

Tabella
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Some Causes of Stupor and Coma

Condizione

Procedimento

Effetti

Disturbi cerebrali

Le crisi convulsive che ricorrono di frequente o che durano a lungo possono

  • Stimolare eccessivamente il tessuto cerebrale, interrompendo la trasmissione normale degli impulsi nervosi

  • Causare occasionalmente febbre alta, che può aggiungersi al malfunzionamento del cervello

Le convulsioni possono danneggiare il tessuto cerebrale.

La coscienza può essere alterata.

Dopo una crisi convulsiva, la maggior parte delle persone si sente fiacca (letargica) e confusa, e alcune si sentono deboli o sono paralizzate. Si può rimanere in questo stato per un tempo che va da minuti a ore dopo la crisi.

Gli ictus possono bloccare il flusso sanguigno ad alcune parti del cervello, incluso il tronco encefalico.

In caso di ostruzione del flusso sanguigno diretto al tronco encefalico, si ha perdita improvvisa di coscienza e può insorgere lo stato di coma. Se viene ostruito il flusso sanguigno a tutto il tronco encefalico e non viene ripristinato entro vari minuti, la maggior parte o tutto il tronco encefalico sarà danneggiato e può portare alla morte.

Gli ictus possono essere provocati da un sanguinamento nel cervello (emorragia intracerebrale) o fra gli strati di tessuto che lo ricoprono (emorragia subaracnoidea).

Il sangue può danneggiare direttamente il tessuto cerebrale o aumentare la pressione su di esso.

La coscienza può essere alterata e può insorgere lo stato di coma. Possono verificarsi delle crisi convulsive. Anche una piccola quantità di sangue nel tronco encefalico può causare il coma.

Un tumore o un ascesso di grandi dimensioni può spingere il cervello contro le strutture relativamente rigide all’interno del cranio ed esercitare una pressione sul tessuto cerebrale, creando problemi di funzionamento. Talvolta la pressione spinge il tessuto cerebrale attraverso un’apertura fisiologica degli strati di tessuto relativamente rigidi che suddividono il cervello in varie parti. Questa protrusione anomala di tessuto cerebrale è definita ernia cerebrale.

I tumori possono invadere e danneggiare direttamente il tessuto cerebrale e causare gonfiore che interrompe la comunicazione tra aree diverse del cervello.

Se vengono colpite le aree del cervello che controllano la coscienza, ne risulta il coma.

Altri disturbi

Arresto cardiaco o respiratorio

Nell’arresto cardiaco, il cuore smette di pompare. Di conseguenza, il cervello non viene irrorato da sangue sufficiente e viene privato di ossigeno, perché è il sangue a portare l’ossigeno ai tessuti dell’organismo.

Nell’arresto respiratorio, la persona smette di respirare. Di conseguenza, il sangue non riceve abbastanza ossigeno e il cervello ne viene privato.

Di solito, l’arresto cardiaco e l’arresto respiratorio si manifestano insieme.

Lo stato di incoscienza subentra entro uno o due minuti. Se le persone sono private di ossigeno anche per 4-5 minuti, la mancanza di ossigeno provoca la morte delle cellule nervose di alcune parti dell’encefalo. Ne risulta un coma che può diventare rapidamente irreversibile.

Disturbi cardiaci o polmonari se gravi

Patologie cardiache gravi (come l’insufficienza cardiaca) possono ridurre l’afflusso di sangue al cervello.

Le patologie polmonari gravi (come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’edema polmonare, l’embolia polmonare e gli attacchi di asma di lunga durata) possono ridurre la quantità di ossigeno nel sangue.

Con questi tipi di patologie il cervello potrebbe non ricevere abbastanza ossigeno. La carenza di ossigeno può causare delirio o coma, a seconda della quantità di ossigeno nel sangue.

Se i reni o il fegato non sono in grado di rimuovere i rifiuti tossici dal sangue come avviene di norma, questi si accumulano nel sangue e impediscono al cervello di funzionare correttamente.

Il trattamento dell’insufficienza epatica o renale cronica di solito riesce a invertire il coma causato da tali condizioni.

Se il coma deriva da un’insufficienza epatica grave e acuta, il cervello si gonfia a causa dell’accumulo di liquidi nelle cellule cerebrali. Ciò porta spesso alla morte.

Anomalie metaboliche

Il diabete può causare l’aumento eccessivo del livello di zucchero nel sangue (iperglicemia) oppure, se il trattamento è troppo aggressivo, una diminuzione eccessiva (ipoglicemia, vedere di seguito).

Inoltre, se non è presente abbastanza insulina (come può accadere nel diabete di tipo 1), l’organismo metabolizza le cellule lipidiche per produrre energia. Durante questo processo, vengono prodotti dei chetoni. I chetoni rendono il sangue troppo acido (una condizione nota come chetoacidosi diabetica).

Ne possono derivare stupor o coma.

Senza trattamento, la chetoacidosi diabetica o l’ipoglicemia può portare al coma e alla morte.

Il livello di zucchero nel sangue è anormalmente alto. Alti livelli di zucchero nel sangue possono causare disidratazione, drenando liquidi dal cervello.

Ne possono derivare stupor o coma.

Il livello di zucchero è anormalmente basso. Il cervello non può funzionare correttamente o viene danneggiato se viene privato di zucchero, che è la fonte principale di energia insieme all’ossigeno.

Ne può risultare il coma. I soggetti con ipoglicemia devono essere trattati immediatamente per prevenire danni cerebrali permanenti o il decesso. Il trattamento prevede la somministrazione di glucosio (uno zucchero) per via endovenosa

Il livello di sodio nel sangue è alto. L’ipernatremia è solitamente dovuta alla disidratazione e può ridurre la quantità di acqua nelle cellule cerebrali.

Una quantità anormale di acqua nelle cellule cerebrali interferisce con le reazioni chimiche in esse. Ne possono derivare stupor o coma.

Il livello di sodio nel sangue è basso. L’iponatremia può essere dovuta a quanto segue:

  • Assunzione di una quantità eccessiva di acqua (ad esempio durante i rituali delle confraternite nelle università)

  • Eccessiva ritenzione idrica (come può verificarsi in alcuni disturbi di cuore, reni e fegato e in alcuni disturbi ormonali)

  • Perdita eccessiva di sodio nelle urine o nel tratto digestivo (come in caso di diarrea)

L’iponatriemia può aumentare la quantità di acqua nelle cellule cerebrali.

Una quantità anormale di acqua nelle cellule cerebrali interferisce con le reazioni chimiche in esse. Se il cervello è danneggiato e la gravità del danno dipendono dalla rapidità dell’aumento della quantità di acqua nelle cellule cerebrali. Se la quantità aumenta lentamente, il cervello potrebbe essere in grado di adattarsi e in genere non si hanno danni.

La ghiandola tiroidea è ipoattiva.

L’ipotiroidismo non trattato può causare confusione mentale e rallentare il pensiero.

Lo stato confusionale può progredire fino a stupor e coma.

La carenza di un nutriente, come la tiamina, o di alcuni elettroliti o minerali (come il magnesio)

La carenza della vitamina tiamina o di un minerale come il magnesio provoca il malfunzionamento delle cellule nervose nel cervello. Alcuni minerali (compreso il magnesio) sono anche elettroliti. Gli elettroliti aiutano a regolare le funzioni nervose e muscolari e a mantenere l’equilibrio acido-base nell’organismo.

La carenza di tiamina può determinare stato confusionale, stupor e coma. I muscoli degli occhi possono non funzionare normalmente, determinando visione doppia.

Livelli molto bassi o molto alti di alcuni elettroliti o minerali (come il magnesio) possono provocare sonnolenza, debolezza e, raramente, convulsioni e coma.

Infezioni

Encefalite (infezione del cervello)

Meningite (infezione degli strati di tessuto che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale)

Sepsi (una grave risposta di tutto il corpo a un’infezione presente nel sangue)

Se il tessuto cerebrale si infetta, il cervello può non funzionare correttamente.

Altre infezioni, come la sepsi, possono causare febbre alta, che può impedire al cervello di funzionare correttamente o può danneggiare il tessuto cerebrale.

Le variazioni cerebrali associate all’età rendono gli anziani più suscettibili a disturbi della funzione mentale a causa di disturbi minori come ad esempio le infezioni delle vie urinarie.

Può verificarsi il coma.

Nei soggetti anziani, infezioni delle vie urinarie possono causare stato confusionale, disorientamento e delirio.

Incidenti e traumi

Asfissia

Il cervello viene privato di ossigeno.

Si perde rapidamente conoscenza e possono seguire coma e morte.

I traumi cranici possono danneggiare il cervello nei seguenti modi:

  • Scuotere il cervello, eventualmente compromettendo la comunicazione fra le cellule cerebrali, ma senza provocare alcun danno fisico evidente (come in una commozione cerebrale)

  • Danneggiare i piccoli vasi sanguigni del cervello (come in caso di un livido o una contusione)

  • Tagliare o schiacciare il tessuto cerebrale

  • Causare un grave sanguinamento all’interno del cervello (come avviene nell’emorragia intracerebrale) o fra i tessuti che lo ricoprono (come avviene nell’emorragia subaracnoidea)

Il sangue può irritare direttamente il tessuto cerebrale o può accumularsi come una massa (ematoma) che esercita una pressione sul cervello (come nell’ematoma epidurale o subdurale).

A seconda del trauma, il coma può svilupparsi immediatamente o gradualmente nell’arco di alcune ore. Possono anche insorgere crisi convulsive, soprattutto se dai vasi sanguigni fuoriesce una grande quantità di sangue che entra in contatto diretto con il tessuto cerebrale, irritandolo.

Una temperatura corporea superiore ai 40 °C, come in caso di febbre alta o di colpo di calore, può danneggiare il cervello.

Ne può risultare il coma. Le cellule nervose muoiono molto più rapidamente quando la temperatura corporea è molto alta.

Una temperatura corporea inferiore a 36 °C rallenta le funzioni cerebrali. Una temperatura corporea inferiore a 26,7 °C provoca il coma.

Tuttavia, le basse temperature a volte possono proteggere il cervello rallentando il danno causato dalla mancanza di sangue o di ossigeno. Inoltre, le cellule nervose muoiono molto più lentamente quando la temperatura corporea è molto bassa. Ad esempio, un bambino può guarire completamente dopo essere stato immerso per 30 minuti in un lago ghiacciato. Un’immersione così lunga nell’acqua calda è generalmente fatale.

Ne possono derivare stupor o coma, ma se la persona sopravvive, solitamente non restano danni permanenti.

Sostanze

L’alcol rallenta la funzione cerebrale. Consumato in grandi quantità, può colpire il tessuto cerebrale direttamente o indirettamente rallentando la respirazione al punto che il livello di ossigeno nel sangue diventa abbastanza basso da causare un danno cerebrale.

Un alto livello di consumo alcolico, soprattutto se supera lo 0,2%, può causare stupor o coma.

Monossido di carbonio o sostanze simili inalate in grandi quantità

Il monossido di carbonio si attacca all’emoglobina nei globuli rossi. Prende il posto dell’ossigeno e impedisce ai globuli rossi di trasportare l’ossigeno ai tessuti, incluso al cervello.

Un avvelenamento grave da monossido di carbonio può causare coma o un danno cerebrale irreversibile perché il cervello non riceve abbastanza ossigeno.

Farmaci

Molti farmaci, anche se non vengono somministrati a forti dosi, possono rallentare la funzione cerebrale. Tra questi troviamo:

  • Forti dosi di barbiturici

  • Oppioidi (inclusa la morfina)

  • Sedativi (come il diazepam)

  • Una combinazione di questi farmaci fra loro o con l’alcol

  • La marijuana, anche per uso medico

Ne può risultare il coma. Se trattato tempestivamente, questo tipo di coma è completamente reversibile.

Sintomi

Lo stato di coscienza è compromesso a livelli variabili. Le persone in stupor sono solitamente incoscienti ma possono essere risvegliate con uno stimolo vigoroso. Le persone in stato di coma sono incoscienti, hanno gli occhi chiusi e non possono essere risvegliate.

Il danno o la disfunzione cerebrale che causa lo stupor e il coma colpisce altre parti del corpo.

La respirazione è solitamente anormale. Le persone possono respirare troppo rapidamente, troppo lentamente, troppo profondamente o in modo irregolare. Oppure possono alternare questi schemi anormali.

La pressione arteriosa può aumentare o diminuire, a seconda della causa dell’alterazione di coscienza. Ad esempio, se un trauma cranico causa un’emorragia cerebrale massiva, la pressione endocranica aumenta rapidamente, e l’afflusso di sangue al cervello diminuisce. I nervi che controllano la pressione arteriosa rispondono aumentando la pressione sanguigna per cercare di mantenere il normale afflusso di sangue al cervello. Se la causa della perdita di coscienza è una grave infezione, grave disidratazione, grave perdita di sangue, sovradosaggio di farmaci o di sostanze stupefacenti o un arresto cardiaco, la pressione arteriosa si riduce notevolmente.

I muscoli possono contrarsi e rimanere contratti in posizioni insolite. Ad esempio, la testa può essere inclinata indietro con le braccia e le gambe distese, una posizione chiamata rigidità decerebrata. Oppure le braccia possono essere flesse con entrambe le gambe estese, una posizione chiamata rigidità decorticata. Oppure tutto il corpo può essere molle. A volte i muscoli si contraggono in modo sporadico o involontario.

Gli occhi possono essere coinvolti. Una o entrambe le pupille degli occhi possono essere più grandi (dilatate) e non reagire ai cambiamenti di luce. Oppure la pupilla può essere piccola. Gli occhi possono non muoversi oppure muoversi in modi anormali.

Il disturbo che altera la coscienza può causare altri sintomi. Ad esempio, se la causa è la meningite (infezione degli strati di tessuto che ricoprono l’encefalo e il midollo spinale), i sintomi precoci possono includere febbre, vomito, cefalea e un collo doloroso e rigido, che rende difficile o addirittura impossibile abbassare il mento verso il petto.

L’incapacità di muoversi (immobilizzazione) per lungo tempo può anche causare dei problemi come piaghe da decubito, danni ai nervi degli arti, formazione di coaguli di sangue e infezioni delle vie urinarie (vedere Problemi dovuti all’allettamento).

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Esame neurologico

  • Esami di laboratorio e di diagnostica per immagini

Il medico può solitamente affermare che la coscienza è alterata sulla base dell’osservazione e dell’esame obiettivo. Cerca di identificare le parti del cervello alterate e la causa dell’alterazione, perché il trattamento è diverso e perché l’alterazione può progredire, portando al coma e alla morte cerebrale.

Viene diagnosticato lo stupor quando tentativi vigorosi e ripetuti risvegliano la persona solo brevemente. Viene diagnosticato il coma quando la persona non può essere risvegliata affatto e gli occhi restano chiusi.

Una persona in stato di stupor o coma deve essere immediatamente ricoverata in ospedale poiché entrambe le condizioni possono essere causate da una patologia potenzialmente letale. Gli operatori sanitari cercano di identificare la causa e offrono allo stesso tempo cure mediche di emergenza. Ad esempio viene effettuato un esame rapido per controllare il livello di zucchero nel sangue. Se il livello di zucchero è basso (il che può danneggiare il cervello in modo rapido e permanente), può essere trattato immediatamente.

Una persona in stato di stupor o di coma non è in grado di comunicare. Il medico, quindi, in genere verifica se la persona indossa un braccialetto o una collana di identificazione che possa indicare la causa. Il medico può cercare nel portafoglio, nella borsa o nelle tasche della persona un documento di identificazione sanitaria (ad esempio una tessera ospedaliera) o farmaci che possano fornire ulteriori elementi per identificare la causa. Pertanto, una persona che soffre di un disturbo che comporta un maggior rischio di stupor o coma (come il diabete o una sindrome convulsiva) deve portare con sé o indossare una forma di riconoscimento sanitario.

Il medico chiede ad eventuali testimoni in quali circostanze si è manifestato il cambiamento dello stato di coscienza e se il soggetto abbia manifestato altri sintomi. Ad esempio, se gli arti del soggetto hanno avuto dei movimenti ripetuti a scatto al momento del cambiamento dello stato di coscienza, è possibile che la causa fosse una crisi convulsiva. Parla anche con i familiari e gli amici, che devono fornire al personale medico in modo onesto tutte le informazioni rilevanti sulla persona, che includono quanto segue:

  • Se la persona usa farmaci o droghe (su ricetta e ricreative), alcol o altre sostanze tossiche e quali

  • Se la persona ha subito traumi prima del cambiamento dello stato di coscienza

  • Quando e come è iniziato il problema

  • Se la persona ha avuto o ha un’infezione, soffre di altri disturbi (come diabete, ipertensione arteriosa, convulsioni o malattie della tiroide, dei reni o del fegato) oppure altri sintomi (come cefalee o vomito)

  • Quand’è l’ultima volta che la persona è sembrata normale

  • Se la persona ha mangiato cibi insoliti o ha viaggiato di recente

  • Se hanno avuto presentimenti su quale potrebbe essere la causa (ad esempio, se la persona era depressa di recente o se ha parlato di suicidio)

Queste informazioni possono aiutare il medico a identificare le possibili cause e a valutare le probabilità di ripresa della persona. Molte cause non potrebbero essere identificate, neanche effettuando molti esami diagnostici, se queste informazioni non fossero disponibili. Ad esempio, se la persona ha mangiato cibi insoliti, la causa potrebbe essere una tossina (come ad esempio quelle presenti nei funghi velenosi). Se la persona è tornata di recente da un viaggio, la causa potrebbe essere un’infezione diffusa nella zona visitata. Se nelle vicinanze vengono ritrovati contenitori di pillole vuoti oppure oggetti associati al consumo di droghe, la causa potrebbe essere un’overdose di un farmaco o una droga. In caso di ingestione di un farmaco o di una sostanza tossica, i familiari o gli amici dovrebbero fornire al medico un campione della sostanza ingerita o il contenitore di questa.

Did You Know...

  • Le informazioni raccolte dai familiari e dagli amici sono spesso più utili degli esami diagnostici per determinare la causa del coma.

Le informazioni provenienti dalla famiglia e dagli amici sono solitamente preziose e possono portare alla diagnosi esatta, più dell’esame obiettivo o dei test. Ad esempio, nessun esame è in grado di escludere qualsiasi overdose di farmaco possibile.

Esame obiettivo

Viene controllata la temperatura corporea. Una temperatura anormalmente alta può indicare un’infezione, un colpo di calore o un’overdose di una droga che stimola il corpo (come la cocaina o l’anfetamina). Una temperatura particolarmente bassa può indicare un’esposizione prolungata al freddo, una ghiandola tiroidea ipoattiva, un’intossicazione da alcol, un’overdose di sedativi o, nelle persone anziane, un’infezione.

Il medico esamina la testa, il viso e la pelle per cercare indizi sulla causa, come nelle situazioni seguenti:

  • Occhi neri, tagli, ematomi o perdita di liquido cerebrospinale (il liquido che circonda il cervello) dal naso o dalle orecchie suggeriscono un trauma cranico.

  • I segni di ago suggeriscono un’overdose di una droga, come l’eroina.

  • Le eruzioni cutanee spesso suggeriscono un’infezione, come la sepsi (una forte risposta di tutto il corpo a un’infezione del sangue) oppure un’infezione cerebrale.

  • Alcuni odori dell’alito suggeriscono chetoacidosi diabetica o consumo di un veleno o grosse quantità di alcol

  • Se la persona si è morsa la lingua, la causa può essere una crisi convulsiva.

Esame neurologico

Viene effettuato un esame neurologico completo. Questo esame aiuta il medico a determinare:

  • Il livello di gravità dell’alterazione della coscienza

  • Eventuali disfunzioni del tronco encefalico

  • Quale parte dell’encefalo è danneggiata

  • Quale potrebbe essere la causa

Se la persona è incosciente, il medico cerca di svegliarla parlandole, poi toccandone gli arti, il petto o la schiena. Se questi accorgimenti non funzionano, il medico usa degli stimoli che causano disturbo o dolore, come la pressione sul letto ungueale o un pizzicotto. Se il paziente apre gli occhi o fa una smorfia in presenza di uno stimolo doloroso oppure se lo evita intenzionalmente, la coscienza non è lesa in modo grave. Se è in grado di emettere dei suoni, gli emisferi cerebrali funzionano in una certa misura. Se apre gli occhi, alcune parti del tronco encefalico sono probabilmente funzionanti.

I medici usano talvolta un sistema di classificazione standardizzato, come la scala del coma di Glasgow, per tenere traccia dei cambiamenti nel livello di coscienza di una persona. Questa scala assegna dei punti in base alla risposta a degli stimoli. Vengono valutati il movimento degli occhi, il linguaggio e i movimenti. La scala è una misura oggettiva relativamente affidabile di quanto non reattiva sia una persona.

Una respirazione anormale può fornire indizi sulla parte del cervello che non funziona correttamente.

Il controllo delle reazioni agli stimoli nervosi può aiutare a determinare se alcune parti del cervello e del midollo spinale non funzionano correttamente. In caso di coma, l’uso di stimoli dolorosi può provocare posizioni del corpo insolite. Ad esempio, la testa può essere inclinata indietro con le braccia e le gambe distese (detta rigidità decerebrata). Oppure le braccia possono essere flesse con entrambe le gambe estese (detta rigidità decorticata). Questo esame aiuta a identificare l’area cerebrale che non funziona normalmente.

La peggiore risposta possibile è una flaccidità di tutto il corpo e un’assenza di movimenti in risposta al dolore. Questa condizione può indicare una disfunzione grave del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Tuttavia, se il tono e i movimenti muscolari ritornano, la causa può essere reversibile, come ad esempio un sovradosaggio di sedativi.

Anche i riflessiautomatici in parti specifiche del corpo vengono controllati tramite manovre specifiche, come ad esempio colpire le articolazioni con un martelletto per riflessi. Il medico cerca le differenze nella forza dei riflessi in diverse parti del corpo. Queste informazioni talvolta lo aiutano a identificare le aree del cervello che non funzionano normalmente.

Se la mancanza di reattività è dovuta a un disturbo psichiatrico che non altera la coscienza, tutti i riflessi automatici sono normali.

Anche gli occhi offrono indizi importanti sul grado di funzionamento del tronco encefalico e su cosa possa causare l’incoscienza. Il medico esamina la posizione, le dimensioni, la reazione alla luce intensa e la capacità delle pupille di seguire un oggetto in movimento (negli individui vigili e svegli) e l’aspetto della retina. In condizioni normali, le pupille si ingrandiscono (dilatano) quando la luce è soffusa e diventano più piccole (si contraggono) quando viene puntata una luce sugli occhi. Tuttavia, le pupille possono non rispondere normalmente alla luce nei soggetti in coma. La risposta delle pupille alla luce, o l’eventuale assenza di risposta, aiuta il medico a determinare la causa del coma.

Per una valutazione accurata, il medico deve sapere se la persona assume un farmaco per trattare il glaucoma, che può influire sulle dimensioni delle pupille, e in genere deve sapere se le pupille della persona sono normalmente di dimensioni diverse.

Il medico esamina anche l’interno dell’occhio con un oftalmoscopio per cercare segni di aumento della pressione all’interno del cranio. Un aumento della pressione suggerisce che la causa sia una massa nel cervello, come un tumore, un ematoma o un ascesso.

La risposta della persona a certe manovre può aiutare i medici a determinare se il tronco encefalico stia funzionando normalmente:

  • Rotazione della testa e osservazione del movimento degli occhi.

  • Se la persona non è cosciente, l’introduzione di acqua fredda in un orecchio e poi nell’altro e l’osservazione dei movimenti dell’occhio (test dell’acqua fredda o test calorico)

Il test dell’acqua fredda viene effettuato solo se la persona è priva di coscienza e i medici non hanno altro modo di verificare i movimenti degli occhi. Se la persona è cosciente, l’introduzione di acqua fredda nell’orecchio può causare forti vertigini, nausea e vomito.

Esami di laboratorio

Questi esami forniscono ulteriori indizi sulla possibile causa di stupor o coma.

Vengono misurati i livelli plasmatici di sostanze tra cui zuccheri, elettroliti (come il sodio), alcol, ossigeno, minerali (come il magnesio) e anidride carbonica. Elevati livelli di anidride carbonica possono indicare una compromissione respiratoria e la necessità di ricorrere alla ventilazione meccanica. Inoltre, viene eseguita la conta dei globuli rossi e dei globuli bianchi. Vengono effettuati esami del sangue per controllare la funzionalità epatica e renale.

Le urine vengono analizzate per stabilire la presenza di sostanze tossiche comunemente utilizzate o sospette. Alcuni campioni di sangue e urine possono essere inviati a un laboratorio ed essere sottoposti a coltura (per crescere eventuali microrganismi presenti) per verificare la presenza di infezioni.

Il medico misura il livello di ossigeno nel sangue con un sensore posizionato sul dito (pulsossimetria). Misura anche i livelli di ossigeno, di anidride carbonica e a volte di altri gas in un campione di sangue prelevato da un’arteria (esami dei gas arteriosi). Questi esami vengono eseguiti per verificare la presenza di malattie cardiache e polmonari.

Possono essere effettuati altri esami di laboratorio, a seconda di quali cause si sospettano per il coma.

Altri esami

Viene eseguito un elettrocardiogramma (ECG) per verificare la presenza di eventuali disturbi cardiaci che potrebbero ridurre l’afflusso di sangue al cervello. Può essere eseguita una radiografia del torace per verificare la presenza di patologie polmonari che possono ridurre la quantità di ossigeno nel sangue.

Se non viene identificata rapidamente una causa, viene effettuata una TC o una RMI della testa per verificare la presenza di una massa o altre lesioni cerebrali strutturali.

Se la causa non è chiara dopo aver eseguito gli esami di diagnostica per immagini o se è possibile una presenza di meningite o di sanguinamento fra gli strati di tessuto che coprono il cervello (emorragia subaracnoidea), viene effettuato una puntura lombare (rachicentesi) per prelevare un campione di liquido cerebrospinale. Il liquido viene esaminato e analizzato per cercare le varie cause. Prima della puntura lombare, in genere viene effettuata una TC o una RMI della testa per determinare se la pressione all’interno del cranio è aumentata, ad esempio a causa di un tumore o di un sanguinamento all’interno del cervello (emorragia intracerebrale). Se la pressione è aumentata, una puntura lombare può far abbassare il cervello a causa della rapida diminuzione della pressione sotto di esso e quindi, almeno teoricamente, causare o aggravare l’ernia cerebrale (sebbene raramente si forni un’ernia).

Se la causa continua a non essere chiara, può essere effettuato un elettroencefalogramma (EEG) per controllare l’attività elettrica del cervello, che potrebbe essere anomala se il cervello non funziona normalmente. Occasionalmente, l’EEG indica che la persona sta avendo una crisi convulsiva anche se gli arti non si stanno contraendo (un disturbo chiamato stato epilettico non convulsivo).

Prognosi

In generale, se entro 6 ore il paziente inizia a rispondere ai suoni, al tocco o ad altri stimoli, ha più probabilità di guarire. La guarigione è probabile anche quando nei primi giorni si verifica almeno una di queste condizioni:

  • La capacità di elocuzione torna, anche se è incomprensibile.

  • Gli occhi possono seguire un oggetto.

  • Il paziente può seguire i comandi.

  • Il tono muscolare ritorna alla normalità.

Le probabilità di guarigione dipendono anche dalla causa e dalla durata dello stato di incoscienza, come nei seguenti casi:

  • Overdose di un sedativo: il recupero è probabile a meno che la respirazione non si sia interrotta abbastanza a lungo da causare una lesione cerebrale.

  • Basso livello di zuccheri: il completo recupero è possibile se l’encefalo non è stato privato dello zucchero per più di un’ora.

  • Trauma cranico: può verificarsi un recupero sostanziale, perfino se il coma dura da diverse settimane (ma non da oltre 3 mesi).

  • Ictus: è probabile che vi sia una lesione cerebrale permanente se il coma dura da almeno 6 ore.

  • Infezione: la guarigione completa è spesso possibile se il trattamento avviene in modo tempestivo.

Dopo un arresto cardiaco, il recupero totale è raro se le persone presentano uno dei seguenti casi:

  • Alcune patologie come cardiopatie, ipertensione arteriosa o diabete mellito

  • Coma per più di 6 ore

  • Movimenti muscolari involontari

  • Pupille non reattive alla luce

  • Continuazione delle crisi convulsive nonostante il trattamento

Se le persone non riescono a muovere gli arti dopo un arresto cardiaco, il recupero è difficile.

Tuttavia, se il medico ha usato il raffreddamento (ipotermia) per trattare i pazienti dopo un arresto cardiaco, solitamente attende altri 3 giorni perché si manifestino tali reazioni. Il raffreddamento del corpo tende a preservare la funzione cerebrale dopo un arresto cardiaco, ma tende anche a rallentarne il recupero.

A volte i medici usano un esame chiamato risposte evocate per determinare se il tronco encefalico o gli emisferi cerebrali sono in grado di funzionare. Per questo esame, si posizionano su entrambi i lati del corpo degli elettrodi, che producono un lieve segnale elettrico, e viene utilizzato un EEG per rilevare e registrare il tempo impiegato dal segnale elettrico a raggiungere il cervello. Se dopo molti tentativi i segnali non raggiungono il cervello, la prognosi tende a essere sfavorevole.

I bambini e a volte i giovani adulti recuperano in modo più completo rispetto agli anziani perché le cellule cerebrali si riparano più rapidamente e totalmente nei giovani.

Per coloro che restano in uno stato di coma profondo per più di qualche settimana, è necessario prendere delle decisioni sull’uso costante di un ventilatore polmonare, di una sonda di alimentazione e dei farmaci. I membri della famiglia devono discutere di queste problematiche con i medici. Se le persone hanno redatto direttive anticipate, come un testamento o una direttiva di delega per le cure mediche, queste devono guidare le decisioni sull’eventualità di continuare l’assistenza.

Trattamento

  • Misure per aiutare la persona a respirare e per migliorare l’afflusso di sangue al cervello

  • Trattamento della causa

Trattamento immediato

Se una persona diventa rapidamente meno attenta e più difficile da risvegliare, è necessario un trattamento immediato, a volte anche prima di eseguire la diagnosi. Il deterioramento rapido della coscienza è considerato un’urgenza medica.

Le prime fasi del trattamento, talvolta condotte dal personale medico di emergenza, sono controllare:

  • Se le vie respiratorie sono pervie

  • Se la respirazione è adeguata

  • Se il polso, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca sono normali (per assicurarsi che il sangue affluisca al cervello)

Se possibile, vengono corretti tutti i problemi presenti.

Le persone vengono prima trattate in pronto soccorso e poi ricoverate nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. In entrambi i luoghi, gli infermieri possono monitorare il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la temperatura e il livello di ossigeno nel sangue. Tutte le anomalie in queste misurazioni vengono corrette immediatamente per prevenire danni ulteriori al cervello. L’ossigeno viene spesso somministrato immediatamente e in tempi rapidi si allestisce una via endovenosa per somministrare rapidamente farmaci o zucchero (glucosio).

Se le persone hanno una temperatura corporea molto alta o molto bassa, vengono adottate delle misure per raffreddarle (trattamento del colpo di calore) o riscaldarle (trattamento dell’ipotermia). Tutti gli altri disturbi (come i disturbi cardiaci o polmonari), se presenti, sono trattati.

Trattamento della causa

Quando possibile, viene trattata la causa.

Ad esempio, in caso di livello di zucchero basso nel sangue, viene somministrato immediatamente glucosio (uno zucchero) per via endovenosa. La somministrazione di glucosio determina spesso una ripresa immediata se la causa del coma è l’ipoglicemia. Con il glucosio viene sempre somministrata della tiamina perché se le persone sono malnutrite (solitamente a causa di abuso di alcol), il glucosio da solo può scatenare o aggravare un disturbo cerebrale chiamato encefalopatia di Wernicke.

Se la causa è un trauma cranico, si deve immobilizzare il collo finché il medico non è in grado di verificare se sia presente una lesione alla colonna vertebrale. Alcune persone in stato di stupor o coma in seguito a un trauma cranico traggono beneficio da una terapia farmacologica che può migliorare il funzionamento delle cellule nervose, come l’amantadina. Questo trattamento può aiutarle a recuperare più rapidamente un certo livello di funzionalità; tuttavia, può non fare alcuna differenza sul miglioramento a lungo termine.

Se il medico sospetta che la causa sia un oppioide, può essere somministrato l’antidoto naloxone. Il recupero può essere quasi istantaneo se l’oppioide è l’unica causa della perdita di coscienza. Se la persona assume oppioidi, il medico può prescrivere un auto-iniettore di naxolone. Questo dispositivo consente a un familiare o a un altro assistente di somministrare immediatamente naloxone se il paziente ha o si pensa abbia assunto un’overdose di un oppioide.

Raramente, quando si sospetta che una persona abbia ingerito determinate sostanze tossiche o farmaci nell’ora precedente, il medico può inserire un largo tubo attraverso la bocca e nello stomaco della persona, in modo da pomparne fuori il contenuto. Il contenuto dello stomaco viene pompato per essere identificato e per evitare che le sostanze vengano assorbite. Può anche essere somministrato carbone attivo attraverso la sonda o tramite un piccolo tubo inserito nel naso (sonda nasogastrica). Il carbone evita che lo stomaco assorba maggiormente le sostanze.

Trattamento per controllare la respirazione

Le persone in stato di stupor profondo o di coma generalmente devono essere intubate e necessitano di ventilazione meccanica, specialmente se la respirazione è compromessa (ad esempio in caso di lesioni o disfunzioni cerebrali).

Il tubo per la respirazione viene inserito nel naso o nella bocca e dentro la trachea nella cosiddetta intubazione endotracheale. Evita che le persone inalino il contenuto dello stomaco dopo aver vomitato e facilita la ventilazione meccanica se la loro respirazione è troppo lenta o difficoltosa.

Altri trattamenti

Se i risultati suggeriscono che la pressione all’interno del cranio è aumentata, in particolare se il medico sospetta un’ernia cerebrale, questi può praticare un piccolo foro nel cranio e inserire un dispositivo di monitoraggio della pressione in una delle cavità riempite di liquido (ventricoli) nel cervello. Se la pressione aumenta, si devono prendere le seguenti misure per ridurla:

  • La testa del letto deve essere rialzata.

  • La ventilazione meccanica può essere utilizzata per aiutare le persone a respirare più rapidamente, soprattutto durante la prima mezz’ora di utilizzo. Una maggiore frequenza respiratoria rimuove l’anidride carbonica dai polmoni e riduce il livello di anidride carbonica nel sangue. Di conseguenza, i vasi sanguigni della parte non danneggiata del cervello si restringono e vi è un minore afflusso di sangue al cervello. Questa misura riduce la pressione all’interno del cranio e non danneggia ulteriormente il cervello.

  • Si devono utilizzare diuretici o altri farmaci per diminuire il liquido nel cervello e nel resto del corpo. I diuretici aiutano a rimuovere il liquido in eccesso inducendo i reni a eliminare una maggiore quantità di sodio e acqua nelle urine.

  • Può essere somministrato un sedativo per controllare le contrazioni muscolari involontarie eccessive, che possono aumentare la pressione all’interno del cranio.

  • A volte viene ridotta la pressione arteriosa, in particolare se era già alta.

Se la causa dell’aumento di pressione è un tumore cerebrale o un ascesso, alcuni corticosteroidi, come il desametasone possono aiutare a ridurre la pressione. Tuttavia, i corticosteroidi non sono usati quando la pressione alta è causata da alcuni altri disturbi, come un’emorragia intracerebrale o un ictus, perché possono aggravare queste condizioni.

Se altre misure non funzionano, si può tentare quanto segue:

  • Quando la pressione endocranica aumenta in seguito a un trauma cranico o a un arresto cardiaco, si possono tentare delle misure per abbassare la temperatura corporea. Queste misure sembrano utili per alcuni soggetti che hanno avuto un arresto cardiaco.

  • Pentobarbital (un barbiturico) può essere utilizzato per ridurre l’afflusso di sangue al cervello e l’attività cerebrale. in alcuni casi, questo trattamento può migliorare la prognosi. Tuttavia, non è vantaggioso per tutti e ha degli effetti collaterali, come ipotensione e alterazioni del ritmo cardiaco.

  • Il cranio può essere aperto chirurgicamente (craniectomia), creando più spazio per il cervello gonfio e riducendo quindi la pressione sullo stesso. Questo trattamento può evitare il decesso, però è possibile che non migliori molto la funzionalità di una persona.

Assistenza a lungo termine

Le persone in coma hanno bisogno di un’assistenza completa. Vengono nutrite tramite un tubo inserito nel naso che scorre fino allo stomaco (detta alimentazione con sondino). A volte, vengono nutrite attraverso un sondino inserito direttamente nello stomaco o nell’intestino tenue attraverso un’incisione nell’addome. Anche i farmaci possono essere somministrati attraverso questi tubi.

Molti problemi derivano dall’incapacità di muoversi (immobilità), e le misure per prevenirli sono essenziali (vedere Problemi dovuti all’allettamento). Per esempio, può verificarsi quanto segue:

  • Piaghe da decubito: Stando sdraiati in una posizione, si possono interrompere gli afflussi di sangue in alcune zone del corpo, causando la rottura della pelle e la formazione di piaghe da decubito.

  • Muscoli deboli: La debolezza muscolare sopraggiunge quando il muscolo non viene utilizzato. I soggetti con debolezza muscolare possono avere difficoltà a respirare autonomamente quando vengono staccati dal ventilatore.

  • Contratture: La mancanza di movimento può inoltre portare all’irrigidimento permanente dei muscoli (contratture) che determina il piegamento permanente delle articolazioni.

  • Coaguli di sangue: la mancanza di movimento rende più probabile la formazione di coaguli di sangue nelle vene delle gambe. I coaguli possono staccarsi, viaggiare fino ai polmoni e bloccare lì un’arteria (embolia polmonare).

Le piaghe da decubito possono essere prevenute cambiando frequentemente la posizione della persona e ponendo dei cuscinetti protettivi sotto alle parti del corpo che sono in contatto con il letto, come ad esempio i talloni, per proteggerle.

Per prevenire le contratture, il fisioterapista muove delicatamente le articolazioni della persona in tutte le direzioni (esercizi di mobilità passiva) oppure può steccarle in certe posizioni. Iniziare precocemente la fisioterapia può aiutare le persone che non hanno potuto muoversi a recuperare la funzionalità.

Per prevenire la formazione di coaguli, si ricorre a farmaci e alla compressione o elevazione delle gambe della persona. Anche il movimento degli arti, ad esempio attraverso esercizi di mobilità passiva, può contribuire alla prevenzione dei coaguli di sangue.

Dal momento che questi pazienti non possono sbattere le palpebre, gli occhi possono seccarsi. I colliri possono essere di aiuto.

Se la persona è incontinente, si deve fare attenzione a mantenere la pelle pulita e asciutta. Se la vescica non funziona e si manifesta ritenzione urinaria, può essere posizionato un tubo (catetere) nella vescica per drenare le urine. I cateteri vanno puliti e controllati regolarmente per prevenire infezioni delle vie urinarie.

Consigli fondamentali per gli anziani: c

Le alterazioni della coscienza, come letargia, stupor e coma, sono fonte di preoccupazione particolare nelle persone anziane per i seguenti motivi:

  • Cambiamenti cerebrali correlati all’età: Con l’invecchiamento, il numero di cellule nervose si riduce nel cervello. Pertanto, i farmaci hanno più probabilità di alterare la coscienza e la funzione mentale negli anziani perché il cervello di una persona anziana è più lento e meno in grado di compensare gli effetti di un farmaco sul cervello.

  • Altre modificazioni relative all’età: Altri cambiamenti correlati all’età rendono le persone anziane più sensibili agli effetti dei farmaci. Ad esempio, con l’invecchiamento, i reni hanno minori capacità di espellere i farmaci nelle urine e il fegato ha minori capacità di scomporre (metabolizzare) molti farmaci. Quindi, questi ultimi sono rimossi dall’organismo con minore facilità. Una grande quantità di farmaco può restare nel sangue e può rimanervi a lungo. Tale quantità può quindi raggiungere il cervello e colpire la funzione cerebrale. Di conseguenza, anche una bassa dose di un farmaco può causare stato confusionale o sonnolenza nelle persone anziane. Spesso gli anziani hanno bisogno di una dose inferiore a quella normalmente utilizzata.

  • Utilizzo di più farmaci: Molti di loro assumono parecchi farmaci (polifarmacia) perché hanno uno o più disturbi cronici, come ipertensione arteriosa, diabete o artrite. L’assunzione di diversi farmaci aumenta il rischio di interazioni farmacologiche, con possibili effetti negativi sul cervello. Ad esempio, un farmaco può far aumentare il livello di un altro farmaco.

  • Uno schema farmacologico complesso: Inoltre, se le persone devono prendere molti farmaci, il programma di assunzione può essere complesso. Di conseguenza, è probabile che facciano errori e che assumano una dose di farmaco eccessiva.

  • Effetti di disturbi minori: Disturbi relativamente minori, come un’infezione del tratto urinario o la disidratazione, hanno più probabilità di alterare la coscienza nelle persone anziane che in quelle giovani.

  • Presenza di altri disturbi: Diverse patologie molto comuni negli anziani possono alterare la coscienza. Queste includono ictus, tumori cerebrali, rigonfiamenti (aneurismi) nelle arterie indebolite del cervello, disturbi metabolici, patologie polmonari gravi, infezioni gravi e insufficienza cardiaca.

  • Difficoltà a riconoscere alterazioni della coscienza: Lo stato di coscienza alterata può essere più difficile da riconoscere nelle persone anziane. Se queste sono meno vigili o meno coscienti delle cose intorno a loro, i familiari e gli amici potrebbero non notarlo o supporre che il cambiamento sia dovuto all’invecchiamento (una variazione della coscienza non è un aspetto normale dell’invecchiamento). Inoltre, una variazione di coscienza può essere più difficile da discernere nelle persone anziane che soffrono di demenza o di un’altra patologia cerebrale o che hanno avuto un ictus.

  • Capacità di recupero: Gli anziani hanno più difficoltà a riprendersi da uno stupor o dal coma, perché con l’invecchiamento il cervello non è più in grado di autoripararsi.

Nelle persone anziane, la coscienza viene comunemente alterata da reazioni a farmaci, disidratazione e infezioni.

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