Asma

DiVictor E. Ortega, MD, PhD, Mayo Clinic;
Sergio E. Chiarella, MD, Mayo Clinic
Reviewed ByRichard K. Albert, MD, Department of Medicine, University of Colorado Denver - Anschutz Medical
Revisionato/Rivisto Modificata dic 2025
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I fatti in Breve

L’asma è una condizione in cui le vie aeree si restringono, di solito in modo reversibile, in riposta ad alcuni stimoli.

  • I sintomi più comuni sono tosse, sibilo e respiro affannoso, insorti in risposta a specifici fattori scatenanti.

  • La conferma della diagnosi di asma si basa sui riscontri dei test della respirazione (funzionalità polmonare).

  • Per prevenire gli attacchi, è necessario evitare sostanze che scatenano l’asma e assumere farmaci che aiutano a mantenere aperte le vie aeree.

  • Durante un attacco d’asma è necessario assumere un farmaco in grado di aprire rapidamente le vie aeree.

(Vedere anche Asma nei bambini, Sibilo nei lattanti e nei bambini piccoli e Asma durante la gravidanza.)

Il numero di persone affette da asma varia significativamente tra le varie regioni e popolazioni, ed è influenzato da fattori come stato socio-economico, esposizione ambientale e predisposizione genetica. Si stima che, nel 2021, 260 milioni di soggetti in tutto il mondo soffrissero di asma. Negli Stati Uniti soffrono di asma circa 25 milioni di persone. Durante l‘infanzia l’asma è più comune nei maschi. Questo andamento si inverte in età adulta, quando diventa più comune nelle donne.

Sebbene l’asma sia una delle malattie croniche più comuni dell’infanzia, può svilupparsi anche negli adulti, persino in età avanzata. Negli Stati Uniti l’asma interessa circa 5 milioni di bambini (vedere anche Asma nei bambini). Alla fine, nei bambini l’asma può risolversi. Tuttavia, l’asma che sembra risolversi talora ricompare anni più tardi. Nei bambini l’asma tende a colpire maggiormente i maschi rispetto alle femmine.

Si osserva inoltre più spesso nella popolazione nera non ispanica e di origine portoricana. Anche se il numero di soggetti affetti da asma è aumentato, il numero delle morti ha subito un calo. I decessi dovuti all’asma si verificano più comunemente nei soggetti neri e di età superiore a 65 anni.

La caratteristica più importante dell’asma è un restringimento reversibile delle vie aeree. Le vie aeree intrapolmonari (bronchi) sono, sostanzialmente, dei tubi con pareti muscolari. Le cellule che rivestono i bronchi possiedono strutture microscopiche, denominate recettori. Questi recettori avvertono la presenza di specifiche sostanze e stimolano i muscoli sottostanti a contrarsi o a rilassarsi, alterando così il flusso di aria. Esistono molti tipi di recettori, ma nell’asma sono importanti 2 tipi principali:

  • I recettori beta-adrenergici rispondono a sostanze chimiche come l’adrenalina e l’albuterolo e provocano un rilassamento dei muscoli, aprendo (dilatando) pertanto le vie aeree e incrementando il flusso d’aria.

  • I recettori colinergici rispondono a una sostanza chimica detta acetilcolina, attivano la contrazione muscolare e, in tal modo, riducono il flusso.

Cause dell’asma

Le cause dell’asma sono sconosciute, tuttavia, la malattia probabilmente è il risultato di complesse interazioni tra molti geni, le condizioni ambientali e la nutrizione. Sono stati identificati vari geni che aumentano la probabilità di sviluppare l’asma; coinvolgono principalmente i tipi specifici di cellule, sostanze chimiche o recettori (sedi sulla superficie delle cellule a cui si legano le sostanze chimiche) responsabili dell’infiammazione e dei sintomi correlati all’asma (come la produzione di muco e il sibilo).

Restringimento delle vie aeree

Durante un attacco di asma, la muscolatura liscia va in spasmo restringendo il lume delle vie aeree. La tunica muscolare media si gonfia a causa dell’infiammazione e la produzione di muco diviene eccessiva. Il muco si addensa in alcuni tratti delle vie aeree, determinando un’ostruzione parziale o completa.

Meccanismi alla base dell’asma

Le condizioni ambientali e le circostanze relative a gravidanza, nascita e infanzia sono state associate con lo sviluppo dell’asma nell’infanzia e, più tardi, nell’età adulta. Il rischio sembra essere più alto se la madre di una persona è rimasta incinta in giovane età o presentava malnutrizione durante la gravidanza. Può esservi un rischio maggiore anche in caso di prematurità, basso peso alla nascita o allattamento artificiale.

Anche le condizioni ambientali, quali l’esposizione ad allergeni domestici (ad esempio gli acari della polvere, gli scarafaggi e i peli di animali domestici) e altri allergeni ambientali, sono state associate allo sviluppo dell’asma nei bambini più grandi e negli adulti.

Sono state correlate all’asma anche le diete a basso contenuto di vitamine C ed E e di acidi grassi omega-3, nonché l’obesità. Non esiste alcuna evidenza che gli integratori alimentari di queste sostanze prevengano lo sviluppo dell’asma; tuttavia, è stato dimostrato che la perdita di peso può ridurre il rischio e la gravità dell’asma. Pertanto, l’obesità costituisce un importante fattore di rischio di asma modificabile.

Dove le famiglie sono meno numerose per la presenza di meno bambini, la pulizia degli ambienti chiusi è maggiore e l’uso di vaccini e antibiotici nell’infanzia è diffuso, la capacità del corpo di sviluppare una resistenza agli allergeni ambientali può ridursi e questo può parzialmente spiegare la maggiore diffusione dell’asma in tali condizioni (ipotesi dell’igiene).

Anche uno stato socio-economico più basso, il fumo attivo e un’anamnesi familiare di asma sono fattori di rischio per l’asma.

Basi cellulari dell’asma

L’ostruzione delle vie aeree è spesso causata da un’iperreattività dei recettori colinergici, che inducono un’impropria contrazione dei muscoli delle vie aeree. Si ritiene che alcune cellule delle vie aeree, soprattutto i mastociti, siano responsabili dell’induzione della risposta. I mastociti liberano in tutto l’albero bronchiale sostanze quali l’istamina e i leucotrieni, che provocano:

  • La contrazione della muscolatura liscia

  • L’aumento della secrezione di muco

  • La concentrazione di alcuni globuli bianchi nell’area

I granulociti eosinofili, un tipo di globuli bianchi che si riscontra nelle vie aeree degli asmatici, rilasciano ulteriori sostanze, contribuendo al restringimento delle vie respiratorie. Anche i linfociti T helper 2 (Th2), un altro tipo di globuli bianchi, possono essere coinvolti nell’asma. Queste cellule rilasciano sostanze chimiche (come le interleuchine) che causano una produzione eccessiva di muco, il restringimento delle vie aeree e un indurimento dei tessuti respiratori. Se è presente infiammazione dovuta agli eosinofili e ai linfociti Th2, i medici possono chiamare quest’asma di tipo “T2-alto” (T2-high) o “eosinofila”. Se l’infiammazione dovuta a queste cellule non è presente, l’asma può essere detta di tipo “T2–basso” (T2-low).

Asma eosinofila

L’asma eosinofila è un grave sottotipo di asma nella quale sono presenti livelli molto elevati di eosinofili nel sangue. La gravità dei sintomi aumenta parallelamente all’incremento del livello di eosinofili.

Attacchi d’asma

In un attacco di asma (talvolta definito riacutizzazione), la muscolatura liscia dei bronchi si contrae, causandone il restringimento (definito broncocostrizione). I tessuti che rivestono le vie aeree si gonfiano a causa dell’infiammazione e alla secrezione di muco nelle vie aeree. Lo strato superficiale del rivestimento delle vie aeree può subire un danno e perdere cellule, producendo un ulteriore restringimento delle vie aeree. Il paziente è costretto a compiere uno sforzo maggiore per respirare. Nell’asma, l’ostruzione delle vie aeree è reversibile, pertanto, con un trattamento adeguato, o spontaneamente, le contrazioni muscolari delle vie aeree si interrompono e l’infiammazione si risolve, quindi il flusso d’aria in entrata e in uscita dai polmoni tende a normalizzarsi.

Fattori scatenanti dell’asma

In un soggetto asmatico, il restringimento delle vie aeree avviene in risposta a stimoli (fattori scatenanti) che, di solito, non influiscono sulle persone non asmatiche. Questi fattori scatenanti includono:

  • Allergeni

  • Infezioni

  • Irritanti

  • Attività fisica (definita broncocostrizione indotta dall’esercizio o asma da sforzo)

  • Stress e ansia

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come aspirina e ibuprofene (chiamata malattia respiratoria esacerbata dall’aspirina)

Un attacco d’asma può essere scatenato da molti allergeni inalati, come pollini, particelle derivate da acari della polvere, secrezioni di scarafaggi, particelle provenienti da piume e pelo di animali. Questi allergeni si legano alle immunoglobuline E (IgE, un tipo di anticorpo) sulla superficie dei mastociti, per stimolare il rilascio di sostanze ad azione asmogena. Questo tipo di asma è chiamato asma allergica.

I fattori scatenanti infettivi sono, generalmente, infezioni respiratorie virali, come raffreddore, bronchite e, meno comunemente, polmonite.

Gli irritanti che possono provocare un attacco d’asma comprendono fumo di tabacco, marijuana o cocaina; esalazioni (per es. da profumi, detergenti o inquinamento atmosferico); aria fredda e presenza di acido gastrico nelle vie aeree causato dalla malattia da reflusso gastroesofageo (gastroesophageal reflux disease, GERD).

Alcuni asmatici possono sviluppare il restringimento delle vie respiratorie durante l’esercizio fisico. Questo tipo di costrizione delle vie respiratorie può essere dovuto all’inalazione di aria più secca e più fredda attraverso la bocca durante l’attività fisica.

Talvolta, lo stress e l’ansia inducono i mastociti a rilasciare prostaglandine e leucotrieni e a stimolare il nervo vago (che collega le vie aeree alla muscolatura liscia) che, successivamente, fa contrarre e restringere i bronchi.

La rabbia, l’ansia e il pianto o le risate fragorose possono scatenare i sintomi in alcuni soggetti.

L’aspirina e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono fattori scatenanti per gli attacchi d’asma in quasi il 30% dei soggetti con polipi nasali (escrescenze perlacee all’interno del naso che derivano da un’infiammazione simile a quella dell’asma), ma sono fattori scatenanti in circa il 9% dei soggetti asmatici in generale.

Sindrome da disfunzione reattiva delle vie aeree

La sindrome da disfunzione reattiva delle vie aeree (Reactive Airways Dysfunction Syndrome, RADS) è un disturbo simile all’asma a rapida comparsa e persistente, che si sviluppa in pazienti senza anamnesi di asma. Si tratta di una forma di pneumopatia ambientale causata da una singola forte esposizione a ossido di azoto e composti organici volatili (come quelli contenuti in certi candeggianti e prodotti detergenti). Il paziente sviluppa una sintomatologia simile a quella associata ad asma, con tosse, sibilo e respiro affannoso. Il trattamento è simile a quello generalmente adottato per l’asma.

Sintomi dell’asma

Gli attacchi d’asma sono variabili per frequenza e gravità. Alcuni soggetti asmatici sono abitualmente asintomatici, con lievi episodi di respiro affannoso sporadici e di breve durata. Altri presentano tosse e sibili e hanno attacchi gravi dopo infezioni virali, attività fisica o esposizione ad altri fattori scatenanti.

Con Sibilo si denota un suono musicale riscontrabile durante la fase espiratoria. In alcuni soggetti la tosse può essere l’unico sintomo (variante dell’asma con tosse). Alcuni pazienti asmatici producono un espettorato (catarro) trasparente e, a volte, appiccicoso (mucoso).

In alcuni casi, gli attacchi di asma si manifestano principalmente di notte (asma notturna). Le crisi asmatiche che si verificano durante la notte possono indicare uno scarso controllo della malattia.

Sapevate che...

  • L’asma può manifestarsi con la tosse come unico sintomo.

Sintomi di un attacco di asma

Gli attacchi d’asma si verificano più spesso nelle prime ore del mattino, quando terminano gli effetti dei farmaci protettivi e l’organismo ha maggiori difficoltà a prevenire il restringimento delle vie respiratorie.

Una crisi di asma può iniziare in maniera improvvisa, con sibilo, tosse e respiro affannoso. Altre volte, la crisi di asma può insorgere lentamente, con graduale peggioramento della sintomatologia. In entrambi i casi, i soggetti con asma spesso notano prima respiro affannoso, tosse o senso di oppressione. L’attacco può concludersi dopo pochi minuti oppure può durare ore o giorni. Il prurito al torace o al collo può rappresentare un sintomo iniziale, soprattutto nei bambini. Talvolta una tosse secca notturna o sotto sforzo può essere l’unico sintomo.

Durante le crisi di asma, la dispnea (respiro affannoso) può diventare grave, generando una sensazione di profonda ansia. Il soggetto istintivamente si siede in posizione eretta e si piega in avanti, usando i muscoli del collo e del torace per favorire la respirazione, ma ha difficoltà a respirare. La sudorazione è una reazione comune allo sforzo e all’ansia. In genere, la frequenza cardiaca diviene più frequente e il soggetto può avvertire una sensazione di pressione toracica.

In un grave attacco asmatico, il paziente riesce a pronunciare solo poche parole senza fermarsi per respirare. Tuttavia, il sibilo può in realtà diminuire, dato che l’aria entra ed esce dai polmoni con difficoltà. Stato confusionale, letargia e colorito bluastro della pelle (cianosi, che può apparire come una colorazione grigiastra in caso di pelle scura) sono segni di una grave limitazione dell’apporto di ossigeno e della necessità di trattamento di emergenza. Di solito, il soggetto si riprende completamente con un trattamento appropriato, anche da un attacco asmatico grave. In rari casi, le crisi sono talmente improvvise che il soggetto può perdere coscienza ancor prima di assumere una terapia efficace. Questi soggetti devono indossare un identificativo (come un braccialetto o una collana di allerta medica).

Classificazione dell’asma

L’asma causa vari sintomi e anomalie negli esami. Inoltre, la sintomatologia dell’asma in genere peggiora e migliora nel tempo. I medici valutano la gravità dell’asma e dopo l’avvio del trattamento monitorano quanto efficacemente vengono controllati i sintomi, in quanto tali informazioni li aiutano a determinare se siano necessari ulteriori farmaci.

Gravità dell’asma

La gravità è un indicatore della pericolosità di una malattia. La gravità dell’asma viene solitamente valutata prima di iniziare il trattamento, perché le persone che hanno risposto bene al trattamento presentano pochi sintomi. La gravità dell’asma viene classificata come:

  • Intermittente: I sintomi si manifestano 2 giorni alla settimana o meno e non interferiscono con le attività della vita quotidiana

  • Lieve persistente: I sintomi si manifestano più di due volte a settimana e limitano le attività della vita quotidiana in modo trascurabile

  • Moderata persistente: I sintomi si manifestano ogni giorno e limitano decisamente alcune attività della vita quotidiana

  • Grave persistente: I sintomi si manifestano per tutta la giornata e interferiscono con le attività della vita quotidiana in modo eccessivo

È importante ricordare che la categoria di gravità non consente di prevedere quanto gravi possono essere gli attacchi. Anche una persona che soffre di asma lieve che presenta lunghi periodi asintomatici o con sintomi lievi e una funzione polmonare normale può avere un attacco di asma grave, potenzialmente fatale.

Stato di male asmatico

La forma più grave di asma è definita stato di male asmatico. Si tratta di una costrizione grave, intensa e prolungata delle vie respiratorie che è resistente al trattamento. In questo caso, i polmoni non sono più in grado di fornire al corpo ossigeno a sufficienza o di rimuovere adeguatamente l’anidride carbonica.

Senza ossigeno, molti organi iniziano a manifestare un certo grado d’insufficienza. L’accumulo di anidride carbonica causa acidosi, una condizione di acidità nel sangue che compromette la funzionalità di quasi tutti gli organi. La pressione arteriosa può raggiungere livelli pericolosamente bassi. Le vie aeree sono talmente ristrette da ostacolare la ventilazione polmonare.

Lo stato di male asmatico potrebbe richiedere l’introduzione dal cavo orale e dalla gola di una via aerea artificiale (intubazione) lungo la trachea e l’uso di un ventilatore meccanico per assistere la respirazione. Talvolta, la respirazione può essere assistita da un’apparecchiatura senza inserire un tubo endotracheale per la respirazione (definita ventilazione non invasiva). Sono inoltre necessarie dosi superiori alla norma di vari farmaci.

Controllo dell’asma

Il controllo è il grado in cui i sintomi, gli effetti sulla vita quotidiana e il rischio di attacchi di asma gravi vengono minimizzati dal trattamento. Il controllo dell’asma è assimilabile alla gravità, tuttavia, viene valutato dopo che il trattamento è stato avviato. L’obiettivo è ottenere un buon controllo dell’asma indipendentemente dalla gravità della malattia. In base al controllo dei sintomi, l’asma viene classificata come:

  • Ben controllata: I sintomi si manifestano due volte alla settimana o meno

  • Non ben controllata: I sintomi si manifestano più di due volte a settimana ma non ogni giorno

  • Scarsamente controllata: I sintomi si manifestano ogni giorno

Inabilità

Il termine inabilità si riferisce alle limitazioni imposte dalla sintomatologia sulla vita quotidiana. L’inabilità dovuta all’asma si determina chiedendo:

  • Con quale frequenza si manifestano i sintomi

  • Quanto sono frequenti i risvegli durante la notte

  • Con quale frequenza vengono utilizzati i beta-2 agonisti a breve durata d’azione per alleviare i sintomi

  • Con quale frequenza l’asma interferisce con le normali attività

Per determinare la gravità e il controllo dell’asma, nonché il grado di inabilità che produce, vengono utilizzati anche altri fattori, come misure della funzionalità polmonare, risposte a questionari standardizzati e quali farmaci vengono usati per il trattamento della malattia.

Rischio

Il termine rischio si riferisce alla probabilità di futuri attacchi d’asma, riduzione della funzione polmonare ed effetti collaterali correlati ai farmaci assunti per controllare l’asma. Il rischio viene monitorato mediante i parametri ottenuti con la spirometria (che misura la funzione polmonare) nel tempo, nonché fattori quali la frequenza con cui si rende necessaria l’assunzione di certi steroidi (chiamati talvolta glucocorticoidi o corticosteroidi) orali o il ricovero ospedaliero per il controllo della sintomatologia asmatica.

Diagnosi di asma

  • Valutazione medica

  • Test respiratori, compresa la spirometria

Il sospetto di asma si basa, ampiamente, sui sintomi caratteristici riferiti dal paziente. La diagnosi viene confermata mediante test respiratori (test di funzionalità polmonare). Il più importante di questi test è la misurazione della quantità di aria che una persona può espirare forzatamente in un secondo. Questi esami vengono eseguiti prima e dopo la somministrazione di un farmaco per inalazione, detto farmaco beta-adrenergico (o agonista beta-adrenergico), che contrasta il restringimento delle vie respiratorie. Se i risultati del test migliorano notevolmente dopo la somministrazione del farmaco, si sospetta l’asma.

Se le vie aeree non risultano ristrette al momento del test, la diagnosi può essere confermata con un test di provocazione bronchiale. Questo esame prevede la misurazione della funzionalità polmonare, prima e dopo l’inalazione di un agente chimico da parte del paziente (solitamente metacolina, ma anche istamina, adenosina o bradichinina), con azione di costrizione delle vie aeree. Le dosi somministrate sono tali da non influire sulla funzionalità polmonare di un soggetto sano, ma possono causare un restringimento nelle vie aeree di un paziente asmatico.

La misurazione ripetuta della funzione polmonare nel corso del tempo consente di stabilire la gravità dell’ostruzione delle vie aeree nonché l’efficacia del trattamento.

Per valutare la broncocostrizione indotta dall’esercizio fisico, l’esaminatore usa i test di funzionalità polmonare per misurare la quantità di aria esalata in un secondo prima e dopo l’esercizio svolto su un tapis roulant o una cyclette. Se il volume d’aria si riduce di più del 10-15%, l’asma del soggetto può essere indotta dallo sforzo.

Inoltre, i test di funzionalità polmonare possono essere utili quando la diagnosi di asma non è chiara e il sibilo e la dispnea possono essere dovuti un altro disturbo, come la malattia polmonare interstiziale, la broncopneumopatia cronica ostruttiva o l’ostruzione delle vie respiratorie superiori.

In genere, la radiografia del torace non è utile per la diagnosi di asma. I medici ricorrono a questo esame se prendono in considerazione una diagnosi diversa. Tuttavia, spesso si esegue una radiografia del torace quando un paziente asmatico deve essere ricoverato per un attacco grave.

I medici possono prescrivere esami del sangue per valutare la presenza di eosinofili e immunoglobuline E, marcatori dell’infiammazione che si verifica nell’asma allergica (o nell’asma “T2-alto”). Livelli elevati di eosinofili possono indicare che i soggetti con asma grave possono rispondere meglio ad alcuni farmaci antinfiammatori diversi dagli steroidi (per esempio benralizumab o mepolizumab).

Identificazione dei fattori scatenanti dell’asma con i test allergologici

Spesso è difficile determinare lo stimolo scatenante per un dato soggetto.

Il test allergologico è indicato nel sospetto che alcune sostanze evitabili scatenino l’attacco (per esempio, esposizione ai peli di gatto). I test cutanei possono aiutare a individuare gli allergeni in grado di provocare i sintomi asmatici. Tuttavia, una risposta allergica a un test cutaneo non significa necessariamente che l’allergene provato sia responsabile dell’asma. Inoltre, il paziente deve notare l’eventuale comparsa degli attacchi dopo l’esposizione a tale allergene. Se un medico sospetta un particolare allergene, un esame del sangue, in grado di misurare il livello di anticorpo prodotto in risposta all’allergene (test di radio-allergo-assorbimento, RAST), può essere eseguito per determinare il grado di sensibilità.

Valutazione di un attacco asmatico

Dato che i pazienti con un grave attacco d’asma presentano spesso un’ossigenazione ridotta del sangue, il medico deve misurare il livello di ossigeno con un sensore digitale o auricolare (ossimetria). In presenza di attacchi gravi, è inoltre necessario misurare i livelli di anidride carbonica nel sangue, per cui serve, generalmente, prelevare un campione di sangue da un’arteria o da una vena. Tuttavia, i livelli di anidride carbonica possono essere monitorati nel respiro del paziente mediante l’impiego di un sensore posizionato di fronte al naso o al cavo orale.

Inoltre, si può valutare la funzione polmonare con uno spirometro (un boccaglio e tubi connessi a uno strumento di rilevazione per misurare il flusso aereo nei polmoni) o un misuratore del picco di flusso. Di solito, la radiografia del torace è necessaria solo nelle crisi gravi, per escludere altre condizioni gravi (come un collasso polmonare).

Diagnosi dell’asma negli anziani

È più probabile che le persone anziane abbiano altre malattie polmonari che causano respiro affannoso (come la broncopneumopatia cronica ostruttiva); è pertanto necessario determinare quanto le difficoltà respiratorie siano correlate all’asma e reversibili con una terapia antiasmatica adeguata. Spesso in questi pazienti la diagnosi prevede brevi tentativi con i farmaci utilizzati per trattare l’asma per vedere se le loro condizioni migliorano.

Trattamento dell’asma

(Vedere anche Farmaci per la prevenzione e il trattamento dell’asma.)

  • Educazione all’asma e piano di gestione dell’asma

  • Farmaci per ridurre l’infiammazione

  • Farmaci per dilatare le vie aeree

Educazione all’asma

L’istruzione sul modo di prevenire e trattare gli attacchi asmatici è utile per tutti gli asmatici e, spesso, per i familiari. L’uso appropriato di inalatori è essenziale per una terapia efficace. I pazienti devono conoscere:

  • Cosa può scatenare un attacco

  • Cosa aiuta a prevenire un attacco

  • Come usare correttamente i farmaci

  • Quando richiedere assistenza medica

Farmaci per l’asma

Esistono vari farmaci che possono essere usati per prevenire e trattare l’asma negli adulti o nei bambini (vedere anche Trattamento dell’asma nei bambini). I medici potrebbero usare il termine “terapia di salvataggio” per descrivere il trattamento di un attacco acuto e “terapia di mantenimento” per descrivere i trattamenti mirati a prevenire gli attacchi. La maggior parte dei farmaci utilizzati per prevenire l’asma è efficace anche per il trattamento degli attacchi d’asma, ma a dosi più elevate o in forme differenti. Alcuni soggetti devono usare più di un farmaco per prevenire e trattare i propri sintomi. I farmaci per la prevenzione e il trattamento dell’asma vengono discussi in maggior dettaglio altrove.

La terapia si basa su 2 classi di farmaci:

  • Farmaci antinfiammatori

  • Broncodilatatori

I farmaci antinfiammatori sopprimono l’infiammazione che provoca il restringimento delle vie aeree. I farmaci antinfiammatori comprendono steroidi (chiamati talvolta glucocorticoidi o corticosteroidi), modulatori dei leucotrieni e stabilizzatori dei mastociti. Gli steroidi possono essere inalati, assunti per via orale o somministrati per via endovenosa. I modulatori dei leucotrieni vengono assunti per via orale. Gli stabilizzatori dei mastociti prescritti per l’asma vengono inalati.

I broncodilatatori contribuiscono a rilassare e aprire (dilatare) le vie aeree. I broncodilatatori comprendono farmaci beta-adrenergici (sia quelli per un rapido sollievo dei sintomi sia quelli per il controllo a lungo termine), anticolinergici e metilxantine.

I farmaci biologici che alterano direttamente il sistema immunitario trovano talora impiego in pazienti con asma grave, ma nella maggioranza dei casi non sono necessari. Questi farmaci bloccano le sostanze che causano infiammazione nell’organismo.

Monitoraggio domiciliare dell’asma

Alcuni soggetti utilizzano un misuratore del picco di flusso manuale per valutare la respirazione e stabilire quando è necessario un intervento, prima che i sintomi diventino gravi. Un paziente che va frequentemente incontro a gravi attacchi asmatici deve sapere come ottenere rapidamente aiuto.

Il picco di flusso espiratorio (la massima velocità con la quale l’aria può essere espirata) si può misurare con un piccolo dispositivo manuale (misuratore del picco di flusso). Questo test può essere utilizzato a domicilio per monitorare la gravità dell’asma. Di solito, i risultati del picco di flusso sono più bassi tra le 4 e le 6 del mattino e più alti alle ore 16. Tuttavia, una differenza superiore al 10–13% nel flusso in questo orari viene considerata un’evidenza di asma. Le persone affette da forme di asma da moderate a gravi, specialmente coloro che necessitano di un trattamento quotidiano per il controllo della sintomatologia, spesso utilizzano un misuratore del picco di flusso per controllare i valori respiratori e confrontarli con le migliori letture personali, in modo da poter identificare segni di peggioramento dell’asma o l’esordio di un attacco d’asma.

Tutti i soggetti dispongono di un piano d’azione terapeutico scritto, stilato in collaborazione con il proprio medico. In questo modo è possibile controllare la terapia ed è stato dimostrato che la percentuale di interventi di pronto soccorso per una crisi d’asma è notevolmente diminuita.

Trattamento degli attacchi d’asma

Un attacco di asma può destare preoccupazione sia nel paziente affetto che nelle persone che lo circondano. Anche nei casi che si presentano con un quadro relativamente modesto, i sintomi provocano stato ansioso e allarme. Un attacco asmatico grave rappresenta un’emergenza potenzialmente letale, che richiede una gestione immediata, specialistica e accurata. In assenza di trattamento adeguato e rapido, un attacco d’asma grave può essere fatale.

Un attacco acuto in un paziente la cui l’asma è stata controllata dai farmaci è chiamato un’esacerbazione o riacutizzazione.

Attacchi lievi

I pazienti con attacchi asmatici lievi sono generalmente in grado di trattarli senza l’assistenza di operatori sanitari. In genere utilizzano un inalatore per assumere una dose di un farmaco beta-adrenergico assieme a uno steroide, come budesonide/formoterolo o budesonide/albuterolo, si spostano all’aria aperta (lontano da fumo di sigaretta o altri irritanti), si siedono e riposano. L’inalatore può essere usato 3 volte a 20 minuti di distanza, se necessario. Un attacco di solito scompare in 5-10 minuti. Un attacco che non migliori dopo 3 applicazioni inalatorie, o che anzi peggiori, richiede probabilmente un trattamento ulteriore con la supervisione di un medico.

Attacchi gravi

I pazienti con sintomi gravi devono, di norma, recarsi al pronto soccorso. Per gli attacchi gravi, viene somministrato trattamento frequente con farmaci broncodilatatori beta-adrenergici inalati, erogati con un dispositivo chiamato nebulizzatore. Talvolta questi broncodilatatori vengono somministrati in combinazione con farmaci anticolinergici. Si somministra inoltre uno steroide, come il prednisone, per via orale o in vena (per via endovenosa). Durante le crisi può essere somministrato un supplemento d’ossigeno.

In generale, i pazienti con gravi attacchi d’asma vengono ricoverati in ospedale se la funzionalità polmonare non migliora dopo il trattamento con un farmaco beta-adrenergico inalatorio e corticosteroidi somministrati per via orale o endovenosa. Il ricovero è necessario anche in presenza di livelli di ossigeno nel sangue pericolosamente bassi o alti livelli di anidride carbonica.

In caso di sospetta infezione batterica polmonare, potrebbe essere necessaria una cura antibiotica. Tuttavia, la maggioranza di tali infezioni è dovuta a virus per i quali (con poche eccezioni) non esiste trattamento.

In caso di attacchi d’asma molto gravi può essere necessario somministrare ossigenoterapia o creare una via respiratoria artificiale attraverso la bocca e la trachea (intubazione) e collegare il paziente a un ventilatore meccanico.

Prevenzione degli attacchi d’asma

L’asma è una malattia cronica che non può essere guarita; tuttavia, spesso è possibile prevenire i singoli attacchi. Gli sforzi di prevenzione dipendono dalla frequenza degli attacchi e dai fattori che scatenano gli attacchi.

Identificare ed eliminare o evitare i fattori che scatenano gli attacchi d’asma può generalmente prevenirli.

  • Esalazioni irritanti: I pazienti asmatici devono evitare il fumo di sigaretta ed altre esalazioni irritanti, e cercare di evitare l’esposizione a individui con infezioni a carico delle vie respiratorie superiori.

  • Acari della polvere: Se il problema è rappresentato da polvere e allergeni, un aiuto considerevole si può avere con i filtri dell’aria e altre barriere (come le fodere dei materassi, che riducono il numero di particelle degli acari della polvere). L’esposizione agli acari della polvere può essere diminuita rimuovendo la moquette e le tende, e utilizzando i condizionatori d’aria per mantenere bassi i livelli di umidità in estate (preferibilmente sotto il 50%).

  • Forfora animale: I soggetti asmatici devono ridurre al minimo l’esposizione ad animali pelosi, più comunemente cani e gatti. Si può limitare l’animale domestico ad alcune stanze della casa, tenere gli animali domestici fuori dalla camera da letto o, se possibile, tenere l’animale fuori casa. A volte è necessario allontanare l’animale per ridurre l’esposizione generale alla forfora animale. Inoltre, può essere utile lavare l’animale ogni settimana.

  • Farmaci: Evitare l’aspirina e altri FANS aiuta a prevenire gli attacchi nei soggetti con asma scatenata da questi farmaci. I farmaci che bloccano l’effetto positivo dei farmaci beta-adrenergici (detti beta-bloccanti) possono peggiorare l’asma.

  • Attività fisica: Spesso, le crisi scatenate dall’attività fisica possono essere bloccate con l’assunzione preventiva di farmaci per l’asma, ma l’attività fisica non deve essere evitata.

  • Raffreddore: Durante la stagione fredda, per le attività svolte all’aria aperta un soggetto affetto da asma può indossare una maschera da sci o una sciarpa per coprire naso e bocca per cercare di riscaldare e rendere più umida l’aria da respirare.

  • Solfiti: I solfiti, comunemente aggiunti ai cibi come conservanti, possono scatenare attacchi asmatici nei soggetti sensibili dopo l’assunzione di alcuni cibi, birra o vino rosso. I solfiti possono essere evitati ponendo particolare attenzione alle scelte alimentari.

La desensibilizzazione agli antigeni mediante l’uso di vaccini antiallergici può aiutare a prevenire gli attacchi nei soggetti con asma scatenata da allergie. Per i soggetti con asma scatenata da aspirina o FANS può inoltre essere utilizzato un programma di desensibilizzazione sotto la supervisione del medico.

La maggior parte degli asmatici assume farmaci come steroidi orali, modulatori dei leucotrieni, farmaci beta-adrenergici a lunga durata d’azione, metilxantine, anticolinergici o stabilizzatori dei mastociti per prevenire gli attacchi. Una minoranza di pazienti asmatici presenta una forma grave della malattia che rimane non controllata, causando attacchi ripetuti malgrado il trattamento con una combinazione di terapie. Queste persone possono ottenere benefici dal trattamento con farmaci immunomodulatori che bloccano le sostanze che causano infiammazione allergica.

Prognosi dell’asma

Molti bambini guariscono dall’asma crescendo, tuttavia, è possibile che in età adulta persista il sibilo o che la malattia si ripresenti negli anni successivi. Sesso femminile, tabagismo, minore età di esordio e allergia agli acari della polvere aumentano il rischio che l’asma persista o si ripresenti.

Sebbene si possa verificare il decesso per un grave attacco d’asma, la maggior parte di queste morti sono evitabili con il trattamento. Pertanto, con un accesso adeguato al trattamento e l’aderenza allo stesso la prognosi è buona.

Ulteriori informazioni

Le seguenti sono alcune risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si prega di notare che il Manuale non è responsabile del contenuto di queste risorse.

  1. Allergy and Asthma Network: What is asthma?

  2. American Academy of Allergy, Asthma and Immunology: Asthma Overview

  3. Asthma & Allergy Foundation of America: Asthma

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