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Panoramica sui disturbi da immunodeficienza

Di

James Fernandez

, MD, PhD, Cleveland Clinic Lerner College of Medicine at Case Western Reserve University

Ultima revisione/verifica completa apr 2021| Ultima modifica dei contenuti apr 2021
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

I disturbi da immunodeficienza comportano una disfunzione del sistema immunitario che determina l’insorgenza di infezioni che si sviluppano e ricorrono più frequentemente, si manifestano in forma più grave e persistono più a lungo del solito.

  • I disturbi da immunodeficienza derivano generalmente dall’utilizzo di un farmaco o da una lunga malattia grave (come un tumore), ma talvolta sono ereditari.

  • Le persone affette da questi disturbi sono soggette a infezioni frequenti, anomale o insolitamente gravi o prolungate e possono sviluppare una malattia autoimmune o un tumore.

  • Il sospetto di immunodeficienza si fa strada in base ai sintomi presenti e il medico esegue esami del sangue per identificare la malattia specifica.

  • Il trattamento prevede la somministrazione di farmaci antimicrobici (come gli antibiotici) per prevenire e trattare le infezioni.

  • Qualora sia presente una quantità insufficiente di anticorpi (immunoglobuline) o se questi non funzionano correttamente, è possibile somministrare immunoglobuline.

  • Per alcuni gravi disturbi da immunodeficienza, talvolta si esegue il trapianto di cellule staminali.

I disturbi da immunodeficienza alterano la capacità del sistema immunitario di difendere l’organismo dall’invasione di cellule estranee o anomale (come batteri, virus, funghi e cellule tumorali). Di conseguenza, si possono manifestare infezioni batteriche, virali o micotiche, oppure linfomi Panoramica sui linfomi I linfomi sono tumori dei linfociti, che si localizzano nel sistema linfatico e negli organi che generano il sangue. I linfomi sono tumori che interessano globuli bianchi specifici, noti come... maggiori informazioni Panoramica sui linfomi o altri tumori, normalmente poco frequenti.

Esistono due tipi di disturbi da immunodeficienza:

Alcuni disturbi da immunodeficienza abbreviano l’aspettativa di vita, mentre altri persistono per tutta la vita, ma non influiscono sulla sopravvivenza e alcuni si risolvono, con o senza trattamento.

Cause dei disturbi da immunodeficienza

Immunodeficienza primaria

I disturbi da immunodeficienza primaria possono essere causati da mutazioni, talvolta di un gene in particolare. Se la mutazione è presente sul cromosoma X (sessuale), la malattia che ne deriva si definisce legata al cromosoma X Ereditarietà di cromosomi legati al cromosoma X I geni sono segmenti di acido desossiribonucleico (DNA) che contengono il codice per una proteina specifica che funziona in uno o più tipi di cellule dell’organismo. I cromosomi sono composti... maggiori informazioni . Questo genere di malattie colpisce maggiormente i bambini di sesso maschile. Il 60% circa delle persone con immunodeficienza primaria è maschio.

Il componente interessato del sistema immunitario può essere mancante, ridotto in quantità o alterato e malfunzionante.

I problemi legati ai linfociti B sono i più diffusi fra i disturbi da immunodeficienza, rappresentandone oltre la metà.

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Disturbi da immunodeficienza secondaria

Tali disturbi possono essere causati da:

  • Disturbi prolungati (cronici) e/o seri quali il diabete o il cancro

  • Farmaci

  • Raramente, radioterapia

I disturbi da immunodeficienza possono essere indotti da quasi tutti i disturbi gravi che persistono per lungo tempo. Ad esempio, il diabete Diabete mellito (DM) Il diabete mellito è una malattia in cui l’organismo non produce sufficiente insulina o non risponde normalmente all’insulina, causando livelli eccessivamente elevati di zucchero (glucosio)... maggiori informazioni può indurre un disturbo da immunodeficienza, poiché la funzionalità dei globuli bianchi è ridotta in presenza di livelli elevati di glicemia. L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) Infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è un’infezione virale che distrugge progressivamente alcuni globuli bianchi e può causare la sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired... maggiori informazioni Infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) induce sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), il disturbo da immunodeficienza acquisita grave più diffuso.

La denutrizione Denutrizione La denutrizione è una carenza di calorie o di uno o più nutrienti essenziali. La denutrizione può svilupparsi quando non si è in grado di ottenere o preparare il cibo, si è affetti da una malattia... maggiori informazioni Denutrizione , generale o legata alla mancanza di specifici nutrienti, può compromettere il sistema immunitario. Quando la denutrizione riduce il peso di una persona a meno dell’80% rispetto a quello raccomandato, il sistema immunitario è solitamente compromesso. Un calo pari a meno del 70% determina in genere una grave compromissione.

I disturbi da immunodeficienza secondaria possono manifestarsi anche negli anziani e nelle persone ospedalizzate.

Gli immunosoppressori sono dei farmaci somministrati al fine di sopprimere il sistema immunitario. Ad esempio, alcuni vengono usati per prevenire il rigetto di un organo o di un tessuto trapiantato (vedere la tabella Farmaci utilizzati per la prevenzione del rigetto nei trapianti Farmaci utilizzati per la prevenzione del rigetto nei trapianti Il trapianto è la rimozione di cellule, tessuti od organi vivi e funzionanti dal corpo per il successivo trasferimento nello stesso organismo o in un altro. Il tipo più comune di trapianto è... maggiori informazioni ). Possono essere somministrati a soggetti con una malattia autoimmune per sopprimere l’aggressione dell’organismo nei confronti dei propri tessuti.

I corticosteroidi Corticosteroidi L’artrite reumatoide è un’artrite infiammatoria in cui le articolazioni, in genere quelle delle mani e dei piedi, sviluppano un’infiammazione, dando luogo a gonfiore, dolore e spesso distruzione... maggiori informazioni Corticosteroidi , un tipo di immunosoppressori, sono usati per sopprimere l’infiammazione dovuta a svariate cause, come l’artrite reumatoide. Tuttavia, gli immunosoppressori compromettono anche la capacità dell’organismo di combattere le infezioni e probabilmente di distruggere le cellule tumorali.

La chemioterapia e la radioterapia possono anch’esse sopprimere il sistema immunitario, talvolta causando disturbi da immunodeficienza.

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L’immunodeficienza negli anziani

Con l’invecchiamento, il sistema immunitario perde efficacia in molti modi (vedere Effetti dell’invecchiamento sul sistema immunitario Effetti dell’invecchiamento sul sistema immunitario Il sistema immunitario ha il compito di proteggere l’organismo dall’invasione di sostanze estranee o pericolose. Tali invasori includono: Microrganismi (comunemente chiamati germi, come i batteri... maggiori informazioni ). Ad esempio, con l’invecchiamento, si producono meno linfociti T. I linfociti T aiutano l’organismo a riconoscere e combattere le cellule estranee o anomale.

La denutrizione Denutrizione La denutrizione è una carenza di calorie o di uno o più nutrienti essenziali. La denutrizione può svilupparsi quando non si è in grado di ottenere o preparare il cibo, si è affetti da una malattia... maggiori informazioni Denutrizione , comune tra gli anziani, compromette il sistema immunitario. Solitamente, si ritiene che la denutrizione sia una carenza di calorie, ma può anche essere una carenza di uno o più nutrienti essenziali. Due nutrienti particolarmente importanti per il sistema immunitario, calcio e zinco, possono risultare carenti negli anziani. La carenza di calcio Ipocalcemia (bassi livelli di calcio nel sangue) Nell’ipocalcemia, i livelli di calcio nel sangue sono troppo bassi. Un basso livello di calcio può derivare da un problema delle paratiroidi, nonché dalla dieta, da patologie renali o da determinati... maggiori informazioni diventa più comune tra gli anziani in parte perché, con l’invecchiamento, l’intestino è meno efficiente nell’assorbire il calcio. Inoltre, gli anziani potrebbero non assorbire abbastanza calcio con l’alimentazione. La carenza di zinco Carenza di zinco La carenza di zinco ha molte cause, fra cui diverse malattie, l’alcolismo e l’uso di diuretici. I soggetti perdono l’appetito e i capelli, possono sentirsi fiacchi e perdere il senso del gusto... maggiori informazioni Carenza di zinco è molto comune negli anziani che vivono in strutture assistenziali o che sono costretti a casa.

Sintomi dei disturbi da immunodeficienza

I soggetti con disturbi da immunodeficienza tendono a sviluppare infezioni ripetute. Generalmente, le prime a comparire sono le infezioni respiratorie (come le infezioni dei seni paranasali e dei polmoni) che si ripresentano spesso. La maggior parte dei soggetti sviluppa infine infezioni batteriche gravi che persistono, ricorrono o portano a complicanze. Ad esempio, mal di gola e sindromi da raffreddamento, possono complicarsi sfociando in una polmonite Polmonite in pazienti immunocompromessi La polmonite è l’infezione dei polmoni. Nei soggetti con sistema immunitario indebolito o compromesso (ad esempio, da sindrome da immunodeficienza acquisita (acquired immunodeficiency syndrome... maggiori informazioni . Tuttavia, la ricorrenza di molti raffreddori non presuppone necessariamente un disturbo da immunodeficienza. Ad esempio, una causa più probabile di infezioni frequenti nei bambini è l’esposizione ripetuta all’infezione negli asili nido o a scuola.

Sono frequenti le infezioni di bocca, occhi e apparato digerente. Il mughetto Candidiasi mucocutanea cronica La candidiasi mucocutanea cronica è un disturbo da immunodeficienza ereditario che provoca un’infezione persistente o ricorrente da Candida (un fungo), causata da un malfunzionamento dei linfociti... maggiori informazioni Candidiasi mucocutanea cronica , un’infezione micotica della bocca, può essere un segno precoce di disturbo da immunodeficienza. Possono comparire ulcerazioni nella bocca. Possono insorgere gengiviti Gengivite La gengivite è una forma lieve di parodontopatia caratterizzata da infiammazione delle gengive. È provocata spesso da un utilizzo scorretto dello spazzolino e del filo interdentale, ma può essere... maggiori informazioni Gengivite croniche e infezioni dell’orecchio e della pelle frequenti. Le infezioni batteriche (ad esempio da stafilococchi) possono causare ulcere piene di pus (pioderma). La pelle dei soggetti affetti da disturbi da immunodeficienza può essere ricoperta da grosse verruche molto visibili, causate da virus.

Molte persone hanno febbre e brividi e perdono l’appetito e/o calano di peso.

Può comparire dolore addominale, eventualmente causato dall’ingrossamento del fegato o della milza.

I lattanti o i bambini nella prima infanzia possono avere diarrea cronica e un ritardo dello sviluppo (ritardo della crescita Ritardo nella crescita Si definisce ritardo di crescita un ritardo dell’aumento di peso e della crescita fisica che può portare a ritardo di sviluppo e maturazione. Cause di questa condizione sono disturbi medici... maggiori informazioni ). L’immunodeficienza può essere aggravata se i sintomi si sviluppano nella prima infanzia e non più avanti nel corso della vita.

Altri sintomi variano in base alla gravità e alla durata delle infezioni.

Le immunodeficienze primarie possono verificarsi come parte di una sindrome che presenta altri sintomi, spesso più facili da riconoscere rispetto a quelli dell’immunodeficienza. Ad esempio, i medici sono in grado di riconoscere la sindrome di DiGeorge Sindrome di DiGeorge La sindrome di DiGeorge è un disturbo da immunodeficienza congenito in cui il timo è mancante o poco sviluppato alla nascita. I bambini con sindrome di DiGeorge nascono con diverse anomalie... maggiori informazioni perché i lattanti che ne sono affetti hanno una malformazione dei padiglioni auricolari, mandibola piccola con recessione e occhi distanti. Sebbene le persone affette da immunodeficienza possano avere una ridotta capacità di combattere i batteri ed altre sostanze “estranee”, possono sviluppare una risposta immunitaria contro i propri tessuti e sviluppare i sintomi di una malattia autoimmune Malattie autoimmuni Una malattia autoimmune è caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che induce l’organismo ad attaccare i propri tessuti. Non è nota la causa scatenante delle malattie autoimmuni... maggiori informazioni .

Diagnosi dei disturbi da immunodeficienza

  • Esami del sangue

  • Esami cutanei

  • Biopsia

  • A volte test genetici

I medici valutano per prima cosa la presenza di un disturbo da immunodeficienza. Eseguono esami per l’identificazione di un’anomalia specifica del sistema immunitario.

I medici sospettano l’immunodeficienza quando si presentano una o più delle seguenti situazioni:

  • Il soggetto presenta molte infezioni ricorrenti (tipicamente sinusite, bronchite, infezioni dell’orecchio medio o polmonite).

  • Le infezioni sono gravi o atipiche.

  • Un’infezione grave è causata da un organismo che normalmente non causa infezioni gravi (come Pneumocystis, miceti o citomegalovirus).

  • Le infezioni ricorrenti non rispondono al trattamento.

  • Anche i familiari presentano infezioni ricorrenti frequenti e gravi.

Esame obiettivo

I risultati dell’esame obiettivo possono indicare un’immunodeficienza e, talvolta, il tipo di malattia specifica. Ad esempio, i medici sospettano determinati tipi di disturbi da immunodeficienza quando si riscontra:

  • La milza ingrossata

  • Problemi ai linfonodi e alle tonsille

In alcuni tipi di disturbi da immunodeficienza, i linfonodi sono estremamente piccoli. In alcuni altri tipi, i linfonodi e le tonsille si presentano gonfi e dolenti.

Anamnesi

Per identificare il tipo di disturbo da immunodeficienza, il medico chiede a quale età il paziente ha cominciato a soffrire di infezioni ricorrenti o rare o a presentare altri sintomi caratteristici. I vari tipi di immunodeficienza dipendono principalmente dall’età di insorgenza delle infezioni, come segue:

  • Lattanti prima dei 6 mesi d’età: generalmente un’anomalia dei linfociti T

  • Da 6 a 12 mesi: un eventuale problema inerente ai linfociti B e T o ai soli linfociti B

  • Oltre i 12 mesi: generalmente un’anomalia dei linfociti B e della produzione anticorpale

Il tipo di infezione potrebbe anche aiutare a identificare il tipo di disturbo da immunodeficienza. Ad esempio, può essere utile individuare l’organo affetto (orecchie, polmoni, cervello o vescica), l’organismo infettante (batteri, funghi o virus) e la specie di quest’ultimo.

I medici s’informano sui fattori di rischio, come diabete, uso di alcuni farmaci, esposizione a sostanze tossiche e sull’eventualità che il paziente abbia parenti stretti con disturbi da immunodeficienza (anamnesi familiare). Al soggetto potrebbero anche essere chieste informazioni sull’attività sessuale precedente e attuale, sull’uso di droghe assunte per via endovenosa e sulle precedenti trasfusioni di sangue, per stabilire se la patologia sia dovuta all’infezione da HIV Infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è un’infezione virale che distrugge progressivamente alcuni globuli bianchi e può causare la sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired... maggiori informazioni Infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV) .

Esami

Sono necessari esami di laboratorio per confermare la diagnosi e identificare il tipo di disturbo da immunodeficienza.

Vengono effettuati gli esami del sangue, incluso un emocromo completo Emocromo completo In base ai sintomi del soggetto e agli esiti dell’esame obiettivo, il medico seleziona gli esami che contribuiscono a diagnosticare le malattie del sangue. A volte una malattia del sangue è... maggiori informazioni (EC). L’EC può rilevare anomalie presenti nelle cellule ematiche tipiche di specifici disturbi da immunodeficienza. Si preleva un campione di sangue che viene analizzato per determinare il numero totale dei globuli bianchi e le percentuali di ciascuna classe di essi. I globuli bianchi vengono esaminati al microscopio alla ricerca di anomalie. I medici determinano inoltre i livelli di immunoglobuline e i livelli di alcuni tipi di anticorpi prodotti dopo la somministrazione di vaccini. In presenza di risultati alterati vengono eseguiti ulteriori esami.

Qualora si ritenga che l’immunodeficienza sia dovuta a un’anomalia dei linfociti T, vengono eseguiti test cutanei. Il test cutaneo assomiglia al test cutaneo alla tubercolina, usato come controllo della tubercolosi. Piccole quantità di proteine derivanti da organismi infettivi comuni, come il lievito, vengono iniettate sotto pelle. In caso di reazione (eritema, calore e tumefazione) nel giro di 48 ore, i linfociti T funzionano normalmente. L’assenza di una reazione può indicare un’anomalia dei linfociti T. Al fine di confermare l’anomalia dei linfociti T, i medici eseguono ulteriori esami del sangue per stabilire il numero di linfociti T e valutarne la funzionalità.

Potrebbe essere effettuata una biopsia per aiutare i medici a identificare quale specifico disturbo da immunodeficienza sia causa dei sintomi. Per la biopsia, i medici prelevano un campione di tessuto dai linfonodi e/o dal midollo osseo. Il campione viene esaminato per determinare la presenza di determinate cellule immunitarie.

Test genetici possono essere effettuati qualora i medici sospettino un problema a carico del sistema immunitario. Sono state identificate una o più mutazioni geniche, causa di molti disturbi da immunodeficienza. Pertanto, i test genetici a volte possono contribuire a identificare lo specifico disturbo da immunodeficienza.

Screening

I test genetici, solitamente esami del sangue, possono essere effettuati anche su persone i cui familiari sono portatori del gene di un disturbo da immunodeficienza ereditario. Queste persone potrebbero volersi sottoporre agli esami per sapere se sono portatrici del gene all’origine della malattia e quali sono le loro probabilità di avere un figlio con la stessa patologia. Può essere utile consultare un genetista prima di eseguire i test.

Diversi disturbi da immunodeficienza, come l’agammaglobulinemia legata al cromosoma X Agammaglobulinemia legata al cromosoma X L’agammaglobulinemia legata al cromosoma X è un’immunodeficienza ereditaria dovuta alla mutazione di un gene sul cromosoma X (sessuale). Ne consegue un’assenza di linfociti B (un tipo di globuli... maggiori informazioni , la sindrome di Wiskott-Aldrich Sindrome di Wiskott-Aldrich La sindrome di Wiskott-Aldrich è un disturbo da immunodeficienza ereditario, caratterizzato da livelli alterati di anticorpi (immunoglobuline) e disfunzione dei linfociti T, ridotta conta piastrinica... maggiori informazioni , l’immunodeficienza combinata grave Immunodeficienza combinata grave (Severe Combined Immunodeficiency, SCID) L’immunodeficienza combinata grave è un disturbo da immunodeficienza primaria che deriva da bassi livelli di anticorpi (immunoglobuline) e da bassi livelli o assenza di linfociti T. La maggior... maggiori informazioni e la malattia granulomatosa cronica Malattia granulomatosa cronica (MGC) Si tratta di un disturbo da immunodeficienza ereditario in cui i fagociti (un tipo di globuli bianchi) funzionano in maniera non corretta. Le persone con malattia granulomatosa cronica presentano... maggiori informazioni , possono essere riscontrate nel feto, prelevando un campione del liquido presente intorno al feto (liquido amniotico) o il sangue del feto (test prenatale Procedure chirurgiche Il test diagnostico prenatale comprende la valutazione del feto prima della nascita (prenatale) per stabilire la presenza di una specifica patologia genetica ereditaria o spontanea. Il dosaggio... maggiori informazioni ). Questi test sono consigliati ai soggetti con un’anamnesi familiare di disturbi da immunodeficienza, se la mutazione è stata identificata all’interno della famiglia.

Alcuni esperti raccomandano di sottoporre a screening tutti i neonati eseguendo un esame del sangue che stabilisce la presenza di linfociti T anomali o scarsi: si tratta del test del frammento circolare di escissione del recettore dei linfociti T (T-cell receptor excision circles, TREC). Grazie a questo test è possibile identificare alcune immunodeficienze cellulari, come l’immunodeficienza combinata grave Immunodeficienza combinata grave (Severe Combined Immunodeficiency, SCID) L’immunodeficienza combinata grave è un disturbo da immunodeficienza primaria che deriva da bassi livelli di anticorpi (immunoglobuline) e da bassi livelli o assenza di linfociti T. La maggior... maggiori informazioni . L’identificazione precoce di questa patologia nei lattanti può prevenirne la morte in tenera età. Il test TREC su tutti i neonati è ora obbligatorio in molti Stati statunitensi.

Prevenzione dei disturbi da immunodeficienza

Alcune delle malattie che possono causare immunodeficienza secondaria possono essere prevenute e/o trattate, contribuendo pertanto a prevenire lo sviluppo dell’immunodeficienza. Di seguito alcuni esempi:

Trattamento dei disturbi da immunodeficienza

  • Misure generali e alcuni vaccini per prevenire le infezioni

  • Antibiotici e antivirali quando necessari

  • Talvolta, immunoglobuline

  • Talvolta trapianto di cellule staminali

Il trattamento dei disturbi da immunodeficienza comporta generalmente la prevenzione delle infezioni, il trattamento delle stesse quando si manifestano e la sostituzione di parti mancanti del sistema immunitario, quando possibile.

Grazie al trattamento adeguato, molti soggetti affetti da immunodeficienza possono godere di un’aspettativa di vita normale. Alcuni, tuttavia, necessitano di cure intensive e frequenti per tutta la vita. Altri, come quelli affetti da immunodeficienza combinata grave, muoiono durante l’infanzia, a meno che non ricevano un trapianto di cellule staminali Trapianto di cellule staminali Il trapianto di cellule staminali consiste nella rimozione di cellule staminali (cellule indifferenziate) da un soggetto sano e nella loro iniezione in un soggetto con un grave disturbo del... maggiori informazioni .

Prevenzione delle infezioni

Le strategie volte alla riduzione del rischio e al trattamento delle infezioni sono legate al tipo di disturbo da immunodeficienza. Ad esempio, i soggetti con disturbo da immunodeficienza dovuto a carenza di anticorpi sono predisposti alle infezioni batteriche. Quanto segue può contribuire a ridurre il rischio:

  • Trattamento periodico con immunoglobuline (anticorpi ottenuti dal sangue di soggetti con sistema immunitario sano), somministrate per via endovenosa o sottocutanea

  • Mantenere una buona igiene personale (compresa un’attenta igiene orale)

  • Non consumare cibi crudi

  • Non bere acqua potenzialmente contaminata

  • Evitare il contatto con persone infette

Se il disturbo da immunodeficienza specifica non influisce sulla produzione di anticorpi, vengono somministrati i vaccini Panoramica sull’immunizzazione L’immunizzazione consente al corpo umano di difendersi meglio dalle patologie causate da certi batteri o virus. L’immunità (la capacità dell’organismo di difendersi dalle patologie causate da... maggiori informazioni . I vaccini vengono somministrati per stimolare l’organismo a produrre anticorpi che riconoscono e attaccano batteri e virus specifici. Se il sistema immunitario del soggetto non riesce a produrre anticorpi, la somministrazione di un vaccino non ne promuove la produzione e può addirittura scatenare una malattia. Ad esempio, se una malattia non influisce sulla produzione di anticorpi, la persona affetta da quella malattia deve sottoporsi a vaccino antinfluenzale una volta all’anno. Questo vaccino può anche essere somministrato ai familiari più prossimi del soggetto e alle persone che vivono a stretto contatto con lui.

In generale, i vaccini a base di organismi vivi attenuati (virus o batteri) non vengono somministrati alle persone con alterazioni dei linfociti B o T perché potrebbero scatenare un’infezione in tali soggetti. Tali vaccini includono i seguenti: anti-rotavirus, anti-morbillo-parotite-rosolia, anti-varicella, anti-Herpes zoster (il tipo di virus varicella zoster che causa il fuoco di S. Antonio), il bacillo di Calmette-Guérin (BCG), il vaccino antinfluenzale somministrato come spray nasale e il vaccino per il virus della poliomielite somministrato per via orale. Il vaccino per il virus della poliomielite somministrato per via orale non viene più utilizzato negli Stati Uniti, ma lo è ancora in alcune parti del mondo.

Trattamento delle infezioni

Si somministrano antibiotici Panoramica sugli antibiotici Gli antibiotici sono farmaci utilizzati per trattare le infezioni batteriche, ma non hanno alcuna efficacia contro le infezioni virali e la maggior parte delle altre infezioni. Gli antibiotici... maggiori informazioni alla comparsa della febbre o di un altro segno di infezione, e spesso prima di eseguire procedure chirurgiche e odontoiatriche che potrebbero introdurre batteri nel flusso sanguigno. Se una malattia (come l’immunodeficienza combinata grave) aumenta il rischio di sviluppare infezioni gravi o particolari, è necessario somministrare antibiotici a lungo termine come prevenzione.

I farmaci antivirali Farmaci antivirali Un virus è costituito da un acido nucleico, DNA o RNA, circondato da un rivestimento proteico, e ha bisogno di una cellula vivente in cui moltiplicarsi. Un’infezione virale può determinare una... maggiori informazioni vengono somministrati al primo segno di infezione se il soggetto è affetto da un disturbo da immunodeficienza che aumenta il rischio di infezioni virali (come l’immunodeficienza dovuta a un’alterazione dei linfociti T). Questi farmaci comprendono oseltamivir o zanamivir per l’influenza e aciclovir per l’herpes o la varicella.

Sostituzione di parti mancanti del sistema immunitario

Le immunoglobuline possono sostituire efficacemente gli anticorpi mancanti (immunoglobuline) nelle persone con immunodeficienza che interessa la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B. Le immunoglobuline possono essere iniettate in vena (per via endovenosa) una volta al mese o sotto la cute (per via sottocutanea) una volta alla settimana o una volta al mese. Le immunoglobuline per via sottocutanea possono essere somministrate presso il proprio domicilio e spesso anche autosomministrate.

Il trapianto di cellule staminali Trapianto di cellule staminali Il trapianto di cellule staminali consiste nella rimozione di cellule staminali (cellule indifferenziate) da un soggetto sano e nella loro iniezione in un soggetto con un grave disturbo del... maggiori informazioni può correggere alcuni disturbi da immunodeficienza, soprattutto l’immunodeficienza combinata grave. Le cellule staminali possono essere prelevate dal midollo osseo o dal sangue (compreso quello prelevato dal cordone ombelicale). Il trapianto delle cellule staminali, disponibile in alcuni centri medici importanti, è solitamente riservato ai soggetti con patologie gravi.

Talvolta, è utile eseguire il trapianto del tessuto timico.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riporta una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si tenga presente che IL MANUALE non è responsabile dei contenuti di tale risorsa.

  • Immune Deficiency Foundation - informazioni complete sulle immunodeficienze primarie, dalla diagnosi e il trattamento al miglioramento della qualità di vita delle persone colpite

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Malattia granulomatosa cronica
La malattia granulomatosa cronica è una malattia ereditaria del sistema immunitario. In questo disturbo, i fagociti, un tipo di globuli bianchi, non funzionano correttamente. I fagociti normali ingeriscono e distruggono i microrganismi che invadono l’organismo. Nella malattia granulomatosa cronica, i fagociti possono ingerire gli invasori ma non possono distruggerli. Non sono in grado di produrre alcune sostanze che normalmente ne consentono la distruzione. Quando compare tipicamente la malattia granulomatosa cronica per la prima volta?

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