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Disturbi depressivi

Di

William Coryell

, MD, Carver College of Medicine at University of Iowa

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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I disturbi depressivi sono caratterizzati da tristezza tanto grave o persistente da interferire con il funzionamento e, frequentemente, da diminuzione d'interesse o di piacere nelle attività. La causa precisa è sconosciuta ma probabilmente include una componente ereditaria, modificazioni nei livelli neurotrasmettitoriali, alterazioni della funzione neuroendocrina e fattori psicosociali. La diagnosi si basa sull'anamnesi. Il trattamento prevede generalmente farmacoterapia, psicoterapia o entrambe e talvolta terapia elettroconvulsivante o stimolazione magnetica transcranica rapida.

Il termine depressione è spesso utilizzato per riferirsi a uno qualsiasi dei diversi disturbi depressivi. Alcuni sono quelli distinti nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5) sulla base di sintomi specifici:

Altri sono classificati sulla base dell'eziologia:

I disturbi depressivi possono manifestarsi a qualunque età, ma si sviluppano tipicamente durante la media adolescenza, nei ventenni o nei trentenni (vedi anche Disturbi depressivi nei bambini e negli adolescenti). Nei contesti di assistenza di base, fino al 30% dei pazienti riferisce sintomi depressivi, ma < 10% presenta una depressione maggiore.

Demoralizzazione e lutto

La parola depressione è spesso usata per descrivere l'umore deflesso o scoraggiato che deriva da situazioni critiche (p. es., disgrazie economiche, calamità naturali, serie patologie) o perdite (p. es., morte di una persona cara). Tuttavia, termini migliori per definire tale umore sono demoralizzazione e lutto.

I sentimenti negativi di demoralizzazione e dolore, a differenza di quelli della depressione, si presentano come segue:

  • Si verificano in onde che tendono a essere legate a pensieri o ricordi dell'evento incitante

  • Si risolve quando le circostanze o gli eventi migliorano

  • Può essere intervallato da periodi di emozioni e umore positivi

  • Non sono accompagnati da sentimenti pervasivi di inutilità e disgusto di sé

L'umore abbattuto di solito dura giorni piuttosto che settimane o mesi e i pensieri suicidari e la prolungata perdita del funzionamento sono molto meno probabili.

Tuttavia, gli eventi e i fattori stressanti che causano demoralizzazione e dolore possono anche determinare un episodio depressivo maggiore, in particolare nelle persone vulnerabili (p. es., individui con un'anamnesi remota o una storia familiare positiva per depressione maggiore).

Eziologia

Una causa esatta dei disturbi depressivi non è nota, ma sia fattori genetici che ambientali contribuiscono.

L'ereditarietà determina circa la metà dell'eziologia (meno nelle depressioni ad insorgenza tardiva). La depressione è quindi più frequente tra i familiari di 1o grado di pazienti depressi e la concordanza fra gemelli identici è alta. Inoltre, i fattori genetici probabilmente influenzano lo sviluppo di risposte depressive a eventi avversi.

Altre teorie puntano su modificazioni nei livelli dei neurotrasmettitori, inclusa una regolazione anormale della trasmissione colinergica, catecolaminergica (noradrenergica o dopaminergica) glutammatergica e serotoninergica (5-idrossitriptamina) (1). La disregolazione neuroendocrina può essere un fattore, con particolare enfasi sui 3 assi: ipotalamo-ipofisi-surrene, ipotalamo-ipofisi-tiroide, e ormone della crescita.

Sembrano essere coinvolti anche fattori psicosociali. Gravi stress esistenziali, in particolare separazioni e perdite, generalmente precedono episodi di depressione maggiore; tuttavia, tali eventi di solito non causano depressione grave eccetto nei soggetti predisposti a un disturbo dell'umore.

I soggetti che hanno avuto un episodio di depressione maggiore sono a maggiore rischio di episodi successivi. I soggetti meno resilienti e/o con tendenza ansiosa hanno più probabilità di sviluppare un disturbo depressivo. Tali soggetti spesso non sviluppano le abilità sociali per adattarsi alle pressioni della vita. La depressione può insorgere anche in soggetti che presentano altri disturbi mentali.

Le donne hanno un rischio più alto, ma nessuna teoria spiega il perché. Possibili fattori comprendono i seguenti:

  • Maggiore esposizione o aumentata risposta allo stress quotidiano

  • Livelli più elevati di monoaminossidasi (l'enzima che degrada i neurotrasmettitori considerato importante per l'umore)

  • Più alti tassi di disfunzione tiroidea

  • Cambiamenti endocrini che si verificano con le mestruazioni e alla menopausa

Nella depressione ad insorgenza nel peri-partum, i sintomi si sviluppano durante la gravidanza o entro 4 settimane dal parto (depressione post-partum); sono state prese in considerazione come possibili cause le modificazioni endocrine, ma la causa specifica è sconosciuta.

Nel disturbo affettivo stagionale, i sintomi compaiono secondo un modello stagionale, tipicamente durante l'autunno o l'inverno; il disturbo tende a verificarsi nei climi in cui gli inverni sono lunghi o rigidi.

I sintomi o i disturbi depressivi possono accompagnare varie patologie fisiche, compresi disturbi della tiroide, disturbi delle ghiandole surrenali, tumori cerebrali benigni e maligni ictus, AIDS, morbo di Parkinson e sclerosi multipla (vedi tabella Alcune cause dei sintomi di depressione e mania).

Determinati farmaci, come corticosteroidi, alcuni beta-bloccanti, interferone e reserpina, possono causare disturbi depressivi. L'abuso di alcune sostanze ricreative (p. es., alcolici, anfetamine) può innescare o accompagnare la depressione. Gli effetti tossici o l'astinenza da sostanze possono causare sintomi depressivi transitori.

Tabella
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Alcune cause dei sintomi di depressione e mania*

Tipo di disturbo

Depressione

Mania

Tessuto connettivo

Lupus eritematoso sistemico

Endocrino

Ipertiroidismo

Infettivo

Paralisi generale progressiva (neurosifilide parenchimatosa)

Epatite virale

Polmonite virale

AIDS

Paresi generale

Influenza

Encefalite di St. Louis

Neoplastico

Carcinomatosi disseminata

Neurologico

Crisi parziali complesse (del lobo temporale)

Ictus (frontale sinistro)

Crisi parziali complesse (del lobo temporale)

Tumori del diencefalo

Trauma cranico

Sclerosi multipla

Ictus

Nutrizionale

Altro

Farmacologico

Amfotericina B

Insetticidi anticolinesterasici

beta-bloccanti (alcuni, p. es., propranololo)

Cimetidina

Corticosteroidi

Cicloserina

Terapie estrogeniche

Indometacina

Interferone

Mercurio

Metildopa

Metoclopramide

Fenotiazine

Reserpina

Tallio

Vinblastina

Vincristina

Alcuni antidepressivi

Bromocriptina

Corticosteroidi

Levodopa

Metilfenidato

Farmaci simpaticomimetici

Mentale (diverso dai disturbi dell'umore)

Demenze nella fase iniziale

*La depressione si presenta comunemente in queste patologie, ma non è stato stabilito nessun rapporto causale.

Riferimenti relativi all'eziologia

  • 1. Ghasemi M, Phillips C, Fahimi A, et al: Mechanisms of action and clinical efficacy of NMDA receptor modulators in mood disorders. Neurosci Biobehav Rev 80:555-572, 2017. doi: 10.1016/j.neubiorev.2017.07.002.

Sintomatologia

La depressione causa disfunzione cognitiva, psicomotoria e di altro tipo (p. es., scarsa concentrazione, spossatezza, perdita dell'interesse o del piacere in quasi tutte le attività di cui si era precedentemente goduto, disturbi del sonno) così come umore depresso. Le persone affette da un disturbo depressivo hanno spesso idee suicidiarie e possono tentare il suicidio. Solitamente coesistono altri sintomi psichici (p. es., disturbi d'ansia e attacchi di panico), complicando talvolta la diagnosi e il trattamento.

I pazienti affetti da tutte le forme di depressione sono più soggetti ad assumere bevande alcoliche o altre sostanze ricreative nel tentativo di un auto-trattamento dei disturbi del sonno o dei sintomi ansiosi; tuttavia la depressione è una causa meno comune di disturbo da uso di alcol e altri disturbi da uso di sostanze di quanto si pensasse un tempo. I pazienti sono anche più soggetti a diventare forti fumatori e a sottovalutare la loro salute, aumentando il rischio di sviluppo o progressione di altre patologie (p. es., broncopneumopatia cronica ostruttiva).

La depressione può ridurre le risposte immunitarie protettive. La depressione aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, infarto del miocardio e ictus, probabilmente perché, in depressione, le citochine e i fattori che aumentano la coagulazione del sangue sono elevati e la variabilità della frequenza cardiaca è diminuita, tutti potenziali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Depressione maggiore (disturbo unipolare)

I pazienti possono apparire infelici, con occhi lucidi, fronte corrugata, angoli della bocca rivolti in basso, postura abbattuta, ridotto contatto visivo, amimia, pochi movimenti del corpo, modificazioni del modo di parlare (p. es., tono di voce basso, perdita della prosodia, uso di monosillabi). L'aspetto può essere confuso con il morbo di Parkinson. In alcuni pazienti, l'umore depresso è così profondo da non consentire il pianto; essi riportano di essere incapaci di sperimentare le comuni emozioni e di sentire che il mondo sia diventato senza colore e con meno vita.

L'alimentazione può essere gravemente compromessa, richiedendo un intervento immediato.

Alcuni pazienti depressi non curano l'igiene personale o persino quella dei loro bambini, di altri cari o dei propri animali.

Per la diagnosi di depressione maggiore, ≥ 5 dei seguenti sintomi devono essere stati presenti quasi ogni giorno durante lo stesso periodo di 2 settimane, ed uno di essi deve essere un umore depresso o una perdita di interesse o di piacere:

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno

  • Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno

  • Significativi (> 5%) aumento o perdita di peso oppure diminuzione o aumento dell'appetito

  • Insonnia (spesso insonnia di mantenimento [centrale]) o ipersonnia

  • Agitazione o rallentamento psicomotorio osservati da altri (non auto-riferiti)

  • Astenia o perdita di energia

  • Sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati

  • Diminuita capacità di pensare o concentrarsi o indecisione

  • Pensieri ricorrenti di morte o di suicidio, un tentativo di suicidio, o un piano specifico per effettuarlo

Disturbo depressivo persistente

I sintomi depressivi che persistono per 2 anni senza remissione sono classificati come disturbo depressivo persistente, una categoria che unifica i disturbi precedentemente definiti disturbo depressivo maggiore cronico e disturbo distimico.

I sintomi depressivi tipicamente esordiscono in maniera subdola nell'adolescenza e possono persistere per molti anni o decenni. Il numero di sintomi spesso oscilla al di sopra e al di sotto della soglia per la diagnosi di episodio depressivo maggiore.

I pazienti affetti possono essere solitamente cupi, pessimisti, con umore negativo, passivi, letargici, introversi, ipercritici verso loro stessi e gli altri e lamentosi. I pazienti affetti da disturbo depressivo persistente hanno anche un numero maggiore di probabilità di presentare sottostanti disturbi d'ansia, disturbi da uso di sostanze, o disturbi di personalità (ossia, personalità borderline).

Per la diagnosi, del disturbo depressivo persistente, i pazienti devono presentare un umore depresso per la maggior parte del giorno per più giorni per ≥ 2 anni più ≥ 2 dei seguenti sintomi:

  • Scarso appetito o iperfagia

  • Insonnia o ipersonnia

  • Scarsa energia o stanchezza

  • Bassa autostima

  • Scarsa concentrazione o difficoltà a prendere decisioni

  • Sentimenti di disperazione

Disturbo disforico premestruale

Il disturbo disforico premestruale riguarda sintomi della sfera dell'umore e dell'ansia, che sono chiaramente legati al ciclo mestruale, con esordio durante la fase premestruale e un intervallo senza sintomi dopo le mestruazioni. I sintomi devono essere presenti durante la maggior parte dei cicli mestruali dell'anno precedente.

Le manifestazioni sono simili a quelle della sindrome premestruale, ma sono più gravi, causando un disagio clinicamente significativo e/o una compromissione marcata del funzionamento sociale o lavorativo. Il disturbo può iniziare in qualsiasi momento dopo il menarca; esso può peggiorare con l'avvicinarsi della menopausa, ma cessa dopo la menopausa. La prevalenza è stimata dal 2 al 6% delle donne mestruate nell'intervallo di 12 mesi.

Per la diagnosi del disturbo disforico premestruale, i pazienti devono avere ≥ 5 sintomi durante la settimana prima delle mestruazioni. I sintomi devono cominciare a rientrare pochi giorni dopo l'inizio del ciclo mestruale e diventare minimi o assenti nella settimana dopo le mestruazioni. I sintomi devono comprendere ≥ 1 dei seguenti:

  • Sbalzi d'umore (p. es., sentirsi improvvisamente triste o in lacrime)

  • Irritabilità marcata o rabbia o conflitti interpersonali aumentati

  • Umore marcatamente depresso, sentimenti di disperazione o disprezzo per se stessi

  • Ansia marcata, tensione, o sensazione di essere "sulle spine"

Inoltre, ≥ 1 dei seguenti sintomi deve essere presente:

  • Diminuzione dell'interesse per attività usuali

  • Difficoltà di concentrazione

  • Scarsa energia o stanchezza

  • Variazione marcata dell'appetito, eccessivo consumo di cibo, o desiderio intenso per cibi specifici

  • Ipersonnia o insonnia

  • Sentirsi sopraffatti o fuori controllo

  • Sintomi fisici come tensione o tumescenza mammaria, dolori articolari o muscolari, sensazione di gonfiore, e aumento di peso

Altro disturbo depressivo

Insiemi di sintomi con caratteristiche di disturbo depressivo che non soddisfano i criteri completi per altri disturbi depressivi, ma che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sono classificati come altro disturbo depressivo (specificato o non specificato).

Sono inclusi i periodi ricorrenti di disforia con ≥ 4 altri sintomi depressivi che perdurano < 2 settimane in persone che non hanno mai raggiunto i criteri per un altro disturbo dell'umore (p. es., depressione breve ricorrente) e i periodi di depressione che durano più a lungo, ma che includono sintomi insufficienti per la diagnosi di un altro disturbo depressivo.

Specificatori

La depressione maggiore e il disturbo depressivo persistente possono includere uno o più specificatori che descrivono le manifestazioni supplementari durante un episodio depressivo:

  • Ansia: i pazienti si sentono tesi e insolitamente inquieti; hanno difficoltà di concentrazione, perché si preoccupano o temono che qualcosa di terribile possa accadere, o sentono che potrebbero perdere il controllo di loro stessi.

  • Caratteristiche miste: i pazienti presentano anche ≥ 3 sintomi maniacali o ipomaniacali (p. es., umore elevato, grandiosità, maggiore loquacità rispetto al solito, fuga delle idee, diminuzione del sonno). I pazienti che hanno questo tipo di depressione sono a rischio di sviluppare un disturbo bipolare.

  • Malinconia: i pazienti non provano più piacere per quasi tutte le attività o non rispondono agli stimoli di solito piacevoli. Essi possono sentirsi abbattuti o disperati, provare senso di colpa eccessivo o inappropriato, o avere risvegli precoci nelle prime ore del mattino, notevole rallentamento psicomotorio o agitazione e anoressia o perdita di peso significative.

  • Atipica: l'umore dei pazienti si illumina momentaneamente in risposta ad eventi positivi (p. es., una visita da parte di bambini). Essi presentano anche ≥ 2 dei seguenti: reazioni eccessive a critiche o rifiuti percepiti, sensazione di paralisi (un senso di pesantezza o fatica, di solito nelle estremità), aumento di peso o dell'appetito e ipersonnia.

  • Psicotica: i pazienti hanno deliri e/o allucinazioni. I deliri spesso riguardano l'aver commesso peccati o crimini imperdonabili, l'avere malattie incurabili o inconfessabili difetti oppure l'essere perseguitati. Le allucinazioni possono essere uditive (p. es., voci accusatorie o di condanna) o visive. Se solo le voci sono descritte, bisognerebbe porre una particolare attenzione per determinare se tali voci rappresentino o meno vere allucinazioni.

  • Catatonici: i pazienti hanno grave ritardo psicomotorio, si dedicano a un'eccessiva attività afinalistica, e/o al ritiro; alcuni pazienti fanno smorfie e ripetono le parole (ecolalia) o i movimenti (ecoprassia).

  • Insorgenza nel peri-partum: l'esordio è in gravidanza o entro le prime 4 settimane dopo il parto. Caratteristiche psicotiche possono essere presenti; l'infanticidio è spesso associato a episodi psicotici che coinvolgono allucinazioni imperative che incitano a uccidere il neonato o a deliri che il bambino sia posseduto.

  • Modello stagionale: gli episodi si verificano in un determinato periodo dell'anno, il più delle volte autunno o inverno.

Diagnosi

  • Criteri clinici (DSM-5)

  • Emocromo, elettroliti e TSH (ormone stimolante la tiroide), vitamina B12, e livelli di folati per escludere disturbi fisici che possono causare depressione

La diagnosi dei disturbi depressivi si basa sull'identificazione della sintomatologia e sui criteri clinici descritti precedentemente. Per aiutare a differenziare i disturbi depressivi dai cambiamenti d'umore ordinari, vi devono essere una sofferenza significativa o una compromissione nell'area del funzionamento sociale, professionale o in altre aree importanti.

Sono disponibili diversi questionari brevi per lo screening. Sono di aiuto per identificare alcuni sintomi depressivi, ma non possono essere utilizzati da soli a scopo diagnostico. Domande specifiche a risposta chiusa aiutano a determinare se i pazienti hanno i sintomi necessari in base ai criteri diagnostici del DSM-5 per una diagnosi di depressione maggiore.

La gravità è determinata dal grado di sofferenza e disabilità (fisica, sociale, occupazionale) e dalla durata dei sintomi. Un medico deve delicatamente ma in modo diretto interrogare i pazienti riguardo a ogni pensiero e progetto per fare del male a loro stessi o ad altri, ogni precedente minaccia e/o tentativo di suicidio, e altri fattori di rischio. Psicosi e catatonia indicano una depressione grave. Segni melanconici indicano una depressione grave o moderata. Condizioni fisiche concomitanti, disturbi da uso di sostanze e disturbi d'ansia possono incrementare la gravità.

Diagnosi differenziale

I disturbi depressivi vanno distinti dalla demoralizzazione e dal dolore. Altri disturbi mentali (p. es., disturbi ansiosi) possono simulare o nascondere la diagnosi di depressione. Talvolta è presente più di un disturbo. La depressione maggiore (disturbo unipolare) deve essere distinta dal disturbo bipolare.

In pazienti anziani, la depressione si può manifestare come demenza depressiva (precedentemente chiamata pseudodemenza), che è causa di molti dei sintomi e segni di demenza, quali ritardo psicomotorio e ridotta concentrazione. Tuttavia, la demenza precoce può causare depressione. In generale, quando la diagnosi è incerta, il trattamento del disturbo depressivo va tentato.

Distinguere i disturbi depressivi cronici, come la distimia dai disturbi da uso di sostanze, può essere particolarmente difficile, perché essi possono coesistere e possono contribuire l'uno all'altro.

Anche i disturbi fisici devono essere esclusi come causa della sintomatologia. L'ipotiroidismo spesso causa sintomi di depressione ed è diffuso, soprattutto tra gli anziani. Il morbo di Parkinson, in particolare, può manifestarsi con sintomi che mimano la depressione (p. es., perdita di energia, mancanza di espressione, scarsità di movimento). È necessario un approfondito esame neurologico per escludere questa patologia.

Esami

I dati di laboratorio non sono patognomonici per i disturbi depressivi. Tuttavia, sono necessari esami di laboratorio per escludere condizioni fisiche che possono causare depressione. I test comprendono emocromo completo, ormonali stimolanti la tiroide, elettroliti di routine, vitamina B12 e livelli di folati e livelli di testosterone negli uomini anziani. Talvolta sono opportuni esami per l'uso di sostanze illecite.

Trattamento

  • Supporto

  • Psicoterapia

  • Farmaci

I sintomi possono regredire spontaneamente, in particolare quando sono lievi o di breve durata. Una lieve depressione può essere trattata con supporto generico e psicoterapia. La depressione da moderata a grave viene trattata con farmaci, psicoterapia o ambedue e talvolta terapia elettroconvulsivante. Alcuni pazienti richiedono una combinazione di farmaci. Il miglioramento può non essere evidente fino a che siano trascorse da 1 a 4 settimane di trattamento farmacologico.

La depressione, particolarmente nei pazienti che hanno avuto > 1 episodio, è frequentemente recidivante; perciò, casi gravi spesso richiedono un mantenimento a lungo termine con terapia farmacologica.

La maggior parte dei soggetti con depressione viene trattata ambulatorialmente. I pazienti con un'importante ideazione suicidaria, soprattutto quando il supporto familiare è carente, necessitano del ricovero ospedaliero, così come quelli con sintomi psicotici o debilitazione fisica.

Nei pazienti con disturbi da uso di sostanze, spesso i sintomi depressivi si risolvono entro pochi mesi dopo l'interruzione dell'uso della sostanza. Il trattamento antidepressivo è molto meno probabile che sia efficace mentre l'uso di sostanze continua.

Qualora le cause siano un disturbo organico o tossicità da farmaci, il trattamento è diretto innanzitutto al disturbo sottostante. Tuttavia, se la diagnosi è dubbia o se i sintomi sono disabilitanti o comprendono pensieri suicidari o disperazione, un trial terapeutico con un antidepressivo o farmaci stabilizzatori dell'umore può essere di aiuto.

Supporto iniziale

Finché non sia iniziato un chiaro miglioramento, il medico potrebbe aver bisogno di visitare i pazienti settimanalmente o 2 volte/settimana per fornire sostegno e informazioni, nonché per monitorare i progressi. Le telefonate possono integrare le visite mediche.

I pazienti e i loro cari possono essere preoccupati o imbarazzati riguardo all'idea di avere un disturbo mentale. Il medico può essere d'aiuto spiegando che la depressione è una grave patologia medica causata da disturbi biologici e che richiede un trattamento specifico e che la prognosi con il trattamento è buona. I pazienti e i loro cari devono essere rassicurati che la depressione non riflette un difetto caratteriale (p. es., pigrizia, debolezza). Dire ai pazienti che il percorso verso la guarigione spesso è fluttuante aiuta a guardare in prospettiva i sentimenti di incurabilità e migliora l'aderenza terapeutica.

Incoraggiare i pazienti ad aumentare gradualmente semplici attività (p. es., camminare, fare esercizio fisico regolarmente) e interazioni sociali, deve essere bilanciato con l'accettazione della loro volontà di evitare le attività. Il medico può suggerire che i pazienti evitino l'autodenigrazione e spiegare che i cattivi pensieri sono parte della malattia e andranno via.

Psicoterapia

Numerosi studi controllati hanno dimostrato che la psicoterapia, ed in particolare la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia interpersonale, è efficace nei pazienti con disturbo depressivo maggiore, sia per il trattamento della sintomatologia acuta che per diminuire il rischio di recidive. I pazienti con depressione lieve tendono ad avere risultati migliori rispetto a quelli con depressione più grave, ma il livello di miglioramento è maggiore in quelli con depressione più severa.

Terapia farmacologica per la depressione

Diverse classi di farmaci e i farmaci possono essere usati per trattare la depressione:

La scelta del farmaco può essere guidata dalla passata risposta a uno specifico antidepressivo. Altrimenti, gli inibitori della ricaptazione della serotonina sono spesso i farmaci di scelta iniziali. Malgrado i diversi inibitori della ricaptazione della serotonina abbiano pari efficacia per casi tipici, alcune proprietà dei farmaci li rendono più o meno opportuni per certi soggetti (vedi tabella Antidepressivi).

Terapia elettroconvulsivante

Le seguenti sono spesso trattate con terapia elettroconvulsivante se i farmaci sono inefficaci:

  • Depressione grave con rischio suicidario

  • Depressione con agitazione o ritardo psicomotorio

  • Depressione con componente psicotica

  • Depressione durante la gravidanza

I pazienti che non si alimentano più possono aver bisogno di terapia elettroconvulsivante per prevenire il decesso. La terapia elettroconvulsivante è particolarmente efficace per la depressione psicotica.

La risposta a 6 e 10 terapie elettroconvulsivanti è di solito eclatante e può salvare la vita. Recidive dopo la terapia elettroconvulsivante sono frequenti e la terapia farmacologica spesso viene mantenuta dopo la fine della terapia elettroconvulsivante.

Fototerapia

La fototerapia è nota per i suoi effetti sulla depressione stagionale, ma appare ugualmente efficace nella depressione non stagionale.

Il trattamento può essere fornito a casa con 2500-10 000 lux a una distanza compresa tra 30 e 60 cm per 30-60 min/die (più a lungo con una fonte di luce di intensità minore).

Nei pazienti che hanno addormentamenti a tarda notte e risvegli tardi al mattino, la fototerapia è più efficace al mattino, talora con aggiunta di 5-10 minuti di esposizione tra le 3 e le 7 di pomeriggio. Per i pazienti che si addormentano presto e hanno risvegli precoci, la fototerapia è più efficace fra le 3 di pomeriggio e le 7 di pomeriggio.

Altre terapie

Gli psicostimolanti (p. es., destroanfetamina, metilfenidato) sono a volte utilizzati, spesso in aggiunta ad antidepressivi. Un certo numero di studi controllati supporta il loro uso nei disturbi depressivi (1).

Alcuni pazienti utilizzano le erbe medicinali. L'erba di San Giovanni (iperico) può essere efficace per la depressione lieve, benché i dati siano contraddittori. L'erba di San Giovanni (iperico) può interferire con altri antidepressivi e altri farmaci in generale. Alcuni studi controllati con placebo di supplementazione di omega-3, utilizzato come aggiunta o in monoterapia, hanno suggerito che l'acido eicosapentaenoico da 1 a 2 g 1 volta/die ha utile effetto antidepressivo.

La stimolazione del nervo vago comporta un'intermittente stimolazione del nervo attraverso un generatore di impulsi impiantato. Può essere utile per la depressione refrattaria ad altri trattamenti ma solitamente impiega 3-6 mesi per essere efficace.

L'impiego della stimolazione magnetica transcranica ripetuta per il trattamento acuto del disturbo depressivo maggiore ha notevole supporto da studi clinici controllati. La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva a bassa frequenza può essere applicata alla corteccia prefrontale dorsolaterale destra, e la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva ad alta frequenza può essere applicata alla corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra. Gli effetti indesiderati più comuni sono mal di testa e fastidio al cuoio capelluto; entrambi si verificano in genere quando è utilizzata la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva ad alta frequenza piuttosto che a bassa frequenza.

La stimolazione cerebrale profonda che ha come target la porzione subgenuale del giro cingolato o la parte anteriore ventrale della capsula/striato ventrale ha avuto risultati promettenti in casi-studio non controllati (2). Studi clinici controllati sono ancora in fase di svolgimento.

I gruppi di supporto (p. es., la Depression and Bipolar Support Alliance [DBSA]) possono aiutare i pazienti fornendo un forum per condividere le loro esperienze e sentimenti comuni.

Riferimenti relativi al trattamento

  • 1. McIntyre RS, Lee y, Zhou AJ et al: The efficacy of psychostimulants in major depressive episodes: A systematic review and meta-analysis. J Clin Pscyhopharmacol 37 (4):412-418, 2017. doi: 10.1097/JCP.0000000000000723.

  • 2. Bergfeld IO, Mantione M, Hoogendoorn MLC, et al: Deep brain stimulation of the ventral anterior limb of the internal capsule for treatment-resistant depression: A randomized clinical trial. JAMA Psychiatry 73(5):456–64, 2016. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2016.0152.

Punti chiave

  • La depressione è un disturbo comune che si presenta soprattutto con umore depresso e/o quasi completa perdita di interesse o piacere nelle attività che in precedenza erano considerate piacevoli; sintomi somatici (p. es., variazione di peso, disturbi del sonno) e manifestazioni cognitive (p. es., difficoltà di concentrazione) sono comuni.

  • La depressione può compromettere sensibilmente la capacità di funzionare sul lavoro e le abilità di interazione sociale; il rischio di suicidio è significativo.

  • A volte i sintomi depressivi sono causati da disturbi fisici (p. es., patologie della tiroide o della ghiandola surrenale, tumori cerebrali benigni o maligni, ictus, AIDS, morbo di Parkinson, sclerosi multipla) o dall'uso di alcuni farmaci (p. es., corticosteroidi, alcuni beta-bloccanti, interferone, alcune sostanze stupefacenti).

  • La diagnosi si basa su criteri clinici; le cause organiche devono essere escluse attraverso la valutazione clinica e gli esami specifici (p. es., emocromo, elettroliti, ormone stimolante la tiroide, B12 e livelli di folati).

  • Il trattamento prevede psicoterapia e di solito farmacoterapia; gli inibitori della ricaptazione della serotonina sono solitamente farmaci di prima scelta e, se questi si rivelano inefficaci, possono essere utilizzati altri farmaci che agiscono sulla serotonina e/o sulla noradrenalina.

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