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Malattia di Parkinson (Parkinson Disease, PD)

(Morbo di Parkinson)

Di

Hector A. Gonzalez-Usigli

, MD, HE UMAE Centro Médico Nacional de Occidente

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa lentamente progressiva di aree specifiche del cervello. È caratterizzata da tremore quando i muscoli sono a riposo (tremore a riposo), aumento del tono muscolare (rigidità), rallentamento dei movimenti volontari e difficoltà a mantenere l’equilibrio (instabilità posturale). In molte persone viene compromesso il pensiero, oppure si sviluppa demenza.

  • La malattia di Parkinson deriva dalla degenerazione nella parte del cervello che aiuta a coordinare i movimenti.

  • Spesso il sintomo più ovvio è un tremore che si manifesta quando i muscoli sono rilassati.

  • I muscoli si irrigidiscono, i movimenti rallentano e sono scoordinati e si perde facilmente l’equilibrio.

  • Il medico formula la diagnosi in base ai sintomi.

  • Misure generali (come semplificare le attività quotidiane), farmaci (come levodopa più carbidopa) e a volte un intervento chirurgico possono aiutare, ma la malattia è progressiva e alla fine causa disabilità grave e immobilità.

La malattia di Parkinson è la seconda malattia degenerativa più comune del sistema nervoso dopo quella di Alzheimer. Interessa

  • circa 1 persona su 250 di età superiore a 40 anni

  • circa 1 persona su 100 di età pari o superiore a 65 anni

  • circa 1 persona su 10 di età pari o superiore a 80 anni

Solitamente, la malattia di Parkinson compare tra i 50 e i 79 anni. Raramente, si manifesta nei bambini o negli adolescenti.

Cambiamenti all’interno del cervello

Nella malattia di Parkinson, si osserva una degenerazione delle cellule nervose in parte dei gangli basali (chiamate substantia nigra).

I gangli basali sono aggregati di cellule nervose situati in profondità nel cervello che aiutano a:

  • avviare e regolare i movimenti muscolari volontari

  • sopprimere i movimenti involontari

  • Coordinare le variazioni posturali

Quando il cervello invia un impulso per muovere un muscolo (ad esempio per sollevare un braccio), l’impulso passa attraverso i gangli basali. Come tutte le cellule nervose, quelle nei gangli basali rilasciano messaggeri chimici (neurotrasmettitori) che attivano la cellula nervosa successiva nel percorso per inviare un impulso. Un neurotrasmettitore chiave nei gangli basali è la dopamina. Il suo effetto generale è quello di aumentare gli impulsi nervosi ai muscoli.

Quando le cellule nervose dei gangli basali subiscono una degenerazione, producono meno dopamina e il numero di connessioni tra le cellule nervose nei gangli basali diminuisce. Di conseguenza, i gangli basali non riescono a controllare i movimenti muscolari come farebbero normalmente, con conseguente tremore, movimenti lenti (bradicinesia), tendenza a muoversi meno (ipocinesia), problemi di postura e deambulazione e una parziale perdita di coordinazione.

Localizzazione dei gangli basali

I gangli basali sono aggregati di cellule nervose situati in profondità nel cervello. Tra questi:

  • Nucleo caudato (una struttura a forma di C che si assottiglia a una coda sottile)

  • Putamen

  • Globo pallido (situato vicino al putamen)

  • Nucleo subtalamico

  • Substantia nigra

I gangli basali aiutano ad effettuare e a distendere i movimenti dei muscoli volontari, a sopprimere i movimenti involontari e a coordinare i cambiamenti di postura.

Localizzazione dei gangli basali

Cause della malattia di Parkinson

Nella malattia di Parkinson, la sinucleina (una proteina cerebrale che aiuta le cellule nervose a comunicare) forma degli ammassi detti corpi di Lewy nelle cellule nervose. I corpi di Lewy sono costituiti da sinucleina ripiegata erroneamente. La sinucleina può accumularsi in diverse regioni dell’encefalo, in particolare nella substantia nigra (in profondità all’interno del cervello) e interferire con la funzione cerebrale. I corpi di Lewy si accumulano spesso in altre parti del cervello e del sistema nervoso, suggerendo che possano essere implicati in altri disturbi. Nella demenza da corpi di Lewy Demenza da corpi di Lewy e demenza associata al morbo di Parkinson Lademenza da corpi di Lewy è una perdita progressiva della funzione mentale, caratterizzata dallo sviluppo di corpi di Lewy nelle cellule nervose.La demenza associata al morbo di Parkinson... maggiori informazioni , questi corpi si formano nello strato esterno del cervello (corteccia cerebrale). Possono anche essere implicati nella malattia di Alzheimer Malattia di Alzheimer La malattia di Alzheimer è una perdita progressiva della funzione mentale, caratterizzata dalla degenerazione del tessuto cerebrale, con perdita di cellule nervose, accumulo di una proteina... maggiori informazioni e ciò spiegherebbe perché circa un terzo delle persone con malattia di Parkinson presenta sintomi della malattia di Alzheimer e perché alcune persone con malattia di Alzheimer sviluppano i sintomi di Parkinson.

Circa il 10% delle persone con la malattia di Parkinson ha parenti che ne sono o ne sono stati affetti. Inoltre, sono state identificate diverse mutazioni genetiche che possono causare la malattia di Parkinson.

Vi sono sempre più prove del fatto che la malattia di Parkinson fa parte di un disturbo più diffuso. caratterizzato da un accumulo della sinucleina non solo nel cervello, ma anche nelle cellule nervose situate nel cuore, esofago, intestino e altrove. Di conseguenza, questo disturbo provoca altri sintomi, come stordimento quando una persona si alza in piedi, stipsi e difficoltà di deglutizione, a seconda dei siti di accumulo della sinucleina.

Sapevate che…

  • Molti altri disturbi e farmaci possono causare sintomi simili a quelli del morbo di Parkinson.

  • La malattia di Parkinson è a volte difficile da diagnosticare nelle persone anziane, perché l’invecchiamento causa alcuni sintomi simili.

Sintomi della malattia di Parkinson

Solitamente, la malattia di Parkinson inizia in modo impercettibile e progredisce gradatamente.

Il primo sintomo è

  • Tremori in circa due terzi delle persone

  • Problemi di movimento o una riduzione del senso dell’odorato nella maggior parte degli altri

I tremori presentano di solito le seguenti caratteristiche:

  • Sono grossolani e ritmici

  • Solitamente si manifestano in una mano quando è a riposo (tremore da riposo)

  • Spesso coinvolgono la mano che si muove come se stesse facendo rotolare piccoli oggetti (chiamato contar monete)

  • Diminuiscono quando si muove volontariamente la mano e scompaiono completamente durante il sonno

  • Possono peggiorare in caso di stress emotivo o astenia

  • Possono infine avanzare all’altra mano, alle braccia e alle gambe

  • Possono colpire anche le mascelle, la lingua, la fronte, le palpebre e, in misura inferiore, la voce

In alcune persone, questo sintomo non si sviluppa mai. A volte, il tremore diventa meno evidente via via che la malattia progredisce.

La malattia di Parkinson causa in genere anche i seguenti sintomi:

  • Rigidità: i muscoli diventano rigidi, rendendo difficile il movimento. Quando il medico cerca di piegare l’avambraccio del paziente o di allungarlo, questo resiste al movimento e, quando si muove, il movimento inizia e si interrompe, come a scatti (rigidità a ruota dentata).

  • Rallentamento dei movimenti: I movimenti diventano lenti, meno ampi e sono difficili da iniziare. Pertanto, i soggetti tendono a muoversi meno. Quando si muovono meno, il movimento diventa più difficile perché le articolazioni si irrigidiscono e i muscoli si indeboliscono.

  • Difficoltà a mantenere l’equilibrio e la postura: la postura diventa curva ed è difficile mantenere l’equilibrio. Le persone quindi tendono a cadere in avanti o indietro. Poiché i movimenti sono rallentati, spesso non riescono a muovere le mani abbastanza rapidamente da frenare la caduta. Questi problemi tendono a svilupparsi più tardi nella malattia.

Diventa difficile camminare, in particolare fare il primo passo. Una volta iniziato a camminare, l’andatura è strascicata con passi brevi e braccia piegate all’altezza della vita che oscillano leggermente o per niente. Mentre camminano, alcune persone hanno difficoltà e fermarsi o a girare. Quando la malattia avanza, certe si fermano improvvisamente perché si sentono come se i piedi fossero incollati al suolo (congelamento). Altre accelerano involontariamente e gradatamente il passo, arrivando a una corsa instabile per evitare di cadere. Questo sintomo è chiamato festinazione.

La rigidità e la diminuzione della mobilità possono contribuire al dolore muscolare e all’affaticamento. La rigidità dei muscoli interferisce con molti movimenti: girarsi nel letto, entrare e uscire da un’auto e alzarsi da una poltrona. Solitamente le attività quotidiane (come vestirsi, pettinarsi, mangiare e lavarsi i denti) richiedono maggior tempo.

Dal momento che le persone hanno spesso difficoltà a controllare i piccoli muscoli delle mani, le attività quotidiane, come abbottonarsi una camicia o allacciarsi le scarpe, diventano sempre più difficili. La maggior parte di coloro che sono affetti da malattia di Parkinson ha una grafia tremolante e piccola (micrografia) perché è difficile iniziare e mantenere ogni tratto della penna. Questi sintomi possono essere presi a torto per debolezza. Tuttavia, la forza e la sensibilità sono solitamente normali.

Il viso diventa meno espressivo (come una maschera) perché i muscoli facciali che controllano l’espressione non si muovono come farebbero normalmente. Questa mancanza di espressione può essere confusa con la depressione, oppure si rischia di non accorgersi della depressione (che è comune nelle persone con la malattia di Parkinson). Alla fine, il viso può cristallizzarsi in uno sguardo fisso nel vuoto con la bocca aperta e gli occhi che ammiccano raramente. Spesso le persone sbavano o si soffocano perché i muscoli del viso e della gola sono rigidi, rendendo difficile la deglutizione. Parlano spesso piano con tono uniforme e a volte a scatti, perché hanno difficoltà ad articolare le parole.

La malattia di Parkinson causa anche altri sintomi:

I sintomi mentali, compresi quelli psicotici, possono essere provocati dalla malattia di Parkinson o da un farmaco usato per trattarla.

I farmaci usati per trattare la malattia di Parkinson (vedere la tabella Farmaci usati per trattare la malattia di Parkinson Farmaci utilizzati per trattare il morbo di Parkinson Farmaci utilizzati per trattare il morbo di Parkinson ) possono anch’essi provocare problemi, come comportamento compulsivo-ossessivo o difficoltà a controllare gli impulsi, portando per esempio a gioco o collezionismo compulsivo.

Diagnosi della malattia di Parkinson

  • Valutazione medica

  • Talvolta, una TC o una RMI

  • A volte si usa levodopa per vedere se funzioni

La malattia di Parkinson è probabile se la persona presenta:

  • Meno movimenti, lenti

  • Caratteristico tremore

  • Rigidità muscolare

  • Chiari e duraturi (sostenuti) miglioramenti nella risposta alla levodopa

Può essere difficile per il medico diagnosticare la malattia allo stadio precoce, perché solitamente inizia in modo impercettibile. La diagnosi è particolarmente difficile nelle persone anziane perché l’invecchiamento causa alcuni dei problemi simili alla malattia di Parkinson, come perdita di equilibrio, rallentamento dei movimenti, rigidità muscolare e blocco della postura. A volte il tremore essenziale Tremore essenziale Un tremore è uno scuotimento ritmico e involontario di una parte del corpo, come le mani, la testa, le corde vocali, il tronco o le gambe. I tremori si manifestano quando i muscoli si contraggono... maggiori informazioni viene confuso con la malattia di Parkinson.

Per escludere altre cause dei sintomi, il medico chiede informazioni su disturbi pregressi, esposizione alle tossine e uso di farmaci che potrebbero causare il parkinsonismo.

Esame obiettivo

Durante l’esame obiettivo, chiede al paziente di eseguire alcuni movimenti, che possono aiutare a confermare la diagnosi. Ad esempio, nelle persone con malattia di Parkinson, il tremore scompare o diminuisce quando il medico chiede loro di toccarsi il naso con un dito. Inoltre, queste persone hanno difficoltà a eseguire rapidi movimenti alternati, come mettere le mani sulle cosce, poi ruotarle rapidamente davanti e dietro diverse volte.

Esami

Nessun esame o procedura di diagnostica per immagini può confermare direttamente la diagnosi. Tuttavia possono essere effettuate una tomografia computerizzata Tomografia computerizzata (TC) Nella tomografia computerizzata (TC), un tempo nota come tomografia assiale computerizzata (TAC), una sorgente radiogena e il rivelatore di radiazioni ruotano intorno al soggetto. Negli scanner... maggiori informazioni Tomografia computerizzata (TC) (TC) e una Risonanza magnetica per immagini (RMI) La RMI utilizza un forte campo magnetico e onde radio ad altissima frequenza per produrre immagini molto dettagliate. La RMI non utilizza raggi X ed è generalmente molto sicura. (Vedere anche... maggiori informazioni Risonanza magnetica per immagini (RMI) (RMI) per cercare un disturbo strutturale che potrebbe causare i sintomi. Una tomografia computerizzata a emissione di singolo fotone Tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo (Single-photon emission computed tomography, SPECT) Nella scintigrafia, si utilizzano radionuclidi per produrre immagini. Un radionuclide è la forma radioattiva di un elemento, il che significa che è un atomo instabile che diventa più stabile... maggiori informazioni (single-photon emission computed tomography, SPECT) e una tomografia ad emissione di positroni Tomografia a emissione di positroni La tomografia a emissione di positroni (Positron Emission Tomography, PET) è un tipo di scintigrafia. Un radionuclide è la forma radioattiva di un elemento, il che significa che è un atomo instabile... maggiori informazioni Tomografia a emissione di positroni (positron emission tomography, PET) possono rilevare anomalie cerebrali tipiche della malattia. Tuttavia, la SPECT e la PET sono attualmente utilizzate solo in strutture di ricerca e non distinguono la malattia di Parkinson da altri disturbi che causano gli stessi sintomi (parkinsonismo).

Se la diagnosi non è chiara, il medico può somministrare alla persona la levodopa, un farmaco utilizzato per trattare la malattia di Parkinson. Se la levodopa induce un miglioramento chiaro, è probabile che si sia in presenza di malattia di Parkinson.

Trattamento della malattia di Parkinson

  • Misure generali per gestire i sintomi

  • Fisioterapia e terapia occupazionale

  • Levodopa/carbidopa e altri farmaci

  • Talvolta, un intervento chirurgico (compresa la stimolazione cerebrale profonda)

Gli accorgimenti generali usati per trattare la malattia di Parkinson possono aiutare le funzionalità della persona.

Molti farmaci possono facilitare il movimento e consentire funzionalità efficace per molti anni. La base del trattamento della malattia di Parkinson è

  • Levodopa più carbidopa

Altri farmaci sono generalmente meno efficaci della levodopa, ma alcune persone possono trarne vantaggio, in particolare se la levodopa non è tollerata o non è adeguata. Ma nessun farmaco può curare la malattia.

Possono essere necessari due o più farmaci. Per le persone più anziane, le dosi sono spesso ridotte. Vengono evitati i farmaci che causano o aggravano i sintomi, in particolare gli antipsicotici.

I farmaci usati per trattare la malattia di Parkinson possono avere effetti collaterali problematici. Se le persone notano effetti insoliti (come difficoltà a controllare urgenze e stato confusionale), devono riferirli al proprio medico. Non devono interrompere l’assunzione del farmaco a mano che non sia il medico a prescriverlo.

Viene presa in considerazione la stimolazione cerebrale profonda, un intervento chirurgico, se le persone sono nella fase avanzata della malattia, ma senza demenza né sintomi psichiatrici e se i farmaci sono inefficaci o hanno effetti collaterali gravi.

Misure generali

Vari accorgimenti semplici possono aiutare chi è affetto da malattia di Parkinson a mantenere mobilità e indipendenza:

  • Continuare a svolgere il maggior numero di attività quotidiane possibile

  • Seguire un programma di attività fisica regolare

  • Semplificare i compiti quotidiani, ad esempio sostituire i bottoni sugli abiti con del velcro, oppure acquistare scarpe con chiusure in velcro.

  • Usare altri dispositivi di ausilio, come laccetti tira cerniere e uncini per bottoni

Delle piccole modifiche possono rendere la casa più sicura per le persone con malattia di Parkinson:

  • Togliere i tappetini per evitare di inciampare

  • Installare delle sbarre in bagno e dei corrimano nei corridoi e in altre zone per ridurre il rischio di caduta

Per la stipsi, può essere d’aiuto:

  • Consumare una dieta ricca di fibre, inclusi alimenti come prugne e succhi di frutta

  • Fare attività fisica

  • Bere molti liquidi

  • Usare emollienti fecali (come il concentrato di senna), integratori (come lo psillio) oppure lassativi stimolanti (come il bisacodile per via orale) per conservare la regolarità intestinale

La difficoltà di deglutizione può limitare l’assunzione di alimenti, quindi la dieta deve essere nutritiva. Facendo lo sforzo di inalare più profondamente dal naso, si può migliorare l’olfatto, stimolando l’appetito.

Levodopa/carbidopa

Tradizionalmente, la levodopa, che è somministrata con la carbidopa, è il primo farmaco utilizzato per trattare la malattia di Parkinson. Questi farmaci assunti per via orale sono la base del trattamento per la malattia di Parkinson.

Ma se viene assunta per lungo tempo, la levodopa può avere effetti collaterali e diventare meno efficace. Alcuni esperti hanno quindi suggerito che l’uso di altri farmaci, ritardando la somministrazione di levodopa, possa essere utile. Tuttavia, le prove ora indicano che gli effetti collaterali e la diminuzione dell’efficacia dopo l’uso a lungo termine si manifestano probabilmente perché la malattia di Parkinson si aggrava e non sono necessariamente correlate con il momento in cui si inizia a somministrare il farmaco. Ciononostante, dal momento che la levodopa può diventare meno efficace dopo diversi anni di utilizzo, il medico può prescrivere un altro farmaco per le persone di età inferiore ai 60 anni che dovranno assumere farmaci per trattare la malattia per lungo tempo. Altri farmaci che possono essere utilizzati includono l’amantadina e gli agonisti della dopamina (farmaci che agiscono come la dopamina, stimolando gli stessi ricettori sulle cellule cerebrali). Questi farmaci sono usati perché nella malattia di Parkinson la produzione di dopamina diminuisce.

La levodopa riduce la rigidità muscolare, migliora il movimento e diminuisce sostanzialmente il tremore. L’assunzione di levodopa produce miglioramenti drastici nelle persone con malattia di Parkinson. Il farmaco consente a molti individui con patologia lieve di tornare a un livello di attività quasi normale e consente ad altri bloccati a letto di camminare di nuovo.

La levodopa è un precursore della dopamina, ossia viene convertita in dopamina all’interno dell’organismo. La conversione avviene nei gangli basali, dove la levodopa aiuta a compensare la diminuzione di dopamina dovuta alla malattia. Tuttavia, una parte della levodopa è convertita in dopamina nell’intestino e nel sangue prima che raggiunga il cervello. La presenza di dopamina nel sangue aumenta il rischio di effetti collaterali, come vomito, ipotensione ortostatica e vampate. La carbidopa viene somministrata con la levodopa per prevenire che quest’ultima sia convertita in dopamina nel sangue. Di conseguenza, gli effetti collaterali sono minori e nel cervello è disponibile più dopamina.

Il domperidone può essere utilizzato per trattare gli effetti collaterali della levodopa (e di altri farmaci antiparkinsoniani) come nausea, vomito e ipotensione ortostatica. Il domperidone, come la carbidopa, riduce la quantità di levodopa che viene convertita in dopamina nell'intestino e nel sistema cardiovascolare (cuore e vasi sanguigni), dove la levodopa aumenta il rischio di effetti collaterali.

Per determinare la dose migliore di levodopa per una persona particolare, il medico deve equilibrare il controllo della malattia con lo sviluppo di effetti collaterali, che possono limitare la quantità di levodopa tollerata. Gli effetti collaterali includono

  • Nausea

  • vomita

  • Stordimento

  • Movimenti involontari (della bocca, del viso e degli arti) chiamati discinesia

  • Incubi

  • Allucinazioni e paranoia (sintomi psicotici)

  • Cambiamenti della pressione arteriosa

  • Stato confusionale

  • Comportamento ossessivo o compulsivo o difficoltà a controllare le pulsioni, con conseguenze quali, per esempio, il gioco d’azzardo o spese incontrollabili

Occasionalmente, la levodopa è necessaria per mantenere il movimento anche se causa allucinazioni, paranoia o stato confusionale. In tali casi, si possono somministrare dei farmaci antipsicotici Trattamento dei sintomi mentali. Il morbo di Parkinson è una malattia degenerativa lentamente progressiva di aree specifiche del cervello. È caratterizzata da tremore quando i muscoli sono a riposo (tremore a riposo)... maggiori informazioni (come quetiapina o clozapina) per alleviare detti effetti collaterali.

Dopo aver assunto levodopa per 5 anni o più, oltre la metà delle persone inizia ad alternare rapidamente fra una buona risposta al farmaco e nessuna risposta, fenomeno definito effetti on-off. In pochi secondi, possono passare da una mobilità accettabile a una disabilità grave e all’immobilità. I periodi di mobilità dopo ogni dose diventano più brevi e i sintomi possono manifestarsi prima della dose successiva programmata, gli effetti off. Inoltre, i sintomi possono essere accompagnati da movimenti involontari dovuti all’uso di levodopa, incluso contorcimento o iperattività. Per controllare gli effetti off per un po’ può essere usato uno dei metodi seguenti:

  • Assunzione di dosi inferiori più spesso

  • Passaggio a una forma di levodopa che viene rilasciata più gradatamente nel sangue (una formulazione a rilascio controllato).

  • Aggiunta di un agonista della dopamina o di amantadina

Tuttavia, dopo 15-20 anni questi effetti diventano difficili da eliminare. A questo punto viene presa in considerazione la chirurgia.

Può essere somministrata una formulazione di levodopa/carbodopa (disponibile in Europa) usando una pompa collegata a una sonda per alimentazione inserita nell’intestino tenue. Questa formulazione è studiata come trattamento per le persone con sintomi gravi che non è possibile alleviare con farmaci o che non possono essere trattati chirurgicamente. Questa formulazione sembra ridurre notevolmente i tempi off e aumentare la qualità della vita.

Altri farmaci

Altri farmaci sono solitamente meno efficaci della levodopa, ma alcune persone con la malattia di Parkinson possono trarne vantaggio, in particolare se la levodopa non è tollerata o è insufficiente.

Gli agonisti della dopamina, che agiscono come la dopamina, possono essere utilizzati in ogni fase della malattia. Tra essi si annoverano:

  • Pramipezolo e ropinirolo (assunti per via orale)

  • Rotigotina (assunta attraverso un cerotto cutaneo)

  • Apomorfina (iniettata sottopelle)

Gli effetti collaterali possono limitare l’uso di agonisti della dopamina assunti per via orale. Nell’1-2% dei soggetti che li assumono, questi farmaci possono causare il comportamento compulsivo, come gioco d’azzardo compulsivo, spese eccessive e iperalimentazione. In tali casi, la dose viene ridotta o il farmaco viene sospeso e sostituito con un altro farmaco.

Pramipezolo e ropinirolo vengono assunti per via orale. Possono essere utilizzati per primi al posto della levodopa o assieme ad essa nelle persone di età inferiore a 60 anni e manifestano precocemente la malattia di Parkinson. Tuttavia, quando utilizzati da soli, sono raramente efficace per più di pochi anni. Oppure i farmaci possono essere utilizzati con levodopa nei soggetti con la malattia di Parkinson in stadio avanzato. Questi farmaci vanno generalmente assunti 3 volte al giorno. La sonnolenza diurna è un effetto collaterale comune.

Viene applicato un cerotto con rotigotina una volta al giorno. Il cerotto deve essere portato continuamente per 24 ore, poi deve essere rimosso e sostituito. Va posizionato ogni giorno in punti diversi, per ridurre il rischio di irritazione cutanea. La rotigotina viene usato da sola, nelle fasi iniziali della malattia.

Dal momento che l’apomorfina agisce rapidamente, viene utilizzata per invertire gli effetti off della levodopa, quando è difficile iniziare il movimento. Per questo motivo, questo farmaco è chiamato terapia di salvataggio. Viene solitamente utilizzato quando le persone restano immobilizzate sul posto, il che impedisce loro, ad esempio, di camminare. La persona colpita o un’altra persona (come un familiare) può iniettare il farmaco fino a 5 volte al giorno in base alle necessità. In alcuni Paesi l’apomorfina è disponibile in una formulazione che può essere somministrata usando una pompa per chi soffre di sintomi molto gravi, quando il trattamento chirurgico non è possibile. La pompa è un piccolo dispositivo che può essere applicato a una cintura o messo in tasca. Un piccolo tubo collegato alla pompa viene inserito sotto alla cute. L’apomorfina viene pompata dal dispositivo attraverso il tubo sotto la cute. Questo sistema pompa l’apomorfina automaticamente, a orari regolari.

La rasagilina e la selegilina appartengono a una classe di farmaci chiamati inibitori della monoamminossidasi Inibitori della monoaminossidasi (IMAO) L’agomelatina, un nuovo tipo di antidepressivo, costituisce un possibile trattamento per gli episodi depressivi maggiori. Diversi tipi di farmaci possono essere usati per trattare la depressione... maggiori informazioni (inibitori MAO). Essi rallentano la scomposizione della levodopa in dopamina, prolungandone quindi l’azione nell’organismo. Questi farmaci possono essere usati da soli per ritardare l’uso della levodopa, ma vengono spesso somministrati in seguito, come integratori della levodopa. In teoria, se assunti con determinati alimenti (come alcuni formaggi), bevande (come vino rosso) o farmaci, gli inibitori delle MAO possono avere un effetto collaterale grave chiamato crisi ipertensiva Classificazione della pressione arteriosa Una pressione arteriosa alta (ipertensione) è una pressione delle arterie persistentemente alta. Spesso non è riconducibile a una causa precisa, ma, a volte, origina da una patologia sottostante... maggiori informazioni Classificazione della pressione arteriosa . Tuttavia questo effetto è poco probabile durante il trattamento della malattia di Parkinson, perché le dosi sono basse e il tipo di inibitori delle MAO utilizzati (inibitori delle MAO di tipo B) hanno poche probabilità di avere questo effetto.

Gli inibitori della catecolO-metiltransferasi (COMT) (entacapone, opicapone e tolcapone) rallentano l’assorbimento della levodopa e della dopamina, prolungandone gli effetti, e sembrano quindi essere un utile integratore della levodopa. Questi farmaci sono utilizzati solo con la levodopa. Il tolcapone non viene più impiegato spesso perché in rari casi danneggia il fegato. Tuttavia, è più forte dell’entacapone e può essere utile se gli effetti off sono gravi o di lunga durata.

Alcuni farmaci anticolinergici Anticolinergico: che cosa significa? Anticolinergico: che cosa significa? sono efficaci nella riduzione della gravità di un tremore e possono essere utilizzati nelle fasi iniziali della malattia di Parkinson o in seguito, per integrare la levodopa. Gli anticolinergici usati comunemente includono la benztropina e il triesifenidile. Gli anticolinergici sono particolarmente utili per le persone molto giovani, il cui sintomo più fastidioso è il tremore. I medici cercano di evitare l’uso di questi farmaci negli anziani perché anch’essi hanno effetti collaterali fastidiosi (come stato confusionale, sonnolenza, secchezza delle fauci, visione offuscata, capogiri, stipsi, difficoltà di minzione e perdita di controllo della vescica) e perché questi farmaci, se assunti per lungo tempo, aumentano il rischio di declino mentale. Possono ridurre il tremore perché bloccano l’azione dell’acetilcolina, e si pensa che il tremore sia causato da uno squilibrio di acetilcolina (troppa) e dopamina (troppo poca).

Occasionalmente, altri farmaci con effetti anticolinergici, inclusi alcuni antistaminici e antidepressivi triciclici, sono moderatamente efficaci e possono essere usati come integratori di levodopa. Tuttavia, dal momento che questi farmaci sono solo moderatamente efficaci e che molti effetti anticolinergici sono fastidiosi sono raramente utilizzati per trattare la malattia di Parkinson. Ciononostante, gli antidepressivi triciclici Antidepressivi triciclici L’agomelatina, un nuovo tipo di antidepressivo, costituisce un possibile trattamento per gli episodi depressivi maggiori. Diversi tipi di farmaci possono essere usati per trattare la depressione... maggiori informazioni con effetti anticolinergici possono essere utili nei soggetti più giovani che soffrono di depressione e di malattia di Parkinson.

L’amantadina, un farmaco a volte usato per trattare l’influenza, può essere impiegato da solo per trattare la malattia di Parkinson in forma lieve o come integratore di levodopa. L’amantadina ha probabilmente molti effetti che lo rendono efficace. Ad esempio, stimola il rilascio di dopamina da parte delle cellule nervose. Viene usata il più delle volte per aiutare a controllare i movimenti involontari (discinesia) che sono effetti collaterali della levodopa. Se utilizzata da sola, l’amantadina spesso perde la sua efficacia dopo diversi mesi.

Tabella

Stimolazione cerebrale profonda

Le persone con movimenti involontari o effetti on-off dovuti a un uso prolungato di levodopa, possono trarre beneficio da una stimolazione cerebrale profonda. Vengono impiantati chirurgicamente dei piccoli elettrodi in una parte dei gangli basali. Gli elettrodi inviano piccole quantità di elettricità ad aree specifiche dei gangli basali responsabili dei tremori. Viene utilizzata la RMI o la TC per localizzare l’area specifica da stimolare. Stimolando questa parte, la stimolazione cerebrale profonda spesso riduce ampiamente i movimenti involontari e i tremori e diminuisce la parte off degli effetti on-off. La stimolazione cerebrale profonda è disponibile solo presso centri specializzati.

Altre procedure

Nell’intervento chirurgico ecoguidato si utilizza la RMI per identificare le aree del cervello colpite da malattia di Parkinson. Poi, delle onde ultrasoniche concentrate vengono applicate alle aree target per distruggerle. Questa procedura non prevede un intervento chirurgico invasivo.

In alcuni Paesi, i medici rimuovo chirurgicamente una piccola porzione di cervello gravemente colpita o usano una minuscola sonda elettrica per distruggere tale porzione del cervello.

Queste procedure possono alleviare i sintomi.

Se queste procedure non sono efficaci, si può ricorrere alla stimolazione cerebrale profonda di una parte diversa del cervello.

Cellule staminali

Il trapianto di cellule staminali nel cervello, che si pensava un tempo fosse un trattamento possibile per la malattia di Parkinson, si è rilevato inefficace e presenta effetti collaterali problematici.

Trattamento dei sintomi mentali.

I sintomi psicotici e mentali di altro tipo, causati dalla malattia di Parkinson stessa, un farmaco o qualcos’altro, sono trattati.

Talvolta, si utilizzano alcuni farmaci antipsicotici (quetiapina, clozapina o pimavanserina) per trattare i sintomi psicotici negli anziani affetti da malattia di Parkinson e demenza. A differenza di altri antipsicotici, questi farmaci non peggiorano i sintomi della malattia di Parkinson. Essi sono ben tollerati dai soggetti più giovani e aiutano a controllare i sintomi psicotici che si verificano nei soggetti con demenza da malattia di Parkinson Demenza da corpi di Lewy e demenza associata al morbo di Parkinson Lademenza da corpi di Lewy è una perdita progressiva della funzione mentale, caratterizzata dallo sviluppo di corpi di Lewy nelle cellule nervose.La demenza associata al morbo di Parkinson... maggiori informazioni o causati da alcuni dei farmaci usati per trattare la malattia di Parkinson. La clozapina è la più efficace, ma il suo uso è limitato a causa dei suoi gravi effetti collaterali (come una bassa conta leucocitaria); inoltre, richiede frequenti esami del sangue per verificare la presenza di tali effetti. Recenti evidenze indicano che la pimavanserina riesce a trattare efficacemente i sintomi psicotici senza aggravare i sintomi della malattia di Parkinson. Inoltre, non è necessario eseguire frequenti analisi del sangue.

Gli antidepressivi sono utilizzati per trattare la depressione. Talvolta sono usati antidepressivi con effetti anticolinergici (come l’amitriptilina). Possono anche ridurre il tremore Tuttavia, molti altri antidepressivi sono molto efficaci e hanno meno effetti collaterali. Includono inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ISRS) L’agomelatina, un nuovo tipo di antidepressivo, costituisce un possibile trattamento per gli episodi depressivi maggiori. Diversi tipi di farmaci possono essere usati per trattare la depressione... maggiori informazioni (selective serotonin reuptake inhibitor, SSRI) come fluoxetina, paroxetina, citalopram ed escitalopram, e altri antidepressivi Terapia farmacologica per la depressione Breve approfondimento sul disturbo da lutto prolungato. La depressione è una sensazione di tristezza e/o una riduzione dell’interesse o del piacere per le attività; diviene un disturbo... maggiori informazioni come venlafaxina, mirtazapina e bupropione.

Il trattamento dei sintomi mentali può aiutare a ridurre i problemi di movimento, migliorare la qualità della vita e talvolta ritardare la necessità di essere ricoverati in istituto.

Questioni riguardanti i caregiver e la fase terminale

Dal momento che la malattia di Parkinson è una patologia progressiva, le persone alla fine hanno bisogno d’aiuto per le attività quotidiane normali, come mangiare, lavarsi, vestirsi e andare in bagno. Gli assistenti dovrebbero informarsi sugli effetti fisici e psicologici della malattia di Parkinson e sul modo di aiutare chi ne è affetto a svolgere al meglio le attività. Dal momento che questo tipo di assistenza è stancante e stressante, gli assistenti possono trarre beneficio dai gruppi di sostegno.

Alla fine, la maggior parte delle persone con malattia di Parkinson diventa gravemente disabile e immobile. Può non essere più in grado di mangiare, anche con assistenza. La demenza si sviluppa in circa un terzo dei casi. Dal momento che la deglutizione diventa sempre più difficile, c’è il rischio che subentri un decesso dovuto a polmonite da aspirazione Polmonite da aspirazione e polmonite chimica La polmonite da aspirazione è un'infezione polmonare causata dall’inspirazione di secrezioni orali, materiale gastrico, o entrambi. La polmonite chimica è un’irritazione polmonare causata dall’inalazione... maggiori informazioni (un’infezione polmonare dovuta all’inalazione di liquidi dalla bocca o dallo stomaco). Per alcune persone, la soluzione migliore potrebbe essere una casa di riposo.

Per ulteriori informazioni sulla malattia di Parkinson

Le seguenti sono alcune risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si prega di notare che il MANUALE non è responsabile del contenuto di questa risorsa.

  • American Parkinson Disease Association, Inc. (APDA): questo sito Web fornisce informazioni di supporto e formazione alle persone affette da malattia di Parkinson e ai loro assistenti. Inoltre, contiene collegamenti a varie risorse, come gruppi di supporto e corsi in palestra.

  • The Michael J. Fox Foundation for Parkinson's Research: questo sito Web fornisce informazioni circa il lavoro che svolge per assicurarsi che le politiche governative accelerino lo sviluppo di terapie innovative e più efficaci per la malattia di Parkinson, e fornisce inoltre suggerimenti per migliorare la qualità della vita dei soggetti con malattia di Parkinson e dei loro familiari, anche attraverso gruppi di supporto e servizi di telemedicina.

  • Parkinson's Disease Foundation (PDF): questo sito Web descrive la malattia di Parkinson e i suoi sintomi e fornisce suggerimenti per convivere con la malattia, offrendo inoltre l’opportunità di mettersi in contatto con una comunità online di soggetti affetti da malattia di Parkinson.

NOTA: Questa è la Versione per i pazienti. CLICCA QUI per accedere alla Versione per i professionisti
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