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Crampi mestruali

(dismenorrea; cicli mestruali dolorosi)

Di

JoAnn V. Pinkerton

, MD, University of Virginia Health System

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

I crampi mestruali sono dolori che si avvertono nella parte bassa del tronco (pelvi) alcuni giorni prima, durante o dopo un ciclo mestruale. Il dolore tende a essere più intenso circa 24 ore dopo l’inizio del mestruo e scompare dopo 2-3 giorni. Solitamente ha un carattere ciclico, crampiforme o acuto, ma può anche essere sordo e continuo, e talvolta si estende alla schiena e alle gambe.

Molte donne avvertono anche mal di testa, nausea (talvolta anche vomito) e stipsi o diarrea, oltre al bisogno di urinare frequentemente.

I sintomi della sindrome premestruale (come irritabilità, nervosismo, depressione, affaticamento e distensione addominale) possono persistere per una parte o per l’intera durata del ciclo.

Può accadere che il sangue premestruale contenga grumi di colore rosso brillante o scuro, formati da tessuto e liquidi staccatisi dall’epitelio uterino, oltre che da sangue.

I sintomi tendono a essere più gravi nei seguenti casi:

  • inizio precoce delle mestruazioni

  • cicli lunghi o abbondanti

  • donne fumatrici

  • familiarità con la dismenorrea.

Cause

I crampi mestruali possono

  • Non avere una causa identificabile (dismenorrea primaria)

  • Derivare da un altro disturbo (chiamato dismenorrea secondaria)

La dismenorrea primaria di solito ha inizio nell’adolescenza e può migliorare con l’età e dopo la gravidanza. È più comune della dismenorrea secondaria.

La dismenorrea secondaria di solito ha inizio nell’età adulta.

Cause comuni

In oltre il 50% delle donne che soffrono di dismenorrea, si tratta di

  • Dismenorrea primaria

Nel 5-15% circa dei casi, i crampi sono tanto forti da interferire con lo svolgimento delle normali attività e causare assenze dai luoghi di studio e di lavoro.

Gli esperti ritengono che la dismenorrea primaria sia causata dal rilascio, durante la mestruazione, di sostanze dette prostaglandine, i cui livelli risultano alti nelle donne con dismenorrea primaria. Le prostaglandine possono provocare contrazioni dell’utero (come accade durante il travaglio), riducendo il flusso di sangue e provocando dolore e fastidio. Inoltre le prostaglandine rendono le terminazioni nervose dell’utero più sensibili al dolore.

Anche la mancanza di attività fisica e l’ansia riguardo alle mestruazioni possono contribuire al dolore.

La dismenorrea secondaria solitamente è causata da

  • Endometriosi: il tessuto che normalmente costituisce l’epitelio dell’utero (tessuto endometriale) fuoriesce dall’utero. È la causa più comune di dismenorrea secondaria.

  • Fibromi: si tratta di tumori benigni composti da tessuto muscolare e fibroso cresciuto nell’utero.

  • Adenomiosi: neoformazioni di tessuto endometriale nella parete uterina che ne provocano l’ampliamento e il gonfiore durante le mestruazioni.

Cause meno comuni

Esistono molte altre cause di dismenorrea secondaria meno comuni. Tra queste troviamo:

Gli IUD che rilasciano un progestinico provocano meno crampi di quelli a rilascio di rame.

In alcune donne il dolore è dovuto allo stretto lume della cervice (canale cervicale), la cosiddetta stenosi cervicale, che può svilupparsi in seguito a una procedura, come la rimozione di un polipo uterino o il trattamento di una condizione precancerosa (displasia) o di un tumore della cervice. Anche una neoformazione (polipo o fibrosi) può restringere il canale cervicale.

Valutazione

Di solito i medici giungono alla diagnosi di dismenorrea allorché la donna segnala la presenza regolare di dolore fastidioso durante le mestruazioni; quindi stabiliscono se si tratta di dismenorrea primaria o secondaria

e distinguono la dismenorrea da due disturbi gravi che possono anch’essi causare dolore pelvico:

Questi disturbi possono essere identificati facilmente in quanto il dolore e gli altri sintomi sono tipicamente diversi da quelli della dismenorrea.

Di solito la gravidanza ectopica provoca un dolore improvviso che inizia in un punto specifico ed è costante (non crampiforme), che può essere o meno accompagnato da sanguinamento vaginale e può diventare grave. Se la gravidanza ectopica si rompe, la donna accusa stordimento, sviene e ha il battito cardiaco accelerato oppure ha un collasso.

Nella malattia infiammatoria pelvica il dolore può diventare grave ed essere avvertito su uno o su entrambi i lati. Inoltre le donne possono avere secrezioni vaginali maleodoranti e simili a pus, sanguinamento vaginale o entrambi. Talvolta possono avere febbre, nausea o vomito, oppure sentire dolore durante la minzione o il rapporto sessuale.

Segnali d’allarme

Nelle donne che soffrono di dismenorrea, alcuni sintomi sono fonte di preoccupazione:

  • Grave dolore improvviso o nuovo

  • Dolore costante

  • febbre

  • Secrezione vaginale simile a pus

  • Dolore acuto che peggiora toccando delicatamente l’addome o con anche un minimo movimento della persona

Quando rivolgersi a un medico

Le donne che manifestano segnali d’allarme devono consultare un medico il giorno stesso.

Se le donne, pur non manifestando segnali d’allarme, avvertono crampi più dolorosi del solito o più prolungati nel tempo, devono consultare un medico entro pochi giorni.

Altre donne che hanno crampi mestruali devono rivolgersi al medico, che, in base agli altri sintomi, all’età e all’anamnesi medica, deciderà entro quando fissare una visita.

Come si comporta il medico

I medici o altri operatori sanitari chiederanno di descrivere il dolore, l’anamnesi medica e mestruale. Quindi eseguiranno un esame obiettivo. I risultati dell’anamnesi e dell’esame obiettivo spesso suggeriscono una causa dei crampi mestruali e gli esami che possono dover essere effettuati (vedere la tabella Alcune cause e caratteristiche dei crampi mestruali).

Per l’anamnesi mestruale completa, i medici chiedono:

  • A che età hanno avuto la prima mestruazione

  • La loro durata

  • quanto è abbondante il flusso

  • Qual è l’intervallo fra due cicli

  • se i cicli sono regolari

  • se si verifica spotting tra i cicli mestruali o dopo i rapporti sessuali

  • quando si verificano i sintomi in relazione ai cicli mestruali

L’operatore sanitario chiede inoltre:

  • l’età alla comparsa dei sintomi

  • quali altri sintomi sono presenti

  • di descrivere il dolore, la sua intensità, che cosa allevia o peggiora i sintomi, e come questi interferiscono con le attività quotidiane

  • se avverte dolore pelvico anche non collegato ai cicli mestruali

  • se il paracetamolo o i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) aiutano ad alleviare il dolore

Un’altra domanda è se ha o ha avuto disturbi e altre condizioni che possono causare crampi, come l’uso di certi farmaci (ad esempio la pillola anticoncezionale) o lo IUD. Viene anche chiesto se la donna ha subito esperienze traumatiche a livello fisico o emotivo, come un abuso sessuale.

Si procede quindi all’esame pelvico. I medici verificano l’eventuale presenza di anomalie, polipi e fibromi all’interno di vagina, vulva, cervice, utero e nella zona circostante le ovaie.

Il medico palpa delicatamente l’addome per controllare aree di particolare sensibilità, che possono indicare grave infiammazione dell’addome (peritonite).

Tabella
icon

Alcune cause e caratteristiche dei crampi mestruali

Causa

Caratteristiche comuni*

Esami

Adenomiosi (crescita di tessuto che in situazioni normali riveste l’utero, il cosiddetto tessuto endometriale, all’interno della parete uterina)

Mestruazioni abbondanti e dolorose, sanguinamenti intermestruali, dolore nella parte bassa del tronco (pelvi) e sensazione di pressione sulla vescica e sul retto

Talvolta, dolore durante il rapporto sessuale

Ecografia o RMI della pelvi

Talvolta, nelle donne con sanguinamento vaginale anomalo, si esegue una biopsia per escludere altre cause

Difetti congeniti dell’apparato riproduttivo

Talvolta le anomalie riscontrate durante l’esame pelvico, come genitali anomali al tatto o visivamente o un nodulo nella pelvi

Visita medica

Talvolta, isterosalpingografia (radiografia con iniezione di un mezzo di contrasto nell’utero e nelle tube di Falloppio), ecoisterografia (ecografia previa infusione di un liquido nell’utero) o RMI

Stenosi cervicale (restringimento del canale cervicale)

Mestruazioni irregolari o assenti, sanguinamento vaginale intermestruale, sterilità e dolore addominale ciclico

Eventuale dilatazione della vagina o dell’utero

Visita medica

talvolta, ecografia della pelvi

Spesso, assenza di altri sintomi

Talvolta, sanguinamento vaginale anomalo

Se il tumore è allo stadio avanzato, talvolta indigestione, gonfiore e mal di schiena

Ecografia transvaginale (inserimento in vagina di un dispositivo manuale)

In caso di sospetto tumore, esami del sangue per misurare le sostanze prodotte da certi tumori

Endometriosi (placche di tessuto endometriale in posizione anomala fuori dall’utero)

Dolore acuto o crampiforme che si manifesta prima e durante i primi giorni delle mestruazioni

Infertilità

Spesso, rapporto sessuale, evacuazione o minzione dolorosi

Visita medica

Talvolta, laparoscopia (inserimento di una sonda a fibre ottiche attraverso una piccola incisione appena sotto l’ombelico)

Talvolta, ecografia della pelvi o RMI

Spesso, assenza di altri sintomi

Con fibromi estesi, talvolta dolore, pressione, sanguinamento vaginale anomalo o sensazione di pesantezza nell’area pelvica

Ecografia

Talvolta ecoisterografia o isteroscopia (uso di una piccola sonda di visualizzazione per esaminare l’interno dell’utero)

In caso di risultati non chiari, RMI

Dispositivi intrauterini (IUD) che rilasciano rame o, meno spesso, un progestinico (una forma sintetica dell’ormone femminile progesterone)

Dolore e sanguinamento vaginale che spesso scompare parecchi mesi dopo l’inserimento dello IUD

Visita medica

Solitamente, ecografia della pelvi per determinare se lo IUD è posizionato correttamente nell’utero

Sindrome da congestione pelvica (dolore cronico dovuto all’accumulo di sangue nelle vene della pelvi)

Il dolore è

  • generalmente sordo, ma può diventare acuto e lancinante

  • peggiore a fine giornata e più sopportabile in posizione distesa

  • peggiore durante o dopo il rapporto sessuale

spesso accompagnato da lombalgia, dolori alle gambe e sanguinamento vaginale

Occasionalmente secrezioni vaginali chiare o acquose

Talvolta stanchezza, oscillazioni dell’umore, cefalea e gonfiore

Visita medica

Ecografia o tecniche di diagnostica per immagini specializzate

Talvolta, laparoscopia

Sanguinamento o secrezioni vaginali

Visita medica

Talvolta ecografia della pelvi, ecoisterografia o isteroscopia

* Le caratteristiche includono sintomi ed esiti della visita medica. Le caratteristiche citate sono tipiche, ma non sempre presenti.

RMI = risonanza magnetica per immagini.

Esami

Gli esami consentono di escludere disturbi che possono provocare dolore. Per la maggior parte delle donne, gli esami comprendono

  • Test di gravidanza

  • Ecografia della pelvi per verificare la presenza di fibromi, endometriosi, adenomiosi e cisti ovariche

In caso di sospetta malattia infiammatoria della pelvi, si procede al prelievo di un campione di secrezioni dalla cervice, che viene esaminato al microscopio e inviato a un laboratorio per l’analisi.

Se le analisi non portano a un risultato e i sintomi persistono, si procede con uno o più dei seguenti esami:

  • Isterosalpingografia o ecoisterografia per individuare polipi, fibromi e difetti congeniti

  • Risonanza magnetica per immagini (RMI) per individuare altre anomalie o, se si programma un intervento chirurgico, per fornire ulteriori informazioni sulle anomalie identificate in precedenza

  • Isteroscopia per identificare problemi della cervice o dell’utero (ma non ovarici)

Nell’isterosalpingografia, le radiografie sono eseguite dopo aver iniettato una sostanza visibile ai raggi X (agente di contrasto radiopaco) attraverso la cervice nell’interno dell’utero e nelle tube di Falloppio.

Nell’ecoisterografia, l’ecografia viene eseguita dopo aver introdotto un liquido nell’utero attraverso una sottile sonda inserita in vagina e nella cervice. Il liquido facilita l’individuazione delle anomalie.

Nell’isteroscopia, il medico inserisce una sottile sonda di visualizzazione attraverso la vagina e la cervice per esaminare l’interno dell’utero. Questa procedura può essere eseguita nello studio del medico o in ospedale in regime ambulatoriale.

Se i risultati dell’isterosalpingografia o dell’ecoisterografia sono inconcludenti, può essere effettuata un’isteroscopia o una laparoscopia. Entrambe isteroscopia e laparoscopia consentono al medico di visualizzare direttamente le strutture pelviche. Nella laparoscopia, una sonda di visualizzazione viene inserita attraverso una piccola incisione appena sotto l’ombelico per esaminare utero, tube di Falloppio, ovaie e organi addominali. Questa procedura viene effettuata in ospedale o in un centro di chirurgia.

Trattamento

Se i crampi mestruali hanno origine da un disturbo diverso, è opportuno trattare quest’ultimo quando possibile. Un canale cervicale ristretto può essere dilatato chirurgicamente. Tuttavia, questo intervento di solito allevia solo temporaneamente l’intensità del dolore. Se necessario, si esegue l’asportazione dei fibromi o dei focolai endometriosici (dovuti all’endometriosi).

Quando i medici diagnosticano una dismenorrea primaria, rassicurano le donne circa l’assenza di altri disturbi che causano il dolore e raccomandano rimedi generici per alleviare i sintomi.

Misure generali

Il primo passo per alleviare i sintomi è dormire a sufficienza e stare a riposo e fare attività fisica regolare.

Altre misure che sono state suggerite per aiutare ad alleviare il dolore includono una dieta a basso contenuto di grassi e integratori alimentari come acidi grassi omega-3, semi di lino, magnesio, vitamina B1, vitamina E e zinco. Anche l’applicazione all'addome di un impacco caldo umido può aiutare.

Farmaci

Se il dolore persiste, si può intervenire con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene, naprossene o acido mefenamico. La cura con i FANS deve iniziare 24-48 ore prima dell’inizio della mestruazione e continuata per uno o due giorni dopo.

Se anche i FANS non sono efficaci, i medici possono raccomandare la pillola anticoncezionale contenente un progestinico e un estrogeno a basso dosaggio. La pillola impedisce alle ovaie di rilasciare l’ovulo (ovulazione). Le donne che non possono assumere estrogeni possono prendere la pillola anticoncezionale che contiene solo un progestinico.

Anche altri trattamenti ormonali possono contribuire ad alleviare i sintomi. Fra questi, danazolo (un ormone maschile sintetico), progestinici (come levonorgestrel, etonogestrel, medrossiprogesterone o progesterone micronizzato, assunti per via orale), agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (forme sintetiche di un ormone prodotto dall’organismo) e lo IUD che rilascia un progestinico.

Farmaci come la gabapentina possono essere utili. Gabapentin è un anticonvulsivante usato talvolta per ridurre il dolore dovuto al danno a un nervo.

Altri trattamenti

Nelle donne con dolore che persiste nonostante il trattamento, il medico esegue una procedura che distrugge i nervi che arrivano all’utero, bloccando pertanto i segnali del dolore. Queste procedure includono:

  • Iniezione di un anestetico nei nervi (blocco di un nervo)

  • Distruzione dei nervi usando un laser, elettricità o ecografia

  • Taglio dei nervi

La procedura di distruzione dei nervi può essere eseguita utilizzando un laparoscopio. Quando i nervi sono tagliati, occasionalmente vengono danneggiati altri organi pelvici, come gli ureteri.

Sono stati suggeriti trattamenti alternativi per i crampi mestruali, che tuttavia non sono stati ben studiati. Includono agopuntura, agopressione, terapia chiropratica e stimolazione elettrica transcutanea dei nervi (applicazione di una leggera scarica elettrica attraverso elettrodi posizionati sulla pelle). Anche il trattamento mediante ipnosi è in fase di studio.

Punti principali

  • Di solito i crampi mestruali non hanno una causa identificabile (dismenorrea primaria);

  • il dolore è tipicamente crampiforme o acuto, ha inizio alcuni giorni prima di una mestruazione e diminuisce dopo due o tre giorni.

  • Per la maggior parte delle donne, la valutazione comporta un test di gravidanza, una visita medica e un’ecografia (per individuare eventuali strutture o neoformazioni anomale nella pelvi).

  • Per la dismenorrea primaria, i sintomi si possono alleviare con rimedi generici, come un sonno adeguato, attività fisica regolare, calore e dieta a basso contenuto di grassi.

  • FANS o FANS più pillola anticoncezionale a basso dosaggio possono aiutare ad alleviare il dolore.

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