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Panoramica sulle malattie del midollo spinale

Di

Michael Rubin

, MDCM, Weill Cornell Medical College

Ultima revisione/verifica completa dic 2018| Ultima modifica dei contenuti dic 2018
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento
  • Le cause dei disturbi del midollo spinale includono traumi, infezioni, un blocco dell’afflusso sanguigno e la compressione da parte di un osso fratturato o di un tumore.

  • Solitamente, i muscoli si indeboliscono o si paralizzano, si altera o si perde la sensibilità e può essere difficile controllare vescica e intestino.

  • Il medico basa la diagnosi sui sintomi e sui risultati dell’esame obiettivo e degli esami di diagnostica per immagini, come la risonanza magnetica per immagini.

  • Se possibile, la condizione che causa il disturbo del midollo spinale viene corretta.

  • Spesso è necessaria una riabilitazione per recuperare il massimo possibile delle funzioni.

Il midollo spinale è il percorso di comunicazione principale fra l’encefalo e il resto del corpo. È una struttura lunga e fragile, a forma di tubo, che si estende verso il basso dalla base del cervello. Il midollo è protetto dalle ossa posteriori (vertebre) del rachide (colonna vertebrale). Le vertebre sono separate e protette da dischi composti di cartilagine.

Dov’è danneggiato il midollo spinale?

Dov’è danneggiato il midollo spinale?

La colonna è divisa in quattro sezioni e ogni sezione è indicata da una lettera.

  • Cervicale (C): collo

  • Toracica (T): torace

  • Lombare (L): parte inferiore della schiena

  • Sacrale (S): Bacino

All’interno di ogni sezione della colonna, le vertebre sono numerate a partire dall’alto. Queste indicazioni (lettera più numero) sono utilizzate per indicare la localizzazione (livello) nel midollo spinale.

Lungo il midollo spinale, dagli spazi fra le vertebre fuoriescono 31 paia di nervi spinali. Ogni nervo spinale parte da una vertebra specifica nel midollo spinale fino a un’area specifica del corpo. Sulla base di questo fatto, la superficie cutanea è stata divisa in aree chiamate dermatomi. Un dermatoma è un’area delle pelle i cui nervi sensoriali derivano tutti da una sola radice nervosa spinale. Una perdita di sensibilità in un dermatoma particolare consente al medico di localizzare il punto in cui il midollo spinale è danneggiato.

Dermatomi

La superficie cutanea è divisa in aree specifiche, chiamate dermatomi. Un dermatoma è un’area delle pelle i cui nervi sensoriali derivano tutti da una sola radice nervosa spinale. (I nervi sensoriali trasportano le informazioni su tatto, dolore, temperatura e vibrazioni dalla pelle al midollo spinale).

Le radici spinali vanno a coppie, una di ogni coppia da ciascun lato del corpo. Ne esistono 31 paia:

  • Vi sono 8 paia di radici nervose sensoriali per le 7 vertebre cervicali.

  • Ognuna delle 12 vertebre toraciche, delle 5 lombari e delle 5 sacrali ha un paio di radici nervose spinali.

  • Inoltre, alla fine del midollo spinale, c’è una coppia di radici nervose coccigee, che interessano una piccola area della pelle intorno al coccige.

Esistono dei dermatomi per ognuna di queste radici nervose.

Le informazioni sensoriali di un dermatoma specifico vengono trasportate dalle fibre nervose sensoriali alla radice nervosa spinale di una vertebra specifica. Per esempio, le informazioni sensoriali provenienti da una striscia di pelle lungo la parte posteriore della coscia vengono trasportate dalle fibre nervose sensoriali fino alla radice nervosa della seconda vertebra sacrale (S2).

Dermatomi

Un nervo spinale ha due radici nervose (una radice motoria e una radice sensoriale). L’unica eccezione è il primo nervo spinale, che non ha radice sensoriale.

  • Radice motoria: La radice anteriore (la radice motoria o anteriore) contiene fibre nervose che trasportano gli impulsi (segnali) dal midollo spinale ai muscoli per stimolare il movimento muscolare (contrazione).

  • Radice sensoriale: La radice posteriore (la radice sensoriale o posteriore) contiene fibre nervose che trasportano informazioni sensoriali su tatto, posizione, dolore e temperatura dal corpo al midollo spinale.

Sapevate che...

  • Il medico può spesso dire dove si trova la lesione al midollo spinale sulla base dei sintomi e dei risultati dell’esame obiettivo.

  • I nervi della parte più bassa del midollo spinale vanno fino all’ano, non ai piedi.

Il midollo spinale termina nella zona lombare (intorno a L1 o L2), ma le radici nervose spinali inferiori continuano, formando un fascio che assomiglia alla coda di un cavallo (chiamato cauda equina).

Il midollo spinale è altamente organizzato (vedere la figura Struttura del rachide). La parte centrale è costituita da materia grigia ed è a forma di farfalla:

  • Le “ali” anteriori (i corni anteriori o motori) contengono cellule nervose che trasportano i segnali dal cervello o dal midollo spinale attraverso la radice motoria fino ai muscoli.

  • I corni posteriori (o sensori) contengono cellule nervose che ricevono segnali su dolore, temperatura e altre informazioni sensoriali attraverso la radice sensoriale dalle cellule nervose al di fuori del midollo spinale.

La parte esterna del midollo spinale è costituita da materia bianca che contiene percorsi di fibre nervose (chiamate tratti o colonne). Ogni tratto trasporta un tipo specifico di segnale nervoso che va al cervello (tratti ascendenti) o che parte dal cervello (tratti discendenti).

Verso e dal midollo spinale, in alto e in basso

I nervi spinali trasportano gli impulsi nervosi verso e dal midollo spinale attraverso due radici nervose:

  • Radice motoria (anteriore): situata verso la parte frontale, questa radice trasporta gli impulsi dal midollo spinale ai muscoli per stimolarne il movimento.

  • Radice sensoriale (posteriore): situata verso la parte posteriore, questa radice trasporta le informazioni sensoriali su tatto, posizione, dolore e temperatura dal corpo al midollo spinale.

Verso e dal midollo spinale, in alto e in basso

Al centro del midollo spinale, una zona a forma di farfalla costituita da materia grigia aiuta a trasferire gli impulsi verso e dai nervi spinali. Le sue “ali” sono chiamate corni.

  • Corni motori (anteriori): questi corni contengono cellule nervose che trasportano i segnali dal cervello o dal midollo spinale attraverso la radice motoria fino ai muscoli.

  • Corni posteriori (sensoriali): questi corni contengono cellule nervose che ricevono segnali su dolore, temperatura e altre informazioni sensoriali attraverso la radice sensoriale dalle cellule nervose al di fuori del midollo spinale.

Gli impulsi si spostano verso l’alto (al cervello) o verso il basso (dal cervello) nel midollo spinale attraverso percorsi distinti (tratti). Ogni tratto trasporta un tipo diverso di segnale nervoso andando verso o partendo dal cervello. Di seguito alcuni esempi:

  • Tratto spinotalamico laterale: i segnali del dolore e della temperatura, ricevuti dal corno sensoriale, si spostano attraverso questo tratto fino al cervello.

  • Colonne dorsali: i segnali sulla posizione delle braccia e delle gambe percorrono le colonne dorsali fino al cervello.

  • Tratti corticospinali: i segnali per muovere un muscolo si spostano dal cervello attraverso questi tratti al corno motorio, che li indirizza al muscolo.

Verso e dal midollo spinale, in alto e in basso

Cause

Alcuni disturbi del midollo spinale possono avere origine al suo esterno o, meno comunemente, al suo interno.

All’esterno del midollo spinale

Tali disturbi includono:

Il midollo spinale può essere compresso da un osso (a causa di una spondilosi cervicale, di una stenosi spinale o di una frattura), da un accumulo di sangue (ematoma), da un tumore, da una sacca di pus (ascesso) o da una rottura o un’ernia del disco.

All’interno del midollo spinale

Questi disturbi comprendono cavità riempite di liquido (fistole), ostruzione dell’afflusso sanguigno, infiammazione (come nella mielite trasversa acuta), tumori, ascessi, sanguinamento (emorragia), carenza di vitamina B12 o di rame, infezione da virus dell’immunodeficienza umana (HIV), sclerosi multipla e sifilide.

La radioterapia può inoltre danneggiare il midollo spinale.

Sintomi

A causa del modo in cui il midollo spinale funziona ed è organizzato, il danno che lo interessa produce spesso modelli specifici di sintomi in base alla sede in cui è avvenuta la lesione. Quanto segue può verificarsi secondo vari modelli:

  • Debolezza muscolare

  • Perdita di sensibilità (come la capacità di avvertire un tocco leggero, il dolore, la temperatura o le vibrazioni oppure percepire dove si trovano braccia e gambe)

  • Cambiamento nei riflessi

  • Perdita di controllo della vescica (incontinenza urinaria)

  • Perdita di controllo dell’intestino (incontinenza fecale)

  • Disfunzione erettile

  • Sudorazione ridotta

  • Paralisi

  • Lombalgia

Identificando le funzioni che sono state perse, il medico è in grado di determinare quale parte del midollo spinale (come la parte anteriore, posteriore, laterale, centrale o l’intero midollo) è danneggiata. Individuando la localizzazione specifica dei sintomi (ad esempio, quali muscoli sono paralizzati e quali parti del corpo non hanno sensibilità), il medico può determinare esattamente dov’è danneggiato il midollo spinale (ossia il livello specifico nel midollo spinale).

Può avvenire perdita totale o parziale delle funzioni. Le funzioni controllate dalle aree del midollo spinale sopra la zona colpita non sono interessate.

Quando la debolezza o la paralisi si manifesta in modo improvviso, i muscoli diventano flaccidi e perdono tonicità. Dopo che i muscoli sono diventati flaccidi, il tono muscolare alla fine aumenta e i muscoli tendono a contrarsi involontariamente (spasmi o spasticità).

Quando il midollo spinale subisce un danno graduale (durante malattie come la spondilosi cervicale e la paraparesi spastica ereditaria), si può verificare una paralisi con un aumento del tono muscolare e la presenza di spasmi muscolari (la cosiddetta paralisi spastica).

Gli spasmi possono avvenire perché i segnali provenienti dal cervello non riescono ad attraversare la zona danneggiata in modo da controllare alcuni riflessi. Di conseguenza, i riflessi diventano più pronunciati in giorni o settimane. In seguito i muscoli controllati dal riflesso possono a volte irrigidirsi, indurirsi e contrarsi in modo incontrollato.

Diagnosi

  • Esame obiettivo

  • Risonanza magnetica per immagini o mielografia con tomografia computerizzata

Spesso il medico può riconoscere un disturbo del midollo spinale sulla base del caratteristico modello dei sintomi. Effettua sempre un esame obiettivo, che fornisce degli indizi per la diagnosi e, in caso di lesione del midollo spinale, lo aiuta a determinare la localizzazione della lesione. Viene eseguito un esame di diagnostica per immagini per confermare la diagnosi e determinare la causa.

La risonanza magnetica per immagini (RMI) è l’esame più preciso per i disturbi del midollo spinale. La RMI mostra il midollo spinale e le anomalie nei tessuti molli intorno ad esso (come ascessi, ematomi, tumori e dischi rotti) e nelle ossa (come tumori, fratture e spondilosi cervicale).

Se la RMI non è disponibile, si ricorre a una mielografia con tomografia computerizzata (TC). Nella mielografia con TC, la TC viene effettuata dopo aver iniettato un mezzo di contrasto (visibile alla radiografia) radiopaco nello spazio intorno al midollo spinale.

Si possono eseguire delle radiografie per controllare che la colonna non presenti problemi come fratture o tumori.

Sapevate che…

  • Se si perde improvvisamente la sensibilità, si avverte debolezza in uno o più arti o si diventa incontinenti, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Trattamento

  • Trattamento della causa quando è possibile

  • Prevenzione delle complicanze

  • Fisioterapia e terapia occupazionale

Se si manifestano improvvisamente i sintomi di un problema al midollo spinale (come paralisi o perdita di sensibilità), è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso. A volte in questo modo si possono evitare lesioni nervose permanenti e paralisi. Se possibile, la causa viene trattata o corretta. Tuttavia, questo trattamento è spesso impossibile o inefficace.

Le persone paralizzate o bloccate a letto a causa di una malattia del midollo spinale hanno bisogno di cure infermieristiche specializzate per evitare complicanze, che includono:

  • Piaghe da decubito: gli infermieri cambiano spesso la posizione del paziente nel letto e controllano quotidianamente la pelle, che deve essere tenuta asciutta e pulita. Quando necessario, viene utilizzato un letto speciale chiamato Stryker. Può essere girato per cambiare la pressione sul corpo dalla testa ai piedi e da un lato all’altro.

  • Problemi urinari: se una persona è immobile e non può utilizzare il bagno, può essere necessario un catetere urinario. Per aiutare a ridurre il rischio di infezione delle vie urinarie, gli infermieri utilizzano tecniche sterili per l’inserimento del catetere e applicano creme antimicrobiche o soluzioni ogni giorno.

  • Polmonite: per ridurre il rischio di polmonite, i terapisti e gli infermieri possono insegnare alla persona esercizi di respirazione profonda. Possono anche metterla a un’angolazione tale da aiutare a drenare le secrezioni che si accumulano nei polmoni (drenaggio posturale), oppure possono aspirare le secrezioni.

  • Coaguli di sangue: possono essere somministrati con iniezione farmaci anticoagulanti, come eparina o eparina a basso peso molecolare. Se la persona non può assumere anticoagulanti (ad esempio, a causa di disturbi emorragici o di ulcere allo stomaco), viene inserito un filtro, chiamato a volte ombrellino, nella vena cava inferiore (la grande vena che trasporta il sangue dall’addome al cuore). Il filtro trattiene i coaguli di sangue che si sono staccati dalle vene della gamba prima che raggiungano il cuore.

Una perdita massiccia di funzioni corporali può essere devastante, causando depressione e perdita di autostima. Una consulenza formale può essere molto utile. Sapere esattamente cosa è successo e cosa ci si deve aspettare nel futuro prossimo e lontano aiuta le persone ad affrontare la perdita e a prepararsi per la riabilitazione.

Riabilitazione

la riabilitazione aiuta le persone a recuperare il massimo della funzionalità possibile. L’assistenza migliore viene fornita da un team che comprende infermieri, un fisioterapista e un terapista occupazionale, un assistente sociale, un nutrizionista, uno psicologo e un consulente, nonché la persona stessa e i suoi familiari. Un infermiere può insegnare alla persona come gestire i problemi di vescica e intestino, come inserire il catetere, quando usare i lassativi o come stimolare le evacuazioni fecali con un dito.

La fisioterapia prevede esercizi di stretching e rafforzamento dei muscoli. È inoltre possibile imparare a usare dispositivi di assistenza, come collari, girello o sedia a rotelle, e a gestire gli spasmi muscolari.

La terapia occupazionale aiuta le persone a riapprendere a svolgere le attività quotidiane e a migliorare la destrezza e la coordinazione. Imparano tecniche speciali per contribuire a compensare le funzionalità perse. I terapisti o i consulenti aiutano le persone a prendere gli accorgimenti necessari per tornare al lavoro, agli hobby e alle attività. Si insegna loro come gestire la disfunzione sessuale. Per molte persone l’attività sessuale è ancora possibile, anche se solitamente si perde la sensibilità.

Il sostegno emotivo dei familiari e degli amici intimi è importante.

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