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Carenza di vitamina A

Di

Larry E. Johnson

, MD, PhD, University of Arkansas for Medical Sciences

Ultima revisione/verifica completa ott 2019| Ultima modifica dei contenuti ott 2019
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La carenza di vitamina A può derivare da una dieta povera di vitamina A, da un disturbo epatico o da un disturbo dell’assorbimento.

  • La cecità notturna è uno dei primi sintomi

  • e può portare alla cecità completa.

  • Gli occhi, la pelle e altri tessuti si disidratano e si deteriorano, facilitando lo sviluppo di infezioni.

  • La diagnosi si basa sui sintomi e sugli esami del sangue.

  • L’assunzione di dosi elevate di vitamina A per diversi giorni corregge la carenza.

La vitamina A (retinolo) è necessaria per la funzionalità delle cellule nervose sensibili alla luce (fotorecettori) nella retina dell’occhio, contribuendo così a mantenere la visione notturna. Preserva la pelle e le mucose dei polmoni, dell’intestino e delle vie urinarie, e protegge dalle infezioni. Olio di fegato di merluzzo, fegato, tuorlo d’uovo, burro, panna e latte arricchito sono ottime fonti di vitamina A. (Vedere anche Panoramica sulle vitamine).

I carotenoidi, come il betacarotene, sono pigmenti contenuti nella frutta e nella verdura e conferiscono a questi ultimi il caratteristico colore giallo, arancione o rosso. Una volta consumati, i carotenoidi sono convertiti lentamente in vitamina A nell’organismo. I carotenoidi vengono assorbiti meglio da verdure cotte od omogeneizzate servite con un grasso oppure olio. Ortaggi a foglia verde scuro e ortaggi e frutta di colore giallo e arancione sono ottime fonti di carotenoidi.

Cause

La carenza di vitamina A in genere è causata da

  • Una dieta povera di vitamina A per lungo tempo

Questa carenza è frequente nelle aree del mondo dove non si consuma una quantità sufficiente di alimenti ricchi di vitamina A, come

  • Fegato di animali e pesce

  • Ortaggi a foglia verde scuro, arancione e gialla e frutta di colore giallo-arancione

  • Uova

  • Latticini arricchiti

Per esempio, la carenza di vitamina A si verifica nell’Asia meridionale e orientale, dove il riso, che non contiene vitamina A, è l’alimento principale. Il riso dorato contiene maggiori quantità di beta carotene e può diminuire la carenza di vitamina A.

Le patologie che compromettono l’assorbimento intestinale dei grassi possono ridurre l’assorbimento di vitamina A, che è liposolubile, e aumentare il rischio di carenza di vitamina A. Ne sono esempi la diarrea cronica, la celiachia, la fibrosi cistica, alcune patologie pancreatiche e l’ostruzione dei dotti biliari. Gli interventi chirurgici eseguiti su intestino o pancreas possono avere lo stesso effetto.

I disturbi epatici possono interferire con la conservazione di vitamina A (gran parte della vitamina A nell’organismo è immagazzinata nel fegato).

La carenza di vitamina A è comune nei soggetti che hanno sofferto di una grave carenza di proteine e calorie (denutrizione proteico-energetica) per lungo tempo. I soggetti con questo disturbo non consumano sufficiente vitamina A, e la conservazione e l’uso della vitamina A sono compromessi.

Sintomi

Uno dei primi sintomi della carenza di vitamina A è la cecità notturna, causata da un disturbo della retina. Entro breve tempo, la parte bianca (sclera) e la cornea degli occhi possono diventare disidratate e spesse, una condizione definita xeroftalmia. La xeroftalmia è particolarmente comune nei bambini con grave carenza di calorie e proteine e, di conseguenza, anche di vitamina A. Nella sclera oculare possono formarsi dei depositi schiumosi (macchie di Bitot). La cornea disidratata può ammorbidirsi e deteriorarsi, causando cecità. La carenza di vitamina A rappresenta una causa frequente di cecità nei Paesi in via di sviluppo.

La pelle si disidrata e diventa squamosa, le mucose dei polmoni, dell’intestino e delle vie urinarie più spesse e rigide.

Il sistema immunitario non funziona normalmente, aumentando la probabilità di infezioni, in particolare nei neonati e nei bambini.

La crescita e lo sviluppo dei bambini possono risultare rallentati. Oltre la metà dei bambini con grave carenza di vitamina A può morire.

Diagnosi

  • Una valutazione medica

  • Esami del sangue

  • Remissione dei sintomi quando vengono assunti integratori di vitamina A

Il medico sospetta una carenza di vitamina A in base ai sintomi, come la cecità notturna.

Il medico misura il livello di vitamina A nel sangue. Tuttavia, i livelli non diminuiscono fino a quando la carenza non è grave, perché il corpo immagazzina grandi quantità di vitamina A.

Se i soggetti hanno problemi a vedere nell’oscurità, vengono eseguiti degli esami oculistici, come l’elettroretinografia per stabilire se la causa è da imputare alla carenza di vitamina A.

Per confermare la diagnosi di carenza di vitamina A, il medico potrebbe prescrivere integratori di vitamina A per vedere se i sintomi si alleviano.

Prevenzione

Per prevenire la carenza di vitamina A sono consigliati verdure a foglia verde scuro, frutta giallo-arancione (come la papaya e le arance), carote e ortaggi gialli (come la zucca). Tra le altre fonti alimentari ci sono il latte e i cereali arricchiti con vitamina A, fegato, tuorli d’uovo e olio di fegato di merluzzo. I carotenoidi che conferiscono a frutta e verdura il caratteristico colore giallo, arancione o rosso e sono convertiti in vitamina A nell’organismo, vengono assorbiti meglio da verdure cotte od omogeneizzate servite con un grasso oppure olio.

I bambini che vivono in Paesi in via di sviluppo e che sono a rischio di carenza di vitamina A devono assumere integratori di vitamina A.

Trattamento

  • Integratori di vitamina A

Ai soggetti colpiti da carenza di vitamina A vengono somministrate dosi elevate di vitamina A, generalmente per bocca, per diversi giorni, seguite da dosi inferiori fino al miglioramento della vista e della pelle. Ai neonati non devono essere somministrate ripetutamente dosi elevate, in quanto possono essere tossiche.

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