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Panoramica sugli integratori alimentari

Di

Laura Shane-McWhorter

, PharmD, University of Utah College of Pharmacy

Ultima modifica dei contenuti ott 2018
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Risorse sull’argomento

Gli integratori alimentari sono, fra tutte le terapie complementari e alternative, le più comunemente usate, principalmente perché sono largamente diffusi, relativamente poco costosi e possono essere acquistati senza consultare il medico.

L'FDA (Food and Drug Administration) regola gli integratori dietetici in modo diverso dai farmaci. L'FDA (Food and Drug Administration) regola il controllo della qualità e dei corretti processi di produzione, ma non garantisce la standardizzazione degli ingredienti attivi o l'efficacia.

Definizione

Il Dietary Supplement Health Education Act (DSHEA) del 1994 definisce un integratore alimentare

  • Qualsiasi prodotto (a eccezione del tabacco), in pillole, capsule o compresse o in forma liquida, contenente vitamine, minerali, erbe o altri prodotti vegetali, aminoacidi, o altra sostanza alimentare conosciuta intesa come supplemento alla dieta normale

Inoltre, alcuni ormoni, come il deidroepiandrosterone (un precursore di androgeni ed estrogeni) e la melatonina, sono considerati integratori alimentari e non farmaci da prescrizione.

Etichettatura

Il Dietary Supplement Health Education Act (DSHEA) impone che l'etichetta del prodotto identifichi il prodotto come integratore alimentare e informi il consumatore che i presunti effetti dell'integratore non sono ancora stati valutati dall'FDA (Food and Drug Administration). L'etichetta deve anche elencare tutti gli ingredienti in base al nome, la quantità e il peso totale e identificare le parti delle piante da cui sono derivati gli ingredienti. I produttori possono reclamizzare struttura e funzione del prodotto (p. es., buono per la salute del tratto urinario) ma non possono proporre o suggerire il prodotto come farmaco o agente terapeutico (p. es., tratta le infezioni delle vie urinarie). Le date di scadenza devono essere presenti anche sulle etichette dei prodotti standardizzati.

Sicurezza ed efficacia

La maggior parte delle persone che usa integratori alimentari suppone che siano vantaggiosi per la salute in generale, che siano sicuri ed efficaci per trattare e/o prevenire specifiche condizioni, o entrambe le cose perché gli integratori alimentari sono naturali (ossia, derivati da piante o animali) e perché alcuni sono sostenuti da un uso secolare nei sistemi tradizionali della medicina. Tuttavia, l'FDA (Food and Drug Administration) non richiede ai produttori di integratori alimentari di provarne la sicurezza e l'efficacia (sebbene i supplementi debbano avere un'anamnesi di sicurezza). La maggior parte degli integratori non è stata studiata rigorosamente. Per la maggior parte di essi, l'evidenza suggerisce che la sicurezza o l'efficacia derivino da

  • Uso tradizionale

  • Studi in vitro

  • Alcuni casi report

  • Studi sugli animali

Tuttavia, i produttori e i distributori di integratori devono ora segnalare gravi effetti collaterali all'FDA (Food and Drug Administration) attraverso il sistema MedWatch. Esistono pochi integratori (p. es., olio di pesce, condroitina/glucosamina, erba di San Giovanni) al momento considerati sicuri e utili complementi ai farmaci standard.

Le evidenze sulla sicurezza e sull'efficacia degli integratori alimentari sono in rapido aumento dal momento che vengono effettuati sempre più studi clinici. Le informazioni su questi studi sono disponibili da NIH National Center for Complementary and Integrative Health (NCCIH).

Purezza e standardizzazione

L'assenza di regolamentazione e di monitoraggio governativo indica anche che tali integratori non vengono controllati per assicurare che contengano gli ingredienti o la quantità di principi attivi garantiti dal produttore. L'integratore può avere ingredienti non elencati che possono essere inerti o dannosi (p. es., tossine naturali, batteri, pesticidi, piombo o altri metalli pesanti, coloranti non approvati), oppure contenere una quantità variabile di principi attivi, soprattutto quando le erbe sono macinate o trasformate in estratti. I consumatori rischiano di assumere più, meno, o, in alcuni casi, nessuno dei principi attivi, sempre che essi siano noti. La maggior parte dei prodotti a base di erbe è costituita da miscele di più sostanze e non sempre è noto quale sia l'ingrediente più attivo.

La mancanza di standardizzazione significa non solo che i prodotti di produttori diversi possono variare, ma anche che lotti separati prodotti dallo stesso fabbricante possono differire. Questa variabilità del prodotto è una particolare fonte di difficoltà nella conduzione di rigorosi studi clinici e nella comparazione di risultati tra studi diversi. Tuttavia, alcuni integratori sono stati standardizzati e possono comprendere sull'etichetta un'indicazione di standardizzazione.

Nuove norme in materia di produzione degli integratori negli Stati Uniti comprendono le cosiddette regole per Good Manufacturing Practices (GMP). Queste regole rafforzano le norme per mantenere gli impianti di produzione e le attrezzature pulite e le materie prime pure e incontaminate. Le regole per Good Manufacturing Practices (GMP) garantiscono anche la corretta etichettatura, imballaggio e stoccaggio del prodotto finito.

Altre preoccupazioni

Ulteriori aree di interesse comprendono

  • Uso di integratori alimentari, invece di farmaci convenzionali

  • Stabilità degli integratori (soprattutto a base di erbe), una volta prodotti

  • Tossicità

  • Interazioni tra integratori e farmaci o stati patologici

  • Contributo alla diagnosi errata

La maggior parte delle informazioni su queste problematiche deriva da singoli casi sporadici (vedi tabella Possibili interazioni farmacologiche di alcuni integratori dietetici) e da alcuni studi di ricerca.

Nonostante queste problematiche, molti pazienti credono fortemente nei benefici degli integratori e continuano a usarli con o senza il coinvolgimento del medico. I pazienti possono non rivelare il loro uso di integratori alimentari perché non ci pensano o perché vogliono tenerlo nascosto. Per questa ragione, l'anamnesi deve periodicamente comprendere domande esplicite sull'uso recente e passato di terapie complementari e alternative, compresi gli integratori alimentari. Molti medici prevedono l'uso di alcuni integratori nella loro pratica; le motivazioni comprendono il beneficio dimostrato dell'integratore, il desiderio di garantire che gli integratori siano utilizzati in tutta sicurezza dai pazienti che li useranno in ogni caso e la convinzione del medico che essi siano sicuri ed efficaci.

Le principali preoccupazioni riguardo l'uso di supplementi comprendono:

  • Effetti placebo che possono simulare vera efficacia, in particolare se il paziente e/o il medico credono fortemente nel supplemento.

  • Risposte terapeutiche agli integratori, di tipo placebo-mediata o differente, che potrebbero essere scambiati come una prova che conferma una particolare diagnosi, forse errata.

Esistono pochi dati per fornire al paziente indicazioni sulla sicurezza degli integratori. Tuttavia alcuni specialisti ritengono che l'incidenza globale dei problemi dovuti agli integratori alimentari sia scarsa rispetto all'incidenza globale delle dosi assunte e che l'integratore, se prodotto correttamente, sia sicuro. Per tali motivi, questi esperti consigliano l'acquisto degli integratori da un produttore conosciuto e molti consigliano di comprare integratori prodotti in Germania perché in questo paese sono regolamentati come farmaci e pertanto soggetti a un più stretto controllo rispetto agli Stati Uniti.

I seguenti integratori sono quelli più popolari, sono efficaci o hanno diversi dubbi sulla loro sicurezza. Informazioni più complete sono disponibili attraverso il NIH National Center for Complementary and Integrative Health.

Tabella
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Possibili interazioni farmacologiche di alcuni integratori dietetici*

Integratore alimentare

Farmaci interessati

Interazione

Barbiturici e altri sedativi

Può potenziare o prolungare gli effetti dei sedativi poiché gli oli volatili hanno effetti additivi

Integratori di ferro

Può ridurre l'assorbimento di ferro mediante i tannini contenuti nella pianta

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento poiché la camomilla contiene fitocumarinici, che possono avere effetti additivi

Farmaci potenzialmente epatotossici metabolizzati dagli enzimi del citocromo P-450 (p. es., amiodarone, steroidi anabolizzanti, ketoconazolo, metotrexato)

Può rallentare il metabolismo di questi farmaci e aumentare il rischio di epatotossicità se assunta per > 8 settimane

Immunosoppressivi (p. es., corticosteroidi, ciclosporina)

Può ridurre gli effetti immunosoppressivi attraverso la stimolazione delle cellule T

Efedra

Sostanze stimolanti (p. es., caffeina, adrenalina, fenilpropanolamina, pseudoefedrina)

Aumenta gli effetti stimolanti di altri farmaci, aumentando il rischio di battito cardiaco irregolare o rapido e ipertensione

inibitori della monoamino ossidasi

Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti collaterali (p. es., mal di testa, tremori, battito cardiaco irregolare o rapido, ipertensione)

Farmaci contro l'emicrania (p. es., ergotamina, vedi tabella Alcune caratteristiche delle patologie cefalalgiche in base alla causa)

Possono incrementare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa poiché hanno effetti vasocostrittivi

Farmaci antiaggreganti piastrinici

Può aumentare il rischio di sanguinamento poiché il partenio inibisce l'aggregazione piastrinica (ha effetti additivi)

Integratori di ferro

Può ridurre l'assorbimento di ferro mediante i tannini contenuti nella pianta

FANS

Efficacia del partenio nella prevenzione e nel trattamento dell'emicrania ridotta dai FANS

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento poiché può presentare effetti additivi

Antipertensivi

Può aumentare l'effetto antipertensivo e di riduzione della pressione sanguigna

Farmaci antiaggreganti piastrinici

Può aumentare il rischio di sanguinamento poiché questi farmaci aumentano l'inibizione dell'aggregazione piastrinica dell'aglio e i suoi effetti fibrinolitici

Isonicotinilidrazide (isoniazide o INH)

Può abbassare i livelli

Inibitori delle proteasi (p. es., saquinavir)

Livello ematico degli inibitori delle proteasi ridotto dall'aglio

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando gli effetti anticoagulanti del warfarin

Farmaci antiaggreganti piastrinici

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando l'inibizione dell'aggregazione piastrinica

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando gli effetti anticoagulanti del warfarin

Anticonvulsivanti (p. es., fenitoina)

Può ridurre l'efficacia degli anticonvulsivanti poiché i contaminanti nelle preparazioni di ginkgo possono ridurre gli effetti anticonvulsivanti

Inibitori delle monoamino ossidasi (p. es., tranilcipromina)

Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti collaterali (p. es., mal di testa, tremori, episodi maniacali)

FANS

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando l'inibizione dell'aggregazione antipiastrinica

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando gli effetti anticoagulanti del warfarin

Farmaci antiperglicemici (p. es., glipizide)

Può intensificare gli effetti di questi farmaci, causando ipoglicemia

Aspirina e altri FANS

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando l'inibizione dell'aggregazione antipiastrinica

Corticosteroidi

Può intensificare gli effetti avversi dei corticosteroidi poiché il ginseng ha effetti antinfiammatori

Digossina

Può aumentare i livelli di digossina

Estrogeni

Può intensificare gli effetti avversi degli estrogeni

inibitori della monoamino ossidasi

Possono causare cefalea, tremori ed episodi maniacali

Oppiacei

Possono ridurre l'efficacia degli oppiacei

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando gli effetti anticoagulanti del warfarin

Antipertensivi

Il contenuto di berberina può aumentare gli effetti antipertensivi

Warfarin ed eparina

Può opporsi agli effetti del warfarin e dell'eparina, aumentando il rischio di tromboembolia

Warfarin

Può ridurre l'efficacia del warfarin, aumentando il rischio di tromboembolia

Sedativi (p. es., barbiturici, benzodiazepine)

Possono intensificare o prolungare gli effetti dei sedativi

Antiaritmici

Può aumentare il rischio di un ritmo cardiaco anormale, rendendo meno efficace la terapia antiaritmica

Antipertensivi

Può aumentare la ritenzione di acqua e sale e aumentare la pressione arteriosa, rendendo meno efficaci gli antipertensivi

Digossina

Può diminuire i livelli di K, aumentando il rischio di tossicità per digossina

Diuretici

Può aggravare gli effetti K-disperdenti della maggior parte dei diuretici e interferire con l'efficacia dei diuretici risparmiatori di K (p. es., spironolattone)

inibitori della monoamino ossidasi

Può intensificare gli effetti di questi farmaci e aumentare il rischio di effetti avversi (p. es., mal di testa, tremori, episodi maniacali)

Farmaci antiperglicemici

Può intensificare gli effetti di questi farmaci, causando ipoglicemia

Inibitori delle proteasi (p. es., indinavir, saquinavir)

Può interferire con gli enzimi metabolizzanti, abbassando i livelli ematici dell'indinavir

Warfarin

Può aumentare il rischio di sanguinamento aumentando gli effetti

Antiaggreganti e anticoagulanti

Può aumentare gli effetti e può causare sanguinamento

Estrogeni (p. es., contraccettivi orali)

Può influire sui livelli ormonali

Ciclosporina

Può ridurre i livelli della ciclosporina, aumentando il rischio di rigetto di trapianti d'organo

Digossina

Può ridurre il livello ematico della digossina, rendendola meno efficace, con conseguenze potenzialmente pericolose

Integratori di ferro

Può ridurre l'assorbimento di ferro

inibitori della monoamino ossidasi

Può incrementare gli effetti degli inibitori delle monoamino ossidasi, causando possibili aumenti rilevanti di pressione arteriosa che richiedono una terapia d'urgenza

Inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa

Aumenta il metabolismo di questi farmaci, riducendo la loro efficacia

Contraccettivi orali

Aumenta il metabolismo di questi farmaci, riducendo la loro efficacia

Farmaci fotosensibilizzanti (p. es., lansoprazolo, omeprazolo, piroxicam, antibiotici sulfamidici)

Può aumentare la sensibilità al sole

Inibitori della proteasi

Può ridurre il livello ematico degli inibitori delle proteasi, riducendo la loro efficacia

Inibitori della ricaptazione della serotonina (p. es., fluoxetina, paroxetina, sertralina)

Può aumentare gli effetti di questi farmaci

Antidepressivi triciclici

Può aumentare gli effetti di questi farmaci

Warfarin

Può ridurre i livelli ematici del warfarin, aumentando il rischio di tromboembolia

Sedativi (p. es., barbiturici, benzodiazepine)

Può intensificare gli effetti collaterali dei sedativi

*È necessaria cautela quando si utilizzano integratori alimentari poiché questi prodotti non sono standardizzati e così variano considerevolmente, e poiché le informazioni sul loro uso cambiano continuamente. Lo stato teorico di molte interazioni pubblicate impone cautela nell'utilizzo. Prima di prescrivere qualsiasi farmaco, le figure professionali sanitarie devono chiedere ai pazienti se stanno assumendo integratori alimentari e, in caso affermativo, quali. I medici devono identificare potenziali interazioni sfavorevoli tra i farmaci e gli integratori assunti da un paziente, e determinare quindi i farmaci e i dosaggi appropriati.

La vendita di integratori contenenti efedra è vietata negli Stati Uniti.

Questa sostanza è pura liquirizia naturale, non la più comune caramella alla liquirizia artificialmente aromatizzata.

IMAO = inibitori delle monoaminossidasi; FANS = antinfiammatori non steroidei.

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