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Tumore della vescica

Di

J. Ryan Mark

, MD, Sidney Kimmel Cancer Center at Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa ago 2019| Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento
  • Il tumore della vescica causa la maggior parte delle volte sangue nelle urine.

  • A scopo diagnostico una sonda flessibile a fibre ottiche (cistoscopio) viene inserita attraverso l’uretra fino alla vescica.

  • Per essere trattati, molti tipi di tumore vengono rimossi mediante un cistoscopio (nel caso dei tumori superficiali) o con l’asportazione della vescica (per i tumori più profondi).

Ogni anno, negli Stati Uniti, vengono diagnosticati circa 80.000 nuovi casi di tumore della vescica. Secondo le stime del 2019, ogni anno oltre 17.500 soggetti muoiono di tumore della vescica. L’incidenza del tumore della vescica è 3 volte maggiore negli uomini rispetto alle donne.

Il fumo è il fattore di rischio singolo più rilevante e sembra essere una delle cause principali in almeno la metà di tutti i nuovi casi. Alcune sostanze chimiche che vengono utilizzate nell’industria possono concentrarsi nelle urine e causare il tumore, sebbene l’esposizione a questi composti chimici sia in diminuzione. Tra queste sostanze chimiche si trovano gli idrocarburi, i coloranti a base di anilina (come la naftilammina usata nel settore dei coloranti) e sostanze utilizzate nell’industria della gomma, elettrica, nella produzione dei cavi, delle vernici e del tessile. L’esposizione a lungo termine ad alcuni farmaci, in particolare alla ciclofosfamide, aumenta il rischio di tumore della vescica. Anche l’irritazione cronica che si verifica a causa di un’infezione parassitaria detta schistosomiasi o di calcoli vescicali predispone i soggetti al tumore della vescica, sebbene ne giustifichi solo un numero limitato di casi.

La maggior parte dei tumori della vescica rientra in una tipologia che colpisce alcuni tipi di cellule (transizionali), ossia le cellule cancerose normalmente associate al tumore della pelvi renale e degli ureteri.

Sintomi

Il tumore della vescica causa la maggior parte delle volte sangue nelle urine. Altri sintomi possono includere dolore e bruciore durante la minzione, con urgente e frequente bisogno di urinare. I sintomi del tumore della vescica possono essere identici a quelli di un’infezione vescicale (cistite) e le due patologie possono essere concomitanti. Una bassa conta ematica (anemia) può causare astenia, pallore o entrambi.

Diagnosi

  • Sangue nelle urine

  • Sintomi persistenti di cistite

Il primo sospetto di diagnosi avviene spesso qualora venga rilevato sangue nelle urine. La rilevazione del sangue può essere effettuata mediante esame microscopico di routine di un campione di urine in cui sono presenti globuli rossi oppure talvolta le urine possono essere visibilmente rosse. Un tumore della vescica può essere sospettato se i sintomi non scompaiono con il trattamento della cistite. Una particolare valutazione microscopica delle urine (ad esempio mediante esame citologico) può rilevare la presenza di cellule neoplastiche. Talvolta il tumore della vescica viene rilevato nel momento in cui viene eseguita una tomografia computerizzata (TC) o un’ecografia per altri motivi.

La maggior parte dei tumori della vescica viene diagnosticata mediante cistoscopia e biopsia. L’esame prevede l’inserimento di una sottile sonda flessibile a fibre ottiche nell’uretra fino alla vescica. Un piccolo campione di tessuto viene prelevato per essere esaminato. La persona rimane sveglia. La procedura non risulta troppo fastidiosa in quanto all’uretra viene applicato un certo quantitativo di anestetico.

Se il tumore ha invaso la muscolatura vescicale, è necessario eseguire ulteriori esami, come una TC addominale e una radiografia toracica, per stabilire se il tumore si è diffuso.

Prognosi

In caso di tumori che rimangono sulla superficie interna della vescica (tumori superficiali) caratterizzati da una crescita e una diffusione lente, il rischio di morte è inferiore al 5% nei 5 anni dopo la diagnosi. Il tasso di morte a 5 anni in caso di tumori che invadono la muscolatura vescicale è significativamente superiore (il 50% circa), ma la chemioterapia può migliorare la sopravvivenza. I tumori che si sono diffusi oltre la parete vescicale (ad esempio ai linfonodi o altri organi addominali o pelvici) hanno una diagnosi molto più infausta.

Trattamento

  • Asportazione durante la cistoscopia

  • Immunoterapia intravescicale o chemioterapia (per tumori superficiali o di superficie)

  • Asportazione parziale o totale della vescica, radioterapia, chemioterapia o immunoterapia (per tumori più profondi e invasivi)

I tumori presenti unicamente sulla superficie interna della vescica possono essere eliminati completamente durante la cistoscopia. Nuovi tumori, tuttavia, si sviluppano successivamente all’interno della vescica. Il medico può essere in grado di prevenire la recidiva di questi tumori somministrando ripetutamente nella vescica farmaci antitumorali (come gemcitabina o mitomicina C) o il bacillo di Calmette-Guérin (BCG, una sostanza che stimola il sistema immunitario) dopo la completa rimozione del cancro.

I tumori, sviluppatisi all’interno della vescica non possono essere completamente asportati mediante cistoscopia. Di solito vengono trattati con l’asportazione totale o parziale della vescica (cistectomia). Prima dell’asportazione della vescica, viene in genere somministrata chemioterapia in quanto è stato dimostrato che ciò migliora la sopravvivenza rispetto alla sola cistectomia. Inoltre, si può associare la radioterapia, da sola o con la chemioterapia, per curare il tumore.

Se è necessario asportare l’intera vescica, il medico deve ricostruire una via per il deflusso dell’urina. Di norma si ricorre all’apertura di una via alternativa per l’urina (stoma) nella parete addominale attraverso l’intestino (ansa ileale). L’urina si raccoglie quindi in un sacchetto esterno.

Vengono utilizzate sempre più spesso delle tecniche alternative per la deviazione delle urine, che risultano più adatte per molte persone. Queste tecniche possono essere classificate in due gruppi: neovesciche ortotopiche e derivazioni urinarie continenti. In entrambe, viene costruito un serbatoio interno per l’urina utilizzando l’intestino.

Nel caso di una neovescica ortotopica, il serbatoio viene collegato all’uretra. Il soggetto impara a svuotare tale serbatoio rilasciando i muscoli del pavimento pelvico e aumentando la pressione all’interno dell’addome, in modo che l’urina passi attraverso l’uretra praticamente come farebbe naturalmente. La maggior parte dei soggetti sono continenti durante il giorno, ma possono manifestare incontinenza durante la notte.

Nella derivazione urinaria continente, il serbatoio viene collegato a uno stoma all’interno della parete addominale. Non è richiesto l’uso di un sacchetto collettore, poiché l’urina rimane nel serbatoio finché il soggetto non lo svuota a intervalli regolari durante il giorno mediante l’inserimento di un catetere attraverso lo stoma. Il più diffuso è noto come tasca di tipo Indiana ed è fatto con una porzione del colon.

Un tumore che si è diffuso oltre la vescica, fino ai linfonodi o ad altri organi, viene trattato con la chemioterapia. Diverse associazioni di farmaci sono attive contro questo tipo di tumore, specie quando la diffusione è interamente confinata ai linfonodi. La cistectomia o la radioterapia, compresa la radioterapia a fasci esterni, può essere proposta ai soggetti che rispondono bene alla chemioterapia. Tuttavia, una percentuale relativamente limitata di soggetti guarisce. Per coloro che non guariscono, gli sforzi sono volti a ridurre il dolore e le problematiche proprie dei malati terminali (vedere Sintomi durante una malattia terminale).

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