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Pianto

Di

Deborah M. Consolini

, MD, Sidney Kimmel Medical College of Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa lug 2018| Ultima modifica dei contenuti lug 2018
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Risorse sull’argomento

Tutti i lattanti e i bambini piccoli utilizzano il pianto come forma di comunicazione, si tratta dell’unico mezzo a loro disposizione per esprimere un’esigenza. Pertanto la maggior parte degli episodi di pianto è una risposta a fame, fastidio (ad esempio a causa del pannolino bagnato), paura o separazione dai genitori. Tale pianto è normale e solitamente si interrompe non appena le esigenze sono soddisfatte, ad esempio quando i bambini sono alimentati, fanno il ruttino, il pannolino viene cambiato o sono cullati. Il pianto tende a manifestarsi con minore frequenza e durata quando il bambino raggiunge i 3 mesi.

Per pianto eccessivo si intendono episodi di pianto che non si interrompono quando si prova a soddisfare le esigenze ordinarie o quando durano più del solito per un determinato bambino.

Cause

Oltre il 95% delle volte non è presente un disturbo medico specifico responsabile del pianto eccessivo. Sebbene tali episodi siano stressanti per i genitori, i bambini magari si calmano e smettono di piangere da soli. L’astenia (affaticamento) è una causa comune del pianto nei bambini. Tra i 6 mesi e i 3 anni, il pianto notturno è spesso causato dalla difficoltà di riaddormentarsi dopo essersi svegliati durante la notte. Per alcuni bambini è difficile riaddormentarsi da soli, in particolare per quelli abituati ad addormentarsi in determinate condizioni, come essere cullati o con il ciuccio. Le paure notturne sono comuni dopo i 3 anni di età. Le paure particolari dipendono solitamente dall’età e dallo stadio evolutivo emotivo e fisico del bambino. Spesso i bambini dai 3 agli 8 anni piangono spaventati nel mezzo della notte e non sembrano essere svegli, né magari si riesce a calmarli. Magari non si ricordano di un sogno o del pianto al risveglio al mattino. Episodi del genere sono denominati terrori notturni.

Sapevate che...

  • Oltre il 95% delle volte non è presente un disturbo medico specifico responsabile del pianto eccessivo.

Disturbi medici

In meno del 5% dei casi il pianto eccessivo è causato da un disturbo medico. Alcuni disturbi sono fastidiosi, ma non pericolosi nell’immediato. Tra le cause meno gravi del pianto rientrano il reflusso gastroesofageo, peli arrotolati attorno a un dito della mano o del piede (sindrome del laccio da peli), un graffio sulla superficie dell’occhio (abrasione corneale), una fissurazione anale o un’infezione dell’orecchio medio.

Meno comunemente la causa è un disturbo grave. Tali disturbi includono un blocco intestinale causato da intussuscezione (un segmento dell’intestino scivola dentro un altro) e volvolo (torsione dell’intestino), nonché insufficienza cardiaca, meningite e traumi cranici responsabili di sanguinamento intracranico. I bambini affetti da tali gravi disturbi spesso hanno altri sintomi (ad esempio vomito o febbre), che indicano ai genitori la presenza di un problema più grave. Tuttavia, il pianto eccessivo è talvolta il primo segno.

La colica indica un pianto eccessivo senza causa identificabile e che si verifica per almeno 3 ore al giorno per oltre 3 giorni a settimana, per più di 3 settimane. Le coliche si verificano nei bambini tra 6 settimane a 3 o 4 mesi.

Valutazione

I medici provano a identificare un disturbo medico che possa essere responsabile del pianto persistente del bambino.

Segnali d’allarme

Alcuni sintomi sono causa di preoccupazione e suggeriscono la presenza di un disturbo medico responsabile del pianto:

  • Difficoltà respiratoria

  • Ecchimosi o gonfiore cranico e in altre parti del corpo

  • Movimenti anomali o contrazioni di una qualsiasi parte del corpo

  • Estrema irritabilità (la manipolazione o lo spostamento normale provocano pianto o stress)

  • Pianto continuo, in particolare se accompagnato da febbre

  • Febbre in un bambino di età inferiore a 8 settimane

Quando rivolgersi a un medico

I bambini vanno subito sottoposti a visita medica in caso di segni allarmanti, se vomitano, se hanno smesso di mangiare o se i genitori notano gonfiore addominale, arrossamento e/o rigonfiamento dello scroto o qualsiasi comportamento insolito (oltre al pianto).

Se i bambini che non manifestano questi sintomi sembrano stare comunque bene, i genitori possono provare le misure tipiche, ad esempio alimentazione, il ruttino, il cambio e il cullarli. Se il pianto continua dopo tali misure, i genitori devono rivolgersi al medico, che potrà aiutarli a stabilire la rapidità con cui è necessario visitare il bambino.

Come si comporta il medico

Per prima cosa, il medico pone delle domande sui sintomi e sull’anamnesi del bambino, Esegue quindi un esame obiettivo. Le informazioni che emergono dall’esame obiettivo e dall’anamnesi suggeriscono spesso la causa del pianto e le analisi da eseguire ( Alcuni disturbi medici che provocano piano eccessivo in lattanti e bambini piccoli). I bambini con febbre hanno spesso un’infezione, quelli con difficoltà respiratorie hanno un disturbo cardiaco o polmonare e quelli che manifestano vomito, diarrea o stipsi possono essere affetti da un disturbo digestivo.

In merito al pianto i dottori domandano:

  • Quando è cominciato

  • Quanto dura

  • La frequenza

  • Se è correlato all’alimentazione o all’evacuazione

  • Come i bambini rispondono agli sforzi di coccolarli

Ai genitori fanno domande in merito agli eventi recenti che possano spiegare il pianto (ad esempio vaccini, lesioni o patologie recenti) e ai farmaci somministrati al bambino; cercano inoltre di ottenere informazioni sul legame tra i genitori e il bambino e il modo in cui questi rispondono alle sue esigenze.

Si procede a un esame obiettivo per valutare i disturbi fisici potenzialmente responsabili di malessere o dolore. I medici osservano in particolare gli occhi del bambino per escludere abrasione della cornea e le dita di mani e piedi e il pene per escludere un laccio da pelo.

Esami

Gli esami possono essere necessari solo in base ai sintomi del bambino e alle cause sospettate dal medico. Se la visita medica non suggerisce un disturbo grave non si procede solitamente agli esami, tuttavia il medico può fissare una visita di follow-up per visitare nuovamente il bambino.

Tabella
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Alcuni disturbi medici che provocano piano eccessivo in lattanti e bambini piccoli

Causa*

Caratteristiche comuni

Esami

Disturbi cardiaci

Difficoltà respiratoria, alimentare e sudorazione eccessiva

Spesso tono cardiaco anomalo rilevato durante un esame medico

Radiografia del torace

ECG

Ecocardiogramma

Disturbi digestivi

Vomito

Diarrea o stipsi

Inappetenza

Calo ponderale, insufficiente crescita o entrambi

Sangue nelle feci

Esami delle feci

Attenuazione dei sintomi quando si cambia il latte artificiale

Possibile endoscopia, colonscopia o entrambe

Evacuazioni dure e meno frequenti, con difficile espulsione

Spesso dolore apparente durante un’evacuazione

Spesso ragadi anali

Visita medica

Sintomi che si verificano dopo l’alimentazione, tra cui agitazione o pianto, rigurgito o inarcamento della schiena

Spesso tosse in posizione distesa o scarso aumento ponderale

Visita medica

Talvolta trattamento con farmaci antiacidi (se i sintomi si alleviano, si tratta probabilmente di reflusso gastroesofageo)

Talvolta radiografie del tratto digerente superiore dopo aver somministrato bario per via orale oppure esame per misurare l’acidità o gli episodi di reflusso esofageo (pH-metria o impedenzometria) o endoscopia

Ernia incarcerata

Protuberanza rossa rigonfia e indolenzita a livello inguinale

Visita medica

Intussuscezione(un segmento dell’intestino scivola dentro un altro)

Pianto che si manifesta in attacchi ogni 15-20 minuti con bambini che sollevano le gambine al torace

Successivamente, addome indolenzito alla palpazione ed evacuazioni di aspetto gelatinoso scuro (poiché contengono sangue)

Di solito in bambini dai 3 ai 36 mesi

Ecografia addominale

Inserimento di aria nel retto (clistere d’aria)

Volvolo (torsione dell’intestino)

Vomito, gonfiore e/o indolenzimento addominale alla palpazione

Possibile sangue nelle feci o assenza di feci

Radiografia dell’addome

Clistere d’aria o al bario

Infezioni

Infezione auricolare (otite media)

Spesso sintomi del raffreddore (ad esempio rinorrea e tosse)

A volte febbre

Otalgia

Visita medica

Febbre e letargia o apatia

Protrusione delle fontanelle, punti morbidi tra le ossa craniche

Agitazione e irritabilità (in particolare se sono in braccio), inconsolabilità e scarsa alimentazione

Rachicentesi (puntura lombare)

Infezioni delle vie urinarie (Urinary Tract Infection, UTI)

Spesso febbre

Pianto o lamento durante la minzione

Analisi delle urine e urinocoltura

una lesione

Frattura ossea

Gonfiore ed ecchimosi

Riluttanza a usare un arto

Dolore durante il bagnetto, il cambio del pannolino o la visita medica

Radiografie

Abrasione della cornea (lesione sulla superficie oculare)

Nessun altro sintomo

Esame oculare dopo aver applicato un collirio che rende visibile l’abrasione (test con fluoresceina)

Sindrome del tourniquet

Gonfiore a un dito del piede, della mano o al pene con un pelo avvolto sotto la parte gonfia

Visita medica

Trauma cranico

Pianto acuto e inconsolabile

Spesso area gonfia sulla testa

TC cranica

Altre cause

Farmaci utilizzati per il trattamento del raffreddore

Recente trattamento farmacologico di un raffreddore

Visita medica

Eruzione o preparazione all’eruzione di un dente, presenza di bava

Spesso insonnia o sonno disturbato di notte

Spesso lieve febbre

Sintomi che si risolvono dopo l’eruzione del dente

Torsione testicolare(testicolo ritorto)

Scroto arrossato, gonfio e dolorante

Ecodoppler dello scroto

Reazione a un vaccino

Vaccinazione recente (entro 24-48 ore)

Visita medica

*I disturbi medici causano meno del 5% di casi di pianto eccessivo.

Le caratteristiche includono sintomi ed esiti della visita medica. Le caratteristiche citate sono tipiche, ma non sempre presenti.

Questi disturbi, sebbene rari, sono pericolosi per la vita e richiedono un intervento medico immediato.

TC = Tomografia computerizzata; ECG = Elettrocardiogramma.

Trattamento

Trattamento di qualsiasi disturbo specifico. Ad esempio, si rimuove il laccio da peli, oppure si tratta l’abrasione della cornea con una pomata antibiotica.

Per i bambini che non manifestano un disturbo specifico, i genitori o chi si occupa di loro sono tenuti a continuare a ricercare tra le cause ovvie del pianto, ad esempio un pannolino bagnato, indumenti troppo caldi e rispondere a tali esigenze. Possono ricorrere a svariate strategie di altro tipo. Ad esempio è possibile consolare un bambino

  • Tenendolo in braccio, cullandolo delicatamente o dandogli piccoli colpetti

  • Facendogli ascoltare rumori piacevoli, ad esempio il rumore della pioggia o rumori elettronici, come quello di una ventola, una lavatrice, un aspirapolvere o il phon

  • Portandolo in auto

  • Dandogli il ciuccio

  • Utilizzando tettarelle con foro più piccolo se l’alimentazione avviene troppo rapidamente

  • Avvolgendoli in fasce

  • Facendogli fare il ruttino

  • Dandogli da mangiare (tuttavia i genitori devono evitare l’alimentazione eccessiva nel tentativo di interrompere il pianto)

Quando il pianto è causato da affaticamento, molti degli interventi menzionati consolano solo brevemente il bambino e il pianto torna non appena lo stimolo o l’attività si arresta, facendo solo aumentare tale condizione. Spesso è più efficace incoraggiare il sonno e il consolamento spontaneo, lasciando il bambino nella culla sveglio, in modo che non dipenda dai genitori o da alcuni movimenti, oggetti o suoni per addormentarsi.

Le madri che allattano al seno possono notare se hanno mangiato alcuni alimenti, il bambino piange, devono quindi evitarli.

La dentizione alla fine si completa e il pianto associato solitamente si riduce nel tempo. Nel frattempo possono essere utili blandi analgesici come paracetamolo o ibuprofene e massaggiagengive. È sconsigliato utilizzare prodotti per la dentizione contenenti l’analgesico benzocaina, a causa del rischio di un grave effetto collaterale, noto come metaemoglobinemia. L’Ente statunitense preposto al controllo dei farmaci e degli alimenti (Food and Drug Administration, FDA) ha richiesto alle aziende di sospendere la vendita di questi prodotti per la dentizione.

Assistenza per i genitori

Quando un bambino piange eccessivamente senza un motivo apparente, i genitori possono sentirsi esausti e stressati. Spesso la loro frustrazione è tale da causare abusi sui bambini. L’assistenza emotiva da parte di amici, familiari, vicini e medici può essere utile ai genitori. I genitori devono chiedere tutto l’aiuto necessario (ai fratelli, o a chi si prende cura del bambino) e condividere le loro sensazioni e paure. Se si sentono frustrati, devono prendersi una pausa dal bambino che piange, lasciandolo in un luogo sicuro per qualche minuto. Questa strategia può aiutare i genitori a staccare e contribuisce a prevenire gli abusi.

I medici possono fornire informazioni sui servizi di assistenza per i genitori che si sentono sopraffatti.

Punti principali

  • Il pianto è un modo di comunicare e fa parte del normale sviluppo.

  • Spesso, l’identificazione e la soddisfazione dell’esigenza del bambino placano il pianto.

  • Il pianto generalmente si riduce quando i bambini raggiungono i 3 mesi.

  • In meno del 5% dei casi il pianto è causato da un disturbo medico.

  • Se i genitori sono preoccupati del pianto, possono rivolgersi al medico, che può consigliar loro di portare il bambino per una visita.

  • I genitori possono richiedere assistenza quando i bambini piangono in maniera eccessiva senza alcun motivo apparente e non riescono a consolarli.

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