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Panoramica sulle alterazioni del ritmo cardiaco

Di

L. Brent Mitchell

, MD, Libin Cardiovascular Institute of Alberta, University of Calgary

Ultima revisione/verifica completa feb 2021| Ultima modifica dei contenuti feb 2021
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

Le alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie) sono sequenze di battiti cardiaci irregolari, accelerate, rallentate o condotte attraverso il cuore secondo un percorso elettrico anomalo.

  • La causa più comune di questo tipo di anomalie è rappresentata dalle cardiopatie.

  • A volte il paziente percepisce l’alterazione, ma spesso si accorge solo delle conseguenze che essa comporta, come debolezza o svenimento.

  • La diagnosi si basa sull’elettrocardiogramma.

  • Il trattamento prevede il ripristino del ritmo cardiaco su frequenze normali e la prevenzione di ulteriori episodi.

Il cuore è un organo muscolare munito di quattro camere strutturate per lavorare in maniera efficace, affidabile e costante per tutto il corso della vita. Le pareti muscolari di ciascuna camera si contraggono regolarmente, pompando il sangue in base alla richiesta dell’organismo e impiegando il minor quantitativo di energia possibile durante ogni contrazione.

La contrazione delle fibre muscolari cardiache viene controllata dagli impulsi elettrici che attraversano il cuore in modo specifico, lungo vie distinte e a velocità controllata. La corrente elettrica che avvia ogni battito cardiaco origina nel pacemaker cardiaco (chiamato nodo del seno o nodo senoatriale), situato sulla sommità della camera cardiaca superiore (atrio destro). La frequenza di scarica elettrica del pacemaker determina la frequenza cardiaca. Tale frequenza è influenzata da impulsi nervosi e dai livelli di alcuni ormoni in circolo.

La frequenza cardiaca viene regolata automaticamente dal sistema nervoso autonomo Il sistema nervoso periferico è composto da più di 100 miliardi di cellule nervose (neuroni) che attraversano tutto l’organismo come dei fili, creando connessioni con l’encefalo, con altre parti... maggiori informazioni che è suddiviso in simpatico e parasimpatico. Il sistema simpatico aumenta la frequenza cardiaca, grazie a una rete di fibre nervose definita plesso simpatico. Il sistema parasimpatico diminuisce la frequenza cardiaca per mezzo di un unico nervo, il nervo vago.

La frequenza cardiaca è inoltre influenzata dagli ormoni rilasciati nel torrente ematico dalla sezione simpatica:

  • Epinefrina (adrenalina)

  • Norepinefrina (noradrenalina)

Epinefrina e norepinefrina aumentano la frequenza cardiaca. Anche l’ormone tiroideo, prodotto e rilasciato in circolo dalla tiroide, aumenta la frequenza cardiaca.

Nell’adulto in condizioni di riposo, la frequenza cardiaca normale è generalmente compresa tra i 60 e i 100 battiti al minuto. Tuttavia, nei giovani adulti possono essere normali frequenze cardiache più basse, in particolar modo in quelli in buone condizioni fisiche. La frequenza cardiaca di un soggetto varia normalmente in risposta allo sforzo e a stimoli quali il dolore e la rabbia. Il ritmo cardiaco viene considerato anomalo solo se la frequenza è inadeguatamente accelerata (detta tachicardia), rallentata (detta bradicardia) o irregolare, oppure quando gli impulsi elettrici viaggiano lungo vie anomale.

Vie elettriche normali

La corrente elettrica proveniente dal nodo senoatriale dapprima percorre l’atrio destro, quindi il sinistro, provocando la contrazione dei muscoli di queste camere e il passaggio del sangue dagli atri alle cavità inferiori (ventricoli). La corrente elettrica raggiunge quindi il nodo atrioventricolare, localizzato nella parte inferiore della parete tra gli atri vicino ai ventricoli. Il nodo atrioventricolare offre l’unica connessione elettrica fra gli atri e i ventricoli. Altrimenti, gli atri sono isolati dai ventricoli da tessuto che non conduce elettricità. Il nodo atrioventricolare ritarda la trasmissione della corrente elettrica, in modo tale che gli atri possano contrarsi completamente e i ventricoli possano riempirsi il più possibile, prima che questi ultimi ricevano il segnale di contrarsi.

Decorso della via elettrica del cuore

Il nodo senoatriale (seno) (1) dà origine a un impulso elettrico che corre attraverso gli atri destro e sinistro (2) facendoli contrarre. Raggiunto il nodo atrioventricolare (3), l’impulso subisce un lieve rallentamento e corre quindi lungo il fascio di His (4), che si divide nella branca destra (5) per il ventricolo destro e in quella sinistra (5) per il ventricolo sinistro. L’impulso, poi, si diffonde attraverso i ventricoli facendoli contrarre.

Decorso delle vie elettriche del cuore

Dopo aver attraversato il nodo atrioventricolare, la corrente elettrica viaggia lungo il fascio di His, un gruppo di fibre che si dividono in una branca per il ventricolo sinistro e una branca per il ventricolo destro. La corrente elettrica, quindi, si propaga in maniera regolare sulla superficie dei ventricoli, dal basso verso l’alto, stimolando la contrazione dei ventricoli, che spingono il sangue fuori dal cuore.

Cause delle aritmie

La principale causa di aritmie è rappresentata dalle cardiopatie, e, in particolar modo, le coronaropatie Panoramica sulla coronaropatia La coronaropatia è una sindrome che implica una parziale o completa ostruzione dell’afflusso sanguigno al muscolo cardiaco. Il muscolo cardiaco necessita di un costante apporto di sangue ricco... maggiori informazioni Panoramica sulla coronaropatia , le valvulopatie Panoramica delle valvulopatie Le valvole cardiache controllano il flusso di sangue attraverso le quattro camere cardiache: due camere superiori piccole e di forma arrotondata (atri) e due camere inferiori di forma conica... maggiori informazioni Panoramica delle valvulopatie e l’insufficienza cardiaca Insufficienza cardiaca (IC) Con insufficienza cardiaca si intende un disturbo in conseguenza del quale il cuore non è più in grado di soddisfare le esigenze dell’organismo, causando una riduzione del flusso ematico, accumulo... maggiori informazioni Insufficienza cardiaca (IC) . Molti farmaci, con o senza obbligo di prescrizione, anche quelli usati per il trattamento delle cardiopatie, possono dare luogo ad aritmie. Alla base di alcune aritmie ci sono anomalie anatomiche presenti sin dalla nascita (anomalie congenite Panoramica sui difetti cardiaci Circa un bambino su 100 nasce con un difetto cardiaco. Alcuni sono gravi, ma molti non lo sono. Possono comportare una formazione anomala delle pareti del cuore, delle valvole cardiache o dei... maggiori informazioni ). Le modificazioni correlate all’età rendono più probabile l’insorgenza del sistema di conduzione delle aritmie.

A volte non è possibile identificare la causa dell’aritmia.

Aritmie accelerate

Le aritmie accelerate (tachiaritmie) possono iniziare spontaneamente o essere scatenate da sforzi fisici, stress emotivi, eccessivo consumo di alcol, dal fumo o dall’uso di farmaci che contengono stimolanti, tra cui rimedi per il raffreddore o la febbre da fieno.

Aritmie lente

Il rallentamento del ritmo (bradiaritmie) può essere scatenato da dolore, fame, affaticamento, disturbi digestivi (tra cui diarrea e vomito) o dalla deglutizione, che può stimolare il nervo vago in maniera eccessiva. Con una stimolazione sufficiente, evento raro, il nervo vago può causare un arresto cardiaco momentaneo. Nella maggior parte di questi casi, l’aritmia tende a risolversi da sola.

Sintomi delle alterazioni del ritmo cardiaco

Alcuni soggetti con anomalie del ritmo cardiaco sono in grado di percepirle. Tuttavia, l'aumentata percezione dei battiti cardiaci (dette palpitazioni Palpitazioni Con palpitazioni si denota la percezione accentuata del proprio battito cardiaco. La sensazione può essere avvertita come una sorta di martellio, sbattimento di ali, corsa o sospensione del... maggiori informazioni ) varia molto tra i soggetti. Alcuni soggetti possono percepire i normali battiti cardiaci e la maggior parte dei soggetti li avverte sdraiandosi sul fianco sinistro.

Le aritmie possono essere innocue o anche potenzialmente fatali. La gravità di un’aritmia può non essere strettamente collegata alla gravità dei sintomi da essa causati. Alcune aritmie potenzialmente letali sono asintomatiche, mentre altre, non pericolose, causano gravi sintomi. Spesso, la natura e la gravità della cardiopatia di base sono più importanti dell’aritmia in sé.

Quando le aritmie compromettono la contrattilità del cuore, possono causare debolezza, ridotta tolleranza allo sforzo, respiro affannoso, stordimento, capogiri, svenimento Svenimenti Il termine stordimento (quasi sincope) denota la percezione nel soggetto di un imminente svenimento. Lo svenimento (sincope) è la perdita improvvisa, di breve durata, della conoscenza durante... maggiori informazioni (sincope) o decesso. Lo svenimento si verifica quando il cuore è talmente inefficiente da non riuscire a mantenere un’adeguata pressione arteriosa. Se tale aritmia persiste, può causare il decesso. Le aritmie possono anche aggravare i sintomi di una patologia cardiaca di base, compresi dolore toracico e respiro affannoso. Le aritmie che provocano dei sintomi richiedono un’assistenza tempestiva.

Sapevate che…

  • Alcune aritmie altrimenti innocue possono causare sintomi preoccupanti, mentre altre aritmie potenzialmente letali possono essere del tutto asintomatiche.

Diagnosi delle alterazioni del ritmo cardiaco

  • Elettrocardiogramma

Spesso, la descrizione dei sintomi da parte dei pazienti può aiutare i medici a formulare una prima diagnosi e a valutare la gravità dell’aritmia. Le considerazioni più importanti sono se le palpitazioni sono

  • Rapide o lente

  • Regolari o irregolari

  • Brevi o prolungate

Un’altra importante considerazione è se l’aritmia è sintomatica.

I medici devono inoltre capire se le palpitazioni si verificano a riposo o solo durante attività fisica intensa o non abituale e se iniziano e si interrompono improvvisamente o gradualmente.

Sono di norma necessari alcuni esami diagnostici per determinare l’esatta natura e la causa dell’aritmia.

L’elettrocardiogramma Elettrocardiogramma L’elettrocardiogramma è un procedura rapida, semplice e indolore nella quale gli impulsi elettrici del cuore vengono amplificati e registrati. La registrazione, ovvero l’elettrocardiogramma... maggiori informazioni Elettrocardiogramma (ECG) è la principale tecnica diagnostica utilizzata per individuare le aritmie e determinarne la causa. Esso fornisce una rappresentazione grafica dell’attività elettrica che produce ogni battito cardiaco. Di solito, l’elettrocardiogramma registra il ritmo cardiaco solo per un periodo di tempo molto breve.

Dato che le aritmie sono spesso intermittenti, un registratore ECG portatile (chiamato monitor Holter Monitoraggio Holter: lettura ECG continua Un normale elettrocardiogramma (ECG) registra l'attività elettrica del cuore solo per pochi secondi. Consente di individuare anomalie costanti; tuttavia talvolta le aritmie e l’inadeguato flusso... maggiori informazioni o monitor di eventi Un normale elettrocardiogramma (ECG) registra l'attività elettrica del cuore solo per pochi secondi. Consente di individuare anomalie costanti; tuttavia talvolta le aritmie e l’inadeguato flusso... maggiori informazioni ) può essere utilizzato al fine di monitorare il ritmo cardiaco costantemente o nei momenti in cui il paziente accende il registratore perché avverte un’aritmia. Tale apparecchio, generalmente indossato per 24 ore o 48 ore, può registrare aritmie sporadiche durante le normali attività giornaliere. Nell’arco del periodo di registrazione, il paziente provvede anche all’aggiornamento di un diario dei sintomi e delle attività correlate alle aritmie.

Per rilevare aritmie gravi che si manifestano molto raramente, i medici, a volte, impiantano un dispositivo di registrazione sotto la cute inferiormente alla clavicola sinistra. Il dispositivo può essere lasciato in sede per periodi prolungati. Trasmette elettronicamente i valori registrati e memorizzati di ritmi cardiaci alterati, in modo indolore attraverso la cute.

I soggetti con sospette aritmie potenzialmente letali vengono generalmente ricoverati. Il loro ritmo cardiaco viene costantemente registrato e visualizzato su un monitor a forma di televisore posto al lato del letto o nella postazione di assistenza infermieristica. Pertanto, qualunque problema può essere prontamente identificato.

Altre procedure diagnostiche includono

Durante il test elettrofisiologico, alcuni cateteri, muniti di minuscoli elettrodi alle estremità, vengono inseriti fino al cuore attraverso una vena. Essi vengono utilizzati per stimolare il cuore e monitorarne la risposta, in modo da determinare il tipo di aritmia e i possibili trattamenti.

ECG: lettura delle onde

ECG: lettura delle onde

L’elettrocardiogramma (ECG) è la rappresentazione grafica della corrente elettrica in movimento nel cuore durante un battito cardiaco. L’andamento della corrente viene diviso in parti e ad ogni parte viene data una denominazione alfabetica nell’ECG.

Ogni battito cardiaco inizia con un impulso proveniente dal pacemaker cardiaco (nodo del seno o senoatriale). Questo impulso attiva le camere superiori del cuore (atri). L’onda P rappresenta l’attivazione degli atri.

Successivamente, la corrente elettrica si porta in basso nelle camere inferiori del cuore (ventricoli). Il complesso QRS rappresenta l’attivazione dei ventricoli.

La corrente elettrica quindi si retrodiffonde dai ventricoli in direzione opposta. Questa attività è detta onda di ripolarizzazione, ed è rappresentata dall’onda T.

Molti tipi di anomalie possono essere spesso osservati all’ECG, tra cui un attacco cardiaco (infarto miocardico) pregresso, un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia), un inadeguato afflusso di sangue e ossigeno al cuore (ischemia) ed un eccessivo ispessimento (ipertrofia) delle pareti muscolari del cuore.

Certe anomalie visualizzate all’ECG possono anche essere indicative della presenza di protuberanze (aneurismi) che si sviluppano in aree deboli delle pareti cardiache. Gli aneurismi possono originare da un attacco cardiaco. Se il ritmo è alterato (accelerato, rallentato o irregolare), l’ECG può indicare anche la sede in cui ha inizio il ritmo anomalo. Questa informazione offre il punto di partenza dell’iter diagnostico.

Prognosi delle alterazioni del ritmo cardiaco

La maggior parte delle aritmie sono asintomatiche e non compromettono la contrattilità cardiaca. Pertanto, di solito, comportano un rischio modesto o addirittura nullo, anche se possono causare notevole ansia nel soggetto che le avverte. Tuttavia, alcune aritmie di per sé innocue possono causare aritmie più gravi. Qualsiasi aritmia che comprometta la funzione di pompa cardiaca è grave. Il livello di gravità dipende, in parte, dal fatto che l’aritmia abbia origine nel nodo senoatriale Regolazione del cuore Il cuore e i vasi sanguigni costituiscono l’apparato cardiovascolare (circolatorio). Il cuore pompa il sangue ai polmoni dove raccoglie ossigeno, quindi pompa il sangue ricco di ossigeno all’organismo... maggiori informazioni , negli atri, nel noto atrioventricolare o nei ventricoli. Generalmente le aritmie che nascono nei ventricoli sono più gravi rispetto a quelle atriali, che a loro volta sono più gravi di quelle originatesi nel nodo senoatriale o atrioventricolare. Ma esistono molte eccezioni.

Trattamento delle alterazioni del ritmo cardiaco

  • Farmaci antiaritmici, di solito in caso di frequenza cardiaca accelerata

  • Pacing, di solito in caso di frequenza cardiaca lenta

  • Somministrazione di una scossa elettrica, di solito in caso di frequenza cardiaca accelerata

Nei soggetti con aritmie innocue, seppur preoccupanti, la semplice rassicurazione sulla loro benignità può essere un trattamento sufficiente. A volte, le aritmie si manifestano con minore frequenza o addirittura scompaiono, non appena i medici cambiano il farmaco somministrato o ne correggono il dosaggio. Le condizioni possono migliorare anche evitando l’alcol, la caffeina (nelle bevande come nei cibi) e il fumo. Se le palpitazioni insorgono solo sotto sforzo, è opportuno evitare carichi fisici eccessivi. A volte è necessario smettere di guidare fino al momento in cui i medici riescono o meno a stabilire l’efficacia del trattamento.

Farmaci

I farmaci antiaritmici sono utili per eliminare le tachicardie che causano sintomi insostenibili o condizioni di rischio. Non esiste un singolo farmaco capace di guarire tutte le aritmie in qualsiasi paziente. A volte molti farmaci devono essere testati prima di ottenere una risposta soddisfacente. A volte i farmaci antiaritmici possono peggiorare o anche causare aritmie. Questo effetto è detto proaritmia. Una terapia antiaritmica può causare anche altri effetti collaterali.

Tabella
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Pacemaker artificiali

I pacemaker artificiali sono dispositivi elettronici che svolgono la funzione del pacemaker cardiaco naturale, il nodo senoatriale Regolazione del cuore Il cuore e i vasi sanguigni costituiscono l’apparato cardiovascolare (circolatorio). Il cuore pompa il sangue ai polmoni dove raccoglie ossigeno, quindi pompa il sangue ricco di ossigeno all’organismo... maggiori informazioni . Tali dispositivi vengono impiantati chirurgicamente sotto la cute, solitamente sotto la clavicola destra o sinistra. Vengono collegati al cuore mediante fili metallici che decorrono all’interno di una vena. I modelli a circuito a bassa energia e a batteria oggi in uso consentono una durata di circa 10-15 anni.

Alcuni soggetti possono essere idonei a pacemaker senza fili. Questo tipo di pacemaker non richiede fili per il collegamento al cuore. Attraverso una piccola incisione nell’inguine, il pacemaker viene inserito attraverso un catetere direttamente nella camera inferiore destra del cuore (il ventricolo destro).

I nuovi sistemi elettrici hanno quasi completamente eliminato il rischio di interferenza con i cellulari, gli spinterogeni delle automobili, i radar, i forni a microonde e i metal detector. Tuttavia, alcuni strumenti possono interferire con i pacemaker. Ad esempio, i dispositivi per elettrocauterizzazione usati per arrestare l’emorragia in corso di intervento chirurgico, la diatermia (trattamenti fisioterapici basati sull’applicazione di calore ai muscoli tramite la trasmissione di onde radio) e, a volte, la risonanza magnetica per immagini (RMI). La RMI può essere sicura con certi tipi di pacemaker, in base al modello.

Mantenimento del battito: pacemaker artificiali

I pacemaker artificiali sono dispositivi elettronici che svolgono la funzione dello stesso pacemaker cardiaco naturale (nodo del seno o senoatriale). Essi generano impulsi elettrici che avviano il battito. I pacemaker sono costituiti da una batteria, un generatore di impulsi e cavi elettrici (elettrodi) che collegano il pacemaker al cuore.

Il pacemaker artificiale viene impiantato chirurgicamente. Dopo aver usato un anestetico locale per anestetizzare il punto di introduzione, i cavi elettrici che collegano il pacemaker vengono generalmente inseriti in una vena vicino alla clavicola e sono quindi spinti fino al cuore. Attraverso una piccola incisione, il generatore di impulsi, che è delle dimensioni approssimative di un disco di 3 o 4 cm, viene inserito subito sotto la pelle vicino alla clavicola e connesso ai fili metallici. L’incisione viene chiusa con dei punti. Di solito, la procedura richiede circa 30-60 minuti. Il paziente può essere dimesso poco dopo oppure rimanere in ospedale per qualche giorno. La batteria di un pacemaker di solito ha una durata di 10-15 anni. Ciononostante, deve essere controllata regolarmente. La sostituzione della batteria è una procedura rapida.

Esistono differenti tipi di pacemaker. Alcuni controllano la frequenza cardiaca, prevalendo sugli impulsi elettrici generati dal cuore. Altri, detti pacemaker a domanda, permettono al cuore di battere naturalmente a meno che non salti un battito o inizi a battere con una frequenza anormale. Altri ancora, detti pacemaker programmabili, possono svolgere entrambe le funzioni. Alcuni pacemaker possono adattare la loro frequenza alle attività svolte, aumentando la frequenza cardiaca sotto sforzo e riducendola durante il riposo.

Mantenimento del battito: pacemaker artificiali

I pacemaker vengono più frequentemente utilizzati per il trattamento delle bradiaritmie. Quando la frequenza cardiaca scende al di sotto di una soglia prestabilita, il pacemaker artificiale inizia a scaricare impulsi elettrici. Più raramente, i pacemaker vengono impiantati per il trattamento delle tachiaritmie, erogando una scarica di impulsi allo scopo di ridurre la frequenza cardiaca riportando l’aritmia accelerata alla normalità.

La terapia di risincronizzazione cardiaca (cardiac resynchronization therapy, CRT) è un’altra possibile applicazione dei pacemaker. In alcuni soggetti cardiopatici, le quattro camere cardiache non seguono la sequenza normale di contrazioni. Speciali pacemaker dotati di tre derivazioni possono ripristinare la normale sequenza delle contrazioni e migliorare gli esiti in alcuni soggetti con insufficienza cardiaca Insufficienza cardiaca (IC) Con insufficienza cardiaca si intende un disturbo in conseguenza del quale il cuore non è più in grado di soddisfare le esigenze dell’organismo, causando una riduzione del flusso ematico, accumulo... maggiori informazioni Insufficienza cardiaca (IC) .

Ripristino del normale ritmo

A volte uno shock elettrico al cuore può interrompere una tachicardia e ripristinare il ritmo normale. L’impiego dello shock elettrico a tal scopo prende il nome di cardioversione, defibrillazione o elettroversione, in base al tipo di alterazione del ritmo per cui è usato.

La cardioversione può essere usata per il trattamento delle aritmie che hanno origine negli atri (come la fibrillazione atriale Fibrillazione atriale e flutter atriale La fibrillazione e il flutter atriale sono delle forme di scariche elettriche molto rapide che causano una contrazione molto veloce degli atri (le camere superiori del cuore); alcuni impulsi... maggiori informazioni ) o nei ventricoli (fibrillazione ventricolare Fibrillazione ventricolare La fibrillazione ventricolare è una sequenza scoordinata e potenzialmente letale di contrazioni molto rapide e inefficaci dei ventricoli (le camere inferiori del cuore), causata da molti impulsi... maggiori informazioni Fibrillazione ventricolare ). Tuttavia, lo shock elettrico non consente di riavviare un cuore che si trovi in completa assenza di attività elettrica (asistole). Il dispositivo che eroga lo shock elettrico (defibrillatore) può essere utilizzato da un’equipe di medici e infermieri, da paramedici o vigili del fuoco.

Può essere inserito un defibrillatore-cardioversore impiantabile (implantable cardioverter-defibrillator, ICD), grande circa la metà di un mazzo di carte. La maggior parte dei dispositivi viene impiantata attraverso i vasi sanguigni come il pacemaker, eliminando la necessità di intervento toracico a cielo aperto. Un altro tipo di ICD viene collocato sotto la pelle piuttosto che attraverso i vasi sanguigni.

Talvolta viene utilizzato un defibrillatore indossabile tipo gilet, se il soggetto non necessita di ICD per lungo tempo.

Gli ICD garantiscono un monitoraggio continuo della frequenza e del ritmo cardiaco, rilevando automaticamente eventuali tachiaritmie, ed erogando un trattamento di pacing o uno shock per ripristinare il ritmo normale. In genere, tali strumenti sono utilizzati nei soggetti che altrimenti morirebbero a causa dell’aritmia. L’ICD può inoltre agire come un pacemaker, inviando impulsi elettrici per risolvere una bradiaritmia. Quando l’ICD eroga lo shock, il paziente avverte una sorta di lieve tonfo nel torace. Quando il dispositivo eroga uno shock di maggiore potenza, è possibile che il paziente abbia la sensazione di avere ricevuto un calcio.

I soggetti con ICD possono avvicinarsi in sicurezza alla maggior parte dei dispositivi elettronici, anche forni a microonde e metal detector. Tuttavia, alcuni dispositivi con forti campi magnetici o forti campi elettrici possono produrre un’interferenza. Ad esempio, i dispositivi per elettrocauterizzazione usati per arrestare l’emorragia in corso di intervento chirurgico, la diatermia (trattamenti fisioterapici basati sull’applicazione di calore ai muscoli tramite la trasmissione di onde radio) e, a volte, l’RMI.

Dato che gli ICD non prevengono le aritmie, spesso si deve comunque assumere una terapia farmacologica. Questi dispositivi durano circa 5-7 anni. I pazienti con ICD in cui il dispositivo eroghi un solo shock, e che diversamente si sentano bene, devono contattare la struttura presso la quale è stato impiantato l’ICD o lo specialista entro la fine della settimana del giorno dell’evento. Il dispositivo registra il ritmo cardiaco del soggetto, consentendo al medico di capire perché il dispositivo abbia erogato lo shock. I pazienti che lamentano altri sintomi, come respiro affannoso, fastidio toracico o palpitazioni, subito prima o dopo lo shock, o che abbiano subito più shock, potrebbero presentare un problema più serio. Questi pazienti devono recarsi immediatamente al pronto soccorso.

Un defibrillatore automatico esterno (DAE) Trattamento di primo soccorso L’arresto cardiaco è la situazione in cui una persona muore, perché il cuore smette di pompare sangue e ossigeno agli organi, al cervello e ai tessuti. Talvolta è possibile rianimare una persona... maggiori informazioni Trattamento di primo soccorso richiede solo un minimo addestramento all’uso. Per esempio, i DAE possono essere utilizzati dalle persone che ricevono le istruzioni di primo soccorso relative al suo impiego. I defibrillatori DAE possono rilevare la presenza di un’aritmia, stabilire se è consigliabile erogare uno shock e somministrarlo automaticamente. Possono essere presenti in molti luoghi pubblici, come aeroporti, impianti sportivi, alberghi e centri commerciali.

Distruzione del tessuto anomalo (ablazione)

Alcune forme di aritmie possono essere controllate mediante tecniche chirurgiche e altre modalità invasive. Un’aritmia dovuta ad un’alterazione localizzata del sistema elettrico cardiaco può essere controllata mediante la distruzione o l’asportazione dell’area affetta (ablazione).

In genere, l’area anomala viene distrutta per mezzo dell’ablazione con radiofrequenze (erogazione di energia ad una frequenza specifica, attraverso l’impiego di un elettrocatetere inserito nel cuore). Il successo della procedura varia in base al tipo di aritmia, in un range compreso fra il 60 e l’80% per le forme più difficili (fibrillazione atriale Fibrillazione atriale e flutter atriale La fibrillazione e il flutter atriale sono delle forme di scariche elettriche molto rapide che causano una contrazione molto veloce degli atri (le camere superiori del cuore); alcuni impulsi... maggiori informazioni , tachicardia atriale e tachicardia ventricolare Tachicardia ventricolare La tachicardia ventricolare è un ritmo cardiaco che si origina nei ventricoli (le camere inferiori del cuore) e che produce una frequenza cardiaca di almeno 120 battiti al minuto (la normale... maggiori informazioni Tachicardia ventricolare ) e fino al 90-95% per quelle più responsive (tachicardie sopraventricolari). L’intervento richiede diverse ore e il paziente spesso è in grado di tornare a casa il giorno stesso.

L’ablazione può essere effettuata congelando il tessuto (la cosiddetta crioablazione).

Più raramente, quest’area viene distrutta o asportata chirurgicamente con un intervento cardiochirurgico a cielo aperto. A volte l’intervento chirurgico è necessario perché l’ablazione con catetere non è stata efficace. Altre volte, la chirurgia serve perché l’intervento cardiochirurgico ha un altro scopo, come per esempio sostituire una valvola cardiaca.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riporta una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si tenga presente che IL MANUALE non è responsabile dei contenuti di tale risorsa.

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Blocco atrioventricolare
Il blocco atrioventricolare è un ritardo nella conduzione (movimento) della corrente elettrica del cuore che attraversa il cuore e provoca una contrazione o un battito delle camere del cuore. Quale tra queste NON è una delle cause del blocco atrioventricolare?

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