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Malattia mista del tessuto connettivo (Mixed Connective Tissue Disease, MCTD)

Di

Alana M. Nevares

, MD, The University of Vermont Medical Center

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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Risorse sull’argomento

Il termine malattia mista del tessuto connettivo viene usato da alcuni medici per descrivere un disturbo caratterizzato da sintomi caratteristici del lupus eritematoso sistemico, della sclerosi sistemica e della polimiosite.

  • Possono manifestarsi sindrome di Raynaud, dolori articolari, varie anomalie cutanee, debolezza muscolare e problemi agli organi interni.

  • La diagnosi si basa sui sintomi e sui risultati delle analisi del sangue per rilevare i livelli di anticorpi caratteristici.

  • La terapia varia in base alla gravità dei sintomi e può prevedere farmaci antinfiammatori non steroidei, idrossiclorochina, corticosteroidi, farmaci immunosoppressori o una loro combinazione.

La malattia mista del tessuto connettivo è più diffusa nelle donne che negli uomini. È presente in tutto il mondo e colpisce soggetti di tutte le età, con un picco di incidenza negli adolescenti e nei ventenni. La causa della malattia mista del tessuto connettivo è sconosciuta, ma si tratta di una malattia autoimmune.

Sintomi

I sintomi tipici della malattia mista del tessuto connettivo consistono in sindrome di Raynaud (in cui le dita diventano improvvisamente molto pallide e formicolano o diventano insensibili al freddo o alle emozioni), infiammazione articolare (artrite), gonfiore delle mani, debolezza muscolare, difficoltà nel deglutire, bruciore di stomaco e affanno. La sindrome di Raynaud può precedere di molti anni gli altri sintomi. Indipendentemente dal modo in cui inizia, la malattia mista del tessuto connettivo tende a peggiorare e i sintomi si diffondono a molte parti del corpo.

Possono comparire eruzioni cutanee simili a quelle del lupus. Possono verificarsi anche alterazioni della cute simili a quelle della sclerosi sistemica, come l’ispessimento della cute delle dita. I peli e i capelli possono assottigliarsi.

Quasi tutte le persone con malattia mista del tessuto connettivo soffrono di dolori articolari. Circa il 75% dei soggetti sviluppa gonfiore e dolore tipici dell’artrite. La malattia mista del tessuto connettivo danneggia le fibre muscolari, cosicché i muscoli possono essere deboli e dolenti, soprattutto a livello di spalle e anche. Alcuni movimenti come sollevare le braccia al di sopra delle spalle, salire le scale e alzarsi da una sedia possono diventare molto difficili.

Nel 75% dei soggetti affetti da malattia mista del tessuto connettivo vengono colpiti i polmoni. Si può formare un versamento all’interno dei polmoni o nelle zone circostanti. In alcuni soggetti, il problema più grave è un’anomala funzione polmonare, che causa difficoltà respiratoria durante gli sforzi. Le malattie polmonari interstiziali, che colpiscono il tessuto che avvolge le piccole sacche d’aria all’interno dei polmoni (alveoli), rappresentano le malattie polmonari più diffuse. L’ipertensione polmonare, una condizione caratterizzata da valori eccessivamente elevati della pressione sanguigna nelle arterie dei polmoni (arterie polmonari), rappresenta un’importante causa di decesso.

Talvolta, il cuore risulta indebolito con conseguente insufficienza cardiaca. I sintomi di insufficienza cardiaca possono comprendere ritenzione di liquidi, respiro affannoso e affaticamento. Reni e nervi sono colpiti nel 25% circa dei soggetti e il danno è di solito lieve rispetto alle lesioni causate dal lupus. Altri sintomi possono includere febbre, ingrossamento dei linfonodi e dolore addominale.

Può svilupparsi la sindrome di Sjögren. Con il tempo, molti pazienti presentano sintomi che sono più caratteristici del lupus o della sclerosi sistemica.

Diagnosi

  • Esami del sangue

  • A volte altri esami

I medici sospettano una malattia mista del tessuto connettivo quando i sintomi di lupus, di sclerosi sistemica e di polimiosite si sovrappongono.

Gli esami del sangue consentono di rilevare i livelli di anticorpi antinucleo (ANA) e di un anticorpo contro la ribonucleoproteina (RNP), entrambi presenti nella maggior parte dei pazienti affetti da malattia mista del tessuto connettivo. Livelli elevati di questi anticorpi, unitamente all’assenza di altri anticorpi tipici di questo genere di malattie, sono indice molto probabile della malattia. Nonostante possano essere utili per formulare la diagnosi della malattia, i risultati delle analisi del sangue da soli non sono sufficienti a confermare una diagnosi certa di malattia mista del tessuto connettivo perché a volte le anomalie rilevate sono presenti in persone sane oppure affette da altre malattie. La diagnosi di malattia mista del tessuto connettivo si basa su tutte le informazioni raccolte dal medico, fra cui sintomi, risultati dell’esame obiettivo e referti di tutte le analisi.

Per determinare la presenza di ipertensione polmonare, si eseguono dei test di funzionalità polmonare per valutare i polmoni e un ecocardiogramma per valutare il cuore. Se si sospetta l’interessamento di altri organi, si possono effettuare altri esami, come una risonanza magnetica per immagini (RMI) o una biopsia muscolare (prelievo di un frammento di tessuto muscolare da esaminare e analizzare) per individuare il problema.

Prognosi

Complessivamente, il tasso di sopravvivenza a 10 anni è di circa l’80%, ma la prognosi dipende in larga misura dai sintomi del soggetto. Per esempio, la prognosi è peggiore per i soggetti che presentano soprattutto sintomi di sclerosi sistemica e di polimiosite. Le cause di decesso sono ipertensione polmonare (principalmente), insufficienza renale e cardiopatia.

Trattamento

  • Per la malattia lieve, farmaci antinfiammatori non steroidei, farmaci antimalarici o dosi molto basse di corticosteroidi

  • Per la malattia da moderata a grave, corticosteroidi e farmaci immunosoppressori

  • Altri trattamenti necessari per eventuali altri sintomi

Il trattamento della malattia mista del tessuto connettivo è simile a quello del lupus, della sclerosi sistemica e della miosite autoimmune. I corticosteroidi in genere sono efficaci, soprattutto quando la malattia è diagnosticata precocemente. I casi lievi possono essere trattati con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), farmaci antimalarici (quali idrossiclorochina o clorochina) oppure con dosi molto basse di corticosteroidi. Più grave è la malattia, maggiore sarà la dose di corticosteroidi necessaria. Nei casi da moderati a gravi, possono essere necessari anche farmaci immunosoppressori (come azatioprina, metotressato o micofenolato mofetile). Nei soggetti con gli organi principali gravemente colpiti sono generalmente necessari alti dosaggi di corticosteroidi e di altri farmaci immunosoppressori.

In genere, quanto più avanzata è la malattia e maggiore il danno agli organi, tanto meno efficace è il trattamento. Un danno a cute ed esofago, simile a quello da sclerosi sistemica, è quello che più difficilmente risponde al trattamento.

La miosite o la sclerosi sistemica vengono trattate in base ai sintomi manifestati dal soggetto. In caso di sindrome di Raynaud, il trattamento viene stabilito in base ai sintomi e può consistere in un calcio-antagonista (come la nifedipina) e farmaci che migliorano il flusso sanguigno (come sildenafil o tadalafil).

I corticosteroidi aumentano il rischio di fratture correlate all’osteoporosi. Per prevenire l’osteoporosi, vengono prescritti i farmaci usati per trattare questa malattia, come i bifosfonati e un integratore di vitamina D e di calcio. I malati che assumono immunosoppressori devono prendere anche farmaci per prevenire le infezioni, come quelle causate dal fungo Pneumocystis jiroveci (vedere Prevenzione della polmonite nei soggetti immunocompromessi).

Le persone affette da malattia mista del tessuto connettivo presentano un rischio maggiore di aterosclerosi, vengono monitorate attentamente dai medici e assumono una terapia per i sintomi e le complicanze specifici dell’aterosclerosi via via che si manifestano.

I medici tengono sotto osservazione i soggetti con malattia mista del tessuto connettivo per un’eventuale ipertensione polmonare mediante test di funzionalità polmonare, ecocardiogramma o entrambi, eseguiti ogni 1 o 2 anni, a seconda dei sintomi.

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