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Panoramica sulle lussazioni

Di

Danielle Campagne

, MD, University of San Francisco - Fresno

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Risorse sull’argomento

Una lussazione è la separazione completa delle ossa che formano un’articolazione. Nella sublussazione, le ossa dell’articolazione sono parzialmente fuori posto. Spesso, un’articolazione lussata resta in tale stato fino a quando le ossa vengono riportate in sede (riduzione) da un medico, tuttavia, a volte si riduce spontaneamente.

  • La maggior parte delle lesioni alle articolazioni conseguono a traumi o all’uso eccessivo.

  • La parte lussata è dolorante (soprattutto durante il movimento), solitamente è gonfia e può essere contusa oppure apparire curva, storta o fuori posto.

  • Inoltre, possono essere presenti o svilupparsi altre lesioni, come fratture, danni ai vasi sanguigni e ai nervi, sindrome compartimentale, infezioni e problemi articolari persistenti.

  • I medici possono talvolta diagnosticare le lussazioni in base ai sintomi, alle circostanze che hanno causato la lesione e ai risultati dell’esame obiettivo; tuttavia, a volte è necessario eseguire una radiografia o altri esami di diagnostica per immagini.

  • Il trattamento prevede il riposizionamento in sede delle ossa (riduzione), solitamente con la manipolazione, e la loro immobilizzazione, tuttavia, in certi casi è necessario un intervento chirurgico.

  • Molte lussazioni non causano alcun problema duraturo, ma alcune indeboliscono o lacerano i legamenti e i tendini che stabilizzano l’articolazione.

  • Quando un’articolazione è immobilizzata può svilupparsi rigidità, nonché l’accorciamento o l’atrofia dei muscoli.

le articolazioni fanno parte del sistema muscoloscheletrico, che è composto dalle ossa, dai muscoli e dai tessuti che li collegano (legamenti, tendini e altro tessuto connettivo, chiamati tessuti molli). Il sistema muscoloscheletrico dà forma al corpo, lo rende stabile e gli consente di muoversi.

Nelle lussazioni, le ossa di un’articolazione sono completamente separate. Nelle sublussazioni, le ossa sono dislocate solo parzialmente, non completamente separate. Le lussazioni possono essere accompagnate da lesioni ad altri tessuti dell’apparato muscoloscheletrico, quali:

  • Fratture: le ossa possono essere incrinarsi o rompersi e solitamente sono presenti anche lesioni dei tessuti circostanti.

  • Distorsioni: i legamenti, che collegano le ossa tra loro, possono lacerarsi.

  • Strappi: i muscoli possono lacerarsi.

  • Rotture dei tendini: i tendini (che collegano i muscoli alle ossa) possono essere lacerati.

Lussazioni, distorsioni e strappi (le cosiddette lesioni muscoloscheletriche) variano notevolmente per gravità e trattamento richiesto.

Le lussazioni possono essere aperte (la pelle è lacerata) o chiuse (la pelle è integra).

In genere le lussazioni interessano un arto, tuttavia, possono verificarsi in altre parti del corpo, come la mandibola, il collo o la colonna vertebrale.

La prognosi e il trattamento delle lussazioni variano notevolmente in funzione della sede e della gravità della lussazione.

Cause

I traumi sono la causa più frequente di lussazioni e altre lesioni muscoloscheletriche. Le cause dei traumi comprendono

  • Una forza lesiva diretta, come avviene nelle cadute o negli incidenti stradali

  • L’usura continua, come quella che si verifica durante le attività quotidiane o in conseguenza di vibrazioni o movimenti a scatto

  • L’uso eccessivo, come accade negli atleti in caso di sovrallenamento

La gravità di una lussazione dipende in parte dal tipo e dalla forza del trauma che l’ha determinata.

Alcune lussazioni si verificano durante la pratica di determinati sport (vedere Traumi sportivi).

Alcuni disturbi aumentano il rischio di lussazioni. Un esempio è la sindrome di Ehlers-Danlos, una rara patologia ereditaria del tessuto connettivo che rende le articolazioni particolarmente flessibili. Coloro che ne sono affetti sono maggiormente soggetti a lussazioni e distorsioni.

Sintomi

Quando si verifica una lussazione, le ossa possono ovviamente essere fuori posto. L’articolazione può apparire distorta o curva. Un osso può sporgere in modo anomalo, determinando uno stiramento e un rigonfiamento della pelle circostante.

Le lussazioni producono i seguenti sintomi:

  • Dolore

  • Gonfiore

  • Impossibilità di muovere normalmente la parte lesionata

  • Ecchimosi o depigmentazione

  • Eventuale perdita della sensibilità (intorpidimento o sensazioni anomale)

L’area attorno alla lussazione è dolorante, soprattutto quando si cerca di caricare o di muovere la parte lesionata, ed è dolente alla palpazione.

Spesso, è impossibile muovere normalmente la parte lesionata (ad esempio un braccio, una gamba, una mano, un dito della mano o del piede).

Attorno all’articolazione lussata possono svilupparsi ecchimosi, che compaiono quando si verifica un sanguinamento sotto la cute. Inizialmente, l’ecchimosi si presenta di colore nero-violaceo e in seguito, nell’arco di diversi giorni, passa lentamente al verde e al giallo man mano che il sangue viene metabolizzato e riassorbito dall’organismo.

Dato che il movimento della parte lesionata è molto doloroso, alcune persone sono incapaci o si rifiutano di muoverla. Se i soggetti non sono in grado di parlare (ad esempio, i bambini piccoli o le persone anziane), il rifiuto di muovere una parte del corpo può essere l’unico segno della presenza di una lussazione.

Complicanze

Le lussazioni possono essere accompagnate o dar luogo ad altri problemi (complicanze). Le complicanze gravi sono comunque rare. Il rischio di complicanze gravi è maggiore se la cute è lacerata o è presente un danno a carico dei vasi sanguigni o dei nervi. Vi sono maggiori probabilità di un danno ai vasi sanguigni e ai nervi nelle lussazioni (a meno che non vengano riallineate rapidamente) rispetto alle fratture.

Alcune complicanze (come i danni a carico dei vasi sanguigni e le infezioni) si verificano nelle prime ore o nei primi giorni dopo la lesione. Altre (come i problemi articolari e di guarigione), si sviluppano nel tempo.

Fratture

Il trauma che provoca la lussazione può aver causato anche una frattura. In rari casi, i muscoli adiacenti danneggiati da una frattura si gonfiano a tal punto da ridurre o bloccare il flusso sanguigno nell’arto lesionato. Se la circolazione sanguigna non viene ripristinata, col tempo l’arto diventa freddo e cianotico, e i tessuti dell’arto possono subire danni o morire. Questo disturbo è denominato sindrome compartimentale.

Danno ai vasi sanguigni

Una lussazione dell’anca o del ginocchio può interrompere il flusso di sangue alla gamba. Conseguentemente, i tessuti della gamba potrebbero non ricevere sangue a sufficienza (ischemia) e morire (necrosi). Un’anca lussata è soggetta alla necrosi, soprattutto se non viene riallineata rapidamente. Nella lussazione dell’anca si verifica uno stiramento dei vasi sanguigni all’estremità superiore del femore (la parte dell’articolazione dell’anca chiamata testa femorale) e, di conseguenza, questa parte del femore non riceve sangue a sufficienza. In caso di lussazione del ginocchio, può esservi un insufficiente afflusso di sangue nella parte inferiore della gamba. Se la carenza di sangue determina la morte di una grande quantità di tessuto, potrebbe rendersi necessario amputare parte della gamba. Alcune lesioni del gomito possono interrompere il flusso di sangue all’avambraccio, causando problemi simili. L’interruzione dell’apporto di sangue può rimanere asintomatica fino a diverse ore dopo la lesione.

Sanguinamento

Lussazioni gravi o traumatiche possono danneggiare i tessuti circostanti e causare emorragie interne. Un osso lussato può lacerare la pelle e causare un sanguinamento all’esterno.

Danno di un nervo

Talvolta, quando si verifica la lussazione di un’articolazione, i nervi vengono sottoposti a stiramento, contusione o compressione. Un colpo diretto può causare la contusione o la compressione di un nervo. La compressione provoca danni maggiori rispetto alla contusione. Queste lesioni in genere si risolvono spontaneamente in un arco di tempo variabile da settimane a mesi o anni, a seconda della gravità della lesione.

In rari casi, i nervi sono lacerati. I nervi lacerati non guariscono spontaneamente e potrebbe essere necessaria una riparazione chirurgica.

Alcune lesioni dei nervi non guariscono mai completamente.

Infezioni

Se la lussazione di un’articolazione produce una lacerazione della cute, la ferita può infettarsi e l’infezione può diffondersi fino all’osso (osteomielite). L’osteomielite è molto difficile da curare.

Problemi articolari

A volte una lussazione danneggia la cartilagine alle estremità delle ossa dell’articolazione (chiamate superfici articolari). Normalmente, questo tessuto liscio, resistente e protettivo consente la fluidità dei movimenti articolari. La cartilagine danneggiata tende a cicatrizzare, con conseguente osteoartrite, che rende le articolazioni rigide e limita la loro mobilità. Il ginocchio, il gomito e la spalla sono particolarmente soggetti allo sviluppo di rigidità in seguito a una lussazione, soprattutto nelle persone anziane. Inoltre, il trauma che causa la lussazione può indebolire o lacerare i tessuti che stabilizzano l’articolazione, come i legamenti e i tendini.

Per prevenire la rigidità articolare e agevolare il recupero di una capacità di movimento quanto più normale possibile, è generalmente necessaria la fisioterapia. Per riparare la cartilagine danneggiata è spesso necessario un intervento chirurgico. In seguito a tale intervento, vi sono meno probabilità che si verifichi la cicatrizzazione della cartilagine e, nel caso si verifichi, tende ad essere meno grave. Per riparare i legamenti o i tendini lacerati, a volte è necessario un intervento chirurgico.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Radiografia per individuare le fratture

  • Talvolta, una risonanza magnetica per immagini o una tomografia computerizzata

Se si verifica improvvisamente una lussazione, occorre decidere se recarsi al pronto soccorso, chiamare il proprio medico o aspettare per capire se il problema (dolore, gonfiore o altri sintomi) si risolve o si riduce spontaneamente.

Il trasporto al pronto soccorso, spesso in ambulanza, è necessario in presenza di una qualsiasi delle seguenti condizioni:

  • Il problema è chiaramente grave (ad esempio, è la conseguenza di un incidente stradale o il soggetto non riesce più a muovere la parte del corpo interessata).

  • Si sospetta una grave lussazione o un’altra lesione grave dei tessuti molli.

  • Si sospetta una frattura (una possibile eccezione è una lesione a un dito del piede o all’estremità di un dito della mano).

  • Sono presenti diverse lesioni.

  • Sono presenti i sintomi di una complicanza: ad esempio, perdita di sensibilità nella parte del corpo interessata, impossibilità di muovere normalmente la parte interessata, cute fredda o cianotica, debolezza della parte interessata.

  • Non è possibile caricare né usare la parte del corpo interessata.

  • Un’articolazione danneggiata viene percepita come instabile.

È opportuno chiamare il medico quando

  • La lesione provoca dolore o gonfiore, ma non si ritiene che la parte interessata sia fratturata o lesionata gravemente.

Se non è presente nessuna delle condizioni sopraelencate e la lesione appare di lieve entità, si può chiamare il medico o aspettare per capire se il problema si risolve spontaneamente.

Se le lesioni sono la conseguenza di un incidente grave, la prima priorità del medico consiste nel

  • Verificare la presenza di lesioni e complicanze gravi, come una ferita aperta, un danno nervoso, una perdita di sangue significativa, un’interruzione del flusso ematico e la sindrome compartimentale

Nel caso sia presente una qualsiasi di queste lesioni e complicanze, il medico effettua il trattamento necessario, quindi prosegue con l’esame obiettivo.

Descrizione della lesione

Il medico chiede al paziente (o a un testimone) di descrivere ciò che è accaduto. Spesso, il soggetto non ricorda come si sia verificata la lesione o non è in grado di descriverla accuratamente. Sapere il modo in cui si è verificata la lesione può agevolare il medico nello stabilirne il tipo. Inoltre, il medico chiede in quale direzione sia stata spinta l’articolazione quando è avvenuta la lesione.

Il medico chiede anche quando è iniziato il dolore. Se questo è iniziato immediatamente dopo la lesione, la causa potrebbe essere una lussazione, una frattura o una distorsione grave. Se il dolore è iniziato nelle ore o nei giorni successivi, la lesione è solitamente di lieve entità. Nel caso il dolore sia più grave di quello previsto per il tipo di lesione o peggiori costantemente durante le prime ore successive alla lesione, potrebbe essersi sviluppata la sindrome compartimentale oppure potrebbe esserci un’interruzione del flusso ematico.

Esame obiettivo

L’esame obiettivo include quanto segue (in ordine di priorità):

  • valutazione di eventuali danni a carico dei vasi sanguigni in prossimità della parte lesionata

  • valutazione di eventuali danni ai nervi in prossimità della parte lesionata

  • valutazione di eventuali ferite aperte, articolazioni che appaiono deformi, gonfiore, ecchimosi e problemi di movimento delle articolazioni

  • esame e mobilizzazione della parte lesionata

  • esame delle articolazioni sopra e sotto la parte lesionata

Per verificare la presenza di segni di danni ai vasi sanguigni e di interruzione del flusso sanguigno, vengono controllati il polso e il colore e la temperatura della pelle. Quando il flusso sanguigno è interrotto (come può accadere nella sindrome compartimentale), col tempo il polso può scomparire o essere debole e la pelle si presenta pallida e fredda. Alla misurazione della pressione sanguigna, questa risulta bassa nel caso in cui si sia verificata la perdita di molto sangue.

Per valutare la presenza di danni ai nervi, i medici verificano se il normale movimento dei muscoli è possibile. Se non è possibile muovere i muscoli interessati, potrebbe esservi un danno a carico dei nervi che controllano i muscoli (chiamati nervi motori). Il medico può inoltre controllare se la sensibilità cutanea è normale e chiedere se il soggetto avverte sensazioni anomale, come una sensazione di punture di spillo o formicolio o intorpidimento. Se la sensibilità risulta alterata o ridotta, potrebbe esservi un danno dei nervi responsabili della sensibilità cutanea (chiamati nervi sensoriali).

Il medico tocca delicatamente la parte lesionata per determinare se le ossa sono fuori posto e se l’area si presenta dolente alla palpazione. Inoltre, il medico verifica la presenza di gonfiori ed ecchimosi. Al soggetto viene chiesto se è in grado di usare, caricare e muovere la parte lesionata.

Il medico valuta la stabilità di un’articolazione muovendola delicatamente; tuttavia, se esiste la possibilità di una frattura o una lussazione, viene prima eseguita una radiografia per determinare se la mobilizzazione dell’articolazione può avvenire in sicurezza. Il medico controlla la presenza di suoni stridenti o scricchiolii (crepitio) muovendo la parte lesionata. Tali suoni possono indicare una frattura. Muovere l’articolazione interessata può anche aiutare il medico a determinare la gravità della lesione.

Il medico controlla anche le articolazioni che si trovano sopra e sotto l’articolazione lesionata.

Per valutare la stabilità di un’articolazione danneggiata, può essere eseguito un test da sforzo. Tuttavia, qualora si sospetti una frattura o una lussazione, il test da sforzo viene rimandato fino a quando non vengano eseguite radiografie per verificare la presenza di tali lesioni. Nel test da sforzo, il medico mobilizza delicatamente l’articolazione in una direzione che è solitamente perpendicolare al normale angolo di mobilità articolare. Se l’articolazione si percepisce molto instabile, il medico sospetta una lussazione (o una lesione grave dei legamenti).

Se il dolore o gli spasmi muscolari interferiscono con l’esame, si può somministrare un antidolorifico e/o un miorilassante per bocca o per iniezione, oppure si può iniettare un anestetico locale nella zona lesionata. Oppure immobilizzare l’articolazione lesionata fino a quando lo spasmo scompare (di solito dopo pochi giorni) e quindi esaminare l’articolazione.

Esami

Gli esami di diagnostica per immagini utilizzati per la diagnosi delle lussazioni e di altre lesioni muscoloscheletriche includono

  • Radiografie

  • Risonanza magnetica per immagini (RMI)

  • Tomografia computerizzata (TC)

Per la diagnosi delle lussazioni, nonché delle fratture, risultano utili le radiografie. Dato che mostra solo le ossa (e il liquido che si raccoglie intorno a un’articolazione lesionata), la radiografia non è di alcuna utilità per individuare lesioni ai legamenti, ai tendini o ai muscoli.

La radiografia viene solitamente eseguita da almeno due angolazioni (proiezioni) per evidenziare l’allineamento delle ossa.

La TC o la RMI possono essere eseguite per verificare la presenza di fratture sottili, che possono accompagnare una lussazione.

Per controllare eventuali altre lesioni che possono derivare da una lussazione possono essere effettuati altri esami:

  • angiografia (mediante radiografia o TC acquisita dopo l’iniezione di un mezzo di contrasto, visibile radiograficamente, nelle arterie), per controllare l’eventuale presenza di danni ai vasi sanguigni

  • elettromiografia e/ostudi della conduzione nervosa, per controllare l’eventuale presenza di danni ai nervi

Trattamento

  • Trattamento di eventuali complicanze gravi

  • Terapia del dolore

  • Protezione, riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione (terapia PRICE)

  • Riallineamento (riduzione) delle parti fuori posto

  • Immobilizzazione, solitamente con un tutore o un gesso

  • Talvolta intervento chirurgico

Le complicanze gravi delle lussazioni richiedono un trattamento immediato. In assenza di trattamento, queste lesioni possono peggiorare, diventando più dolorose e rendendo più probabile una perdita funzionale. Inoltre, alcune complicanze, come la sindrome compartimentale, richiedono un trattamento d’urgenza. Senza trattamento, queste complicanze possono aggravarsi o persino causare il decesso.

Se si ritiene di avere subito una frattura o un’altra lesione grave, è necessario recarsi al pronto soccorso. Se non si è in grado di camminare o sono presenti diverse lesioni, è necessario chiamare un’ambulanza. Nell’attesa di ricevere assistenza medica, è necessario:

  • Evitare qualsiasi movimento dell’arto fratturato (immobilizzazione) e sostenerlo con una stecca improvvisata, un bendaggio o un cuscino

  • Sollevare l’arto, se possibile in una posizione al di sopra del livello del cuore, per limitare il gonfiore

  • Applicare del ghiaccio (avvolto in un asciugamano o un panno) per controllare il dolore e il gonfiore

Trattamento delle lesioni gravi

Al pronto soccorso, il medico esegue un controllo per individuare le lesioni che richiedono un trattamento immediato.

In presenza di danni a carico delle arterie, il medico ripara chirurgicamente le arterie danneggiate, tranne nel caso in cui siano piccole e il flusso ematico non sia compromesso. L’obiettivo è di accertare che la parte lesionata riceva un adeguato apporto di sangue. Se è presente la sindrome compartimentale, viene trattata.

Anche i nervi lacerati vengono riparati chirurgicamente, ma questo intervento può essere posposto fino a diversi giorni dopo la lesione, se necessario. Se i nervi sono contusi o danneggiati, possono guarire spontaneamente.

Se la pelle è lacerata, la lesione viene coperta con una medicazione sterile e si somministrano un vaccino per prevenire il tetano e antibiotici per prevenire infezioni. Inoltre, la lesione viene pulita, solitamente dopo l’uso di un anestetico locale per rendere la zona insensibile.

La maggior parte delle lussazioni moderate e gravi, soprattutto quelle molto instabili, vengono immobilizzate immediatamente con un tutore. Ciò consente di ridurre il dolore e prevenire ulteriori lesioni ai tessuti molli dovute all’instabilità dell’articolazione lussata.

Terapia del dolore

Generalmente, il dolore viene trattato con antidolorifici oppioidi e/o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

terapia PRICE

I soggetti con una lussazione possono trarre beneficio dalla terapia PRICE. Con PRICE si intende la combinazione di protezione, riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione.

La protezione contribuisce a prevenire ulteriori lesioni che potrebbero peggiorare quella iniziale. In genere, viene applicato un tutore o un altro dispositivo.

Il riposo previene ulteriori lesioni e può accelerare la guarigione. Il soggetto deve limitare la propria attività ed evitare di caricare e/o usare la parte del corpo lesionata. Ad esempio, può essere necessario usare le stampelle o non praticare sport di contatto.

Il ghiaccio e la compressione riducono il gonfiore e il dolore. Il ghiaccio viene racchiuso in una borsa di plastica, un asciugamano o un panno e applicato per 15-20 minuti alla volta, il più spesso possibile durante le prime 24-48 ore. Di solito, la compressione sulla lesione viene applicata con un bendaggio elastico o una stecca.

Il sollevamento dell’arto lesionato agevola il drenaggio dei liquidi dalla lesione e, pertanto, riduce il gonfiore. L’arto lesionato viene sollevato al di sopra del livello del cuore nei primi 2 giorni.

Dopo 48 ore, si può applicare calore (ad esempio, con un termoforo) a intervalli regolari, per 15-20 minuti alla volta. Il calore può alleviare il dolore. Tuttavia, non è chiaro se sia meglio applicare calore o ghiaccio; ciò che è maggiormente efficace può variare da un soggetto all’altro.

Riduzione

Le ossa coinvolte nella lussazione vengono riportate nella posizione normale (riallineate, o ridotte).

La riduzione viene generalmente eseguita senza intervento chirurgico (riduzione chiusa), tramite manipolazione, ad esempio con la trazione e/o la rotazione di un arto. Una volta eseguita la riduzione, il medico di solito effettua una radiografia per determinare se le parti lesionate si trovano in posizione normale.

Alcune lussazioni devono essere riallineate chirurgicamente (riduzione aperta).

Poiché di solito la riduzione è dolorosa, prima della procedura si somministrano generalmente antidolorifici, sedativi e/o un anestetico. I tipi di farmaci utilizzati dipendono dalla gravità della lesione e dal modo in cui deve essere eseguita la riduzione:

  • Riduzione chiusa di lussazioni minori (come quelle delle dita delle mani o dei piedi): può essere sufficiente un anestetico locale, come la lidocaina, iniettato in prossimità della parte lesionata.

  • Riduzione chiusa di lussazioni maggiori (come quelle del braccio, della spalla o della gamba): possono essere somministrati un sedativo e antidolorifici per via endovenosa. Il sedativo produce sonnolenza, ma la persona resta cosciente. Si può somministrare anche un anestetico locale per iniezione. Ad esempio, nel caso di una lussazione della spalla, si può iniettare lidocaina nell’articolazione della spalla.

  • Riduzione aperta: si somministra un anestetico generale, per iniezione o attraverso una maschera facciale, che pone il paziente in stato di incoscienza. Questa procedura viene eseguita in sala operatoria.

Immobilizzazione

Dopo essere stata riallineata, la parte lesionata deve essere mantenuta ferma (immobilizzata).

Dopo la riduzione chiusa di una lussazione vengono solitamente usati gessi, tutori o bendaggi. Alcune lussazioni richiedono solo un tutore o un bendaggio, che vengono applicati dopo che l’articolazione è stata riportata nella sua posizione normale.

L’immobilizzazione riduce il dolore e, evitando ulteriori lesioni ai tessuti circostanti, agevola la guarigione. L’immobilizzazione è utile per la maggior parte delle lussazioni di entità moderata o grave. Vengono immobilizzate le articolazioni da entrambi i lati della lesione.

Se l’immobilizzazione dura troppo a lungo (ad esempio, per più di qualche settimana nei giovani adulti), l’articolazione può diventare rigida, talvolta definitivamente, e i muscoli possono accorciarsi (causando contratture) o ridursi di volume (atrofia). Possono formarsi dei coaguli di sangue. Problemi di questo tipo possono svilupparsi rapidamente e le contratture possono diventare permanenti, di solito nelle persone anziane. Di conseguenza, il medico incoraggia il movimento non appena possibile.

Per le lesioni che richiedono un’immobilizzazione prolungata di settimane, si utilizzano solitamente le ingessature.

Per applicare un gesso, il medico avvolge la parte lesionata in un panno, quindi appone uno strato di materiale morbido cotonoso per proteggere la pelle dalla pressione e dallo sfregamento. Sopra questa imbottitura, si avvolgono delle bende di cotone inumidite e impregnate di gesso oppure strisce di vetroresina inumidite, che induriscono una volta asciutte. Il gesso si può modellare bene ed è meno probabile che produca frizione. Le ingessature in vetroresina sono più resistenti, più leggere e più durature. Dopo circa una settimana, il gonfiore si riduce. A questo punto, l’ingessatura in gesso può essere sostituita talvolta con un’ingessatura in vetroresina, che si adatta meglio all’arto.

Alle persone che necessitano di un’ingessatura vengono fornite istruzioni speciali per la sua cura. Se a un’ingessatura non viene prestata la cura adeguata, possono insorgere dei problemi. Ad esempio, se un gesso si bagna, l’imbottitura protettiva sottostante può inumidirsi e potrebbe essere impossibile asciugarla completamente. Di conseguenza, la cute può macerare e lesionarsi, e si possono formare delle ulcere. Inoltre, un’ingessatura in gesso che si bagna può sgretolarsi e, pertanto, cessare di proteggere e immobilizzare la zona lesionata.

I soggetti vengono istruiti a mantenere, per quanto possibile, l’ingessatura in posizione elevata, a livello del cuore o sopra di esso, soprattutto nelle prime 24-48 ore. Inoltre, a intervalli regolari è necessario flettere ed estendere le dita delle mani o muovere le dita dei piedi. Queste strategie agevolano il deflusso del sangue dall’arto lesionato e, quindi, prevengono il gonfiore.

In rari casi, le ingessature causano dolore, pressione o intorpidimento che rimane costante o peggiora nel tempo. Un dolore di questo tipo deve essere immediatamente segnalato a un medico. Questi sintomi possono essere dovuti allo sviluppo di una piaga da decubito o della sindrome compartimentale. In tali casi, può essere necessario che il medico rimuova l’ingessatura e ne applichi un’altra.

Avere cura di un gesso

  • Quando si fa il bagno, coprire il gesso con una busta di plastica e sigillare accuratamente l’estremità con elastici o con nastro adesivo, oppure utilizzare una delle protezioni impermeabili appositamente realizzate per coprire un’ingessatura. Tali protezioni, disponibili in commercio, sono pratiche da usare e più affidabili. Se un gesso si bagna, l’imbottitura sottostante può trattenere l’umidità, che può essere eliminata, almeno in parte, con un asciugacapelli. In caso contrario, il gesso deve essere sostituito per evitare lesioni della cute.

  • Non inserire mai un oggetto all’interno del gesso (ad esempio, per grattarsi in caso di prurito).

  • Controllare ogni giorno la cute intorno al gesso e avvisare il medico in presenza di zone arrossate o dolenti.

  • Controllare i bordi dell’ingessatura ogni giorno e, se si ha l’impressione che siano ruvidi, coprirli con nastro adesivo morbido, fazzoletti di carta, un panno o altro materiale morbido in modo da imbottirli ed evitare che provochino lesioni della cute.

  • Durante il riposo, posizionare attentamente il gesso, magari utilizzando un piccolo cuscino, per evitare che i bordi pizzichino o comprimano la cute.

  • Sollevare il gesso a intervalli regolari, come consigliato dal medico, per controllare il gonfiore.

  • Contattare immediatamente il medico se il gesso causa dolore persistente o se lo si sente troppo stretto. Questi sintomi possono essere dovuti a piaghe da decubito o al gonfiore, che possono richiedere la rimozione immediata del gesso.

  • Contattare il medico se il gesso emana cattivo odore o in caso di febbre. Questi sintomi possono indicare un’infezione.

  • Contattare il medico se il gesso provoca un peggioramento del dolore o la comparsa di intorpidimento o debolezza. Questi sintomi possono indicare la sindrome compartimentale.

Per immobilizzare alcune lussazioni stabili, soprattutto se è necessario mantenere l’immobilizzazione solo per qualche giorno o meno tempo, si può utilizzare un tutore. Durante il trattamento iniziale, i tutori vengono utilizzati anche per immobilizzare immediatamente lussazioni moderate e gravi, specialmente quelle molto instabili, finché la persona non possa essere valutata accuratamente. I tutori consentono di applicare del ghiaccio e di muoversi di più rispetto a un’ingessatura.

Un tutore è una lunga e sottile lastra di gesso, vetroresina o alluminio applicata con un bendaggio elastico o un cerotto. Poiché la lastra non circonda completamente l’arto, consente una certa possibilità di espansione dovuta al gonfiore. Pertanto, un tutore non aumenta il rischio di sviluppare la sindrome compartimentale. Alcune lesioni che alla fine necessitano di ingessatura vengono prima immobilizzate con un tutore fino a quando la maggior parte del gonfiore non scompare.

Un reggibraccio da solo può fornire un certo supporto. Il bendaggio può risultare utile in caso di effetti indesiderati di un’immobilizzazione completa. Ad esempio, se una spalla è completamente immobilizzata, i tessuti intorno all’articolazione possono diventare rigidi, talvolta entro pochi giorni, rendendo impossibile il movimento della spalla (spalla congelata). Il bendaggio limita il movimento della spalla e del gomito, ma permette il movimento della mano.

Per evitare che il braccio oscilli verso l’esterno, soprattutto di notte, insieme al bendaggio si può utilizzare una fascia toracica, che può essere un pezzo di stoffa o una benda. Questa fascia viene avvolta intorno alla schiena e sopra la parte lesionata.

Tecniche per immobilizzare un’articolazione

Tecniche per immobilizzare un’articolazione

Intervento chirurgico

In certi casi, le lussazioni non possono essere ridotte mediante riduzione chiusa e per riallineare l’articolazione nella sua posizione normale è necessario un intervento chirurgico. Una volta che l’articolazione sia stata riallineata, spesso non sono necessari ulteriori interventi chirurgici.

A volte l’intervento chirurgico è necessario per trattare le fratture che accompagnano le lussazioni, per stabilizzare l’articolazione o per rimuovere frammenti dall’articolazione.

Riabilitazione e prognosi

Molte lussazioni, e lesioni correlate, guariscono bene e causano pochi problemi. Tuttavia, alcune non si risolvono completamente anche se diagnosticate e trattate in modo corretto.

Il tempo necessario per la guarigione di una lesione varia da settimane a mesi, in base a

  • Tipo di lesione

  • Sede della lesione

  • L’età del soggetto

  • Presenza di altre malattie

Ad esempio, i bambini guariscono molto più rapidamente rispetto agli adulti e alcune patologie (tra cui quelle che causano problemi circolatori, come il diabete e la malattia vascolare periferica) rallentano la guarigione.

Solitamente, i soggetti provano un certo fastidio durante le attività, persino dopo che la lesione è guarita abbastanza da consentire di caricare completamente la parte lesionata. Alcune persone riscontrano anche che la parte lesionata è più dolorante e più rigida quando il clima è freddo.

L’immobilizzazione rende le articolazioni rigide e il mancato uso indebolisce i muscoli e ne riduce le dimensioni. Se un arto è immobilizzato in un gesso, l’articolazione interessata diventa ogni settimana più rigida e, alla fine, diventa impossibile estendere e flettere completamente l’arto. Problemi di questo tipo possono svilupparsi rapidamente e diventare permanenti, di solito nelle persone anziane.

Per prevenire o ridurre la rigidità e contribuire a mantenere la forza muscolare, i medici o i fisioterapisti consigliano l’esercizio fisico quotidiano, tra cui esercizi di mobilità articolare e di potenziamento muscolare. Mentre la lesione guarisce, si possono praticare esercizi per il resto del corpo, come indicato dal medico o fisioterapista.

Dopo che la lesione è sufficientemente risanata e l’articolazione non è più immobilizzata, si può iniziare con l’allenamento dell’arto lesionato. Durante questo allenamento, si deve fare attenzione alle sensazioni che provengono dall’arto lesionato ed evitare un esercizio fisico troppo energico. Se i muscoli sono troppo deboli da consentire l’esercizio fisico, la mobilizzazione dell’arto viene eseguita da un fisioterapista (ginnastica passiva). Comunque, in ultima analisi, è il paziente che deve muovere i propri muscoli (esercizio attivo) per recuperare in pieno la forza di un arto lesionato.

Gli esercizi per migliorare la mobilità articolare e la forza muscolare, nonché quelli per rafforzare e stabilizzare l’articolazione lesionata, possono aiutare a prevenire la recidiva delle lussazioni e i problemi a lungo termine.

Primo piano sull’invecchiamento: Lussazioni

Le persone di età superiore ai 65 anni hanno maggiori probabilità di lussare un’articolazione, anche perché sono più soggetti alle cadute, una causa comune di lussazione, per i seguenti motivi:

  • Presenza di alcune normali variazioni correlate all’età che pregiudicano l’equilibrio, la visione, la sensibilità (soprattutto dei piedi) e la forza muscolare, e rendono più probabili le cadute. Tali variazioni rendono inoltre più difficile proteggersi durante la caduta.

  • In alcuni casi, manifestazione di capogiri o stordimento al momento di sedersi o alzarsi in piedi, dovuti a un’eccessiva riduzione della pressione sanguigna.

  • Vi sono maggiori probabilità di manifestare effetti collaterali di farmaci (come sonnolenza, perdita di equilibrio e vertigini), che aumentano il rischio di cadute.

Negli anziani, le lussazioni tendono ad essere accompagnate da altre lesioni con maggiore frequenza. Ad esempio, una lussazione della spalla ha maggiori probabilità di causare una lacerazione della cuffia dei rotatori negli anziani che nei giovani.

Negli anziani, il recupero è spesso più complicato e più lento rispetto alle persone più giovani perché

  • In genere, rispetto alle persone più giovani, gli anziani possiedono una forza fisica complessiva inferiore e presentano minore flessibilità e minor equilibrio. Pertanto, compensare le limitazioni causate da una lussazione presenta maggiori difficoltà e il ritorno alle attività quotidiane è più difficoltoso.

  • Quando le persone anziane sono inattive o immobilizzate (da gessi o tutori), perdono il tessuto muscolare più rapidamente rispetto agli adulti più giovani; pertanto, l’immobilizzazione può portare a debolezza muscolare. Talvolta, i muscoli si accorciano in modo permanente e intorno all’articolazione, come i legamenti e i tendini, si forma del tessuto cicatriziale. Questa condizione (contrattura articolare) limita il movimento dell’articolazione.

  • Le persone anziane hanno maggiori probabilità di essere affette da altri disturbi (come artrite o problemi circolatori), che possono interferire con il recupero o rallentare la guarigione.

Persino lesioni di lieve entità possono influire significativamente sulla capacità delle persone anziane di svolgere le normali attività quotidiane, come mangiare, vestirsi, lavarsi e persino camminare, soprattutto se utilizzavano già un deambulatore prima della lesione.

Immobilizzazione: l’essere immobilizzati (ad esempio quando è necessario il riposo a letto) è un problema particolare negli anziani.

Negli anziani, l’immobilizzazione provoca con maggiore frequenza

Quando l’apporto di sangue in un’area è interrotto o notevolmente ridotto, si sviluppano le piaghe da decubito. Nelle persone anziane, il flusso di sangue a un arto può già essere ridotto. Quando il peso di un arto lesionato poggia su un’ingessatura, il flusso di sangue si riduce ancora di più e possono formarsi delle piaghe da decubito. Se è necessario il riposo a letto, possono svilupparsi delle piaghe da decubito sulle zone della cute a contatto con il letto. Queste zone devono essere ispezionate scrupolosamente per eventuali segni di lesioni sulla cute.

Poiché nelle persone anziane vi sono maggiori probabilità che si presentino problemi dovuti all’immobilizzazione, il trattamento delle lussazioni e di altre lesioni muscoloscheletriche si concentra sull’agevolare il ritorno degli anziani alle attività quotidiane il più rapidamente possibile.

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