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Artrite reattiva

Di

Apostolos Kontzias

, MD, Stony Brook University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mag 2020| Ultima modifica dei contenuti mag 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

L’artrite reattiva (precedentemente chiamata sindrome di Reiter) è una spondiloartrite che causa l’infiammazione delle articolazioni e dei collegamenti dei tendini alle articolazioni, spesso in correlazione con un’infezione.

  • L’infiammazione e il dolore articolare possono manifestarsi in risposta a un’infezione, solitamente del tratto genitourinario o gastrointestinale.

  • Sono comuni anche l’infiammazione dei tendini, eruzioni cutanee e occhi rossi.

  • La diagnosi si basa sui sintomi.

  • I farmaci antinfiammatori non steroidei, la sulfasalazina e talvolta farmaci che sopprimono il sistema immunitario (come l’azatioprina o il metotressato) possono aiutare a trattare i sintomi.

L’artrite reattiva ha questo nome perché l’infiammazione articolare sembra essere una reazione a un’infezione che ha origine nel tratto digerente (gastrointestinale) o negli organi genitali o urinari (genitourinaria).

Esistono due forme comuni di artrite reattiva:

  • Una forma si manifesta nelle persone affette da malattie a trasmissione sessuale, quale l’infezione da clamidia. Questa forma è più frequente negli uomini di età compresa fra i 20 e i 40 anni.

  • L’altra forma si manifesta, solitamente, dopo un’infezione intestinale da shigella, salmonella, Yersinia o Campylobacter.

La maggior parte dei soggetti che soffrono di queste infezioni non sviluppa un’artrite reattiva. Le persone che sviluppano l’artrite reattiva dopo l’esposizione a queste infezioni sembrano avere una predisposizione genetica a questo tipo di reazione, collegata in parte allo stesso gene HLA-B27 riscontrato nei soggetti affetti da spondilite anchilosante. Vi sono alcune prove che indicano che il batterio clamidia e probabilmente altri batteri in realtà si diffondono alle articolazioni, ma il ruolo dell’infezione e quello della reazione immunitaria non sono chiari.

L’artrite reattiva può essere accompagnata da un’infiammazione della congiuntiva e delle mucose (come quelle della bocca e degli organi genitali) e da un’eruzione cutanea caratteristica. Questa forma di artrite reattiva in passato era detta sindrome di Reiter.

Sintomi

Nell’artrite reattiva, il dolore e l’infiammazione articolari possono essere lievi o gravi. Solitamente sono colpite diverse articolazioni contemporaneamente, soprattutto ginocchia, articolazioni delle dita dei piedi e le zone in cui i tendini si inseriscono nelle ossa, come i talloni. Spesso vengono colpite maggiormente le grandi articolazioni degli arti inferiori. L’artrite reattiva spesso colpisce le articolazioni in maniera meno simmetrica rispetto all’artrite reumatoide. I tendini possono essere infiammati e dolorosi. Può manifestarsi mal di schiena, solitamente quando la malattia è grave. Altri sintomi includono una lieve febbre, perdita di peso e stanchezza eccessiva.

Può svilupparsi un’infiammazione dell’uretra (uretrite), il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno del corpo, solitamente tra 7 e 14 giorni dopo un’infezione (in seguito a un contatto sessuale o a volte a diarrea).

  • Negli uomini, l’infiammazione dell’uretra causa dolore moderato, secrezione dal pene o eruzione di piccole ulcere indolori sul glande (balanite circinata). La prostata può essere infiammata e dolente.

  • Nelle donne i sintomi genitali e urinari, se presenti, sono in genere modesti e consistono in una leggera secrezione vaginale o in un fastidio al momento di urinare.

La congiuntiva (la membrana che ricopre la palpebra e il globo oculare) può divenire arrossata e infiammata, causando prurito o bruciore, sensibilità alla luce e, a volte, dolore e lacrimazione eccessiva.

Nella bocca e sulla lingua si possono sviluppare piccole ulcere solitamente indolori o talvolta dolenti. Occasionalmente sulla cute si può sviluppare un’eruzione tipica di macchie dure e ispessite, soprattutto sul palmo delle mani, sulla pianta dei piedi e intorno alle unghie (cheratoderma blenorragico).

Raramente si sviluppano complicanze cardiache e ai vasi sanguigni (come l’infiammazione dell’aorta), infiammazione delle membrane che coprono i polmoni, malfunzionamento della valvola aortica e sintomi cerebrali, al midollo spinale o al sistema nervoso periferico (che include tutti i nervi, ad eccezione del cervello e del midollo spinale).

Diagnosi

  • Radiografie

La combinazione dei sintomi articolari e un’infezione precedente, in particolare se la persona presenta sintomi a livello genitale, urinario, cutaneo e oculare, guida il medico verso un’artrite reattiva sospetta. Poiché questi sintomi compaiono anche in momenti diversi, talvolta è possibile che la malattia non venga diagnosticata per più mesi.

Non esistono semplici esami di laboratorio per confermare la diagnosi di artrite reattiva, ma vengono talvolta eseguite radiografie per valutare lo stato delle articolazioni. Possono essere effettuati degli esami per escludere disturbi che potrebbero causare sintomi simili.

Prognosi

Nella maggior parte dei soggetti, i sintomi iniziali di artrite reattiva scompaiono entro 3 o 4 mesi, ma il 50% dei pazienti soffre di infiammazione articolare ricorrente o di altri sintomi per diversi anni.

Possono svilupparsi deformità delle articolazioni, della colonna vertebrale e delle articolazioni che si trovano fra la colonna vertebrale e l’osso dell’anca (articolazione sacro iliaca), se i sintomi persistono o ricorrono spesso. L’artrite reattiva diventa invalidante in modo permanente per alcune persone.

Trattamento

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei

  • Talvolta antibiotici, sulfasalazina, azatioprina o metotressato, oppure una loro combinazione

  • Talvolta iniezioni di corticosteroidi

  • Fisioterapia

Se l’artrite reattiva è causata da un’infezione ai genitali o alle vie urinarie, si somministrano antibiotici, ma il trattamento non è sempre efficace per alleviare l’artrite e la durata ottimale non è nota.

L’infiammazione articolare, in genere, viene trattata con un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS). Possono essere utilizzati sulfasalazina o farmaci che sopprimono il sistema immunitario (ad esempio azatioprina o metotressato), come nell’artrite reumatoide.

È anche possibile iniettare corticosteroidi anche in un’articolazione fortemente infiammata o nei tendini infiammati per alleviare i sintomi.

La fisioterapia è utile per mantenere la mobilità dell’articolazione durante la fase di guarigione.

La congiuntivite e le ulcere cutanee, in genere, non richiedono trattamento, benché una grave infiammazione dell’occhio (uveite) possa richiedere l’uso di corticosteroidi e di colliri dilatatori.

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