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Displasia broncopolmonare (DBP)

Di

Arcangela Lattari Balest

, MD, University of Pittsburgh, School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa gen 2020| Ultima modifica dei contenuti gen 2020
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I fatti in Breve

La displasia broncopolmonare è un disturbo polmonare cronico del neonato causato dall’uso prolungato di un ventilatore (una macchina che aiuta a far entrare e uscire l’aria dai polmoni) e/o da una necessità prolungata di ossigeno supplementare.

  • Nella maggioranza dei casi, questo disturbo colpisce neonati molto prematuri, affetti da gravi patologie polmonari, che necessitano di ventilazione assistita, o che presentano uno sviluppo inadeguato degli alveoli polmonari.

  • La respirazione può essere rapida, difficoltosa o entrambe e la pelle e/o le labbra possono essere bluastre, tutti segni di necessità continua di ossigenoterapia o supporto ventilatorio.

  • La diagnosi si basa sulla respirazione del lattante e sulla durata della necessità di somministrare ossigeno supplementare, usare un ventilatore o entrambi.

  • La maggior parte dei bambini con questo disturbo sopravvive.

  • Una volta dimessi dall’ospedale, i bambini colpiti non devono essere esposti a fumo di sigaretta o a emissioni di stufe a legna o altro combustibile, e devono assumere palivizumab nei mesi autunnali e invernali per prevenire le infezioni respiratorie da virus respiratorio sinciziale (VRS), piuttosto comuni.

  • Il trattamento prevede ossigeno supplementare, uso di un ventilatore se necessario, buona nutrizione e somministrazione di altri farmaci al bisogno.

La displasia broncopolmonare (DBP) è una pneumopatia cronica che si verifica più spesso nei neonati molto prematuri (partoriti prima di 32 settimane di gestazione) e con una grave malattia polmonare (come la sindrome da distress respiratorio). La DBP colpisce in modo particolare i neonati che hanno avuto bisogno di un ventilatore (una macchina che aiuta a fare entrare e uscire l’aria dai polmoni), ossigeno supplementare o entrambi per più di qualche settimana dopo la nascita. Meno comunemente, la DBP si presenta come complicanza dell’uso pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP, una tecnica che consente ai neonati di respirare autonomamente mentre viene loro somministrato ossigeno o aria leggermente pressurizzati mediante tubicini inseriti nelle narici). I delicati tessuti polmonari possono essere danneggiati a causa della dilatazione eccessiva degli alveoli durante la ventilazione meccanica o la CPAP oppure a causa dell’esposizione ad alti livelli di ossigeno per tempi prolungati. Come conseguenza, i polmoni si infiammano e accumulano liquido al loro interno. È possibile che i bambini colpiti non sviluppino il numero normale di sacche d’aria. I neonati a termine affetti da patologie polmonari talvolta sviluppano DBP. La DBP può insorgere anche in alcuni neonati molto prematuri ma senza una malattia polmonare che renda necessario un ventilatore meccanico.

Sintomi

I neonati colpiti presentano di norma respirazione rapida ed eventualmente segni di problemi respiratori (distress respiratorio), come rientramento della parte inferiore del torace durante l’inspirazione e bassi livelli di ossigeno nel sangue. Un basso livello di ossigeno nel sangue causa una colorazione bluastra della pelle e/o delle labbra (cianosi). Tutti questi sintomi e segni indicano che il neonato ha ancora bisogno di ossigeno supplementare o di un ventilatore.

Diagnosi

  • Necessità prolungata di ossigeno supplementare e/o di supporto ventilatorio o di CPAP

  • Radiografia del torace

Si sospetta la displasia broncopolmonare nei neonati prematuri che hanno ricevuto supporto ventilatorio e/o ossigeno supplementare o CPAP per un periodo prolungato (solitamente diverse settimane o mesi), che presentano segni di distress respiratorio e che possono avere ancora bisogno di ossigeno supplementare.

Il fattore più importante per confermare la diagnosi è che il neonato ha avuto bisogno di ossigeno supplementare e/o supporto ventilatorio o entrambi almeno per i primi 28 giorni di vita e presenta ancora problemi respiratori.

La diagnosi viene confermata dai risultati di una radiografia toracica.

Prognosi

I neonati con displasia broncopolmonare di solito migliorano gradualmente dopo 2-4 mesi di ossigeno supplementare o ventilazione assistita. Anche se alcuni neonati con DBP grave muoiono nonostante mesi di cure, la maggior parte di essi riesce a sopravvivere.

La gravità della lesione polmonare si riduce nell’arco di diversi mesi, man mano che si sviluppa tessuto polmonare sano. Tuttavia, in seguito questi bambini possono avere problemi di crescita e problemi di crescita e sviluppo del cervello o del sistema nervoso centrale. Questi bambini sono a maggior rischio di sviluppare asma successivamente nel corso della vita, come pure infezioni polmonari quali bronchiolite, polmonite e infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS), che spesso si verifica durante i mesi invernaliInfezione da virus respiratorio sinciziale (VRS) e infezione da metapneumovirus umano.

Prevenzione

La prevenzione della displasia broncopolmonare inizia prima della nascita. Prolungare la gravidanza, anche se solo per alcuni giorni o settimane, e somministrare alla madre corticosteroidi per favorire la maturazione più rapida dei polmoni del feto possono ridurre notevolmente la gravità della pneumopatia nel neonato prematuro alla nascita (sindrome da distress respiratorio).

Se è assolutamente necessario un ventilatore o un’integrazione di ossigeno dopo la nascita di un bambino prematuro, vengono utilizzate le impostazioni minime possibili, per evitare di danneggiare i polmoni. Questa prassi è il pilastro della prevenzione della DBP. Il neonato viene staccato dal ventilatore e dall’ossigeno non appena è sicuro farlo. Avviare precocemente la terapia con farmaci che stimolano la respirazione, come la caffeina, può aiutare i neonati a non avere bisogno della ventilazione meccanica. Dopo la nascita alcuni neonati ricevono surfattante, una sostanza che riveste l’interno degli alveoli e li mantiene aperti.

Trattamento

  • Ossigeno supplementare o ventilazione meccanica, se necessario

  • Aumento delle calorie per il neonato

  • Talvolta diuretici e limitazione dei liquidi

  • Palivizumab per prevenire il virus respiratorio sinciziale

I medici diagnosticano le infezioni polmonari e le trattano secondo necessità. Dato che la ventilazione meccanica e l’ossigeno supplementare possono danneggiare i polmoni, i medici tentano di staccare i ventilatori e la CPAP il prima possibile e di ridurre al minimo l’uso di ossigeno supplementare.

Una buona nutrizione è fondamentale per favorire lo sviluppo polmonare e per mantenere sano il nuovo tessuto polmonare del neonato. I neonati ricevono un numero maggiore di calorie ogni giorno per favorire la guarigione e la crescita dei polmoni.

Dato che nei polmoni infiammati tendono ad accumularsi liquidi, talvolta ne viene limitata l’assunzione quotidiana. Si può ricorrere a farmaci chiamati diuretici per aiutare i reni del neonato a rimuovere l’eccesso di liquidi nell’urina.

I neonati con displasia broncopolmonare avanzata possono aver bisogno di ossigeno supplementare. Se è necessaria ventilazione meccanica per un periodo prolungato, si può rendere necessario inserire un tubo attraverso un’apertura chirurgica nella trachea (tracheostomia).

Dopo la dimissione dall’ospedale i neonati con DBP non devono essere esposti né al fumo di sigaretta né ai fumi prodotti dalle stufe a legna o altro combustibile. Devono essere protetti per quanto possibile dall’esposizione a persone con infezioni delle alte vie respiratorie e dall’infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS). Palivizumab, un farmaco che offre uno specifico anticorpo contro il VRS, può essere somministrato per prevenirne l’infezione da VRS. Il farmaco viene normalmente somministrato nel primo anno di vita durante la stagione autunnale e invernale, quando si verificano di solito le infezioni da VRS nella comunità, ma può essere somministrato ogniqualvolta il virus sia presente ad alti livelli nella comunità. Palivizumab può essere somministrato durante l'inverno nel secondo anno di vita se il bambino presenta DBP grave.

I neonati dopo i 6 mesi devono sottoporsi anche al vaccino antinfluenzale.

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