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Carcinoma epatocellulare

(Hepatoma)

Di

Danielle Tholey

, MD, Thomas Jefferson University Hospital

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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Il carcinoma epatocellulare è un tumore che origina nelle cellule epatiche ed è uno dei carcinomi epatici più comuni.

  • Il rischio di carcinoma epatocellulare è maggiore se si è affetti da epatite B o epatite C, steatosi epatica oppure in caso di consumo eccessivo di alcolici, in particolare nei soggetti con cirrosi epatica.

  • Il soggetto può manifestare dolore addominale, perdita di peso e avvertire una grande massa nella parte superiore destra dell’addome.

  • Il medico basa la diagnosi sui risultati degli esami del sangue e sugli esami di diagnostica per immagini.

  • Il tumore è solitamente fatale tranne se diagnosticato precocemente.

Il carcinoma epatocellulare costituisce il tipo più frequente di cancro di origine epatica. Di solito insorge nei soggetti che presentano una grave cicatrizzazione del fegato (cirrosi).

In alcune zone dell’Africa e dell’Asia orientale, il carcinoma epatocellulare è più frequente di quanto non lo sia negli Stati Uniti e costituisce una causa comune di decesso. In queste zone, molti soggetti sono affetti da infezione cronica dovuta al virus dell’epatite B. La presenza di questo virus nel corpo aumenta il rischio di carcinoma epatocellulare di oltre 100 volte. L’epatite B può causare cirrosi, ma può anche indurre un carcinoma epatocellulare a prescindere dalla comparsa della cirrosi. Anche la cirrosi dovuta a epatite C cronica, steatosi epatica o abuso di alcol aumenta il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.

Anche l’emocromatosi (una malattia ereditaria che causa un eccessivo assorbimento di ferro nel corpo) aumenta il rischio di sviluppare il carcinoma epatocellulare. Il ferro può accumularsi nel fegato e danneggiarlo.

Il carcinoma epatocellulare talvolta deriva dall’esposizione ad alcune sostanze in grado di causare il cancro (cancerogene). Nelle regioni subtropicali, dove il carcinoma epatocellulare si riscontra di frequente, il cibo viene spesso contaminato da cancerogeni chiamati aflatossine, sostanze che vengono prodotte da alcuni tipi di miceti.

In Nord America, Europa e altre aree geografiche dove il carcinoma epatocellulare è meno diffuso, la causa più comune è l’epatite C cronica. Anche la cirrosi, spesso di vecchia data correlata all’epatite C cronica, alla steatosi epatica o all’uso cronico di alcol, può portare allo sviluppo di un carcinoma epatocellulare. Il rischio è inferiore per la colangite biliare primitiva rispetto ad altri tipi di cirrosi.

Sintomi

Spesso i primi sintomi sono costituiti da dolore addominale, perdita di peso e presenza di una grande massa palpabile nella parte superiore destra dell’addome. Un soggetto con cirrosi di vecchia data può andare inaspettatamente incontro a un notevole aggravamento. Può comparire febbre. A volte, i primi sintomi sono dolore addominale improvviso e shock (ipotensione arteriosa molto grave) causati da rottura o sanguinamento del tumore.

Diagnosi

  • Esame obiettivo

  • Esami di diagnostica per immagini e del sangue

Rilevare precocemente un carcinoma epatocellulare non è facile, perché all’inizio i sintomi non forniscono molti indizi. Se alla palpazione individua un fegato ingrossato o se un esame di diagnostica per immagini rileva una massa nel quadrante superiore destro dell’addome nel corso di un controllo fatto per altri scopi, il medico può sospettare questo tumore, specialmente in pazienti con cirrosi di vecchia data. Tuttavia, i programmi di screening spesso consentono ai medici di rilevare questo tumore prima dello sviluppo dei sintomi.

In caso di sospetto carcinoma epatocellulare, si effettuano gli esami che seguono.

  • Esami del sangue per misurare i livelli di alfa-fetoproteina (AFP): questa proteina è normalmente prodotta dal feto e i suoi livelli diminuiscono notevolmente all’età di 1 anno. I livelli sono elevati in circa la metà delle persone che presentano un carcinoma epatocellulare.

  • Esame obiettivo: il medico palpa la parte superiore destra dell’addome per controllare se il fegato è ingrossato o è presente una massa, e può posizionare uno stetoscopio sul fegato per sentire i suoni generati dal tumore. Ad esempio, il medico può talvolta udire suoni provocati da un flusso sanguigno vorticoso (soffi vascolari epatici, dovuti al flusso sanguigno impetuoso nei vasi sanguigni del tumore) o rumori da sfregamento (sfregamento da frizione, causato dallo sfregamento del tumore contro la superficie del fegato e delle strutture circostanti).

  • Esami di diagnostica per immagini: il medico può ricorrere all’ecografia, alla tomografia computerizzata (TC) o alla risonanza magnetica per immagini (RMI) dell’addome per controllare la presenza del carcinoma epatocellulare. La TC e la RMI sono più accurate dell’ecografia. Prima di effettuare la TC o l’RMI, può essere iniettato un agente di contrasto per via endovenosa, che aiuta a visualizzare meglio eventuali anomalie presenti.

Se la diagnosi è ancora incerta, una biopsia epatica (la rimozione di un campione di tessuto epatico da esaminare al microscopio) può confermare la diagnosi. Per aumentare le probabilità di prelevare tessuto canceroso, il medico esegue spesso un’agobiopsia sotto guida ecografica o con l’ausilio della TC. Di solito, il rischio di sanguinamento o di altre lesioni causate dalla biopsia epatica è basso.

Stadiazione

Quando viene diagnosticato un cancro, il medico ne determina le dimensioni e se vi è stata diffusione ad altre strutture vicine o altre parti dell’organismo. Gli esami di diagnostica per immagini usati per la diagnosi possono fornire alcune di queste informazioni.

Il carcinoma viene classificato a partire dallo stadio I (un singolo tumore che non si è diffuso) fino allo stadio IV (si è diffuso a parti dell’organismo distanti). La stadiazione aiuta il medico a stabilire il trattamento e a stimare la sopravvivenza.

Screening

In alcune aree geografiche in cui il virus dell’epatite B è diffuso, per individuare il tumore epatico nei pazienti affetti da epatite B si usa l’ecografia. I medici controllano periodicamente i soggetti cirrotici, a prescindere dalla causa. Lo screening di solito comporta l’esecuzione di un’ecografia ogni 6-12 mesi e, talvolta, la misurazione dei livelli di AFP.

Prognosi

La maggior parte dei soggetti con carcinoma epatocellulare non sopravvive più di alcuni anni perché il tumore viene identificato in uno stadio avanzato. I programmi di screening e il rilevamento precoce determinano una prognosi migliore. Se il tumore è piccolo, non si è diffuso e si può ricorrere a un trapianto di fegato, il soggetto spesso sopravvive per molti anni.

Prevenzione

L’uso del vaccino contro l’epatite B può ridurre l’incidenza del carcinoma epatocellulare, specialmente nelle aree geografiche in cui il virus è comune. Anche prevenire lo sviluppo della cirrosi, indipendentemente dalla causa, può risultare utile. Ad esempio, il trattamento dell’epatite B cronica, dell’epatite C cronica, della steatosi epatica o dell’emocromatosi e il trattamento o la prevenzione delle epatopatie alcoliche possono contribuire a evitare l’insorgenza di questo tumore.

Trattamento

  • Intervento chirurgico o trapianto di fegato

  • Ablazione con radiofrequenza, chemioembolizzazione o radioterapia interna

Il trattamento del carcinoma epatocellulare dipende dall’estensione del tumore. Piccoli tumori limitati al fegato possono essere trattati con il trapianto di fegato.

Solo l’asportazione chirurgica del tumore o il trapianto di fegato possono offrire una speranza di guarigione. Tuttavia, dopo l’asportazione chirurgica del tumore, spesso si ha una recidiva. Inoltre, la rimozione del tumore nelle persone cirrotiche potrebbe non essere fattibile se il fegato è troppo compromesso.

Quando il trapianto o l’intervento chirurgico non sono possibili, oppure se il paziente è in lista d’attesa per un trapianto di fegato, si può ricorrere a terapie incentrate sul tumore e sulle zone circostanti. Questi trattamenti possono rallentare la crescita tumorale e alleviare i sintomi. Ad esempio, i medici possono iniettare nei vasi che portano sangue al tumore una sostanza chimica che distrugge le cellule tumorali. Oppure possono ricorrere a terapie che applicano energia sulle cellule tumorali distruggendole. Tre di questi trattamenti sono

  • L’ablazione con radiofrequenza (che usa l’energia elettrica)

  • La chemioembolizzazione (che usa la chemioterapia)

  • La radioterapia selettiva interna (che usa le radiazioni)

Tuttavia, queste terapie non distruggono tutte le cellule tumorali. La radioterapia applicata all’esterno del corpo è generalmente inefficace.

I farmaci chemioterapici possono essere iniettati in un vaso sanguigno che alimenta un tumore (chemioembolizzazione). I farmaci, ad esempio, possono essere iniettati in una vena o nell’arteria epatica. L’iniezione diretta dei farmaci chemioterapici nell’arteria epatica libera un’elevata concentrazione di farmaco direttamente nelle cellule tumorali epatiche. Il farmaco chemioterapico sorafenib è efficace contro il carcinoma epatocellulare. Sono in corso di studio altri farmaci chemioterapici come terapia per questo tipo di carcinoma.

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