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Panoramica sui disturbi da calore

(Malattie correlate al calore)

Di

David Tanen

, MD, David Geffen School of Medicine at UCLA

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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Risorse sull’argomento

L’essere umano, animale a sangue caldo, mantiene la temperatura corporea entro 1-2 gradi rispetto ai 37 °C (misurazione orale), ed entro i 38 °C (misurazione anale) malgrado le ampie fluttuazioni della temperatura esterna. Questi limiti di temperatura interna devono essere mantenuti per far funzionare normalmente il corpo. Se la temperatura corporea aumenta o diminuisce eccessivamente, si verificano gravi lesioni agli organi o la morte.

Regolazione della temperatura

L’organismo regola la propria temperatura bilanciando la produzione e la dispersione di calore.

Un modo con cui l’organismo produce calore è attraverso le reazioni chimiche (metabolismo), che derivano soprattutto dalla conversione del cibo in energia. Il calore è prodotto anche attraverso il lavoro dei muscoli durante l’attività fisica.

L’organismo si raffredda disperdendo calore, principalmente attraverso i processi di

  • Radiazioni

  • Evaporazione dell’acqua (soprattutto sudorazione)

L’irraggiamento, attraverso il quale il calore fluisce dalle aree più calde a quelle più fredde, è la principale causa di perdita di calore quando l’organismo è più caldo dell’ambiente. L’irraggiamento non richiede il contatto con alcun oggetto, ad esempio, come quando una lampadina irradia calore in una stanza.

L’evaporazione dell’acqua estrae una grande quantità di calore da una superficie bagnata. Evaporando, il sudore, l’umidità prodotta dalle ghiandole sudoripare, raffredda la cute. La sudorazione è la principale causa di perdita di calore quando la temperatura ambientale si avvicina a quella corporea e durante l’esercizio fisico. Tuttavia, l’umidità (presenza di acqua nell’aria) riduce l’evaporazione, diminuendo l’efficacia della sudorazione. Pertanto, la perdita di calore è minore nei climi caldo-umidi.

Il corpo si raffredda anche tramite i processi di

  • Convezione: il calore viene trasferito all’acqua o all’aria fredde che sono in contatto con la pelle

  • Conduzione: il calore viene trasferito alle superfici più fredde a contatto con il corpo, come quando si è distesi su un suolo freddo

Disturbi da calore

Esistono diversi tipi di disturbi da calore:

La differenza si basa sui sintomi, sulla temperatura (se e quanto è alta) e sulla gravità della perdita di liquidi e sali minerali. La perdita di liquidi e sali corporei dovuta a un’eccessiva sudorazione può determinare ipotensione e contrazioni muscolari dolorose. Se la temperatura corporea è molto alta e si protrae per parecchio tempo, gli organi interni possono rimanere danneggiati.

Cause

I disturbi da calore sono provocati da una produzione eccessiva o da una perdita insufficiente di calore.

La produzione eccessiva di calore può essere dovuta alle seguenti cause:

La perdita insufficiente di calore si verifica soprattutto in condizioni di caldo umido. Con questa condizione interferiscono in particolare:

  • Gli indumenti pesanti e attillati, che non traspirano (vale a dire, che non permettono all’aria e al sudore di circolare liberamente) e impediscono l’evaporazione del sudore dalla superficie cutanea, compromettendo così il raffreddamento.

  • Alcuni farmaci, soprattutto gli antipsicotici e i farmaci con effetti anticolinergici, possono ridurre la sudorazione.

  • Alcuni disturbi che interessano la cute interferiscono con la sudorazione, come la fibrosi cistica, la sclerosi sistemica (sclerodermia), la psoriasi, gli eczemi e le ustioni solari gravi.

  • L’obesità interferisce con la perdita di calore in quanto lo spesso strato lipidico è un ottimo isolante.

  • Alcuni stati mentali interferiscono con la risposta sensibile al calore. Ad esempio, gli anziani affetti da demenza o i drogati che si trovano in un ambiente caldo non si spostano in un ambiente più freddo, non si tolgono gli indumenti pesanti o non accendono il condizionatore.

Fattori di rischio per i disturbi da calore

La probabilità di sviluppare disturbi da calore aumenta quando l’esposizione al calore è improvvisa, come quando un bambino viene lasciato dentro una macchina chiusa in un giorno caldo d’estate. Nella stagione calda, l’interno di un’automobile chiusa può riscaldarsi da 27 °C a 49 °C in soli 15 minuti. Se un soggetto è esposto gradualmente a prolungati periodi di calore umido, l’organismo si adatta ed è in grado di mantenere una normale temperatura corporea. Questo processo è definito acclimatamento. L’acclimatamento è più rapido nei soggetti giovani o fisicamente attivi rispetto agli anziani o ai soggetti inattivi.

I fattori che aumentano la suscettibilità agli effetti della maggior parte dei disturbi da calore sono:

  • Età molto avanzata o molto giovane

  • Presenza di certe condizioni mediche, come quelle che interessano le disfunzioni del cuore, dei polmoni, dei reni o del fegato

  • L’assunzione di diuretici

  • Squilibri chimici nel sangue (elettroliti)

  • Disidratazione

Primo piano sull’invecchiamento: problemi correlati al calore

Le ragioni per cui gli anziani hanno particolare difficoltà con le temperature elevate sono di varia natura:

  • Non sono in grado, come le persone più giovani, di adattarsi gradualmente (acclimatarsi) a lunghi periodi con valori di temperatura e umidità elevati.

  • A causa della riduzione della circolazione, l’aumento dell’afflusso di sangue alle superfici cutanee è più difficoltoso e, pertanto, il loro organismo non si raffredda tempestivamente.

  • Con l’età tendono a perdere le ghiandole sudoripare.

  • La loro percezione del calore è ritardata e, conseguentemente, rispondono alle variazioni della temperatura con lentezza.

  • Possono avere problemi di mobilità che rendono loro difficoltoso allontanarsi da ambienti caldi.

Alcune patologie che sono più comuni tra le persone anziane, quali le insufficienze della funzione cardiaca e renale, possono interferire con la capacità del corpo di raffreddarsi. Le persone con ipertensione seguono spesso un regime dietetico a basso contenuto di sale, che può impedire il consumo di una quantità di sale sufficiente per sostituire quello perduto con la sudorazione.

L’età influisce anche sulla sete. Gli anziani hanno sete meno spesso dei giovani, quindi tendono a disidratarsi, il che diminuisce la loro capacità di sudare in ambienti caldi.

Prevenzione

Il buon senso è il modo migliore per prevenire i disturbi da calore. Per esempio:

  • I bambini (e anche gli animali domestici) non devono mai essere lasciati in spazi chiusi e scarsamente ventilati, come automobili calde, anche se per pochi minuti.

  • Durante la stagione molto calda, gli anziani e i bambini non devono rimanere in case scarsamente ventilate senza aria condizionata.

  • In un clima caldo e umido è preferibile indossare indumenti leggeri, ampi, che permettono la traspirazione, come il cotone.

I liquidi e i sali perduti con la sudorazione devono essere sostituiti con l’assunzione di acqua o cibi e bevande leggermente salati, come bevande sportive, succhi di pomodoro salati o zuppe fredde. Le bevande alcoliche e contenenti caffeina non reintegrano efficacemente i liquidi e possono peggiorare la disidratazione.

Esercizio fisico e caldo

In un ambiente molto caldo si devono evitare sforzi intensi. Quando non si può evitare uno sforzo in un ambiente caldo, l’assunzione di grandi quantità di liquidi e il raffreddamento della cute con acqua fredda aiutano a mantenere una temperatura corporea quasi normale. Per sostituire i liquidi in modo adeguato, occorre continuare a bere anche dopo che la sete è scomparsa.

Per monitorare la disidratazione è opportuno tenere sotto osservazione la perdita di peso dopo l’esercizio fisico o il lavoro. Se si perde il 2-3% del peso corporeo è opportuno assumere liquidi in più e, prima della successiva esposizione, avere un peso di partenza entro 1 chilogrammo circa. Se la perdita è di almeno il 4% del peso corporeo, l’attività deve essere sospesa per un giorno.

Nelle persone che svolgono attività all’esterno e bevono notevoli quantità di acqua senza sali, il sodio nel sangue può diluirsi (una condizione detta iponatremia), e ciò può causare crisi convulsive e perfino la morte. L’assunzione di sale, anche sotto forma di snack salati, insieme all’acqua può evitare questo problema. Altri modi comuni per mantenere il livello salino nella norma includono l’assunzione di pastiglie di sali minerali e il consumo di bevande sportive disponibili in commercio e contenenti sali minerali supplementari.

Sapevate che...

  • Bere grandi quantità di sola acqua durante l’esercizio può diluire pericolosamente il sodio presente nel flusso sanguigno.

Aumentare lentamente il carico di lavoro svolto in ambienti con temperature elevate favorisce l’acclimatamento, che consente di lavorare in sicurezza in climi precedentemente pericolosi. Il metodo più idoneo consiste nell’aumentare di 15 minuti al giorno un’attività moderata (sufficiente a stimolare la sudorazione) nelle ore calde della giornata fino a 90 minuti di attività più energica per 10-14 giorni.

Come prevenire i disturbi da calore

  • Assicurare un’adeguata ventilazione o condizionamento dell’aria durante le ondate di caldo, in particolare per le persone molto anziane o molto giovani.

  • Evitare di lasciare i bambini in auto quando fa caldo, specie se con i finestrini chiusi.

  • Evitare un esercizio fisico faticoso in ambenti caldi e scarsamente ventilati.

  • Evitare di indossare indumenti eccessivamente pesanti e isolanti.

  • Se quando fa caldo l’attività fisica è inevitabile, indossare indumenti ampi realizzati con tessuti traspiranti, fare pause frequenti, utilizzare un ventilatore e bere ogni poche ore, indipendentemente dalla sensazione di sete.

  • Se durante l’esercizio o il lavoro si perde il 2% del peso corporeo, si devono assumere ulteriori bevande.

  • Se durante l’esercizio o il lavoro si perde oltre il 4% del peso corporeo, si deve sospendere l’attività per un giorno.

  • Se si bevono grandi quantità di acqua, si devono assumere sali con i liquidi o con l’alimentazione.

  • Se non si può evitare l’esercizio prolungato al caldo, a partire da 10-14 giorni prima che sia necessario lo sforzo massimo, cominciare con un’attività moderata per 15 minuti al giorno, aumentando lentamente l’intensità dell’attività e il tempo trascorso per compierla.

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