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Avvelenamento da aspirina

Di

Gerald F. O’Malley

, DO, Grand Strand Regional Medical Center;


Rika O’Malley

, MD, Albert Einstein Medical Center

Ultima revisione/verifica completa feb 2019| Ultima modifica dei contenuti feb 2019
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento
  • L’avvelenamento da aspirina si sviluppa rapidamente in seguito all’assunzione di una dose elevata o gradualmente dopo molte piccole dosi ripetute.

  • I sintomi consistono in fischi nelle orecchie, nausea, vomito, sonnolenza, stato confusionale e respirazione accelerata.

  • La diagnosi si basa sugli esami del sangue e sui sintomi.

  • Il trattamento comporta la somministrazione di carbone attivo per via orale o sonda gastrica, liquidi e bicarbonato per via endovenosa e, in caso di avvelenamento grave, emodialisi.

Avvelenamento acuto da aspirina

L’ingestione di aspirina e farmaci simili (salicilati) può condurre a un rapido (acuto) avvelenamento da sovradosaggio. La dose necessaria per un avvelenamento acuto è tuttavia piuttosto elevata. Un soggetto che pesa circa 75 kg deve assumere più di 30 compresse da 325 mg per manifestare un avvelenamento lieve. Pertanto, un sovradosaggio di aspirina acuto è raramente accidentale; tuttavia, un avvelenamento accidentale può essere causato da prodotti concentrati contenenti salicilato destinati ad essere applicati sulla pelle, come l’olio di gaultheria.

Avvelenamento graduale da aspirina

L’avvelenamento graduale da aspirina può svilupparsi in modo non intenzionale, a causa dell’assunzione ripetuta di aspirina a dosaggi molto più bassi. I bambini con febbre a cui vengono somministrate per diversi giorni dosi di aspirina anche solo lievemente superiori a quelle prescritte possono manifestare sintomi di avvelenamento, sebbene ai bambini l’aspirina sia somministrata raramente per curare la febbre poiché può causare la sindrome di Reye. Negli Stati Uniti, nessuna delle preparazioni da banco per la cura di tosse e raffreddore nei bambini contiene aspirina, la maggior parte contiene paracetamolo o ibuprofene.

Gli adulti, molti dei quali anziani, possono sviluppare un graduale avvelenamento dopo parecchie settimane di assunzione. Il dosaggio di aspirina consigliato in caso di malattia coronarica per ridurre il rischio di infarto (1 aspirina pediatrica, metà dose di aspirina per adulti o 1 intera aspirina per adulti al giorno), è troppo basso per causare un avvelenamento graduale.

Avvelenamento da salicilati diversi dall’aspirina

Il tipo di salicilato più tossico è l’olio di gaultheria (metilsalicilato), un componente di prodotti quali i linimenti e le soluzioni usate per i vaporizzatori a caldo. Un bambino piccolo può morire per aver ingoiato meno di 1 cucchiaio da tè di metilsalicilato puro. Molto meno tossici sono i prodotti da banco contenenti subsalicilato di bismuto (usato nella terapia delle infezioni del tratto digerente), che può causare avvelenamento dopo parecchie dosi.

Sapevate che...

  • Un bambino piccolo può morire per aver ingoiato meno di 1 cucchiaino da tè di olio di gaultheria, che si trova in linimenti e soluzioni utilizzate nei vaporizzatori a caldo.

Sintomi

In caso di avvelenamento acuto da aspirina, solitamente i primi sintomi sono:

  • Nausea e vomito

  • Respirazione rapida o profonda

  • Ronzio nelle orecchie

  • sudorazione

Più avanti, se l’avvelenamento è grave, il soggetto manifesta stordimento, febbre, sonnolenza, iperattività, stato confusionale, crisi convulsive, distruzione del tessuto muscolare (rabdomiolisi), insufficienza renale e respirazione difficoltosa.

In caso di avvelenamento graduale da aspirina, i sintomi compaiono nel giro di giorni o settimane. I sintomi più comuni sono:

  • Sonnolenza

  • Stato confusionale quasi impercettibile

  • Allucinazioni

Si possono manifestare anche stordimento, accelerazione della respirazione, respiro affannoso, febbre, disidratazione, pressione sanguigna bassa, livello di ossigeno basso nel sangue (ipossia), accumulo di acido lattico nel sangue (acidosi lattica), liquido nei polmoni (edema polmonare), convulsioni ed edema cerebrale.

Diagnosi

  • Esami del sangue

Per misurare il livello preciso di aspirina nel sangue si effettua un prelievo di sangue. Anche la misurazione del pH (quantità di acido nel sangue) e del livello di anidride carbonica o di bicarbonato nel sangue risulta utile per determinare la gravità dell’avvelenamento. Gli esami vengono in genere ripetuti durante il trattamento, per vedere se il soggetto stia migliorando.

Trattamento

  • Carbone attivo

  • Bicarbonato di sodio con potassio, somministrato in vena

  • Talvolta emodialisi

Il carbone attivo somministrato al più presto riduce l’assorbimento dell’aspirina. Nei casi di avvelenamento moderato o grave, si somministrano liquidi contenenti bicarbonato di sodio per via endovenosa. In assenza di danni renali, ai liquidi si aggiunge potassio. Tale miscela provoca l’eliminazione dell’aspirina dal sangue attraverso le urine. In caso di peggioramento nonostante altri trattamenti, l’emodialisi (che utilizza un rene artificiale [dializzatore] per filtrare i veleni) è in grado di rimuovere l’aspirina, altri salicilati e sostanze acide dal sangue. Altri sintomi come febbre o convulsioni vengono curati se presenti.

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