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Morte cardiaca improvvisa negli atleti

Di

Robert S. McKelvie

, MD, PhD, Western University

Ultima revisione/verifica completa mar 2019| Ultima modifica dei contenuti mar 2019
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

Si stima che 1-3 giovani atleti apparentemente sani su 100.000 sviluppino un’aritmia a esordio improvviso e muoiano di colpo durante l’attività fisica. Gli uomini ne sono colpiti con un’incidenza 10 volte superiore rispetto alle donne. I giocatori di pallacanestro e football negli Stati Uniti e i calciatori in Europa potrebbero essere a maggior rischio.

Cause

Generalmente, le cause di morte improvvisa durante l’attività fisica sono molto diverse per gli atleti giovani rispetto a quelli meno giovani. Tuttavia, in tutti gli atleti il decesso può essere provocato da asma, colpo di calore e uso di farmaci dopanti o droghe che causano improvvise alterazioni del ritmo cardiaco.

Atleti giovani

La causa più comune di decesso cardiaco improvviso nei giovani atleti è

Anche altre cardiopatie, come la sindrome del QT lungo o la sindrome di Brugada, che causano alterazioni del ritmo cardiaco, e gli aneurismi aortici possono essere una delle cause di morte improvvisa nei giovani atleti.

Più raramente, un soggetto giovane asintomatico potrebbe avere un ingrossamento cardiaco non rilevato (cardiomiopatia dilatativa) e potrebbe morire improvvisamente nel corso di o dopo attività fisica intensa.

Anche alcune anomalie delle coronarie (coronaropatie), soprattutto quando una delle arterie possiede un percorso anomalo attraverso il muscolo cardiaco anziché sopra di esso, possono causare la morte improvvisa di un atleta quando la compressione interrompe il flusso ematico verso il cuore durante l’attività fisica.

Di rado, gli atleti giovani e magri possono presentare anche improvvise turbe del ritmo cardiaco se subiscono un forte colpo nell’area direttamente sopra il cuore (commotio cordis), anche in assenza di cardiopatie. Il colpo spesso origina dal lancio di un proiettile in rapido movimento, come la palla da baseball, il puck nell’hockey o la palla di lacrosse o impatto con altro giocatore.

Atleti meno giovani

Negli atleti meno giovani la causa più diffusa è

Occasionalmente, cardiomiopatia ipertrofica o valvulopatia sono una causa.

Sintomi

Alcuni atleti presentano segnali d’allarme come svenimento o respiro affannoso. Spesso, tuttavia, gli atleti non riconoscono o non riferiscono tali sintomi e il primo segnale è che il soggetto smette improvvisamente di respirare e collassa.

Diagnosi

  • Screening prima di fare attività fisica

Screening

Generalmente i soggetti vengono esaminati dal medico prima di iniziare un programma di attività fisica. Il medico visita i soggetti che hanno una malattia e anche quelli che non pensano di avere alcuna malattia. I soggetti senza malattie note vanno di norma visitati perché alcune gravi malattie causano problemi solo quando i soggetti praticano attività fisica. Negli Stati Uniti sono previste valutazioni ogni 2 anni (se in età scolare) oppure ogni 4 anni (se in età universitaria o successivamente). In Europa lo screening viene ripetuto ogni 2 anni, indipendentemente dalla età dell’atleta.

Il medico pone sempre delle domande al soggetto e conduce un esame obiettivo, ma ordina degli esami solo in base all’età e ai sintomi del soggetto. Le domande si incentrano su tre aree:

  • Sintomi quali dolore o fastidio toracico, svenimento o sensazione di svenimento, affaticamento e difficoltà respiratorie, in particolare quando tali sintomi si presentano durante un’attività fisica intensa

  • Anamnesi familiare, in particolare relativa a familiari che sono svenuti o morti durante l’attività fisica o che sono morti improvvisamente prima dei 50 anni d’età

  • Utilizzo di farmaci

L’esame obiettivo prevede in particolare l’auscultazione del cuore con lo stetoscopio per individuare eventuali soffi cardiaci che potrebbero indicare una cardiopatia e la misurazione della pressione arteriosa con il soggetto disteso e poi in posizione eretta.

Nei soggetti più giovani, il medico in genere non svolge alcun esame, salvo in presenza di anomalie riscontrate nell’anamnesi del paziente o durante l’esame obiettivo. L’uso di routine dello screening con elettrocardiogramma (ECG) nei giovani atleti non è considerato pratico negli Stati Uniti. Tuttavia, se i riscontri sono indicativi di un disturbo cardiaco, in genere il medico esegue un ECG, un ecocardiogramma o entrambi.

Per i soggetti di età superiore ai 35 anni i medici possono anche eseguire un test da sforzo prima di approvare l’attività fisica intensa.

Ove si riscontri una cardiopatia, potrebbe essere necessario interrompere l’attività agonistica e sottoporsi a ulteriori accertamenti. Alcune persone affette da grave cardiopatia, come cardiomiopatia ipertrofica non dovrebbero partecipare a sport competitivi. Tuttavia, la maggior parte dei soggetti con cardiopatie può partecipare a sport non competitivi. Un aumento dell’attività fisica è direttamente correlato a migliori esiti per la salute come la diminuzione del colesterolo “cattivo” (lipoproteine a bassa densità), la prevenzione dell’ipertensione e la riduzione del grasso corporeo. L’attività fisica regolare viene inclusa di routine nei piani terapeutici dei soggetti con la maggior parte dei tipi di cardiopatie (riabilitazione cardiaca).

Did You Know...

  • Persino i soggetti affetti da cardiopatie possono praticare attività fisica.

Trattamento

  • Rianimazione

Se un soggetto smette di respirare e collassa, il trattamento immediato prevede

La rianimazione viene continuata nel reparto di pronto soccorso. Se il paziente sopravvive, si procede al trattamento della condizione che ha causato l’alterazione ritmica. In alcuni casi, il medico posiziona un defibrillatore-cardioversore impiantabile, che garantisce il monitoraggio costante del ritmo cardiaco e l’erogazione di uno shock per ripristinare il ritmo su valori normali, ove necessario.

Automated External Defibrillator: Jump-Starting the Heart

Il defibrillatore automatico esterno (DAE) è un dispositivo che individua e corregge un tipo specifico di alterazione del ritmo cardiaco definito fibrillazione ventricolare. La fibrillazione ventricolare causa l’arresto cardiaco.

Se si verifica un arresto cardiaco, il DAE, quando disponibile, deve essere utilizzato immediatamente, già prima di chiamare aiuto e prima di tentare una rianimazione cardiopolmonare (RCP) perché può salvare la vita. Se il DAE riconosce la fibrillazione ventricolare, fornisce una scarica elettrica (defibrillazione) che può ripristinare il normale ritmo cardiaco e il cuore riprende a battere. L’assistenza medica d’urgenza è importante, anche nel caso in cui il cuore abbia ripreso a battere. Se l’arresto cardiaco non si risolve con l’uso del DAE, si deve procedere con la RCP.

I DAE sono semplici da usare. La Croce Rossa e altre organizzazioni offrono corsi di formazione per l’uso del DAE, spesso di solo alcune ore. Differenti tipi di DAE vengono utilizzati in modo diverso. Le istruzioni scritte sul DAE che si sta utilizzando devono essere attentamente rispettate.

I DAE sono disponibili in molti luoghi pubblici, come stadi e sale da concerto. I soggetti che sono avvertiti dal proprio medico in merito alla probabile insorgenza di fibrillazione ventricolare, ma non hanno un defibrillatore impiantato, possono acquistare un DAE per uso domiciliare (in Italia può usare il DAE solo il personale autorizzato).

Automated External Defibrillator: Jump-Starting the Heart

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