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Anemia durante la gravidanza

Di

Lara A. Friel

, MD, PhD, University of Texas Health Medical School at Houston, McGovern Medical School

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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L’anemia colpisce fino a un terzo delle donne nel corso del terzo trimestre. Le cause più comuni di anemia sono

(Vedere anche Anemia.)

La presenza di un’anemia ereditaria (come l’anemia falciforme, la malattia dell’emoglobina S-C e alcune forme di talassemia) aumenta il rischio dei problemi durante la gravidanza. Prima del parto vengono normalmente eseguite alcune analisi del sangue per determinare la presenza di anomalie nelle donne a maggior rischio (per motivi razziali, etnici e familiari) di presentare tali disturbi. Il prelievo dei villi coriali o l’amniocentesi consente di rilevare l’eventuale presenza di tali disturbi nel feto.

Sintomi

Se si sviluppa l’anemia, il sangue non trasporta le quantità normali di ossigeno. All’inizio, l’anemia è asintomatica o provoca solo sintomi vaghi, come stanchezza, debolezza, stordimento ed eventualmente pallore. Nelle forme più gravi, il polso diventa accelerato e debole, le donne perdono i sensi e la pressione sanguigna si abbassa.

Se persiste, le conseguenze possono essere:

  • Il feto non riceve la quantità di ossigeno necessaria per un normale accrescimento e sviluppo, specialmente del cervello.

  • Le donne in gravidanza possono lamentare stanchezza eccessiva e affanno.

  • Il rischio di travaglio pretermine è maggiore.

Il sanguinamento fisiologico durante il travaglio e il parto possono causare, in queste donne, un aggravamento rischioso dell’anemia. Inoltre, le donne anemiche sono più soggette allo sviluppo di infezioni dopo il parto.

Diagnosi

  • Esami del sangue

Di solito l’anemia viene individuata in seguito a un emocromo di routine al primo esame dopo la conferma della gravidanza.

Trattamento

  • Trattamento dell’anemia

  • In caso di sintomi gravi, trasfusioni

Le misure per correggere l’anemia durante la gravidanza dipendono dalla causa (vedere di seguito).

La necessità di trasfusioni di sangue dipende dalla presenza di:

  • Sintomi, come stordimento, debolezza e stanchezza, gravi.

  • L’anemia influisce sulla respirazione o sul cuore.

Anemia da carenza di ferro o di folato

La carenza di ferro è la causa dell’anemia in gravidanza in circa il 95% dei casi. L’anemia da carenza di ferro in genere è causata da

  • Un apporto insufficiente di ferro nella dieta (specialmente nelle adolescenti)

  • Ciclo mestruale

  • Gravidanze precedenti

Le donne perdono normalmente e regolarmente ferro ogni mese con le mestruazioni; la quantità persa è pressappoco la stessa che si perde consumata ogni mese, pertanto le donne non accumulano molto ferro.

Per produrre i globuli rossi nel feto le donne in gravidanza hanno bisogno di una quantità doppia di ferro rispetto al normale. Di conseguenza, è normale che si sviluppi una carenza di ferro e, quindi, anche l’anemia.

Anche la carenza di folato (acido folico) può causare anemia durante la gravidanza. Se l’acido folico risulta insufficiente, il rischio di partorire un bambino con difetti congeniti del cervello o del midollo spinale (difetto del tubo neurale), come la spina bifida, è maggiore.

Le analisi del sangue possono confermare la diagnosi di anemia da carenza di ferro o carenza di folato.

In genere, l’anemia può essere prevenuta o trattata assumendo integratori di ferro e di acido folico nel corso della gravidanza. Se la donna presenta carenza di ferro, al neonato si somministrano integratori di ferro. L’assunzione di integratori di folato prima della gravidanza e durante la stessa riduce il rischio di difetti del tubo neurale del bambino.

Anemia falciforme

Oltre a causare sintomi di anemia, l’anemia falciforme aumenta il rischio delle seguenti situazioni in gravidanza:

Nel corso della gestazione, come in qualsiasi altro momento, può verificarsi un improvviso e grave episodio doloroso, definito crisi falciforme. Più grave è l’anemia falciforme prima della gravidanza, maggiore sarà il rischio di problemi di salute per la donna e il feto, e maggiore il rischio di morte del feto durante la gravidanza. L’anemia falciforme di solito peggiora con l’avanzare della gravidanza.

Se la donna riceve regolari trasfusioni di sangue, il rischio di crisi falciformi è meno probabile, ma aumentano le probabilità di rigetto del sangue trasfuso. Tale condizione, definita alloimmunizzazione, può essere potenzialmente letale. Inoltre, le emotrasfusioni nelle donne in stato di gravidanza non riducono i rischi per il feto. Pertanto, le trasfusioni sono usate solo se si verifica una delle seguenti condizioni:

  • L’anemia causa sintomi, insufficienza cardiaca o una grave infezione batterica.

  • Sviluppo di gravi problemi, come un’emorragia o un’infezione del sangue (sepsi), durante il travaglio e il parto.

In casi di crisi falciforme, si adotta lo stesso trattamento seguito prima della gravidanza. È necessario il ricovero in ospedale e la somministrazione di liquidi per via endovenosa, oltre a ossigeno e farmaci analgesici. In caso di anemia grave si procede alla trasfusione di sangue.

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