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Effetti dell’invecchiamento sulla bocca e sui denti

Di

Rosalyn Sulyanto

, DMD, MS, Harvard School of Dental Medicine and Boston Children's Hospital

Ultima revisione/verifica completa ott 2017| Ultima modifica dei contenuti ott 2017
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Con l’invecchiamento la sensazione del gusto può diminuire. Le persone anziane possono trovare blando il gusto del cibo e quindi, per aggiungere sapore, potrebbero aggiungere molti condimenti (in particolare il sale, che è pericoloso per alcuni soggetti) oppure possono desiderare cibi molto caldi, che potrebbero ustionare le gengive.

Inoltre, le persone anziane possono avere disturbi o assumere farmaci che alterano la percezione del gusto. Tali disturbi includono

I farmaci che incidono sul gusto includono alcuni farmaci usati per trattare l’ipertensione arteriosa (come il captopril), l’ipercolesterolemia (come le statine) e la depressione.

Lo smalto dei denti tende a consumarsi con l’invecchiamento, rendendo i denti vulnerabili alla carie e ad altri danni. La perdita dei denti è la principale ragione per cui gli anziani non sono in grado di masticare e, quindi, non assumono sufficienti nutrienti. Quando le persone anziane perdono i denti, la porzione dell’osso della mandibola che li teneva in posizione non mantiene l’altezza precedente e sembra deperire.

Con l’avanzare dell’età, si ha una modesta riduzione nella produzione di saliva che può essere ulteriormente ridotta da alcuni farmaci. La riduzione della saliva causa la bocca secca (xerostomia). Le gengive possono diventare più sottili e iniziare a recedere. La xerostomia e le recessioni gengivali aumentano la probabilità di carie. Alcuni esperti ritengono inoltre che la xerostomia possa rendere la mucosa che riveste l’esofago più suscettibile a lesioni.

Nonostante la xerostomia e il ritiro delle gengive, molti anziani mantengono i propri denti, specialmente quelle che non sviluppano carie o parodontopatie. In alcuni casi i denti mancano del tutto o in parte, rendendo necessarie protesi odontoiatriche parziali o totali e/o impianti.

Tuttavia, le parodontopatie sono la causa principale della perdita dei denti. Una parodontopatia è una malattia distruttiva delle gengive e delle strutture di supporto causata dall’accumulo di batteri per lungo tempo. È più probabile nei soggetti con scarsa igiene orale, nei fumatori e in soggetti con disturbi quali diabete mellito, cattiva nutrizione, leucemia o AIDS. Sebbene rare, le infezioni dentali causate da batteri possono inoltre provocare sacche di pus (ascessi) nel cervello, trombosi del seno cavernoso, febbri inspiegate ed endocardite in soggetti con specifiche gravi anomalie cardiache.

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