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Neuropatia ottica ischemica

Di

James Garrity

, MD, Mayo Clinic College of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mag 2019| Ultima modifica dei contenuti mag 2019
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La neuropatia ottica ischemica è il danno del nervo ottico causato dall’ostruzione della relativa irrorazione sanguigna.

  • L’ostruzione può verificarsi con un’infiammazione delle arterie (o arteritica, solitamente parte di una patologia detta arterite a cellule giganti) o senza infiammazione delle arterie (non arteritica).

  • Il solo sintomo costante è la perdita indolore della vista, che può essere improvvisa.

  • Il medico formula la diagnosi in base ai sintomi e osservando l’occhio con un oftalmoscopio.

  • Gli esami del sangue e talvolta la biopsia del tessuto dell’arteria temporale servono a diagnosticare l’arterite a cellule giganti.

  • Il trattamento per la varietà non arteritica non è efficace.

  • Il trattamento per il tipo arteritico non ripristina la vista, ma può contribuire a proteggere l'occhio non interessato.

Cause

L’ostruzione dell’irrorazione sanguigna da parte del nervo ottico all’interno dell’occhio può causare una disfunzione delle cellule del nervo ottico e perdita della vista. La modalità di presentazione è duplice: non arteritica e arteritica.

La neuropatia ottica da ischemia non arteritica è più frequente e in genere compare a partire dai 50 anni di età. La perdita della vista in genere è inferiore a quella causata dalla neuropatia ottica da ischemia arteritica. I fattori di rischio comprendono: ipertensione arteriosa, fumo, diabete e aterosclerosi. Altri fattori di rischio possono essere: apnea notturna, uso di determinati farmaci (per esempio amiodarone e talvolta anche farmaci inibitori della fosfodiesterasi, come sildenafil, usati per trattare la disfunzione erettile), tendenza a sviluppare coaguli di sangue e ipotensione notturna.

La neuropatia ottica da ischemia arteritica in genere compare a partire dai 70 anni di età. L’apporto di sangue al nervo ottico è ostruito per un’infiammazione delle arterie (arterite), in particolare l’arterite a cellule giganti.

Sintomi

La perdita della vista può essere rapida (in minuti, ore o talvolta giorni) ma è indolore. In funzione della causa, la vista può essere danneggiata in uno o in entrambi gli occhi. Si può avere una vista quasi normale o una cecità completa, in uno o entrambi gli occhi.

L’arterite a cellule giganti di solito compare in soggetti di età più avanzata e la perdita della vista tende a essere più grave. Il soggetto può avere dolore durante la masticazione, cefalea, dolori muscolari e dolore quando si pettina.

Diagnosi

  • Valutazione medica, compreso l'esame del campo visivo

  • In caso di arterite a cellule giganti, esami del sangue e biopsia

  • Talvolta esami di diagnostica per immagini o di altro genere

La diagnosi implica l’esame del fondo oculare con una luce con lente di ingrandimento (oftalmoscopio) e un esame del campo visivo per misurare la perdita della vista centrale o periferica. Nello stabilire la causa si determina anche se il soggetto è affetto da una qualsiasi patologia che rappresenti un fattore di rischio.

Se la causa sospetta è l’arterite a cellule giganti, per confermare la diagnosi possono essere effettuati esami del sangue e prelievo di un campione di tessuto dell’arteria temporale da esaminare al microscopio (biopsia). Gli esami del sangue determinano la velocità di eritrosedimentazione (VES), il livello di proteina C reattiva e i livelli di determinati tipi di cellule del sangue (emocromo completo). I risultati di questi esami possono indicare la presenza di infiammazione, una caratteristica dell’arterite a cellule giganti. Se il soggetto non ha sintomi dell’arterite a cellule giganti, può essere effettuata una risonanza magnetica per immagini (RMI) o una tomografia computerizzata (TC) per verificare che il nervo ottico non sia compresso da un tumore.

Altri esami possono essere necessari a seconda delle probabili cause. Per esempio, in caso di sintomi dell’apnea ostruttiva notturna (come eccessiva sonnolenza diurna o russamento), può essere effettuata unapolisomnografia. Se il soggetto ha coaguli di sangue, possono essere effettuati esami del sangue per diagnosticare coagulopatie.

Prognosi

Non esiste un trattamento efficace per la neuropatia ottica ischemica non arteritica. Tuttavia, circa il 40% delle persone che ne soffrono recupera parte della vista spontaneamente. In questa condizione, si verificano molto raramente recidive nello stesso occhio.

Nella varietà arteritica causata da arterite a cellule giganti, la perdita della vista in genere è superiore rispetto alla neuropatia ottica ischemica non arteritica. Un trattamento tempestivo non ripristina la vista persa nell'occhio interessato, ma protegge l'occhio non interessato. Un trattamento inadeguato aumenta il rischio di perdita della vista nell'altro occhio.

Trattamento

  • In caso di neuropatia ottica da ischemia non arteritica, controllo dei fattori di rischio per aterosclerosi

  • In caso di neuropatia ottica da ischemia arteritica causata da arterite a cellule giganti: corticosteroidi e tocilizumab

Nei soggetti con neuropatia ottica ischemica non arteritica, il trattamento per ripristinare la perdita della vista è inefficace. Il trattamento prevede la riduzione dei fattori di rischio di aterosclerosi, compreso il controllo della pressione arteriosa e del diabete. Anche le altre cause, come coagulopatie e apnea ostruttiva notturna, possono richiedere il trattamento.

Ai pazienti con neuropatia ottica ischemica arteritica causata da arterite a cellule giganti si somministrano non appena possibile dosi elevate di corticosteroidi per via orale e/o endovenosa per prevenire la perdita della vista nell’altro occhio. L’aggiunta di tocilizumab (un farmaco che riduce l'infiammazione) ai corticosteroidi si è dimostrata un valido supporto per le persone che soffrono di arterite a cellule giganti.

Lenti di ingrandimento, dispositivi con caratteri ingranditi e orologi parlanti (ausili per ipovedenti) possono aiutare i soggetti con perdita della vista.

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