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Sovraccarico secondario di ferro

(Emocromatosi secondaria)

Di

James Peter Adam Hamilton

, MD, Johns Hopkins University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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Risorse sull’argomento

Il sovraccarico secondario di ferro si verifica quando è presente un accumulo di ferro nell’organismo causato da un consumo eccessivo di integratori, troppe trasfusioni di sangue o dalla presenza di una malattia che non consente la formazione dei globuli rossi in modo efficiente.

  • Spesso i soggetti avvertono stanchezza e debolezza.

  • La diagnosi avviene mediante esami del sangue per la misurazione del livello di ferro.

  • Il trattamento prevede di norma l’uso di farmaci che legano e rimuovono il ferro dall’organismo (chelazione).

Cause del sovraccarico secondario di ferro

Il sovraccarico secondario di ferro si verifica tipicamente nei soggetti affetti da malattie che compromettono la produzione di globuli rossi quali

In presenza di queste malattie, l’organismo talvolta aumenta l’assorbimento di ferro, ma non sempre riesce a utilizzarlo tutto a causa della difficoltà a produrre nuovi globuli rossi. In questi casi può insorgere sovraccarico di ferro.

Il ferro può accumularsi anche quando si assume troppo ferro da

Generalmente, gli uomini e le donne in postmenopausa non hanno la necessità di assumere integratori a base di ferro, in quanto possono accumularne troppo nell’organismo, anche se di norma non abbastanza da risultare pericoloso.

Sintomi del sovraccarico secondario di ferro

I soggetti affetti da sovraccarico lieve di ferro sono asintomatici. Altri avvertono tipicamente debolezza e affaticamento. Il sovraccarico di ferro grave provoca gli stessi sintomi dell’emocromatosi Sintomi L’emocromatosi è una malattia ereditaria che causa l’eccessivo assorbimento di ferro da parte dell’organismo, con conseguente accumulo e danno organico. Negli Stati Uniti, oltre 1 milione di... maggiori informazioni Sintomi :

Diagnosi di sovraccarico secondario di ferro

  • Esami del sangue

Il sovraccarico secondario di ferro viene diagnosticato mediante esami che misurano i livelli ematici di

  • Ferro

  • Ferritina, una proteina che immagazzina il ferro

  • Transferrina, la proteina che trasporta il ferro nel sangue quando i globuli rossi ne sono carenti

Esami di laboratorio per il sovraccarico secondario di ferro

Trattamento del sovraccarico secondario di ferro

  • Rimozione di sangue o chelazione

La terapia ferrochelante può essere somministrata per via orale usando deferasirox o deferiprone oppure mediante infusione di deferossamina sotto la cute (sottocutanea) o in vena (endovenosa). Talvolta deferasirox e deferiprone possono essere somministrati insieme.

I farmaci ferrochelanti per via orale sono molto efficaci nel ridurre il livello di ferro circolante. Gli effetti collaterali della chelazione di ferro includono dolore addominale, diarrea ed eruzione cutanea. Il trattamento causa talvolta danno epatico e renale, per cui vengono eseguiti periodicamente esami del sangue per monitorare la funzionalità di questi organi.

In genere, l’infusione endovenosa di deferossamina per la terapia ferrochelante viene somministrata durante la notte. Gli effetti collaterali includono disturbi gastrici, pressione arteriosa bassa e reazione allergica grave (anafilassi). Talvolta insorgono problemi di udito e vista in seguito a impiego a lungo termine.

Ulteriori informazioni

Di seguito è riportata una risorsa in lingua inglese che può essere utile. Si prega di notare che il MANUALE non è responsabile del contenuto di questa risorsa.

  • Iron Disorders Institute: offre informazioni sui disturbi che causano squilibri del ferro, compresi esami e suggerimenti su come convivere con tali disturbi

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