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Panoramica sulle patologie dei denti

Di

Bernard J. Hennessy

, DDS, Texas A&M University, College of Dentistry

Ultima revisione/verifica completa giu 2019| Ultima modifica dei contenuti giu 2019
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Risorse sull’argomento

Le patologie comuni dei denti includono

La rottura, il parziale distacco o la perdita traumatica dei denti sono considerati problemi dentali urgenti, così come alcune odontalgie. La carie dentale, causa frequente di dolore e perdita di denti, può essere evitata con una buona igiene orale, che aiuta a rimuovere la placca e a prevenire la formazione di tartaro.

La placca è una sostanza simile a una pellicola composta da batteri, saliva, residui di alimenti e cellule morte. Compare in tutte le persone. La placca si deposita costantemente sui denti, giorno e notte. Quando un dente viene pulito, la placca si sviluppa sulla sua superficie in 24 ore circa. Dopo 72 ore circa, la placca inizia a indurirsi e si trasforma in tartaro. Poiché la placca può favorire la crescita dei batteri che determinano la carie, deve essere rimossa mediante la pulizia quotidiana con lo spazzolino e l’uso del filo interdentale.

Il tartaro (concrezione) è una placca indurita (calcificata) che forma una copertura bianca alla base del dente, specialmente sul lato interno degli incisivi e canini inferiori (i denti della parte anteriore della bocca) e sul lato esterno dei molari superiori (i denti della parte posteriore della bocca). Dal momento che il tartaro è formato dalla placca, spazzolare quotidianamente i denti per rimuoverla può ridurne sensibilmente la formazione. Tuttavia, una volta formatosi, può essere adeguatamente rimosso solo dal dentista o dall’igienista dentale.

Sebbene sia possibile mantenere una buona salute orale con una pulizia meticolosa mediante spazzolino e uso del filo interdentale, un consumo limitato di zuccheri e l’uso di acqua fluorata riducono il rischio di carie.

Tabella
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Il linguaggio dei dentisti

Termini usati dalla maggior parte delle persone

Termini usati dai dentisti

Dente adulto

Dente permanente

Dente da latte

Dente deciduo

Denti posteriori

Molari e premolari

Morso

Occlusione

Apparecchi ortodontici

Bande e fili o apparecchi ortodontici

Cappuccio

Corona

Carie

Pulizia

Profilassi

Denti appuntiti

Canini o cuspidi

Otturazione

Ricostruzione

Denti anteriori

Incisivi e canini

Gengive

Gengive

Malattie delle gengive

Parodontopatia, parodontite o gengivite

Labbro leporino

Labioschisi

Gas esilarante

Protossido di azoto

Mascella inferiore

Mandibola

Dentiera

Protesi odontoiatrica completa o parziale (rimovibile)

Tetto della bocca

Palato

Denti laterali

Bicuspidi o premolari

Riempimento in argento

Ricostruzione con amalgama

Tartaro

Concrezione

Morso irregolare

Mascella superiore

Mascella

Sintomi

Il dolore che interessa un solo dente (mal di denti) è probabilmente il sintomo più facilmente riconosciuta una patologia dei denti. Un dente può essere interessato da dolore continuo o presente solo in alcuni momenti, come durante la masticazione o la percussione con strumenti odontoiatrici. Il mal di denti suggerisce la presenza di carie o malattie delle gengive. Tuttavia, il dolore può manifestarsi anche quando sono esposte le radici, quando una persona mastica con eccessiva forza o digrigna i denti (bruxismo) o in caso di dente fratturato. La congestione sinusale può causare sintomi dolorosi simili nell’area dell’arcata superiore.

I denti usurati o mobili possono essere un sintomo di malattia gengivale o bruxismo, un disturbo caratterizzato dal frequente serrare o digrignare dei denti. Questo avviene principalmente durante il sonno, e quindi la persona non se ne accorge, ma può accadere anche durante il giorno. Le persone con bruxismo devono fare attenzione a non serrare o digrignare i denti di giorno. Il bruxismo può causare erosione. Con l'erosione le superfici masticatorie dei denti si consumano. Può essere causato anche dalla masticazione di cibi abrasivi o di tabacco o dal logorio dovuto all’invecchiamento. L’erosione può rendere meno efficace la masticazione.

L’alterazione della forma dei denti può essere un sintomo di malattia genetica, di disturbi ormonali o di infezioni contratte prima dell’eruzione dei denti. I denti possono deformarsi per fratture o scheggiature dovute a traumi della bocca.

Il colore anormale dei denti non è uguale all’annerimento o ingiallimento dei denti che insorgono con il passare degli anni o nelle persone con denti esposti a sostanze coloranti, come caffè, tè e fumo di sigaretta. Un dente che diventa grigio può essere il sintomo di una precedente infezione al suo interno che ha causato necrosi della polpa, la parte viva al centro del dente. Lo stesso fenomeno si verifica quando un dente permanente sostituisce un dente da latte infetto. La discromia dentale permanente può derivare dall’assunzione di tetraciclina prima dei 9 anni d’età oppure in gravidanza, se la madre assume tetraciclina nella seconda metà della gravidanza. L’eccessiva assunzione di fluoro durante l’infanzia può causare la comparsa di macchie sulla superficie dura esterna del dente (lo smalto).

Le anomalie dello smalto dei denti possono essere dovute a una dieta carente in vitamina D, come nel rachitismo. L’alterazione dello smalto può essere anche il risultato di un’infezione in età pediatrica (come il morbillo o la varicella) contratta quando i denti permanenti sono nel periodo di formazione. L’alterazione dello smalto può essere dovuta anche a reflusso gastroesofageo o vomito ricorrente, come nel caso della bulimia nervosa, poiché gli acidi gastrici dissolvono la superficie dei denti. I nuotatori che trascorrono gran parte del loro tempo in piscine eccessivamente clorate possono perdere lo smalto dai denti, così come le persone che lavorano a contatto con acidi. L’eccessiva ingestione di fluoro (fluorosi) durante l’infanzia può causare la comparsa di macchie dello smalto. Lo smalto di un dente danneggiato consente più facilmente ai batteri di invadere il dente e formare una carie.

Odontoiatria cosmetica

L’odontoiatria cosmetica può migliorare sensibilmente l’aspetto di una persona.

Bonding: con questa tecnica vengono fissate otturazioni del colore dei denti ai denti naturali con una minima preparazione dei denti. Il bonding è un trattamento conservativo per riparare denti fratturati o spezzati, per chiudere gli spazi tra i denti o per coprire una porzione del dente allo scopo di modificarne la dimensione, il colore o la forma. Viene utilizzata una soluzione leggermente acida per pulire e rendere ruvida la superficie del dente in maniera tale che possa aderirvi una resina del colore dei denti (costituita generalmente da un particolare tipo di materiale plastico definito composito). Il bonding permette al dentista di migliorare l’aspetto estetico dei denti senza rimuovere una quantità eccessiva della struttura del dente.

Le faccette di porcellana sono simili al bonding, ma si usa porcellana del colore dei denti invece del composito per mascherare le discromie o per modificare la forma dei denti. La procedura richiede spesso due sedute. Dopo aver preparato i denti, viene fatta un’impronta. Le faccette di porcellana sono quindi realizzate in un laboratorio odontotecnico, a volte utilizzando una scansione digitale e fresatura. Le faccette vengono fissate ai denti utilizzando un cemento resinoso.

Lo sbiancamento è un processo utilizzato dai dentisti per schiarire i denti. L’efficacia dello sbiancamento varia a seconda del colore originale dei denti. I prodotti utilizzati per lo sbiancamento domestico generalmente contengono un gel a base di perossido di idrogeno, che viene applicato su una vaschetta aderente personalizzata simile a un bite che mantiene la soluzione vicino ai denti. L’agente sbiancante, a seconda della concentrazione, si applica alla bocca per alcune ore al giorno o perfino durante la notte per 2-4 settimane. Lo sbiancamento può essere eseguito anche in uno studio dentistico, in cui il processo è molto più rapido. Inoltre, è possibile applicare da soli delle strisce sbiancanti. Le strisce sono spesso molto efficaci ed è possibile usarle a casa in tutta sicurezza. I dentifrici contenenti agenti sbiancanti come il perossido di idrogeno e il bicarbonato hanno dimostrato un effetto sbiancante sui denti, ma spesso sono meno efficaci rispetto ai prodotti applicati da professionisti. L’effetto collaterale più comune dello sbiancamento è l’ipersensibilità dei denti. Lo sbiancamento può anche non essere efficace per persone i cui denti si sono scuriti o che presentano discromie dovute alla carie, all’effetto collaterale di alcuni farmaci o di alcune patologie o, ancora, a denti morti.

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