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Perdita dell’udito

Di

Lawrence R. Lustig

, MD, Columbia University Medical Center and New York Presbyterian Hospital

Ultima revisione/verifica completa dic 2020| Ultima modifica dei contenuti dic 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

A livello mondiale, circa mezzo miliardo di persone (circa l’8% della popolazione mondiale) presenta perdita dell’udito. Più del 10% delle persone negli Stati Uniti ha un certo grado di perdita dell’udito che incide sulle loro comunicazioni giornaliere, il che ne fa il disturbo sensoriale più comune. L’incidenza aumenta con l’età. Sebbene meno del 2% dei soggetti di età inferiore ai 18 anni presenti una perdita dell’udito permanente, la perdita dell’udito durante la prima e la seconda infanzia può risultare dannosa per lo sviluppo sociale e del linguaggio. Oltre un terzo delle persone di età superiore ai 65 anni e oltre la metà delle persone di età superiore ai 75 anni ne sono affetti.

La maggior parte dei casi di perdita dell’udito si sviluppa lentamente nel tempo. Tuttavia, ogni anno, negli Stati Uniti, circa 1 persona su 5.000 e fino a 1 persona su 10.000 sviluppa sordità improvvisa.

(Vedere anche Biologia dell’orecchio).

Cause

La perdita dell’udito ha molte cause (vedere tabella Alcune cause e caratteristiche della perdita dell’udito). Possono essere interessate varie parti del percorso uditivo e la perdita è classificata come conduttiva, neurosensoriale o mista, a seconda della parte del percorso interessata.

La sordità di conduzione insorge quando qualcosa impedisce al suono di raggiungere le strutture sensoriali nell’orecchio interno. Il problema può coinvolgere il condotto uditivo esterno, il timpano (membrana timpanica, MT) o l’orecchio medio.

La perdita uditiva neurosensoriale insorge quando il suono raggiunge l’orecchio interno ma non può essere convertito in impulsi nervosi (deficit sensoriale) o gli impulsi nervosi non vengono inviati al cervello (deficit neurale). La distinzione tra perdita sensoriale e neurale è importante perché talvolta il deficit sensoriale è reversibile e raramente diventa pericolosa per la vita. Una sordità neurale raramente guarisce e può essere dovuta a un tumore cerebrale potenzialmente letale, comunemente un tumore dell’angolo cerebellopontino. Un ulteriore tipo di perdita neurosensoriale è definito disturbo dello spettro uditivo neuropatico, quando il suono può essere rilevato, ma il segnale non viene inviato correttamente al cervello.

La perdita mista coinvolge la perdita conduttiva e quella neurosensoriale. Può essere causata da un grave trauma cranico, da un’infezione cronica o da una delle tante rare patologie genetiche.

Cause comuni di perdita dell’udito

Le cause più comuni in generale sono:

L’accumulo di cerume è la causa più comune di perdita dell’udito trattabile, specialmente tra gli anziani.

Il rumore può causare una sordità neurosensoriale graduale o improvvisa. L’esposizione a un singolo rumore estremo (come uno sparo o un’esplosione nelle vicinanze) può causare una perdita improvvisa dell’udito detta trauma acustico. Alcune persone con trauma acustico sentono anche un fischio o un ronzio nelle orecchie (tinnito). La perdita dell’udito da trauma acustico si risolve di solito entro un giorno (a meno che non vi sia un danno da esplosione al timpano o all’orecchio medio), sebbene l’orecchio interno possa subire lievi danni, che potrebbero accelerare la perdita dell’udito dovuta all’età anni dopo. Tuttavia, l’esposizione prolungata al rumore causa la maggior parte dei casi di perdita dell’udito indotta da rumore. I rumori superiori a circa 85 decibel (dB) possono causare perdita dell’udito in caso di esposizione abbastanza prolungata. Sebbene la sensibilità alla perdita dell’udito indotta da rumore sia soggettiva, quasi tutte le persone perdono un certo grado di udito se esposte a un rumore sufficientemente intenso per un periodo abbastanza lungo.

L’invecchiamento, insieme all’esposizione al rumore e a fattori genetici, è un fattore di rischio comune di perdita dell’udito. La perdita dell’udito legata all’età (presbiacusia) limita la capacità di una persona di udire le frequenze elevate più di quelle più basse.

Le infezioni auricolari sono una causa comune di perdita dell’udito transitoria da lieve a moderata (soprattutto nei bambini). La maggior parte dei bambini recupera l’udito entro 3-4 settimane dalla scomparsa dell’infezione, ma in alcuni casi la perdita è permanente. La perdita dell’udito persistente è più frequente nei bambini che vanno incontro a infezioni ricorrenti.

Cause meno comuni

Le cause meno comuni includono quanto segue:

  • Disturbi autoimmuni

  • disturbi congeniti

  • Farmaci che danneggiano l’udito (ototossici)

  • Lesioni

Tabella
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Alcune cause e caratteristiche della perdita dell’udito

Causa*

Caratteristiche comuni†

Esami‡

Orecchio esterno (perdita conduttiva)

Ostruzione (causata da cerume, un corpo [un oggetto] estraneo, un’infezione dell’orecchio esterno o, raramente, un tumore)

Visibile durante la visita medica

Visita medica

Orecchio medio (perdita conduttiva)

Infezione dell’orecchio medio (acuta o cronica)

Generalmente, un’anomalia del timpano (osservabile durante la visita medica)

A volte, capogiri, dolore o un orecchio tappato oppure secrezioni dall’orecchio

Spesso, molte precedenti infezioni auricolari

Timpanometria (inserimento di un dispositivo nell’orecchio per misurare il livello di trasmissione del suono attraverso l’orecchio)

Diagnostica per immagini per infezioni gravi o ricorrenti

Spesso, una perforazione del timpano visibile, sangue dietro al timpano o entrambi

In un soggetto con una lesione recente ovvia

Un esame del medico

Otosclerosi

Spesso, membri della famiglia con simile perdita dell’udito

Perdita dell’udito che lentamente peggiora

Perdita dell’udito che spesso ha inizio tra i 20 e i 30 anni

Timpanometria

Tumori (maligni o no)

Spesso, un tumore visibile durante la visita medica

Perdita dell’udito in un solo orecchio

TC o RMI con agente di contrasto (gadolinio)

Orecchio interno (deficit sensoriale)

Patologie genetiche

Spesso, membri della famiglia con simile perdita dell’udito

Spesso, si accompagna a una malattia in altri sistemi di organi

Test genetici

TC e/o RMI con agente di contrasto (gadolinio) dell’orecchio interno

Esposizione a rumore

Generalmente evidente all’anamnesi

Perdita temporanea o permanente dell’udito, a seconda di quanto forte sia il rumore e quanto lunga sia l’esposizione

Visita medica

Anzianità (sopra i 55 anni per gli uomini e sopra i 65 per le donne)

Perdita dell’udito progressiva in entrambe le orecchie

Visita medica

Farmaci che possono danneggiare l’udito (ototossici), quali

  • Aspirina

  • Aminoglicosidi (come gentamicina o tobramicina)

  • Vancomicina

  • Cisplatino

  • Furosemide

  • Acido etacrinico

  • Chinino

In un soggetto che di recente ha fatto uso di un farmaco causale

Perdita dell’udito in entrambe le orecchie

Talvolta, capogiri e perdita dell’equilibrio

Visita medica

Talvolta, i livelli del farmaco nel sangue

Infezioni, quali

  • Un’infezione dell’orecchio interno che produce pus

Infezioni evidenti all’anamnesi

Perdita dell’udito durante o poco dopo un’infezione

Visita medica

Malattie autoimmuni, quali

Infiammazione articolare e un’eruzione cutanea

Frequente in un soggetto notoriamente affetto da tali malattie

Esami del sangue

Episodi di perdita dell’udito a bassa frequenza (tipicamente in un solo orecchio)

Sensazione di avere un tappo nell’orecchio

A volte, fischio o ronzio nell’orecchio (tinnito) e/o falsa sensazione che tutto giri intorno o si muova (vertigini)

RMI con agente di contrasto (gadolinio) per escludere un tumore

Variazioni della pressione (barotrauma, come può succedere durante un’immersione subacquea)

Sordità uni o bilaterale

Insorgenza improvvisa durante un’attività causale (per esempio, durante le immersioni o una rapida discesa in aereo) o dopo uno scoppio vicino all’orecchio

A volte, accompagnati da dolore, un suono esplosivo, capogiri o fischio nelle orecchie

Timpanometria

Verifica dell’equilibrio con elettronistagmografia (una prova usata per registrare i movimenti involontari dell’occhio causati da una condizione nota come nistagmo)

TC o RMI con agente di contrasto (gadolinio)

Trauma cranico (spesso con frattura della base del cranio)§

In un soggetto con una recente ed evidente lesione grave

Possibili capogiri o afflosciamento dei muscoli facciali

A volte, fuoriuscita di liquido (con sangue, del colore del sangue o trasparente) dall’orecchio interessato o sangue dietro il timpano

TC o RMI con agente di contrasto (gadolinio)

Neuropatia uditiva

Buon rilevamento del suono, ma scarsa comprensione delle parole

Esami dell’udito specialistici

RMI con agente di contrasto (gadolinio)

Sistema nervoso (perdita neurale)

Tumori, quali

Perdita dell’udito in un solo orecchio, spesso con tinnito

Spesso, capogiri o vertigini, problemi di equilibrio

Talvolta, afflosciamento dei muscoli facciali e/o intorpidimento del viso e anomalie del senso del gusto

RMI con agente di contrasto (gadolinio)

Patologie demielinizzanti, come la sclerosi multipla

Perdita dell’udito in un solo orecchio

A volte, debolezza o intorpidimento altalenante in diverse parti del corpo

RMI del cervello e del midollo spinale usando un mezzo di contrasto (gadolinio)

A volte, puntura lombare

* Per ogni gruppo, le cause sono elencate in ordine approssimativo di frequenza.

† Le caratteristiche comprendono i sintomi e gli esiti della visita medica. Le caratteristiche citate sono tipiche, ma non sempre presenti.

‡ Sebbene la visita medica con esame audiologico venga sempre effettuata, in questa colonna, viene menzionato solo se la diagnosi può talvolta essere formulata esclusivamente attraverso la visita medica e l’esame audiologico, senza dover ricorrere ad ulteriori esami. In altre parole, potrebbero non essere necessari ulteriori esami.

§ Potrebbe essere presente una perdita conduttiva e neurosensoriale mista.

TC = Tomografia computerizzata; RMI = Risonanza magnetica per immagini.

Valutazione

Le seguenti informazioni possono aiutare a decidere se sia il caso di consultare un medico e cosa aspettarsi nel corso della valutazione.

Segnali d’allarme

Nei soggetti con perdita dell’udito, determinati sintomi e caratteristiche possono essere fonte di preoccupazione. Tra questi troviamo:

  • Perdita dell’udito in un solo orecchio

  • Qualsiasi anomalia neurologica (come difficoltà a masticare o parlare, intorpidimento del viso, capogiri o perdita dell’equilibrio)

Quando rivolgersi a un medico

Le persone che presentano segnali d’allarme devono consultare immediatamente un medico. I soggetti con perdita dell’udito e senza segnali d’allarme devono consultare il proprio medico il prima possibile.

Poiché è possibile non rendersi conto di una perdita dell’udito graduale, i medici raccomandano test di screening dell’udito di routine per bambini e persone anziane. Gli screening infantili dovrebbero iniziare alla nascita per poter riscontrare e trattare i deficit uditivi prima che interferiscano con lo sviluppo del linguaggio. I medici effettuano di routine il controllo sulle persone anziane ponendo loro domande specifiche sulla loro capacità di udire in alcune situazioni. Tale screening è importante poiché alcuni anziani che potrebbero beneficiare del trattamento non si rendono conto o addirittura negano di avere un problema dell’udito.

Come si comporta il medico

Il medico inizia ponendo al paziente domande sui sintomi e sull’anamnesi. Esegue quindi un esame obiettivo. In base ai risultati dell’esame obiettivo e dell’anamnesi, il medico sarà in grado di individuare la causa della perdita dell’udito e di suggerire eventuali esami, come audiogramma e, se necessario, esame di diagnostica per immagini dell’orecchio (come TC o RMI).

Il medico chiede da quanto tempo il soggetto abbia notato la perdita dell’udito, se la perdita riguardi una o entrambe le orecchie e se sia comparsa a seguito di un evento improvviso (ad esempio, un trauma cranico, uno sbalzo improvviso della pressione o l’inizio dell’assunzione di un farmaco). È anche importante che noti quanto segue:

  • Sintomi a carico dell’orecchio, come dolore o sensazione di tappo, fischio o ronzio alle orecchie (tinnito), oppure secrezione

  • Sintomi a carico dell’equilibrio, come disorientamento al buio o falsa sensazione che tutto giri intorno o si muova (vertigini)

  • Sintomi neurologici come cefalea, debolezza al viso o un senso del gusto anomalo

Nei bambini, i sintomi associati importanti includono ritardi nello sviluppo della parola o del linguaggio e uno sviluppo motorio ritardato.

Il medico analizza l’anamnesi alla ricerca di eventuali patologie che potrebbero causare la perdita dell’udito, incluse infezioni auricolari ripetute, un’esposizione cronica ai rumori forti, traumi alla testa e malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico. Il medico rileva se il soggetto ha un’anamnesi familiare di perdita dell’udito. Il medico chiede anche se il soggetto sta assumendo farmaci che possano danneggiare l’udito (farmaci ototossici). Per i bambini piccoli, il medico esamina l’anamnesi alla nascita per stabilire l’eventuale presenza di complicanze alla nascita o infezioni prima della nascita.

L’esame obiettivo si concentra sull’orecchio e l’udito, nonché sull’esame neurologico. Il medico ispeziona l’orecchio esterno per eventuali ostruzioni, infezioni, malformazioni presenti alla nascita (congenite) e altre anomalie visibili. Si controlla che il timpano non sia lacerato (perforato), che non siano presenti secrezioni né segni di infezione acuta o cronica. Spesso, il medico svolge vari test usando un diapason per differenziare la sordità conduttiva da quella neurosensoriale.

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Misurazione del livello di percezione sonora

Il livello di percezione sonora è misurato su una scala logaritmica. Questo significa che un incremento di 10 decibel (dB) rappresenta un aumento di 10 volte dell’intensità del suono e il doppio del livello di percezione sonora. Pertanto, 20 dB è 100 volte l’intensità di 0 dB e sembra 4 volte più forte; 30 dB è 1.000 volte l’intensità di 0 dB e sembra 8 volte più forte.

Decibel

Esempio

0

Il suono più debole udibile dall’orecchio umano

30

Bisbiglio, biblioteca silenziosa

60

Normale conversazione, macchina da cucire o macchina da scrivere

90

Tagliaerba, utensili da officina o traffico stradale (90 dB per 8 ore al giorno è il livello di esposizione massimo senza protezioni*)

100

Motosega, trapano elettrico o motoslitta (2 ore al giorno è il livello di esposizione massimo senza protezioni)

115

Sabbiatura, concerto rock o clacson delle automobili (15 minuti al giorno è il livello di esposizione massimo senza protezioni)

140

Colpo di arma da fuoco o motore a turbina (il rumore causa dolore e perfino una breve esposizione lesiona l’orecchio se non protetto, inoltre la lesione può verificarsi anche con apposite protezioni auricolari)

180

Rampa di lancio

*Questo è il livello previsto dallo standard federale, tuttavia si consiglia di indossare delle protezioni per esposizioni poco più che brevi a livelli acustici superiori a 85 dB.

Esami

Gli esami includono

  • Esami audiologici

  • A volte, RMI o TC

I medici effettuano test audiologici su tutti i soggetti che evidenzino perdita dell’udito. I test audiologici aiutano i medici a comprendere il tipo di perdita dell’udito e a stabilire quali altri esami siano necessari.

L’audiometria rappresenta il primo esame per la valutazione dell’udito. Il soggetto indossa una cuffia che emette toni di diversa frequenza (tonalità) e rumori in uno o nell’altro orecchio. Il soggetto segnala quando sente un tono, di solito alzando la mano corrispondente. Per ogni tono, l’esame identifica la tonalità più bassa percepibile in ogni orecchio. I risultati vengono confrontati con quelli di riferimento per un udito normale. Poiché i toni forti diretti verso un orecchio possono essere sentiti anche dall’altro, a quest’ultimo si dirige un suono diverso da quello del test (generalmente un rumore bianco, ossia di fondo).

A volte, vengono eseguiti esami con diapason durante una prima valutazione medica, ma raramente da specialisti o audiologi, che hanno modi più precisi per valutare l’udito. Gli esami con diapason possono aiutare a distinguere tra sordità conduttiva e neurosensoriale. La prova di Rinne mette a confronto il livello di percezione dei suoni trasmessi dall’aria con quello dei suoni trasmessi attraverso le ossa del cranio. Per valutare l’udito tramite conduzione aerea del suono, il diapason viene sistemato vicino all’orecchio. Per valutare l’udito tramite conduzione ossea del suono, si posiziona la base del diapason in vibrazione sulla testa, cosicché il suono bypassa l’orecchio medio e raggiunge direttamente le cellule nervose dell’orecchio interno. Se si ha una riduzione dell’udito per conduzione aerea del suono ma l’udito per conduzione ossea è normale, si parla di perdita dell’udito conduttiva. Se si ha una riduzione dell’udito sia per la conduzione aerea del suono sia per quella ossea, si parla invece di perdita dell’udito neurosensoriale o mista. I soggetti con sordità neurosensoriale potrebbero necessitare di ulteriori valutazioni per escludere altre patologie, come la sindrome di Ménière o i tumori cerebrali. Nella prova di Weber, si posiziona lo stelo di un diapason in vibrazione sulla sommità del capo, nel centro. Il soggetto indica in quale orecchio il tono è più alto. Nella sordità di conduzione unilaterale, il tono è più alto nell’orecchio affetto da perdita dell’udito. Nella sordità neurosensoriale unilaterale, il tono è più alto nell’orecchio normale perché il diapason stimola entrambi gli orecchi interni in modo uguale e il soggetto sente lo stimolo con l’orecchio sano.

L’audiometria vocale misura il volume al quale devono essere pronunciate le parole per essere comprese. Il soggetto ascolta una serie di parole di due sillabe, accentate allo stesso modo (spondei), come “felce”, “giglio” e “torta”, presentate a un volume diverso. Si registra il volume al quale si riesce a ripetere correttamente la metà delle parole (soglia dello spondeo).

La discriminazione, ossia la capacità di udire differenze tra parole con suono simile, viene verificata presentando coppie di parole monosillabiche simili. Il punteggio di discriminazione indica la percentuale di parole ripetute correttamente. I soggetti con sordità di conduzione in genere raggiungono un punteggio di discriminazione normale, sebbene a volume più elevato. In caso di sordità neurosensoriale, una discriminazione alterata potrebbe presentarsi a tutti i volumi. A volte, si esamina la capacità dei soggetti di riconoscere le parole all’interno di frasi intere. Questo esame aiuta a stabilire quali soggetti tra quelli che non ottengono risultati accettabili con un apparecchio acustico potrebbero ottenere un beneficio da un dispositivo impiantato.

La timpanometria accerta il livello di trasmissione del suono attraverso il timpano e l’orecchio medio. Questo esame non richiede la partecipazione attiva del soggetto ed è comunemente utilizzato per i bambini. Si posiziona delicatamente un dispositivo contenente un microfono e una fonte sonora all’interno del condotto uditivo, dove, con la variazione di pressione del dispositivo, le onde sonore vengono respinte dal timpano. Un risultato della timpanometria alterato è indicativo di una perdita dell’udito conduttiva.

La risposta uditiva del tronco cerebrale è un test che misura gli impulsi nervosi nel tronco cerebrale in risposta a uno stimolo sonoro inviato alle orecchie. L’informazione permette di determinare i tipi di segnale che il cervello sta ricevendo dalle orecchie. I risultati del test sono anomali nei soggetti affetti da alcuni tipi di sordità neurosensoriale e in quelli affetti da molti tipi diversi di disturbi cerebrali. La risposta uditiva del tronco cerebrale viene utilizzata nei neonati e può anche essere utilizzata per monitorare alcune funzioni cerebrali nei soggetti in coma o sottoposti a interventi di chirurgia cerebrale.

L’elettrococleografia misura l’attività della coclea e del nervo acustico per mezzo di un elettrodo posizionato sul timpano o al suo interno. Questo test e la risposta uditiva del tronco cerebrale possono essere impiegati per misurare l’udito nei soggetti che non riescono o non sono disponibili per rispondere al suono in maniera volontaria. Per esempio, questi test sono utilizzati per rilevare una perdita dell’udito grave (sordità) nei neonati e nei bambini molto piccoli, oppure per individuare un soggetto che simula o esagera la perdita dell’udito (ipoacusia psicogena).

Il test delle emissioni otoacustiche usa il suono per stimolare l’orecchio interno (coclea). L’orecchio stesso emette un suono d’intensità molto bassa, consono allo stimolo. Queste emissioni cocleari vengono registrate mediante apparecchi elettronici sofisticati, usati normalmente in molti nidi neonatali per controllare la perdita dell’udito congenita nei neonati e monitorare l’udito dei soggetti che usano farmaci ototossici. Tale test viene utilizzato anche negli adulti per stabilire la causa della perdita dell’udito.

Altri test possono misurare la capacità d’interpretare e comprendere un eloquio distorto, comprendere un messaggio ricevuto da un solo orecchio contemporaneamente a un messaggio competitivo ricevuto dall’altro orecchio, trasformare messaggi incompleti diretti a ciascun orecchio in un messaggio di senso compiuto e determinare la provenienza di un suono diretto contemporaneamente a entrambe le orecchie.

Per i soggetti il cui esame neurologico abbia un esito anomalo o i cui test audiologici presentino determinati risultati, è necessaria una RMI della testa con gadolinio. Questo tipo di RMI aiuta i medici a stabilire determinate patologie dell’orecchio interno, tumori cerebrali vicino all’orecchio o tumori dei nervi che escono dall’orecchio.

Molte cause genetiche di sordità causano anche problemi in altri sistemi di organi. Quindi, i bambini con perdita inspiegabile dell’udito devono sottoporsi anche a ulteriori esami, come un esame della vista, un elettrocardiogramma (ECG) per l’eventuale sindrome del QT lungo o altri esami organo-specifici, nonché a test genetici.

Prevenzione

Un’esposizione limitata ai rumori forti può aiutare a prevenire la perdita dell’udito. Bisogna limitare sia la durata sia l’intensità del rumore. I soggetti regolarmente esposti al rumore forte devono indossare protezioni auricolari (come tappi di plastica nei condotti uditivi o cuffie antirumore con glicerina). L’Agenzia per la sicurezza e la salute sul lavoro (Occupational Safety and Health Administration, OSHA) del Dipartimento del lavoro statunitense (U.S. Department of Labor) e agenzie simili in molti altri Paesi applicano standard relativi al periodo di tempo accettabile di esposizione al rumore. Più forte è il rumore, più breve è il periodo di esposizione concesso.

Trattamento

Qualsiasi causa di perdita dell’udito prevede un trattamento. Per esempio, i medici rimuovono neoformazioni benigne o maligne. Se possibile, interrompono il trattamento con farmaci ototossici (sempre che l’esigenza del farmaco prevalga sul rischio di ulteriore perdita dell’udito).

Molte cause di perdita dell’udito sono incurabili e il trattamento implica la compensazione della perdita dell’udito con apparecchi acustici e varie strategie e tecnologie di assistenza.

Strategie e tecnologie di assistenza

Sono disponibili diversi tipi di dispositivi ausiliari per le persone con grave perdita dell’udito. I sistemi d’allarme che usano la luce aiutano i soggetti con perdita dell’udito a capire quando suona il campanello, quando scatta un rilevatore di fumo o quando un bambino piange. Speciali sistemi acustici a infrarossi o segnali radio FM aiutano i soggetti a sentire nei teatri, nelle chiese o in altri luoghi in cui siano presenti rumori competitivi. Molti programmi televisivi sono sottotitolati. Sono disponibili anche dispositivi per la comunicazione telefonica.

In caso di perdita dell’udito profonda, spesso si ricorre alla lingua dei segni. La lingua dei segni americana (American Sign Language, ASL) è la versione più comune negli Stati Uniti. Altre forme di linguaggio che usano i segni visivi includono il Signed English, il Signing Exact English e il Cued Speech. In tutto il mondo, è stato calcolato che vi sono oltre 300 diverse lingue dei segni, con diversi Paesi, culture e villaggi con una propria forma univoca di lingua dei segni.

Sordità unilaterale

Le persone con perdita dell’udito a un solo orecchio (sordità unilaterale [single-sided deafness, SSD]) di solito non hanno limitazioni della comunicazione nelle conversazioni a due. Tuttavia, in contesti rumorosi o ambienti acustici complessi (ad esempio, aule scolastiche, feste e riunioni), i soggetti con SSD non sono in grado di sentire e comunicare in modo efficace. Inoltre, i soggetti che sentono con un solo orecchio non sono in grado di localizzare l’origine dei suoni, (localizzazione dei suoni). Per molte persone, l’SSD può cambiare la vita e condurre a una notevole disabilità sul lavoro e in situazioni sociali.

Il trattamento per l’SSD include l’uso di apparecchi acustici di deviazione controlaterale dei segnali (contralateral routing of signal, CROS) o impianti ancorati all’osso che captano il suono dal lato sordo e lo trasferiscono all’orecchio che ci sente. Sebbene queste tecnologie migliorino l’udito in contesti rumorosi, non consentono la localizzazione dei suoni. Gli impianti cocleari vengono sempre più utilizzati nei soggetti con SSD, in particolare se l’SSD si accompagna a tinnito grave (fischio o ronzio nelle orecchie). Gli impianti hanno anche dimostrato di fornire la localizzazione dei suoni.

Trattamento nei bambini

Oltre alla disponibilità di trattamenti per ogni causa e agli apparecchi acustici, i bambini con perdita dell’udito richiedono assistenza per lo sviluppo del linguaggio con una terapia appropriata. Poiché i bambini devono essere in grado di sentire il linguaggio per impararlo spontaneamente, la maggior parte dei bambini sordi sviluppa il linguaggio solo con un addestramento speciale. L’ideale sarebbe di iniziare questo addestramento non appena si identifica la perdita dell’udito. Un bambino sordo che cresce con genitori sordi che conoscono fluentemente la lingua dei segni sarebbe un’eccezione. Anche i neonati sordi hanno bisogno di un modo per comunicare prima di imparare a parlare. Per esempio, una lingua dei segni adattata ai neonati può rappresentare la base per lo sviluppo successivo del linguaggio orale, se non è disponibile un impianto cocleare. Tuttavia, per i bambini, non esistono sostituti per accedere ai suoni dell’eloquio (fonemi) e consentire una comprensione perfezionata e diversificata dell’eloquio e del linguaggio.

Un impianto cocleare può essere utile per i lattanti con una perdita dell’udito profonda in entrambe le orecchie e che non possono sentire i suoni con un apparecchio acustico. Quanto prima l’impianto può essere inserito nei bambini sordi, tanto più l’udito migliora. Pur potendo aiutare molti bambini con sordità congenita o acquisita, di solito gli impianti cocleari sono più efficaci nei bambini con un linguaggio già sviluppato. A volte, l’orecchio interno si indurisce (si ossifica) nei bambini che diventano sordi a causa della meningite. In tali casi, gli impianti cocleari dovrebbero essere usati subito per sfruttarne al massimo l’efficacia. I bambini con nervi acustici distrutti da tumori possono essere aiutati anche da un impianto di elettrodi alla base dell’encefalo (tronco cerebrale). I bambini con impianti cocleari possono correre un rischio leggermente superiore di meningite rispetto a quelli senza impianti cocleari oppure agli adulti con impianto cocleare.

I bambini con sordità unilaterale dovrebbero poter usare un sistema speciale in classe, come un ripetitore uditivo FM. Con questi sistemi, l’insegnante parla in un microfono che invia dei segnali a un apparecchio acustico inserito nell’orecchio sano del bambino. Questo processo migliora la pronunciata incapacità del bambino di distinguere l’eloquio rispetto ai rumori di sottofondo. Inoltre, i bambini con sordità unilaterale possono trarre beneficio da un impianto cocleare nell’orecchio sordo.

Indicazioni di base per gli anziani

Gli anziani in genere sono affetti da una diminuzione progressiva dell’udito, detta presbiacusia. Oltre un terzo delle persone di età superiore ai 65 anni e oltre la metà delle persone di età superiore ai 75 sono affette da problemi dell’udito. Nonostante ciò, i medici dovrebbero valutare gli anziani con perdita dell’udito poiché la causa potrebbe non essere l’età. Alcuni soggetti potrebbero essere affetti da un tumore, una malattia neurologica o autoimmune, o una causa di perdita dell’udito che è facilmente correggibile.

Anche una perdita dell’udito lieve rende difficile la comprensione dell’eloquio e fa sì che i soggetti anziani affetti esibiscano determinati comportamenti comuni. Un anziano con perdita dell’udito lieve può evitare le conversazioni. La comprensione dell’eloquio può essere particolarmente difficile se c’è rumore di sottofondo o se più persone stanno parlando, come in un ristorante o durante le riunioni di famiglia. Chiedere continuamente agli altri di parlare più forte può essere frustante, sia per chi ascolta sia per chi parla. I soggetti con perdita dell’udito possono fraintendere una domanda e dare una risposta apparentemente strana, spingendo gli altri a credere che siano confusi. Possono valutare male il volume della propria voce e quindi gridare, scoraggiando gli altri a conversare con loro. Pertanto, la perdita dell’udito può causare isolamento sociale, inattività, perdita del supporto sociale e depressione. In una persona con demenza, la perdita dell’udito può rendere la comunicazione ancora più difficile. Per i soggetti affetti da demenza, correggere la perdita dell’udito aiuta a gestire meglio la demenza. La correzione della perdita dell’udito ha evidenti vantaggi sul benessere fisico e psicosociale.

Presbiacusia

La presbiacusia è una perdita dell’udito legata all’età. Probabilmente è causata da una combinazione di deterioramento legato all’età, agli effetti di un’esposizione al rumore protrattasi per tutta la vita e alla genetica.

La perdita dell’udito in genere interessa prima le frequenze acustiche più alte, di solito a partire dai 55-65 anni (a volte anche prima). La perdita dell’udito ad alta frequenza rende particolarmente difficile la comprensione dell’eloquio, anche quando il volume complessivo sembra normale. Questo succede perché determinate consonanti (come la d, t, s, f, p, sc) sono suoni ad alta frequenza. Il suono di queste consonanti è il più importante per il riconoscimento dell’eloquio. Per esempio, se a un presbiacusico si chiede “Sai sciare?”, lui sentirà il suono “Aii iare”, ma non comprenderà la domanda perché non riesce a distinguere le consonanti. I soggetti colpiti in genere pensano che chi parla stia borbottando. Alzando la voce, in genere si accentuano i suoni delle vocali (che sono a bassa frequenza) e non si contribuisce molto a rendere l’eloquio più comprensibile. I rumori di sottofondo eccessivi rendono particolarmente difficile la comprensione dell’eloquio.

Screening

Sottoporre i soggetti anziani a uno screening per la perdita dell’udito è importante perché essi stessi spesso non si accorgono di questa condizione. I familiari o i medici possono rivolgere al soggetto una serie di domande:

  • Un problema di udito La mette in imbarazzo quando incontra altre persone?

  • Un problema di udito Le dà frustrazione quando parla con un familiare?

  • Ha difficoltà a sentire una persona che parla sottovoce?

  • Un problema di udito costituisce un handicap per Lei?

  • Un problema di udito Le causa delle difficoltà quando visita amici, parenti o vicini di casa?

  • Un problema di udito La induce a partecipare a eventi religiosi meno spesso di quanto vorrebbe?

  • Un problema di udito Le provoca discussioni con i familiari?

  • Un problema di udito Le provoca difficoltà quando ascolta la televisione o la radio?

  • Ritiene che le difficoltà di udito ostacolino la Sua vita personale o sociale?

  • Un problema di udito Le causa delle difficoltà quando va al ristorante con parenti o amici?

Per ciascuna domanda: per ogni risposta “no” assegnare 0 punti, per “a volte” assegnare 2 punti e per “sì” assegnare 4 punti. Un punteggio superiore a 10 è indice di una significativa perdita dell’udito per cui è raccomandato un controllo da parte di uno specialista.

Punti principali

  • Cerume, infezioni, invecchiamento ed esposizione a rumori sono le cause più comuni di perdita dell’udito.

  • Tutti i soggetti con perdita dell’udito dovrebbero essere sottoposti a una visita audiologica.

  • I soggetti con sintomi neurologici (come capogiri o vertigini) di solito dovrebbero essere sottoposti a esami di diagnostica per immagini.

Ulteriori informazioni

Di seguito si riportano alcune risorse in lingua inglese che possono essere utili. Si prega di notare che IL MANUALE non è responsabile del contenuto di tali risorse.

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