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Ascite

Di

Danielle Tholey

, MD, Sidney Kimmel Medical College at Thomas Jefferson University

Ultima revisione/verifica completa feb 2021| Ultima modifica dei contenuti feb 2021
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L’ascite è l’accumulo di liquido contenente proteine (ascitico) nella cavità addominale.

Cause dell’ascite

La causa più comune dell’ascite è

  • Epatopatia

L’ascite tende a verificarsi nelle patologie epatiche di lunga durata (croniche) piuttosto che in quelle di breve durata (acute). Di solito, è dovuta a

Nei soggetti con malattia epatica, il liquido ascitico trasuda dalla superficie del fegato e dell’intestino e si accumula nell’addome. Ciò è dovuto a una serie di fattori, Tra questi:

Inoltre, di solito l’albumina fuoriesce dai vasi sanguigni nell’addome. Normalmente l’albumina, la proteina principale del sangue, aiuta a evitare la fuoriuscita dei liquidi dai vasi sanguigni. Quando l’albumina fuoriesce dai vasi sanguigni, anche i liquidi fuoriescono.

Sintomi dell’ascite

Di solito, piccole quantità di liquido nell’addome non causano sintomi. Quantità moderate possono causare un aumento della circonferenza della vita e un aumento di peso. In quantità notevoli, il liquido può causare gonfiore (distensione) addominale e malessere. L’addome appare teso e l’ombelico è piatto oppure estroflesso.

L’addome rigonfio preme sullo stomaco, talvolta portando a inappetenza, e sui polmoni, causando talvolta respiro affannoso.

Complicanze dell’ascite

Talvolta, insorge peritonite batterica spontanea (infezione del liquido ascitico che si sviluppa senza alcun motivo apparente). Questa infezione è comune tra i soggetti con ascite e cirrosi Cirrosi epatica La cirrosi è un diffuso sovvertimento della struttura interna del fegato che si verifica quando una grande quantità di tessuto epatico normale viene sostituito in modo permanente da... maggiori informazioni Cirrosi epatica , in particolare tra gli alcolisti.

Se si sviluppa peritonite batterica spontanea, i soggetti accusano di solito un senso di fastidio all’addome, che può essere dolente alla pressione. I soggetti possono presentare anche febbre e avvertire una sensazione di malessere generale. Possono quindi diventare disorientati, confusi e assonnati. Se non trattata, l’infezione può essere fatale. La sopravvivenza dipende da un trattamento precoce con antibiotici appropriati.

Diagnosi dell’ascite

  • Visita medica

  • Talvolta, un esame di diagnostica per immagini come l’ecografia

  • Talvolta, analisi del liquido ascitico

Quando il medico batte (percuote) l’addome, il liquido fa un rumore sordo. Se l’addome del paziente è gonfio perché l’intestino è disteso a causa della presenza di gas, la percussione produce un suono sordo. Tuttavia, questi potrebbe non rilevare il liquido ascitico se il volume non è pari o superiore a circa un litro.

Trattamento dell’ascite

  • Dieta iposodica

  • Diuretici

  • Asportazione del liquido ascitico (paracentesi terapeutica)

  • Talvolta, intervento chirurgico per reindirizzare il flusso sanguigno (shunt portosistemico) o trapianto di fegato

  • In caso di peritonite batterica spontanea, antibiotici

Il trattamento di base per l’ascite consiste in una dieta iposodica con l’obiettivo di massimo 2.000 mg di sodio al giorno.

Se la dieta è inefficace, di solito vengono somministrati farmaci diuretici (come lo spironolattone o il furosemide). I diuretici favoriscono l’espulsione di acqua e sodio dai reni nelle urine aumentando l’urinazione.

Se l’ascite diventa fastidiosa o ostacola la respirazione o l’assunzione degli alimenti, si può rimuovere il liquido con un ago inserito nell’addome, una procedura nota come paracentesi terapeutica. Il liquido tende a riaccumularsi se non si segue anche una dieta iposodica e non si assume un diuretico. Dal momento che grandi quantità di albumina vengono perse nel liquido ascitico, può essere utile somministrarla per via endovenosa.

In caso di diagnosi di peritonite batterica spontanea, vengono somministrati antibiotici come la cefotaxima. Dal momento che spesso l’infezione si ripresenta entro un anno, viene somministrato un antibiotico diverso (come la norfloxacina) dopo la scomparsa dell’infezione iniziale, per evitare che questa si ripresenti.

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