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Ipotensione postprandiale

Di

Andrea D. Thompson

, MD, PhD, Department of Internal Medicine, Division of Cardiovascular Medicine, University of Michigan;


Michael J. Shea

, MD, Michigan Medicine at the University of Michigan

Ultima revisione/verifica completa set 2020| Ultima modifica dei contenuti set 2020
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L’ipotensione postprandiale è un’eccessiva riduzione della pressione sanguigna che si verifica dopo un pasto.

  • Possono insorgere capogiri, stordimento e cadute.

  • I medici misurano la pressione sanguigna prima e dopo il pasto, per diagnosticare l’ipertensione postprandiale.

  • Mangiare pasti piccoli a basso contenuto di carboidrati più volte al giorno può essere utile.

L’ipotensione postprandiale si verifica addirittura in un terzo dei soggetti anziani ma, in pratica, non avviene mai nei giovani. È più probabile in presenza di ipertensione o altre patologie che alterano i centri cerebrali di controllo del sistema nervoso autonomo (che regola i meccanismi corporei interni). Esempi di tali disturbi sono il morbo di Parkinson, l’atrofia multisistemica (sindrome di Shy-Drager) e il diabete.

L’intestino richiede molto sangue per la digestione. Quando il sangue fluisce verso l’intestino dopo un pasto, la frequenza cardiaca aumenta e i vasi, in altre parti del corpo, si restringono per aiutare a mantenere costante la pressione sanguigna. Tuttavia, in alcuni anziani, tali meccanismi possono risultare inadeguati. Il sangue scorre normalmente verso l’intestino, ma la frequenza cardiaca non aumenta adeguatamente e non si verifica una vasocostrizione sufficiente a mantenere costante la pressione sanguigna. Di conseguenza, la pressione sanguigna diminuisce.

L’ipotensione postprandiale può quindi causare capogiri, stordimento, svenimenti e cadute. Se un soggetto anziano presenta tali sintomi dopo i pasti, i medici controllano la pressione prima e dopo l’assunzione di cibo, per stabilire se dipendono da un’ipotensione postprandiale.

Trattamento

  • Adattare il momento dell’assunzione di farmaci e le attività in base ai pasti

In caso di sintomi di ipotensione postprandiale, non si devono assumere antipertensivi prima dei pasti e occorre sdraiarsi dopo aver mangiato. Riducendo la dose del farmaco antipertensivo e consumando pasti piccoli, più frequenti e poveri di carboidrati si possono ridurre gli effetti di questo disturbo. Per alcuni soggetti, la deambulazione dopo un pasto aiuta a migliorare il flusso sanguigno, tuttavia, la pressione sanguigna può diminuire al termine della camminata.

Può essere utile l’assunzione di alcuni farmaci prima di un pasto. Per esempio, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) provocano ritenzione salina e quindi un aumento del volume del sangue. L’assunzione di caffeina causa la costrizione dei vasi sanguigni. La caffeina si deve assumere solo prima della colazione in modo che il sonno non ne sia influenzato e il soggetto non sviluppi tolleranza ad essa.

Nel caso di soggetti con gravi sintomi che non rispondono ad altre misure e sono ricoverati in ospedale, iniezioni di octreotide possono contribuire a ridurre la quantità di sangue richiamato verso l’intestino.

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