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Emocromatosi ereditaria

(Emocromatosi primitiva)

Di

James Peter Adam Hamilton

, MD, Johns Hopkins University School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti gen 2019
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Risorse sull’argomento

L'emocromatosi ereditaria è una patologia genetica caratterizzata da eccessivo accumulo di ferro (Fe) che causa danno tissutale. Le manifestazioni possono comprendere sintomi sistemici, disturbi epatici, cardiomiopatia, diabete, disfunzione erettile e artropatia. La diagnosi viene posta in presenza di un elevato livello di ferritina sierica, ferro e saturazione della transferrina e confermata mediante analisi genetica. Il trattamento è generalmente eseguito mediante salassi periodici.

Eziologia

Ci sono 4 tipi di emocromatosi ereditaria, tipi da 1 a 4, a seconda del gene mutato.

  • Tipo 1: mutazioni nel gene HFE

  • Tipo 2 (emocromatosi giovanile): mutazioni nei geni HJV e HAMP

  • Tipo 3: mutazioni nel gene TFR2

  • Tipo 4 (ferroportinopatia): mutazioni nel gene SLC40A1

Altre malattie genetiche molto più rare possono causare un sovraccarico di ferro epatico, ma il quadro clinico è di solito dominato da sintomi e segni dovuti al difetto di altri organi (p. es., l'anemia nell'ipotransferrinemia o nell'atransferrinemia, o difetti neurologici nell'aceruloplasminemia).

Sebbene queste forme si differenzino notevolmente nell'età di insorgenza, in tutti i pazienti possono essere rilevate conseguenze cliniche dovute al sovraccarico di ferro (1).

Emocromatosi ereditaria di tipo 1

L'emocromatosi ereditaria di tipo 1 o emocromatosi ereditaria classica, anche detta emocromatosi HFE correlata. Oltre l'80% dei casi è dovuto alla mutazione C282Y in omozigosi o alle mutazioni C282Y/H63D in eterozigosi composta. La patologia si trasmette con modalità autosomica recessiva, con una frequenza degli omozigoti pari a 1:200 e una frequenza degli eterozigoti pari a 1:8 nelle persone di origine nordeuropea. Queste mutazioni sono poco comuni nei soggetti di colore e rare nella popolazione di origine asiatica. Tra i pazienti con emocromatosi clinicamente evidente, l'83% presenta la mutazione causativa in omozigosi. Tuttavia, per ragioni non note, le manifestazioni fenotipiche (cliniche) della malattia sono molto meno comuni di quanto previsto in base alla frequenza delle mutazioni del gene HFE (ossia, molti soggetti omozigoti non manifestano la patologia).

Emocromatosi ereditaria di tipo 2

L'emocromatosi ereditaria di tipo 2 (emocromatosi giovanile) è una patologia autosomica recessiva rara dovuta a mutazioni nel gene HJV con conseguente alterazione della trascrizione della proteina emoiuvelina o a mutazioni nel gene HAMP, che codifica direttamente per l'epcidina. Spesso si manifesta negli adolescenti.

Emocromatosi ereditaria di tipo 3

Mutazi oni nel recettore della transferrina di tipo 2 (TFR2), una proteina che sembra controllare la saturazione della transferrina, possono causare una rara forma autosomica recessiva di emocromatosi.

Emocromatosi ereditaria di tipo 4

Le emocromatosi ereditarie di tipo 4 (ferroportinopatie) insorgono soprattutto nella popolazione di origine sud europea. Derivano da mutazioni autosomiche dominanti nel gene SLC40A1 e modificano la capacità della ferroportina di legare l'epcidina.

Deficit di transferrina e ceruloplasmina

Nel deficit di transferrina (ipotransferrinemia o atransferrinemia), il ferro assorbito, che entra nel sistema portale non legato alla transferrina, viene depositato nel fegato. Il successivo trasferimento del ferro alle sedi di produzione dei globuli rossi è ridotto a causa del deficit di transferrina.

Nel deficit di ceruloplasmina (aceruloplasminemia), la carenza di ferrossidasi provoca una deficitaria conversione da Fe2+ a Fe3+; tale trasformazione è necessaria per il legame alla transferrina. Il ridotto legame con la transferrina compromette lo spostamento del ferro dai depositi intracellulari al compartimento plasmatico, portando ad accumulo di ferro nei tessuti.

Riferimenti relativi all'eziologia

  • 1. Pietrangelo A: Hereditary hemochromatosis: Pathogenesis, diagnosis, and treatment. Gastroenterology 139:393–408, 2010.

Fisiopatologia

Il contenuto totale di ferro nell'organismo è di norma circa 2,5 g nelle donne e 3,5 g negli uomini. Poiché i sintomi possono non essere rilevabili fino a quando l'accumulo di ferro risulti eccessivo (p. es., > 10-20 g), l'emocromatosi può non essere riconosciuta fino a un'età adulta, sebbene vi sia un'anomalia ereditaria. Nelle donne, le manifestazioni cliniche sono rare prima della menopausa in quanto la perdita di ferro dovuta al ciclo mestruale (e, talvolta, alla gravidanza e al parto) tende a compensare l'accumulo di ferro.

Il meccanismo alla base del sovraccarico di ferro sia nell'emocromatosi HFE che nell'emocromatosi non-HFE è un aumentato assorbimento del metallo nel tratto gastrointestinale, con conseguente deposizione cronica di ferro nei tessuti. L'epcidina, un peptide di origine epatica, rappresenta il meccanismo critico di controllo dell'assorbimento del ferro. L'epcidina è normalmente up-regolata quando i depositi di ferro sono elevati e, attraverso il suo effetto inibitorio sulla ferroportina (che partecipa nell'assorbimento del ferro), impedisce l'eccessivo assorbimento del ferro e il suo stoccaggio nelle persone normali. Le emocromatosi di tipo da 1 a 4 condividono la stessa base patogenetica (p. es., perdita della sintesi o dell'attività dell'epcidina), e le caratteristiche cliniche principali.

In generale, le lesioni tissutali sembrano essere il risultato di radicali idrossilici reattivi liberi generati quando la deposizione di ferro nei tessuti catalizza la loro formazione. Altri meccanismi possono interessare organi particolari (p. es., l'iperpigmentazione cutanea può derivare sia da un aumento della melanina che dall'accumulo di ferro). Nel fegato, la perossidazione lipidica associata al ferro induce l'apoptosi degli epatociti, che stimola l'attivazione delle cellule di Kupffer e il rilascio di citochine pro-infiammatorie. Queste citochine attivano le cellule stellate epatiche per produrre collagene, con conseguente accumulo patologico della fibrosi epatica.

Sintomatologia

Le conseguenze cliniche del sovraccarico di ferro sono simili a prescindere dall'eziologia e dalla fisiopatologia del sovraccarico.

Storicamente, gli esperti credevano che i sintomi non si sviluppassero fino all'instaurarsi di gravi danni d'organo. Tuttavia, il danno d'organo è lento e sottile, e spesso si manifestano precocemente sintomi di stanchezza e sintomi sistemici non specifici. Per esempio, la disfunzione epatica può manifestarsi in modo insidioso con affaticamento, dolore addominale del quadrante superiore destro ed epatomegalia. Le anomalie negli esami di laboratorio come sovraccarico di ferro ed epatite precedono di solito i sintomi.

Nell'emocromatosi ereditaria di tipo 1 (HFE), i sintomi riguardano gli organi con i maggiori depositi di ferro (vedi tabella Manifestazioni frequenti dell'emocromatosi ereditaria). Negli uomini, i sintomi iniziali possono essere l'ipogonadismo e la disfunzione erettile causata da deposizione gonadica del ferro. L'intolleranza al glucosio o il diabete mellito sono altre frequenti manifestazioni precoci. Alcuni pazienti presentano ipotiroidismo.

L'interessamento epatico è la complicanza più frequente e può evolvere in cirrosi; inoltre il 20-30% dei pazienti con cirrosi sviluppa carcinoma epatocellulare. La patologia epatica è la causa più frequente di morte.

La cardiomiopatia con insufficienza cardiaca è la 2a più frequente complicanza letale. L'iperpigmentazione cutanea (diabete bronzino) e la porfiria cutanea tarda sono frequenti, così come l'artropatia sintomatica nelle mani.

Nella malattia di tipo 2 i sintomi e i segni comprendono epatomegalia progressiva e ipogonadismo ipogonadotropo.

Nella malattia di tipo 3 i sintomi e i segni sono simili all'emocromatosi ereditaria di tipo 1 (HFE).

La malattia di tipo 4 si manifesta nella prima decade di vita come incremento dei livelli sierici di ferritina con saturazione della transferrina normale o bassa; un progressivo aumento della saturazione della transferrina avviene nella seconda e terza decade. Le manifestazioni cliniche sono più lievi che nella forma di tipo 1, con patologia epatica modesta e lieve anemia.

Tabella
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Manifestazioni frequenti dell'emocromatosi ereditaria

Sintomo

Prevalenza (approssimativa)

Sintomi sistemici (p. es., debolezza, letargia)

75%

Alterazione dei test di funzionalità epatica

75%

Iperpigmentazione cutanea

70%

50%

Artropatia

45%

45% (degli uomini)

15%

Diagnosi

  • Ferritina sierica, sideremia a digiuno, e saturazione della transferrina

  • Test genetici

  • A volte, biopsia epatica

La sintomatologia può essere aspecifica, insidiosa ed a esordio graduale, quindi bisogna essere molto prudenti. L'emocromatosi primitiva deve essere sospettata quando le manifestazioni tipiche, in particolare la combinazione di tali manifestazioni, rimangono inspiegabili dopo le valutazioni di routine. L'anamnesi familiare di emocromatosi, cirrosi o carcinoma epatocellulare è un indizio più specifico. Tutti i pazienti con epatopatia cronica devono essere valutati per sovraccarico di ferro.

La misurazione della ferritina sierica è il test iniziale più semplice e diretto. Livelli elevati (> 200 ng/mL [> 200 mcg/L] nelle donne o > 250 ng/mL [> 250 mcg/L] negli uomini) sono solitamente presenti nell'emocromatosi ereditaria, ma possono derivare anche da altre condizioni, come le patologie infiammatorie epatiche (p. es., epatite virale cronica, steatoepatite non alcolica, malattia epatica alcolica), il cancro, alcune patologie infiammatorie sistemiche (p. es., artrite reumatoide, linfoistiocitosi emofagocitica), o l'obesità. Ulteriori test vengono eseguiti se il livello di ferritina è alterato; queste indagini comprendono la sideremia a digiuno (solitamente > 300 mg/dL [> 53,7 mcmol/L]) e la capacità ferro-legante (saturazione della transferrina; livelli solitamente > 50%). Una saturazione della transferrina < 45% ha un valore predittivo negativo del 97% per il sovraccarico di ferro.

Nella forma di tipo 2, i livelli di ferritina sono > 1000 ng/mL (> 1000 mcg/L), e la saturazione della transferrina è > 90%.

Nella carenza di transferrina o ceruloplasmina, i livelli di transferrina sierica (ossia, la capacità legante del ferro) e di ceruloplasmina sono profondamente bassi o non rilevabili.

L'analisi genetica è diagnostica nell'emocromatosi ereditaria causata da mutazioni del gene HFE. Circa il 70% dei pazienti con mutazioni omozigoti C282Y del gene HFE ha un livello elevato di ferritina, ma solo circa il 10% di questi pazienti ha evidenza di disfunzione d'organo. Il sovraccarico di ferro clinicamente significativo è ancora meno comune nei pazienti con mutazioni eterozigote del gene HFE (ossia, C282Y/H63D). Le emocromatosi di tipo da 2 a 4 vengono sospettate meno comunemente quando la ferritina e gli esami ematochimici evidenziano sovraccarico di ferro e l'analisi genetica è negativa per le mutazioni del gene HFE, soprattutto nei pazienti più giovani. La conferma di queste diagnosi è in continua evoluzione.

Fino all'80% dei pazienti con cirrosi e mutazione omozigote C282Y presenteranno una ferritina > 1000 ng/mL, transaminasi elevate e una conta piastrinica < 200 x 103/mcL (< 200 × 109/L). Poiché la presenza di cirrosi influenza la prognosi, quando la ferritina è > 1000ng/mL, generalmente si effettua una biopsia epatica e (ove disponibile) si misura il contenuto di ferro nel tessuto. La biopsia epatica è raccomandata anche nei pazienti con evidenza sierologica di sovraccarico di ferro ma con valutazione genetica negativa. La RM con elastografia RM senza mezzo di contrasto è un'alternativa non invasiva che può essere utilizzata con sempre maggiore accuratezza per la stima del contenuto epatico di ferro e della fibrosi epatica.

Lo screening è indicato per i parenti di primo grado di persone con emocromatosi ereditaria mediante la rilevazione di livelli di ferritina sierica e il test per le mutazioni C282Y e H63D nel gene HFE.

Trattamento

  • Flebotomia

Il trattamento è indicato per i pazienti con manifestazioni cliniche, elevati livelli di ferritina sierica (in particolare livelli > 1000 ng/mL) o elevata saturazione della transferrina. I pazienti asintomatici hanno bisogno solo di salassi periodici (p. es., ogni anno), della valutazione clinica e della rilevazione di sideremia, ferritina, saturazione della transferrina ed enzimi epatici.

Il salasso è il metodo più semplice ed efficace per eliminare l'eccesso di ferro. Ritarda la progressione della fibrosi in cirrosi, a volte riesce anche ad invertire i cambiamenti cirrotici e prolunga la sopravvivenza, ma non previene il carcinoma epatocellulare. Vengono rimossi circa 500 mL di sangue (circa 250 mg di ferro) settimanalmente o bisettimanalmente (ogni due settimane) fino a quando i livelli di ferritina sierica raggiungono da 50 a 100 ng/mL. La salassoterapia settimanale o bisettimanale può essere necessaria per diversi mesi (p. es., se ogni settimana vengono rimossi 250 mg di Fe, per rimuovere 10 g di Fe saranno necessarie 40 settimane). Quando i livelli di sideremia sono normali, le flebotomie possono essere intermittenti per mantenere la ferritina tra 50 e 100 ng/mL.

Il diabete mellito, la cardiomiopatia, la disfunzione erettile e le altre manifestazioni secondarie vengono trattate in base all'indicazione. I pazienti con fibrosi avanzata o cirrosi a causa di sovraccarico di ferro devono essere studiati per il carcinoma epatocellulare ogni 6 mesi con ecografia epatica.

I pazienti devono seguire una dieta equilibrata; non è necessario limitare il consumo di alimenti contenenti ferro (p. es., carne rossa, fegato). L'alcol deve essere consumato con moderazione perché può aumentare l'assorbimento del ferro e, in quantità elevate, il rischio di cirrosi. Gli integratori di vitamina C devono essere evitati.

Nei pazienti con emocromatosi di tipo 4 la tolleranza a un regime aggressivo di salassoterapia è bassa; è necessario il monitoraggio seriale dei livelli di Hb e della saturazione della transferrina.

Il trattamento della carenza di transferrina e della carenza di ceruloplasmina è sperimentale; p. es., i chelanti del ferro possono essere meglio tollerati rispetto ai salassi perché i pazienti in genere presentano anemia.

Punti chiave

  • Ci sono 4 tipi di emocromatosi ereditaria, tutti implicano mutazioni che alterano la capacità del corpo di inibire l'assorbimento del ferro quando i depositi di ferro sono eccessivi.

  • Gli effetti del sovraccarico di ferro sono simili in tutti i tipi e includono patologia epatica (che porta alla cirrosi), pigmentazione della pelle, diabete, artropatia, disfunzione erettile, e talvolta insufficienza cardiaca.

  • La diagnosi viene posta sulla base dei livelli di ferritina sierica; se elevati, viene confermata dimostrando elevata sideremia, saturazione della transferrina e test genetico.

  • Una volta posta la diagnosi è necessario effettuare una biopsia epatica per identificare la cirrosi e determinare la prognosi; è indicato effettuare analisi e screening genetici nei parenti di primo grado.

  • Trattare con salassoterapia e moderare il consumo di alcol.

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