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Infezioni da virus Ebola e virus di Marburg

Di

Thomas M. Yuill

, PhD, University of Wisconsin-Madison

Ultima revisione/verifica completa mag 2020| Ultima modifica dei contenuti mag 2020
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I fatti in Breve

Le infezioni da virus Ebola e da virus di Marburg causano emorragia e disfunzioni d’organo. Frequentemente, queste infezioni sono letali.

  • Le infezioni da virus di Marburg e virus Ebola si diffondono attraverso la manipolazione di animali infetti, vivi o morti, oppure il contatto con la cute o i liquidi corporei di una persona infetta che presenta i sintomi o è deceduta a causa della malattia.

  • La sintomatologia esordisce con febbre, dolori muscolari e generalizzati, cefalea, tosse e mal di gola, seguiti da vomito e diarrea, oltre a sanguinamento da bocca, naso od organi interni.

  • Per confermare la diagnosi, i medici eseguono analisi del sangue e delle urine.

  • Per prevenire la diffusione dell’infezione sono necessari l’isolamento stretto e l’adozione di precauzioni sanitarie (per gli operatori sanitari anche l’uso di indumenti protettivi).

  • Il trattamento include la somministrazione di liquidi per via endovenosa e altre terapie per preservare le funzioni corporee.

Le infezioni da virus Ebola e virus di Marburg sono febbri emorragiche, caratterizzate da sanguinamento. I virus che causano queste infezioni sono chiamati filovirus (altri virus possono causare altre febbri emorragiche).

Le epidemie di infezione da virus Ebola e virus di Marburg sono iniziate in Africa centrale e occidentale, probabilmente perché queste infezioni sono comuni negli animali selvatici di quelle zone. Tali epidemie sono rare e, in passato, non si sono diffuse troppo perché in genere si sono verificate in aree rurali isolate. Tuttavia, coloro che si recano in questi luoghi portano talvolta l’infezione nelle zone circostanti o, raramente, fuori dall’Africa.

Nel dicembre del 2013, è scoppiata una grande epidemia da virus Ebola nelle aree rurali della Guinea (Africa occidentale) che si è successivamente diffusa nelle aree urbane densamente popolate della Guinea e dei vicini stati della Liberia e della Sierra Leone. Il riconoscimento dell’epidemia è avvenuto nel marzo del 2014. Le epidemie di Ebola hanno coinvolto migliaia di persone e circa il 59% dei soggetti infetti è deceduto. Un numero molto limitato di viaggiatori infetti (tra cui operatori sanitari di ritorno a casa) hanno diffuso il virus Ebola in Europa e in Nord America. Alcuni operatori sanitari che hanno contribuito al trattamento delle persone infette in Europa e Nord America hanno a loro volta contratto l’infezione. Nel 2016, la Sierra Leone, la Guinea e la Liberia sono state dichiarate libere da Ebola.

Nella Repubblica Democratica del Congo si è verificata un’epidemia di Ebola, nel 2017, ma è stata rapidamente contenuta. Tuttavia, ne è stata confermata un’altra nel mese di maggio del 2018, che è attualmente in corso.

Trasmissione del virus di Marburg e del virus Ebola

Il virus di Marburg e il virus Ebola sono altamente contagiosi.

Questi virus solitamente infettano gli animali e si trasmettono all’uomo solo occasionalmente. Dato che l’animale che rappresenta la fonte originaria dei virus non è ancora stato identificato con precisione, non vi sono certezze riguardo al modo in cui, in un’epidemia, la prima persona viene contagiata dal virus. Tuttavia, gli esperti ritengono che il contagio della prima persona avvenga per manipolazione o consumo della carne di un animale infetto, come volpi volanti o primati (scimmie). Le infezioni da virus di Marburg si sono manifestate in persone esposte ai pipistrelli (ad esempio, nelle miniere o nelle grotte).

Una volta che un individuo è stato contagiato, l’infezione può quindi trasmettersi da persona a persona tramite il contatto diretto con la pelle o i liquidi corporei (saliva, sangue, vomito, urina, feci, sudore, latte materno o liquido seminale) di una persona infetta. Vi sono evidenze indicanti che l’infezione non può essere trasmessa prima che si sviluppino i sintomi della malattia. Tuttavia, l’infezione viene frequentemente trasmessa dai liquidi corporei delle persone decedute, soprattutto fra coloro che trasportano e preparano i cadaveri per la sepoltura, ma persino toccare un corpo può diffondere l’infezione.

Si ritiene che la trasmissione del virus Ebola non avvenga per via aerea (per esempio, nelle goccioline disperse con la tosse o gli starnuti). Se tale trasmissione si verifica, probabilmente è molto rara.

Alcune persone che guariscono cessano di essere contagiose, in quanto alla fine il virus Ebola viene completamente eliminato dall’organismo. Altre continuano a presentare il virus, per un certo tempo, in aree del corpo protette dagli attacchi del sistema immunitario (come gli occhi o il liquido seminale). Il materiale genetico del virus Ebola può permanere nel liquido seminale per un periodo pari o superiore a un anno dopo che i sintomi si sono risolti. Tuttavia, la presenza del materiale genetico virale non significa che siano presenti virus Ebola vivi, in grado di causare l’infezione.

Il virus di Marburg può permanere nel liquido seminale per un massimo di 7 settimane dopo la remissione dei sintomi.

Sintomi

I primi sintomi si manifestano da 2 a 20 giorni dopo l’esposizione al virus. All’inizio, i sintomi solitamente assomigliano a quelli di altre infezioni virali meno pericolose. I soggetti accusano dolori muscolari, cefalea, mal di gola e tosse. È presente anche una sensibilità alla luce e le sclere possono arrossarsi.

Entro pochi giorni, si sviluppano sintomi più gravi, quali:

  • Dolore addominale

  • Ingiallimento della cute (ittero)

  • Vomito e diarrea gravi

  • Una tendenza a sanguinare

  • Stato confusionale, delirio e coma

Il vomito e la diarrea provocano disidratazione, che, se non trattata, causa un abbassamento della pressione arteriosa (Shock), anomalie del ritmo cardiaco e la morte.

Il sanguinamento inizia entro i primi giorni. Il sanguinamento sottocutaneo compare sotto forma di macchie o chiazze di colore violaceo (ecchimosi), ma possono sanguinare anche le gengive, il naso, il retto o gli organi interni, nonché le ferite da puntura (per esempio con un prelievo di sangue o l’inserimento di un catetere venoso).

Dopo circa 5 giorni, appare un’eruzione cutanea, principalmente sul tronco.

Durante la seconda settimana di sintomi, la febbre scompare e le persone iniziano a riprendersi, oppure si manifestano delle disfunzioni negli organi (insufficienze d’organo). Fra le persone che contraggono l’infezione, la morte si verifica in una percentuale variabile dal 25 al 90%, soprattutto in funzione del livello di assistenza sanitaria disponibile. Rispetto all’infezione da virus di Marburg, quella da virus Ebola ha maggiori probabilità di essere letale, con un tasso di mortalità medio pari al 59%. La guarigione richiede molto tempo.

Diagnosi

  • Esami del sangue e delle urine

Identificare la malattia da virus Ebola nelle persone contagiate da pochi giorni è difficile, dato che i sintomi iniziali, come la febbre, possono essere causati da infezioni più comuni. Tuttavia, il sospetto è d’obbligo se le persone che presentano tali sintomi giungono da aree in cui è presente la malattia da virus Ebola. I centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Centers for Disease Control and Prevention, CDC) hanno emanato delle linee guida per consentire agli operatori sanitari di valutare i viaggiatori di ritorno da tali aree.

Se vi è il sospetto di infezione da virus Ebola, i medici prelevano campioni di sangue e urine e li analizzano per confermare l’infezione.

Un metodo simile può essere applicato in caso di sospetta infezione da virus di Marburg.

Se viene diagnosticata una malattia da virus Ebola o virus di Marburg, i funzionari della sanità pubblica ricevono una notifica.

Prevenzione

Sono stati sviluppati diversi vaccini e farmaci antivirali. Un vaccino contro il virus Ebola, impiegato su scala limitata nell’Africa occidentale durante le epidemie a partire dal 2016, è stato approvato dalla Food and Drug Administration statunitense nel dicembre del 2019 per l’uso in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni. Nell’attuale epidemia nella Repubblica Democratica del Congo vengono utilizzati due vaccini.

Al fine di evitare la diffusione del virus, è necessario un rigoroso isolamento. Isolare le persone che presentano sintomi di possibile infezione da virus Ebola o virus di Marburg in strutture utilizzate solo a tale scopo può essere utile. Tali strutture sono in grado di manipolare i liquidi corporei infetti in modo sicuro. Anche le persone che sono state in contatto con persone infette devono essere vaccinate.

Il personale sanitario che assiste i soggetti con malattia da virus Ebola deve essere completamente coperto da indumenti protettivi, compreso un casco dotato di respiratore. Sebbene non si ritenga che l’infezione si trasmetta per via aerea, vengono prese precauzioni contro tale modalità di trasmissione. Al momento di rimuovere gli indumenti protettivi, devono essere presenti altri membri del personale sanitario per aiutare coloro che li indossano.

È fondamentale pulire e disinfettare scrupolosamente le superfici e le apparecchiature che potrebbero essere contaminate, nonché assicurarsi che i liquidi corporei (come sangue, sudore, vomito, feci e urine) siano manipolati in modo sicuro.

Alle persone che si sono recate o si trovano in un’area colpita da un’epidemia da virus Ebola, si consiglia di adottare le seguenti misure:

  • Utilizzare buone pratiche igieniche, come lavare le mani con acqua e sapone o con un disinfettante a base alcolica ed evitare il contatto con sangue e liquidi corporei di altre persone

  • Non toccare oggetti che possono essere stati a contatto con il sangue o i liquidi corporei di una persona infetta (come vestiti, biancheria da letto, aghi e dispositivi medici)

  • Non partecipare a funerali o rituali di sepoltura che richiedano la manipolazione del corpo di qualcuno che sia deceduto a causa della malattia da virus Ebola

  • Evitare il contatto con pipistrelli e primati (scimmie) e non consumare carne cruda o non sufficientemente cotta proveniente da questi animali

  • Evitare di recarsi nelle strutture dell’Africa occidentale in cui vengono trattati pazienti affetti da malattia da virus Ebola

  • Dopo il ritorno a casa, monitorare la propria salute per 21 giorni e consultare immediatamente un medico se si sviluppano sintomi che potrebbero indicare un’infezione da virus Ebola

Sebbene non siano noti casi di trasmissione attraverso i rapporti sessuali o l’allattamento, gli studi finora hanno coinvolto un numero limitato di persone. Pertanto, non esistono linee guida definitive in merito al periodo in cui le persone dovrebbero astenersi dai rapporti sessuali non protetti, dall’allattamento o da stretti contatti personali. Comunque, per sicurezza, i medici dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) consigliano che gli uomini si astengano dai rapporti sessuali per almeno 7 settimane dopo la guarigione. Gli uomini che dovessero avere rapporti prima di 7 settimane devono usare il preservativo.

Trattamento

  • Cure di supporto

  • Trattamento farmacologico

Il trattamento di supporto prevede:

  • La somministrazione di liquidi per via endovenosa (e.v.), per mantenere i livelli della pressione arteriosa e l’equilibrio degli elettroliti (come sodio, potassio e calcio)

  • La trasfusione di fattori della coagulazione, per rallentare o fermare le emorragie

  • Il trattamento dei sintomi, con somministrazione di antidolorifici

Nell’attuale epidemia di Ebola nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (2019-2020), si stanno sperimentando altri farmaci. Due anticorpi monoclonali sono risultati molto efficaci, risolvendo la malattia in circa il 90% dei casi quando il farmaco è stato somministrato nei primi giorni dopo l’infezione. Questi farmaci, data la loro efficacia, vengono attualmente somministrati in tutti i casi di infezione da virus Ebola nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.

Questi nuovi farmaci non sono stati testati su persone con infezione da virus di Marburg; pertanto non esiste ancora un trattamento efficace per l’infezione dovuta a questo virus.

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