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Emoderivati

Di

Ravindra Sarode

, MD, The University of Texas Southwestern Medical Center

Ultima revisione/verifica completa feb 2020| Ultima modifica dei contenuti feb 2020
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Risorse sull’argomento

Talvolta vengono somministrate trasfusioni di sangue intero in caso di sanguinamento grave (per esempio dopo un trauma o complicanze della gravidanza), ma di solito sono somministrati solo i componenti del sangue necessari. I diversi componenti del sangue sono

Il plasma contiene anticorpi (immunoglobuline) e fattori della coagulazione, che talvolta vengono separati dal plasma.

Non tutti i componenti sono prodotti da una particolare unità di sangue donato. Per esempio, le immunoglobuline e i fattori della coagulazione possono essere preparati dal plasma raccolto da vari donatori. I globuli bianchi e le piastrine si ricavano mediante l’aferesi. A seconda della situazione possono essere trasfusi solo i globuli rossi, le piastrine, il plasma o il crioprecipitato. La trasfusione solo dell’emocomponente selezionato consente di effettuare un trattamento specifico, riduce i rischi di effetti collaterali e permette di utilizzare i diversi emocomponenti provenienti da un’unica unità di sangue per il trattamento di più pazienti.

Talvolta gli emoderivati sono sottoposti a irradiazione per ridurre il rischio che i globuli bianchi trasfusi attacchino quelli del ricevente (malattia del trapianto contro l’ospite).

Alcuni emoderivati possono essere trattati con una sostanza chimica che riduce il rischio di trasmissione di microrganismi che causano infezioni. Mediante questa procedura, detta tecnologia per la riduzione dei patogeni, alcuni emoderivati vengono trattati con una sostanza chimica che riduce il rischio di trasmissione di quasi tutti i microrganismi.

Globuli rossi

I globuli rossi concentrati, l’emocomponente più diffusamente trasfuso, servono a ripristinare la capacità di trasporto dell’ossigeno del sangue. Questo componente può essere trasfuso in caso di emorragia o di anemia grave. I globuli rossi vengono separati dalla componente liquida del sangue (plasma) e dalle altre componenti cellulari. Vengono concentrati in modo da occupare meno spazio, da cui il termine “concentrati”.

Talvolta i globuli rossi vengono sottoposti a un procedimento di preparazione speciale (lavaggio), in modo che possano essere donati a persone con reazioni gravi al plasma. I globuli rossi lavati sono sostanzialmente privi di qualsiasi traccia di plasma, della maggior parte dei globuli bianchi e delle piastrine.

Filtri speciali vengono normalmente usati per rimuovere i globuli bianchi e ridurre molti tipi di effetti collaterali, quali febbre, brividi, infezione da citomegalovirus (CMV) e formazione di anticorpi contro gli antigeni leucocitari umani (human leukocyte antigen, HLA). Gli antigeni HLA sono marcatori chimici posizionati sulla superficie delle cellule e sono univoci in ciascun organismo, per permettere al corpo di distinguere ciò che è endogeno da ciò che è esogeno.

I globuli rossi si conservano a bassa temperatura (in frigorifero) fino a 42 giorni. In particolari circostanze, per esempio se si vuole conservare il sangue di un gruppo raro, i globuli rossi possono essere congelati e conservati fino a 10 anni.

Piastrine

Le piastrine sono piccole particelle ematiche simili a cellule che contribuiscono alla coagulazione. Vengono solitamente somministrate a pazienti con un numero di piastrine troppo basso (trombocitopenia), tale da causare sanguinamenti gravi e spontanei. Le piastrine possono essere conservate solo per 5 giorni in quanto vengono conservate a temperatura ambiente.

In passato, erano necessari molti donatori al fine di ottenere abbastanza piastrine utili per un soggetto. Le più recenti tecniche di prelievo per aferesi, in grado di separare meglio le piastrine da altri componenti del sangue, consentono di ottenere da un singolo donatore una quantità sufficiente di piastrine da soddisfare il fabbisogno di una persona.

Plasma

Il plasma, la componente liquida del sangue, contiene molte proteine, inclusi i fattori della coagulazione. Si tratta di proteine che agiscono assieme alle piastrine per favorire la coagulazione. Senza i fattori della coagulazione, un’emorragia secondaria a una lesione non si arresta.

Il plasma viene di norma congelato immediatamente dopo essere stato separato dal sangue fresco (plasma fresco congelato). Il plasma congelato nel giro di 24 ore dal prelievo può essere conservato per un periodo massimo di 1 anno. Viene utilizzato nella cura dei disturbi del sanguinamento, in cui il fattore della coagulazione mancante non è noto o quando non è disponibile il fattore specifico. Il plasma viene usato anche nei sanguinamenti causati da una produzione insufficiente di tutti o di molti diversi fattori della coagulazione, dovuta a malattie come l’insufficienza epatica.

Did You Know...

  • Il medico può specificare il tipo di emoderivati trasfusi, in modo che il soggetto riceva solo quelli necessari per il trattamento della malattia.

Crioprecipitato

Quando il plasma fresco congelato viene scongelato per la prima volta, alcuni fattori della coagulazione (principalmente fibrinogeno, fattore VIII, fattore XIII e fattore di von Willebrand) formano aggregati solidi sotto il plasma liquido. Gli aggregati che si formano in questo modo sono chiamati “precipitato”. “Crio” significa freddo, da cui il termine crioprecipitato. Il crioprecipitato viene somministrato in particolare a persone affette da emorragie gravi a causa di una quantità insufficiente di fibrinogeno, un fattore della coagulazione importante (per esempio in persone con coagulazione intravascolare disseminata o distacco della placenta).

Anche singole proteine della coagulazione possono essere ottenute tramite purificazione del plasma combinato o prodotte mediante tecniche di genetica ricombinante. Singoli fattori della coagulazione concentrati possono essere somministrati a soggetti con una malattia emorragica ereditaria, come emofilia o malattia di von Willebrand, e per annullare gli effetti di farmaci che inibiscono la coagulazione (anticoagulanti come il warfarin).

Anticorpi

Talvolta, vengono somministrati degli anticorpi (immunoglobuline), la componente del sangue che combatte le infezioni, per ristabilire temporaneamente le capacità immunitarie nei soggetti che sono stati colpiti da malattie infettive o che hanno bassi livelli anticorpali. Gli anticorpi vengono estratti da campioni di plasma trattati, prelevati da più donatori.

Le infezioni per cui sono disponibili gli anticorpi sono la varicella, l’epatite, la rabbia e il tetano.

Globuli bianchi

I globuli bianchi vengono trasfusi per trattare infezioni potenzialmente letali in soggetti con una loro importante riduzione numerica o con globuli bianchi funzionalmente alterati. Le trasfusioni di globuli bianchi sono rare, in quanto la disponibilità di antibiotici sempre più efficaci e l’utilizzo dei fattori di crescita (citochine) che ne stimolano la produzione organica ne hanno enormemente ridotto la necessità. I globuli bianchi si ottengono mediante aferesi e possono essere conservati al massimo per 24 ore.

Sostituti del sangue

I ricercatori hanno tentato di creare sostituti del sangue utilizzando alcune sostanze chimiche o soluzioni di emoglobina a trattamento speciale (la proteina che consente ai globuli rossi di trasportare ossigeno) per trasportare ossigeno ai tessuti. Tali soluzioni possono essere conservate a temperatura ambiente (spesso per molti anni, molto più a lungo rispetto alla conservazione del sangue nelle biobanche) e non necessitano di essere selezionate in base al gruppo sanguigno e sottoposte a prova crociata sul ricevente. Queste caratteristiche le rendono adatte a essere trasportate nei luoghi di incidenti o sui campi di battaglia. Tuttavia, finora l’utilità di questi sostituti come salvavita non è stata ancora dimostrata dagli studi. Sono in corso ulteriori ricerche su altri eventuali sostituti del sangue.

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