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Esami per i disturbi oculari

Di

Leila M. Khazaeni

, MD, Loma Linda University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mag 2019| Ultima modifica dei contenuti mag 2019
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Risorse sull’argomento

Per confermare una diagnosi o per determinare l’estensione e la gravità del disturbo oculare si possono effettuare svariati esami. Ciascun occhio deve essere valutato separatamente.

Struttura interna dell’occhio

Struttura interna dell’occhio

Angiografia

In generale, l’angiografia implica l’iniezione di un colorante nei vasi per renderli più visibili nei test di diagnostica per immagini. L’angiografia dell’occhio, tuttavia, usa il colorante per rendere i vasi più visibili quando il medico li esamina direttamente o li fotografa.

La fluoroangiografia consente al medico di visualizzare con chiarezza i vasi sanguigni sul fondo oculare. In una vena del braccio del paziente viene iniettato un colorante fluorescente visibile alla luce blu. In questo modo, il colorante circola nel sangue, giungendo anche nei vasi della retina. Subito dopo l’iniezione di colorante, viene scattata una sequenza rapida di fotografie della retina, della coroide, del disco ottico, dell’iride o una combinazione. Il colorante rende fluorescente l’interno dei vasi sanguigni, che diventano così visibili. La fluorangiografia è particolarmente utile nella diagnosi di degenerazione maculare,ostruzione dei vasi retinicie retinopatia diabetica. Questo tipo di angiografia è usato anche per valutare pazienti che potrebbero richiedere procedure laser sulla retina.

L’angiografia al verde di indocianina consente di visualizzare i vasi della retina e della coroide. Come nel caso della fluoroangiografia, viene iniettato un colorante fluorescente in una vena. Questo tipo di angiografia fornisce un maggiore dettaglio dei vasi della coroide rispetto alla fluoroangiografia. L’angiografia al verde di indocianina è usata per visualizzare la degenerazione maculare e rilevare la crescita di nuovi vasi nell’occhio.

Elettroretinografia

L’elettroretinografia permette di valutare la funzione delle cellule sensibili alla luce (fotorecettori) della retina in base alla risposta della retina a flash luminosi. Vengono instillate gocce di un collirio anestetico e di un collirio che dilata la pupilla. Un elettrodo di registrazione, simile a una lente a contatto, viene appoggiato sulla cornea e un altro elettrodo viene posizionato sulla cute della regione del volto adiacente. Gli occhi vengono mantenuti aperti. L’ambiente viene oscurato e il paziente fissa una luce lampeggiante. L’attività elettrica è generata dalla risposta della retina ai lampi di luce ed è registrata dagli elettrodi. L’elettroretinografia è utile soprattutto per valutare malattie come laretinite pigmentosa, in cui vengono colpiti i fotorecettori.

Ecografia

L’occhio può essere esaminato con l’ecografia. Viene delicatamente poggiata una sonda sulla palpebra chiusa e gli ultrasuoni investono senza dolore il bulbo oculare. Le onde sonore riflesse creano un’immagine bidimensionale dell’interno dell’occhio. L’ecografia è utile nel caso in cui l’oftalmoscopio o la lampada a fessura non riesca a visualizzare la retina, a causa dell’opacizzazione dell’interno dell’occhio o di qualche fattore che ostacola la messa a fuoco. L’ecografia può essere usata per stabilire la natura delle strutture anomale, come un tumore o il distacco di retina. L’ecografia può anche essere usata per esaminare i vasi sanguigni che riforniscono l’occhio (ecodoppler) e per determinare lo spessore della cornea (pachimetria).

Pachimetria

La pachimetria (misurazione dello spessore della cornea) è molto importante nella chirurgia ottica rifrattiva, come la cheratomileusi laser assistita in situ (LASIK).

La pachimetria di solito viene effettuata usando l’ecografia. Per eseguire la pachimetria con guida ecografica, l’occhio viene anestetizzato con delle gocce e viene posizionata una sonda sulla superficie corneale. La pachimetria ottica è una metodica che non richiede l’instillazione di gocce di collirio anestetico, poiché gli strumenti non toccano l’occhio.

Tomografia a coerenza ottica

La tomografia a coerenza ottica (optical coherence tomography, OCT) fornisce immagini ad alta risoluzione delle strutture sul fondo oculare, come nervo ottico, retina, coroide e umor vitreo. L’OCT può servire a identificare edema della retina. L’OCT è simile all’ecografia ma usa la luce anziché le onde sonore. Il medico si serve dell’OCT per visualizzare disturbi della retina, quali degenerazione maculare, disturbi che causano la crescita di nuovi vasi nell’occhio eglaucoma.

Tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica per immagini (RMI)

La tomografia computerizzata e la risonanza magnetica per immaginipossono essere utilizzate per fornire informazioni dettagliate sulle strutture interne dell’occhio e su quelle ossee della regione circostante (orbita). Queste tecniche sono usate per valutare i traumi oculari, in particolare se il medico sospetta uncorpo estraneo nell’occhio,tumori dell’orbita e del nervo otticoeneurite ottica.

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