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Convulsioni febbrili

Di

M. Cristina Victorio

, MD, Akron Children's Hospital

Ultima revisione/verifica completa mar 2020| Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

Le convulsioni febbrili sono crisi convulsive scatenate da febbre pari a circa 38 ºC.

  • La maggior parte delle convulsioni febbrili è innocua ed è causata da febbre dovuta a un’infezione minore.

  • Meno spesso, un episodio di convulsioni febbrili è il primo segno di un disturbo neurologico non riconosciuto in precedenza.

  • I medici a volte eseguono analisi del sangue e una puntura lombare per verificare la presenza di disturbi gravi che possono causare convulsioni.

  • Per i bambini in genere sono necessari farmaci per interrompere l’attacco solo se questo persiste per 5 minuti o più, al fine di ridurre al minimo il rischio di una crisi convulsiva prolungata o di stato epilettico.

  • La maggior parte dei bambini non ha bisogno di assumere farmaci per prevenire le crisi.

Le convulsioni consistono in una scarica elettrica anomala e non regolata delle cellule nervose nel cervello o in una sua parte, Questa scarica elettrica anomala può causare

  • Convulsioni

  • Movimenti involontari

  • Alterazione dello stato di coscienza

  • Sensazioni anomale

Le convulsioni sono spasmi e irrigidimenti violenti e involontari di gran parte dei muscoli del corpo.

Le convulsioni febbrili hanno un’incidenza del 2-5% nei bambini di età dai 6 mesi ai 5 anni, ma si manifestano più spesso in bambini di età compresa tra 12 e 18 mesi. Un episodio convulsivo che si manifesta in un bambino con febbre di età pari ad almeno 6 anni non è considerato un episodio di convulsioni febbrili. (Vedere anche Convulsioni nei bambini.)

Le convulsioni febbrili tendono ad avere carattere familiare.

La maggior parte delle convulsioni febbrili dura meno di 15 minuti e circa i due terzi dei bambini con convulsioni febbrili non hanno mai altri episodi.

Sapevate che…

  • La maggior parte dei bambini manifesta un solo episodio di convulsioni febbrili.

Le convulsioni febbrili possono essere semplici o complesse.

  • Semplici: tutto il corpo è in preda a tremori (cosiddetta crisi convulsiva generalizzata) per meno di 15 minuti e di norma il bambino perde conoscenza. Oltre il 90% delle convulsioni febbrili è di tipo semplice. Questo tipo di convulsioni febbrili non si verifica più di una volta nell’arco di 24 ore.

  • Complesse: tutto il corpo è in preda a tremori per 15 minuti o più (in maniera continua o a intervalli) oppure i tremori interessano solo un lato o una parte del corpo (chiamata crisi convulsiva parziale o focale) oppure l’attacco si verifica almeno due volte nell’arco di 24 ore. I bambini con convulsioni febbrili complesse sono leggermente più inclini a sviluppare un disturbo epilettico in futuro durante l’infanzia.

Dopo un episodio di convulsioni febbrili, i bambini spesso appaiono confusi o non in se per qualche minuto. Il periodo di stato confusionale (periodo postictale) a volte dura fino ad alcune ore.

Le convulsioni febbrili solitamente sono scatenate dalla febbre stessa. Più spesso, la febbre è causata da un’infezione altrimenti secondaria, ad esempio un’infezione respiratoria di origine virale o un’infezione a livello auricolare. In casi del genere, l’infezione e l’attacco non sono dannosi. Una parte importante della definizione di convulsioni febbrili è che la febbre e la crisi convulsiva non sono causate da un’infezione cerebrale come meningite o encefalite.

Stato epilettico febbrile

Il termine stato epilettico si riferisce a una singola crisi convulsiva prolungata oppure a diverse crisi convulsive più brevi che si verificano senza che il bambino riacquisti coscienza tra un episodio e l’altro. Le convulsioni febbrili che durano più di 30 minuti sono considerate stato epilettico febbrile. Se non vengono trattati prontamente, i bambini con stato epilettico sono a rischio sia di danni al cervello e ad altri organi, sia di insufficienza respiratoria.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Talvolta una puntura lombare, esami del sangue o esami di diagnostica per immagini del cervello

Poiché i genitori non possono sapere se il bambino sia affetto da infezione cerebrale, i bambini con febbre che manifestano un attacco per la prima volta o che sono molto malati vanno immediatamente portati al pronto soccorso per una visita.

I medici visitano i bambini e, in base ai risultati, talvolta conducono esami per escludere la presenza di gravi disturbi che possono causare gli attacchi. Tali esami possono includere

  • Rachicentesi (puntura lombare) con analisi del liquido che circonda il midollo spinale (liquido cerebrospinale) per controllare la presenza di meningite ed encefalite

  • Analisi del sangue per misurare i livelli di zucchero (glucosio), calcio, magnesio, sodio o altre sostanze, per indagare sulla presenza di disturbi metabolici

  • Talvolta, possono essere eseguiti esami di diagnostica per immagini del cervello mediante risonanza magnetica per immagini (RMI) o tomografia computerizzata (TAC) (se la RMI non è disponibile).

  • I bambini che presentano determinati sintomi o sono soggetti a crisi convulsive ripetute possono essere sottoposti a elettroencefalogramma (EEG), un esame che rileva eventuali anomalie dell’attività elettrica cerebrale.

Prognosi

Circa un terzo dei bambini manifesta altri episodi di convulsioni febbrili, ma solitamente solo poche convulsioni. Le probabilità di altri attacchi sono maggiori se il primo episodio si è manifestato al di sotto dell’anno di età oppure se ci sono parenti prossimi che hanno sofferto di convulsioni febbrili.

I bambini che hanno subito un episodio di convulsioni febbrili semplici sono a rischio lievemente maggiore (circa il 2%) di sviluppare un disturbo epilettico che non comporta febbre (convulsioni non febbrili o epilessia). Se i bambini hanno manifestato convulsioni febbrili complesse o sono presenti altri fattori di rischio (ad esempio ritardo evolutivo o anamnesi familiare di epilessia) il rischio è maggiore (fino al 10%).

In alcuni bambini, un episodio molto lungo di convulsioni febbrili comporta variazioni a livello cerebrale (individuate tramite risonanza magnetica) che conducono ad attacchi non febbrili successivi. In alcuni casi non esiste certezza clinica che un episodio di convulsioni febbrili lungo di per sé sia causa di maggiore incidenza di attacchi non febbrili o se alcuni fattori sottostanti espongono il bambino a una maggiore probabilità di convulsioni febbrili lunghe e dei successivi attacchi non febbrili.

Le convulsioni febbrili semplici non sono considerate causa di epilessia o di altre anomalie neurologiche. Tuttavia, un episodio di convulsioni febbrili è talvolta il primo segno di un disturbo neurologico o di un disturbo convulsivo non riconosciuto in precedenza. Spesso i medici possono andare a ritroso e vedere i segni del disturbo in questione nell’anamnesi precedente del bambino. Spesso altri segni del disturbo compaiono solo in seguito. In ogni caso, le convulsioni febbrili non sono considerate causa delle anomalie.

Trattamento

  • Farmaci per ridurre la febbre

  • Farmaci per fermare le convulsioni se raggiungono o si protraggono oltre i 5 minuti

Solitamente le convulsioni febbrili durano meno di 5 minuti e non vengono somministrati trattamenti, salvo i farmaci per abbassare la febbre.

Di solito vengono somministrati farmaci per interrompere una convulsione febbrile che dura 5 minuti o più al fine di prevenire lo stato epilettico. I farmaci includono il sedativo lorazepam e gli anticonvulsivanti fenobarbital, fosfenitoina o levetiracetam. Questi farmaci sono di solito somministrati in vena (per via endovenosa). Se non è possibile somministrare un farmaco per via endovenosa, si può applicare il diazepam gel nel retto o midazolam liquido nel naso (per via intranasale). Diazepam e midazolam sono sedativi simili al lorazepam che bloccano anche le convulsioni. I bambini che hanno assunto questi farmaci o sono soggetti a convulsioni prolungate o stato epilettico vengono tenuti sotto stretto monitoraggio volto all’individuazione di eventuali problemi respiratori e della pressione arteriosa.

Prevenzione

Se i bambini hanno avuto convulsioni febbrili, i genitori devono controllare e curare la febbre alta, che può scatenare un attacco. Tuttavia, l’episodio di convulsione febbrile spesso si verifica all’aumentare della temperatura del bambino o prima che i genitori si accorgano che il bambino è malato e ha la febbre.

Solitamente, ai bambini che hanno subito solo pochi episodi di convulsioni febbrili semplici non si somministrano farmaci per prevenire altri attacchi (anticonvulsivanti, Uso di farmaci per il trattamento degli attacchi epilettici nei bambini). Tuttavia, i farmaci possono essere somministrati per un periodo a bambini che hanno manifestato molte volte le convulsioni febbrili o i cui attacchi siano stati lunghi. In caso di un episodio di convulsioni febbrili lungo seguito da una crisi di durata superiore ai 5 minuti i medici possono prescrivere diazepam in gel per applicazione rettale. Questo farmaco può essere somministrato al bambino a casa.

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