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Aspergillosi broncopolmonare allergica

Di

Victor E. Ortega

, MD, PhD, Center for Genomics and Personalized Medicine Research, Wake Forest School of Medicine;


Frank Genese

, DO, Wake Forest School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa ago 2019| Ultima modifica dei contenuti ago 2019
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L’aspergillosi broncopolmonare allergica è una reazione polmonare allergica a un tipo di micete (più comunemente Aspergillus fumigatus) che colpisce certi individui asmatici o affetti da fibrosi cistica.

  • Il paziente può presentare tosse e respiro sibilante e, a volte, febbre o tosse con tracce ematiche.

  • La diagnosi si formula sulla base dei riscontri della radiografia toracica e dei test dermatologici.

  • Di solito vengono somministrati i farmaci usati nel trattamento dell’asma, in particolare corticosteroidi.

  • Malgrado il buon esito del trattamento, i sintomi possono ripresentarsi periodicamente.

  • Se non controllata, può svilupparsi un danno polmonare cronico.

Il fungo Aspergillus fumigatus prolifera nel terreno, nella vegetazione in decomposizione, nei cibi, nelle polveri e nell’acqua. Certi soggetti che inalano il fungo potrebbero diventare sensibili e sviluppare una reazione allergica cronica. Altri funghi, compresi Penicillium, Candida, Curvularia e Helminthosporium, possono dar luogo a una malattia identica. In alcuni pazienti, gli effetti della reazione allergica si combinano agli effetti del micete danneggiando le vie aeree e i polmoni.

L’aspergillosi broncopolmonare allergica differisce dalla polmonite. Le polmoniti sono infezioni polmonari solitamente causate da batteri, virus e gran parte dei miceti. Per contro, nell’aspergillosi broncopolmonare allergica il micete in realtà non invade e distrugge direttamente il tessuto polmonare, bensì colonizza il muco presente nelle vie aeree di soggetti affetti da asma o fibrosi cistica (patologie in cui sono spesso presenti maggiori quantità di muco) e causa un’infiammazione allergica ricorrente dei polmoni. Le piccole cavità aeree polmonari (alveoli) vengono riempite soprattutto da ammassi di eosinofili (tipo di leucocita). Inoltre si può verificare un incremento delle cellule che producono il muco. Se la malattia ha causato una lesione estesa, l’infiammazione può provocare una dilatazione permanente nelle vie aeree centrali, la cosiddetta bronchiectasia. Infine, è probabile che i polmoni vadano incontro a fenomeni cicatriziali.

Possono comparire altre forme di aspergillosi. L’Aspergillus può invadere i polmoni e provocare una grave polmonite negli immunodepressi. Questa condizione è un’infezione, non una reazione allergica. L’Aspergillus può inoltre creare masse micotiche (aspergillomi) all’interno di cavità e cisti di polmoni danneggiati da un’altra patologia, come la tubercolosi, e può conseguirne una grave emorragia.

Sintomi

I primi indizi di un’aspergillosi broncopolmonare allergica sono in genere sintomi quali respiro sibilante, tosse, respiro affannoso e febbricola. I sintomi tendono a diventare progressivamente più gravi, ad eccezione della febbre. Il soggetto di solito avverte un senso di malessere generalizzato. Può subentrare un calo dell’appetito. Granelli o ammassi di colore brunastro possono comparire nell’espettorato emesso con la tosse.

Diagnosi

  • Radiografie o TC del torace

  • Esame di un campione di espettorato

  • Esami del sangue

I medici possono decidere di eseguire esami diagnostici per l’aspergillosi broncopolmonare allergica in un paziente asmatico che presenta attacchi di asma frequenti.

Alle ripetute radiografie del torace, aree di aspetto simile a quello della polmonite si spostano nelle zone circostanti e spesso agli apici polmonari. In caso di aspergillosi broncopolmonare allergica di lunga durata, le radiografie o la tomografia computerizzata (TC) del torace possono mostrare dilatazione delle vie aeree, spesso ostruite dal muco.

È possibile osservare il fungo e l’eccesso di eosinofili all’esame microscopico dell’espettorato.

Gli esami del sangue rivelano elevati livelli di eosinofili e anticorpi all’Aspergillus. Si misura anche il livello di immunoglobulina E (anticorpo) nel sangue, infatti elevati livelli di IgE spesso sono indicativi di una risposta allergica.

Gli esami del sangue rivelano elevati livelli di eosinofili e anticorpi specifici all’Aspergillus, tuttavia questo esame non distingue tra aspergillosi polmonare allergica e semplice allergia all’Aspergillus. Nei soggetti asmatici può insorgere una semplice allergia all’Aspergillus.

Trattamento

  • Farmaci usati per trattare l’asma

  • Talvolta, un farmaco antimicotico

Dato che l’Aspergillus è presente in molti ambienti, è difficile evitare il contatto con il fungo. Nel trattamento dell’aspergillosi polmonare allergica si usano farmaci per il trattamento dell’asma, soprattutto corticosteroidi (vedere tabella Farmaci usati per trattare l’asma).

I farmaci (broncodilatatori) possono essere usati per dilatare le vie aeree, facilitando l’emissione con la tosse degli ammassi di muco e funghi. Il corticosteroide prednisone, assunto inizialmente ad alte dosi e per un lungo periodo a dosi più basse, può prevenire il danno polmonare progressivo. La maggioranza degli specialisti raccomanda corticosteroidi orali. Quelli per inalazione non hanno dimostrato di essere efficaci nel trattamento di questa condizione.

Il farmaco antimicotico itraconazolo è talora impiegato, in aggiunta ai corticosteroidi, per favorire l’eliminazione del micete dal polmone.

Poiché il danno polmonare potrebbe gradualmente aggravarsi senza dare luogo ad alterazioni percepibili nella sintomatologia, si eseguono periodicamente radiografie toraciche, test di funzionalità polmonare e si monitorano i livelli di granulociti eosinofili nel sangue, nonché le quantità degli anticorpi IgE. Quando la malattia è sotto controllo, i livelli eosinofilici e il titolo anticorpale, in genere, diminuiscono, ma i livelli possono rialzarsi come segno iniziale di riacutizzazione.

Il trattamento comprende un’attenta gestione dell’asma o della fibrosi cistica. Inoltre, dato che l’uso di corticosteroidi per periodi prolungati può aumentare il rischio di cataratta, diabete e osteoporosi, i pazienti con aspergillosi broncopolmonare allergica che necessitano di corticosteroidi per lunghi periodi vengono attentamente monitorati.

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