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Panoramica sulle reazioni allergiche

Di

Peter J. Delves

, PhD, University College London, London, UK

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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I fatti in Breve
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Risorse sull’argomento

Le reazioni allergiche (reazioni di ipersensibilità) sono risposte immunitarie inadeguate a sostanze solitamente innocue.

  • Generalmente, le allergie fanno lacrimare e prudere gli occhi, colare il naso, prudere la pelle, danno eruzioni cutanee e fanno starnutire il soggetto.

  • Alcune reazioni allergiche, definite reazioni anafilattiche, sono potenzialmente letali.

  • Sono i sintomi a suggerire la diagnosi e i test cutanei possono aiutare a identificare la sostanza che scatena l’allergia.

  • I soggetti che hanno avuto in passato gravi reazioni allergiche devono sempre portare con sé un autoiniettore di adrenalina e compresse di antistaminici.

  • La cosa migliore da fare è evitare il contatto con l’allergene, ma se questo non è possibile, iniezioni contenenti l’allergene, somministrate molto prima dell’esposizione, possono talvolta desensibilizzare il soggetto.

  • Le reazioni gravi richiedono trattamento d’urgenza presso una struttura ospedaliera.

Normalmente, il sistema immunitario, che comprende anticorpi, globuli bianchi, mastociti, proteine del complemento e altre sostanze, difende l’organismo da sostanze estranee (definite antigeni). Nelle persone predisposte, tuttavia, il sistema immunitario può reagire in maniera eccessiva all’esposizione a certe sostanze (allergeni) presenti nell’ambiente, negli alimenti o nei farmaci, che risultano innocue per la maggior parte delle persone. Ne deriva una reazione allergica. Alcune persone sono allergiche a una sola sostanza, mentre altre a molte. Oggi, circa un terzo della popolazione degli Stati Uniti soffre di un’allergia.

Gli allergeni possono provocare una reazione allergica, una volta a contatto con pelle e occhi o se inalati, ingeriti o iniettati. Una reazione allergica può presentarsi in molti modi:

  • Nell’ambito di un’allergia stagionale (come la febbre da fieno), dovuta all’esposizione ad alcune sostanze come pollini di alberi, graminacee o ambrosia

  • Può essere scatenata dall’assunzione di un farmaco (allergia a un farmaco)

  • Può essere scatenata da determinati alimenti (allergia alimentare)

  • Può essere scatenata dall’inalazione di polvere, forfora animale o muffa (allergia perenne)

  • Può essere scatenata dal contatto con determinate sostanze (come il lattice)

  • Può essere scatenata da morsi o punture di insetto (come avviene per le reazioni anafilattiche e l’angioedema)

In numerose reazioni allergiche il sistema immunitario, se esposto per la prima volta a un allergene, produce un tipo di anticorpo detto immunoglobulina E (IgE). L’IgE si lega a un tipo di globuli bianchi detti basofili, presenti nel flusso sanguigno e a un tipo simile di cellule dette mastociti, presenti nei tessuti. La prima esposizione può rendere il soggetto sensibile all’allergene (la cosiddetta sensibilizzazione), ma non provoca sintomi. Una volta che il soggetto sensibilizzato incontra nuovamente l’allergene, i basofili e i mastociti che contengono IgE in superficie rilasciano sostanze (come istamina, prostaglandine e leucotrieni) che inducono gonfiore o infiammazione nei tessuti circostanti. Tali sostanze inducono una serie di reazioni a catena che continuano a irritare e a danneggiare i tessuti. Tali reazioni si possono manifestare in forma da lieve a grave.

Sensibilità al lattice

Il lattice è un liquido che deriva dall’albero della gomma. Viene usato nella fabbricazione di prodotti in gomma, come guanti, preservativi e dispositivi medici come cateteri, tubi respiratori, punte di clistere e ponti ortodontici.

Il lattice può scatenare reazioni allergiche, come orticaria, eruzione cutanea e anche reazioni allergiche gravi e potenzialmente letali chiamate reazioni anafilattiche. L’irritazione e la secchezza della pelle che molte persone sviluppano dopo avere indossato guanti in lattice, tuttavia, è generalmente dovuta a irritazione e non è una reazione allergica al lattice.

Negli anni ’80 gli operatori sanitari venivano incoraggiati a indossare guanti in lattice ogniqualvolta dovevano toccare un paziente, per prevenire il diffondersi di infezioni. Da allora, la sensibilità al lattice è diventata sempre più diffusa fra queste categorie di lavoratori.

Inoltre, si potrebbe essere a rischio di diventare sensibili al lattice nei seguenti casi:

  • Dopo essersi sottoposti a diversi interventi chirurgici

  • Quando si deve ricorrere a un catetere per urinare

  • Quando si lavora in industrie che producono o distribuiscono prodotti in lattice

Per ragioni sconosciute, i soggetti sensibili al lattice sono spesso allergici alle banane e talvolta ad altri cibi, come kiwi, papaya, avocado, castagne, patate, pomodori e albicocche.

Il sospetto di sensibilità al lattice si fa strada in base ai sintomi e alla descrizione da parte del soggetto della situazione in cui questi si presentano, in particolare se la persona opera nel settore sanitario. Per confermare la diagnosi talvolta vengono eseguiti esami del sangue e test cutanei.

Le persone con sensibilità verso il lattice dovrebbero evitare di entrarvi in contatto. Ad esempio, gli operatori sanitari possono usare guanti e altri prodotti privi di lattice, disponibili presso la maggior parte degli istituti sanitari.

Cause

I fattori genetici e ambientali si combinano contribuendo allo sviluppo delle allergie.

Si ritiene che i geni siano coinvolti in quanto è comune riscontrare specifiche mutazioni tra le persone con allergie e in quanto le allergie tendono alla familiarità.

Anche i fattori ambientali aumentano il rischio di sviluppare allergie. Tali fattori includono:

  • Esposizione ripetuta a sostanze estranee (allergeni)

  • Alimentazione

  • Sostanze inquinanti (come il fumo di tabacco e i gas di scarico)

D’altra parte, l’esposizione a vari batteri e virus durante l’infanzia può rafforzare il sistema immunitario, aiutarlo ad apprendere come rispondere agli allergeni in un modo che non sia dannoso per l’organismo e, quindi, contribuire a prevenire lo sviluppo di allergie. Un ambiente che limita l’esposizione di un bambino a batteri e virus, comunemente ritenuto un fattore positivo, può rendere maggiormente possibile l’eventualità di sviluppare allergie. L’esposizione ai microrganismi risulta limitata nelle famiglie con meno figli e interni più puliti e dall’uso precoce di antibiotici.

I microrganismi vivono nel tratto digerente, nel tratto respiratorio e sulla cute, ma il tipo di microrganismi presenti varia da persona a persona. L’eventuale comparsa di un’allergia e il tipo specifico di allergia sembrano dipendere dal genere di microrganismi presenti.

Gli allergeni che più comunemente scatenano le reazioni allergiche sono:

  • Escrementi degli acari della polvere domestica

  • Forfora animale

  • Pollini (di alberi, graminacee ed erbe infestanti)

  • Muffe

Gli acari della polvere domestica vivono nella polvere che si accumula sui tappeti, sulla biancheria da letto, sui divani e sui peluche.

Sintomi

La maggior parte delle reazioni allergiche si manifesta in modo lieve con lacrimazione e occhi pruriginosi, secrezione nasale (rinorrea), cute pruriginosa e starnuti. Le eruzioni cutanee (compresa l’orticaria) sono frequenti e, spesso, pruriginose.

L’orticaria è caratterizzata da piccole aree tumefatte arrossate e lievemente in rilievo (pomfi), spesso con una parte centrale più chiara. La tumefazione può interessare anche ampie aree sottocutanee (cosiddetto angioedema). La tumefazione è provocata dalla fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni. In base alle parti dell’organismo interessate, l’angioedema può essere grave.

Le allergie possono scatenare attacchi di asma.

Alcune reazioni allergiche, definite reazioni anafilattiche, possono essere potenzialmente letali. Le vie aeree possono restringersi (costrizione), causando respiro sibilante, e le pareti della gola e delle vie aeree possono gonfiarsi, interferendo con la respirazione. I vasi sanguigni possono allargarsi (dilatarsi), causando un grave calo della pressione arteriosa.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • A volte esami del sangue

  • Spesso i test cutanei e il test allergene-specifico per la misurazione della concentrazione delle IgE nel siero

I medici devono innanzitutto stabilire se si tratta di reazione allergica e possono chiedere:

  • Se la persona ha parenti stretti con allergie, poiché in tali casi la probabilità di allergia è molto più elevata

  • La frequenza con cui si manifestano le reazioni allergiche e la loro durata

  • L’età della persona al momento in cui le reazioni allergiche hanno iniziato a manifestarsi

  • Se esiste un qualsiasi fattore scatenante (come l’attività fisica o l’esposizione a pollini, animali o polvere) della reazione allergica

  • Se la persona è stata sottoposta a trattamenti per l’allergia e, in caso positivo, il modo in cui ha risposto

Solitamente, si eseguono esami del sangue per rilevare un tipo di leucociti detti eosinofili. Gli eosinofili, sebbene siano presenti in tutte le persone, sono generalmente prodotti in numero maggiore quando si verifica una reazione allergica.

Poiché ogni reazione allergica è scatenata da uno specifico allergene, la diagnosi consiste nella sua identificazione. Spesso, il soggetto e il medico possono riconoscere l’allergene in base all’insorgenza dell’allergia e all’incidenza della reazione (ad esempio, in alcune stagioni o dopo ingestione di determinati alimenti).

Anche i test cutanei e i test allergene-specifici per la misurazione della concentrazione delle IgE nel siero possono contribuire a rilevare l’allergene specifico. Tuttavia, questi test cutanei possono non essere in grado di rilevare tutte le allergie e talvolta indicano che il soggetto è allergico a un allergene quando invece non lo è (risultato falso positivo).

Test cutanei

I test cutanei consentono di identificare, in modo efficace, allergeni specifici.

Solitamente si esegue prima di tutto un prick test. Si ottengono soluzioni diluite a base di estratti di pollini (di alberi, graminacee o erbe infestanti), muffe, acari della polvere, forfora animale, veleni di insetti, alimenti e alcuni antibiotici. Una goccia di ogni soluzione viene applicata sulla superficie cutanea del soggetto e poi fatta penetrare negli strati più profondi della pelle, mediante puntura con un ago.

Per interpretare la risposta del soggetto agli allergeni, è possibile adottare anche altre soluzioni. Per determinare se il sistema immunitario di un soggetto è attivo, si utilizza una goccia di una soluzione a base di istamina, che dovrebbe scatenare una reazione allergica. Una goccia di soluzione diluita, che non dovrebbe scatenare una reazione allergica, viene utilizzata per il confronto.

Se il soggetto è allergico a uno o più di questi allergeni, compare un pomfo accompagnato da arrossamento, indicato da quanto segue:

  • Nell’arco di 15-20 minuti, compare una tumefazione di colore chiaro leggermente in rilievo (pomfo).

  • Il suo diametro è circa 0,3-0,5 centimetri superiore rispetto al pomfo causato dalla soluzione diluita.

  • Il pomfo è circondato da una zona arrossata ben definita, l’eritema.

Il prick test consente di identificare la maggior parte degli allergeni.

Nel caso non venga identificato alcun allergene, si esegue un test di intradermoreazione. Per questo test, una piccola quantità di ciascuna soluzione viene iniettata nella cute della persona. Questo tipo di test cutaneo è più affidabile nel rilevare una reazione a un allergene.

Prima di eseguire i test cutanei, viene chiesto al soggetto di interrompere l’assunzione di antistaminici e di alcuni antidepressivi, detti antidepressivi triciclici (come l’amitriptilina) e gli inibitori della monoaminossidasi (come la selegilina). Questi farmaci possono sopprimere una reazione ai test. Alcuni medici non eseguono i test sulle persone che assumono beta-bloccanti poiché se questi soggetti hanno una reazione allergica in risposta a un test, le conseguenze possono essere gravi. Inoltre, i beta-bloccanti possono interferire con i farmaci usati per trattare le reazioni allergiche gravi.

Test allergene-specifici per la misurazione della concentrazione delle IgE nel siero

Il test allergene-specifico per la misurazione della concentrazione di IgE nel siero, un esame del sangue, viene usato qualora non sia possibile ricorrere ai test cutanei, per esempio in caso di eruzione cutanea diffusa. Questo test determina se le IgE presenti nel sangue del soggetto si legano all’allergene specifico usato per il test. Se avviene il legame, il soggetto è allergico a quell’allergene.

Test provocativo

Durante il test provocativo, il soggetto viene direttamente esposto all’allergene. Questo esame viene di solito effettuato quando il soggetto deve documentare la propria reazione allergica, per esempio, per un riconoscimento di invalidità. Talvolta, viene utilizzato per diagnosticare un’allergia alimentare. Se si sospetta un’allergia da sforzo, si può chiedere al soggetto di svolgere attività fisica.

Prevenzione

Misure ambientali

Il migliore approccio consiste nell’evitare o nel rimuovere un allergene, se possibile. Per evitare un allergene è necessario:

  • Interrompere l’assunzione di un farmaco

  • Tenere un animale domestico fuori casa o limitarne la presenza ad alcune stanze

  • Usare aspirapolvere e filtri ad alta efficienza per particelle (High Efficiency Particulate Air Filter, HEPA)

  • Non mangiare un determinato alimento

  • Un soggetto con gravi allergie stagionali può decidere di spostarsi in un’area in cui non è presente l’allergene

  • Eliminare o sostituire oggetti che raccolgono polvere, come mobili rivestiti, tappeti e soprammobili

  • Materassi e cuscini possono essere rivestiti con tessuti a trama fitta che non lasciano penetrare acari e particelle allergeniche

  • Utilizzare cuscini di fibra sintetica

  • Lavare di frequente in acqua calda lenzuola, federe e coperte

  • Pulire spesso la casa, spolverare, passare l’aspirapolvere e un panno bagnato

  • Utilizzare condizionatori e deumidificatori nei seminterrati e in altre stanze umide

  • Pulire la casa con il vapore

  • Sterminare gli scarafaggi

I soggetti con allergie devono evitare o ridurre al minimo l’esposizione ad alcuni altri irritanti che possono far peggiorare i sintomi allergici o causare problemi di respirazione. Questi agenti irritanti includono:

  • Fumo di sigaretta

  • Odori forti

  • Esalazioni irritanti

  • Inquinamento dell’aria

  • Temperature fredde

  • Alto tasso di umidità

Immunoterapia specifica (desensibilizzazione)

L’immunoterapia specifica, solitamente basata su vaccini antiallergici (iniezioni), può essere somministrata per desensibilizzare un soggetto all’allergene quando non è possibile evitare alcuni allergeni, soprattutto quelli presenti nell’aria, e i farmaci usati per trattare le reazioni allergiche risultano inefficaci.

Con l’immunoterapia specifica, è possibile prevenire o ridurre il numero e/o la gravità delle reazioni allergiche. Tuttavia, tale pratica non è sempre efficace. Alcuni soggetti e alcune allergie tendono a rispondere meglio di altri.

L’immunoterapia viene molto spesso utilizzata nelle allergie a:

  • Pollini

  • Acari della polvere

  • Muffe

  • Veleno di insetti dotati di pungiglione

In caso di allergia ad allergeni inevitabili, come il veleno di insetti, l’immunoterapia aiuta a prevenire le reazioni anafilattiche. Talvolta viene utilizzata per le allergie a polveri animali, ma con scarse probabilità di efficacia. L’immunoterapia per le allergie alimentari è in fase di studio.

Non si esegue immunoterapia quando l’allergene, come la penicillina e gli altri farmaci, può essere evitato. Tuttavia, nei soggetti che necessitano di un farmaco cui sono allergici, si può eseguire l’immunoterapia, sotto stretto controllo medico, per desensibilizzarli.

Nell’immunoterapia, si iniettano minuscole quantità di allergene per via sottocutanea. La dose viene gradualmente aumentata fino a raggiungere una dose adeguata per controllare i sintomi (dose di mantenimento). È necessario aumentarla progressivamente, poiché l’esposizione a una dose elevata di allergene, somministrato troppo presto, può provocare una reazione allergica. Si somministrano iniezioni una o due volte a settimana fino a raggiungere la dose di mantenimento. Successivamente, si eseguono iniezioni ogni 2-4 settimane. Tale tecnica risulta più efficace, nel caso in cui si continui la somministrazione di dosi di mantenimento per tutto l’anno, persino per le allergie stagionali.

In alternativa, è possibile porre dosi elevate dell’allergene sotto la lingua (sublinguale) e trattenerle per qualche minuto, quindi ingerirle. La dose viene aumentata gradualmente, come per le iniezioni. La tecnica sublinguale è relativamente nuova e non è ancora stata stabilita la frequenza delle somministrazioni. Questa varia da ogni giorno a 3 volte alla settimana. Estratti di pollini di graminacee o di acari della polvere, posizionati sotto la lingua, possono essere utilizzati per aiutare a prevenire la rinite allergica.

L’immunoterapia specifica può richiedere 3-4 anni per essere completata.

Poiché le iniezioni di immunoterapia provocano talvolta reazioni allergiche pericolose, il soggetto deve restare in ambulatorio per almeno 30 minuti dopo l’iniezione. Se il soggetto manifesta reazioni lievi all’immunoterapia (come starnuti, tosse, rossore, sensazione di formicolio, prurito, costrizione toracica, respiro sibilante e orticaria), può essere utile la somministrazione di un farmaco, di solito un antistaminico, come la difenidramina o la loratadina. Per reazioni più gravi, si somministra l’adrenalina (nota anche come epinefrina).

Trattamento

  • Evitare l’allergene

  • Antistaminici

  • Stabilizzanti dei mastociti

  • Corticosteroidi

  • Immunoterapia specifica

  • Per le reazioni allergiche gravi, trattamento d’urgenza

Evitare l’allergene è il modo migliore per trattare e prevenire le allergie.

Nel caso in cui si manifestino sintomi lievi, tutto ciò che è necessario somministrare sono gli antistaminici. Se si rivelassero inefficaci, è possibile inserire altri farmaci, come gli stabilizzanti dei mastociti e i corticosteroidi. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) non sono utili, eccetto i colliri utilizzati per trattare la congiuntivite.

I sintomi gravi, come quelli che interessano le vie aeree (incluse le reazioni anafilattiche) devono essere trattati in modo tempestivo.

Antistaminici

Sono i farmaci più utilizzati per alleviare i sintomi allergici. Gli antistaminici bloccano gli effetti dell’istamina (che scatena i sintomi), ma non bloccano la produzione di istamina nell’organismo.

L’assunzione di antistaminici permette di alleviare parzialmente la rinorrea, la lacrimazione oculare e il prurito e riduce la tumefazione dovuta a orticaria o angioedema lieve. Gli antistaminici, però, non supportano la respirazione se le vie aeree sono costrette. Alcuni antistaminici (come l’azelastina) sono anche stabilizzanti dei mastociti.

Gli antistaminici sono disponibili sotto forma di:

  • Compresse, capsule o soluzioni liquide da assumere per bocca

  • Spray nasali

  • Colliri

  • Lozioni o creme

La forma da preferire dipende dal tipo di reazione allergica. Alcuni antistaminici non richiedono prescrizione (farmaci da banco, FdB), diversamente da altri. Alcuni antistaminici per i quali in passato era necessaria la prescrizione sono oggi farmaci da banco.

Anche i prodotti che contengono un antistaminico e un decongestionante (come la pseudoefedrina) sono disponibili come farmaci da banco. Possono essere assunti da adulti e bambini a partire dai 12 anni di età. Questi prodotti sono utili in particolare qualora siano necessari sia gli antistaminici sia il decongestionante nasale. Alcune persone, tuttavia, come quelle che assumono inibitori della monoaminossidasi (un tipo di antidepressivo) non possono assumere questi farmaci. Inoltre, i soggetti con ipertensione arteriosa non devono assumere un decongestionante, a meno che un medico non lo prescriva tenendo sotto controllo il paziente.

L’antistaminico difenidramina è disponibile come farmaco da banco sotto forma di lozione, crema, gel o spray da applicare alla pelle per alleviare il prurito, ma è preferibile evitarne l’uso. La sua efficacia non è stata provata e può causare reazioni allergiche (ad esempio eruzione cutanea). Può provocare un’estrema sonnolenza nei bambini che assumono anche un antistaminico orale.

Sapevate che...

  • I prodotti cutanei da banco che contengono difenidramina (un antistaminico) devono essere evitati perché la loro efficacia non è stata provata e perché sono possibili reazioni allergiche e altri effetti collaterali.

Gli effetti collaterali degli antistaminici comprendono effetti anticolinergici, come bocca secca, visione annebbiata, stipsi, difficoltà a urinare, confusione, stordimento (soprattutto quando ci si alza in piedi), nonché sonnolenza. Spesso gli antistaminici con prescrizione hanno meno effetti collaterali.

Alcuni antistaminici hanno una maggiore probabilità di causare sonnolenza (sedazione) rispetto ad altri. Gli antistaminici che causano sonnolenza sono ampiamente disponibili come farmaci da banco. Si sconsiglia l’assunzione di questi antistaminici se si deve guidare, operare macchinari pesanti o eseguire altre attività che richiedono uno stato di allerta. Gli antistaminici che causano sonnolenza non devono essere somministrati a bambini di età inferiore a 2 anni perché possono avere effetti collaterali seri o potenzialmente letali. Questi antistaminici sono anche particolarmente problematici per gli anziani e per le persone affette da glaucoma, iperplasia prostatica benigna, stipsi o demenza a causa dei loro effetti anticolinergici. In generale, i medici usano gli antistaminici con cautela nelle persone affette da cardiopatia.

Tuttavia, non tutti reagiscono allo stesso modo agli antistaminici. Ad esempio, gli asiatici sembrano meno sensibili agli effetti sedativi della difenidramina rispetto agli europei occidentali. Inoltre, gli antistaminici causano una reazione opposta (paradossale) in alcuni soggetti, dando nervosismo, irrequietezza e agitazione.

Tabella
icon

Alcuni antistaminici

Farmaco

Grado degli effetti anticolinergici*

Grado di sonnolenza†

Farmaci da banco

Bromfeniramina

Moderati

Lieve

Cetirizina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente nella maggior parte dei soggetti e moderata in alcuni

Clorfeniramina

Moderati

Lieve

Clemastina

Forti

Moderata

Desloratadina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Difenidramina

Forti

Estrema

Fexofenadina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Loratadina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Farmaci da prescrizione

Acrivastina‡

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Azelastina

Da scarsi ad assenti

Lieve

Ciproeptadina

Moderati

Lieve

Desclorfeniramina

Moderati

Lieve

Idrossizina

Moderati

Estrema

Levocetirizina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Mizolastina

Da scarsi ad assenti

Da scarsa ad assente

Prometazina

Forti

Estrema

* Gli effetti anticolinergici comprendono: bocca secca, visione annebbiata, stipsi, difficoltà a urinare, confusione e stordimento (soprattutto quando ci si alza in piedi). I soggetti di età avanzata sono particolarmente predisposti a tali effetti.

† Il grado di sonnolenza varia in base alla dose, alla presenza di altri ingredienti attivi nella formulazione (come nelle formulazioni che contengono un decongestionante più un antistaminico) e al soggetto.

‡ L’acrivastina è disponibile solo in associazione a pseudoefedrina (un decongestionante). Questa combinazione viene assunta per via orale.

Stabilizzanti dei mastociti

Gli stabilizzanti dei mastociti bloccano il rilascio di istamine e altre sostanze che causano gonfiore e infiammazione.

Questi farmaci vengono assunti qualora gli antistaminici e altri farmaci risultino inefficaci o producano effetti collaterali fastidiosi. Questi prodotti possono aiutare nel controllo dei sintomi allergici.

Includono azelastina, cromoglicato, lodoxamide, ketotifene, nedocromile, olopatadina e pemirolast. Azelastina, ketotifene, olopatadina e pemirolast sono anche antistaminici.

Il cromoglicato è disponibile su prescrizione:

  • Per l’uso con un inalatore o nebulizzatore (che eroga ai polmoni il farmaco sotto forma di aerosol)

  • Sotto forma di collirio

  • Nelle forme per somministrazione orale

Il cromoglicato può essere acquistato senza prescrizione, come spray nasale per trattare la rinite allergica. Il cromoglicato influisce solo sulle aree in cui viene applicato, come retrofaringe, polmoni, occhi o naso. Se assunto per via orale, il cromoglicato può alleviare i sintomi digestivi della mastocitosi ma, non essendo assorbito nel flusso sanguigno, non è efficace su altri sintomi allergici.

Tabella
icon

Alcuni farmaci usati per il trattamento delle allergie: forme disponibili

Forma

Antistaminici

Stabilizzanti dei mastociti

Corticosteroidi

Inalatore o nebulizzatore

Cromoglicato*

Vari farmaci usati per trattare l’asma, come:

  • Beclometasone

  • Budesonide

  • Fluticasone

  • Triamcinolone

Spray nasale

Azelastina

Olopatadina

Azelastina

Cromoglicato

Olopatadina

Beclometasone

Budesonide

Flunisolide

Fluticasone

Mometasone

Triamcinolone

Collirio

Azelastina

Emedastina

Ketotifene

Levocabastina

Olopatadina

Pemirolast

Azelastina

Cromoglicato*

Ketotifene

Lodoxamide

Nedocromile*

Olopatadina

Pemirolast

Desametasone

Fluorometolone

Loteprednolo

Medrisone

Prednisolone

Rimexolone

Lozioni, unguenti o creme

  • Betametasone

  • Clobetasolo

  • Fluocinonide

  • Flurandrenolide

  • Idrocortisone

  • Triamcinolone

Compresse, capsule o soluzioni liquide da assumere per bocca (per via orale)

Acrivastina più pseudoefedrina (un decongestionante)*

Azatadina*

Bromfeniramina

Cetirizina

Clorfeniramina

Clemastina

Ciproeptadina*

Desloratadina

Desclorfeniramina*

Difenidramina

Fexofenadina

Idrossizina*

Levocetirizina*

Loratadina

Prometazina*

Cromoglicato*

Budesonide

Desametasone

Metilprednisolone

Prednisolone

Prednisone

* Disponibile solo su prescrizione.

Corticosteroidi

Quando gli antistaminici e gli stabilizzanti dei mastociti non riescono a controllare i sintomi allergici, può essere utile somministrare dei corticosteroidi.

Questi possono essere assunti sotto forma di spray nasale per trattare i sintomi che interessano il naso o attraverso un inalatore, solitamente per trattare l’asma.

Un corticosteroide, come il prednisone, deve essere assunto per via orale solo se i sintomi sono molto gravi o diffusi e tutti gli altri trattamenti sono risultati inefficaci. Se assunti per via orale ad alte dosi e per un lungo periodo di tempo (ad esempio, più di 3-4 settimane), i corticosteroidi possono indurre molti effetti collaterali, talvolta gravi. I corticosteroidi orali vengono quindi usati per periodi di tempo più brevi possibile.

Le creme e gli unguenti a base di corticosteroidi possono aiutare ad alleviare il prurito associato alle eruzioni allergiche. Un corticosteroide, l’idrocortisone, è disponibile come farmaco da banco.

Altri farmaci

I modificatori dei leucotrieni, quali il montelukast, sono farmaci antinfiammatori impiegati per il trattamento di:

  • Asma lieve persistente

  • Rinite allergica stagionale

Inibiscono i leucotrieni, rilasciati da alcuni leucociti e mastociti quando vengono esposti a un allergene. I leucotrieni contribuiscono all’infiammazione e causano costrizione delle vie aeree.

Omalizumab è un anticorpo monoclonale (un anticorpo sintetico ideato per interagire con una sostanza specifica). Omalizumab si lega alle immunoglobuline E (IgE), anticorpi prodotti in grandi quantità durante una reazione allergica, ed evita che questi si leghino ai mastociti e ai basofili scatenando la reazione allergica. Omalizumab può essere utile per il trattamento dell’asma persistente o grave quando altri rimedi si siano rivelati inefficaci. Può essere utile anche in caso di orticaria ricorrente e non responsiva ad altri trattamenti. In caso di suo utilizzo si riduce la dose del corticosteroide assunto. Viene somministrato mediante iniezione sotto la pelle (sottocutanea).

Trattamento d’urgenza

Le reazioni allergiche gravi, come una reazione anafilattica, richiedono un tempestivo trattamento d’urgenza.

I soggetti che tendono ad avere reazioni allergiche gravi devono sempre portare con sé un autoiniettore di adrenalina che deve essere usato il più presto possibile in caso di reazione grave. Anche gli antistaminici in compresse possono essere utili, ma l’adrenalina deve essere iniettata prima di assumere le compresse di antistaminico. Generalmente, l’adrenalina interrompe la reazione, almeno temporaneamente. Tuttavia, i soggetti con precedenti reazioni allergiche gravi devono essere trasportati in pronto soccorso, dove possono essere tenuti sotto stretto controllo e il trattamento può essere ripetuto o corretto, se necessario.

Trattamento delle allergie durante la gravidanza e l’allattamento al seno

Quando possibile, le donne in gravidanza che soffrono di allergie devono controllare i sintomi evitando il contatto con gli allergeni. Se i sintomi sono gravi, le donne in gravidanza devono usare un antistaminico sotto forma di spray nasale. Devono assumere antistaminici per bocca (antistaminici orali) solo se gli spray nasali non sono efficaci.

Anche le donne che allattano al seno devono cercare di evitare l’assunzione di antistaminici. Tuttavia, se gli antistaminici sono necessari, si preferisce utilizzare gli antistaminici che hanno meno probabilità di causare sonnolenza e si preferiscono gli spray nasali agli antistaminici orali. Se fossero necessari gli antistaminici orali per controllare i sintomi, questi dovranno essere assunti subito dopo avere allattato il bambino.

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