Manuale Msd

Please confirm that you are a health care professional

Caricamento in corso

Capogiro e vertigini

Di

David M. Kaylie

, MS, MD, Duke University Medical Center

Ultima modifica dei contenuti mar 2019
Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti
Risorse sull’argomento

Capogiro è un termine impreciso che i pazienti spesso utilizzano per descrivere varie sensazioni correlate, tra cui

  • Svenimento (una sensazione d'imminente sincope)

  • Stordimento

  • Sensazione di disequilibrio o instabilità

  • Una vaga sensazione di estraneazione o di testa fluttuante

  • Una sensazione di rotazione

La vertigine è una sensazione erronea di movimento di se stessi o dell'ambiente circostante. Generalmente il movimento percepito è rotatorio, come sensazione di trottola o giostra, ma alcuni pazienti si sentono semplicemente tirati da una parte. La vertigine non è una diagnosi, è una descrizione di una sensazione.

Entrambe le sensazioni possono essere accompagnate da nausea e vomito o problemi di equilibrio, andatura, o entrambi.

Forse perché queste sensazioni sono difficili da descrivere a parole, i pazienti spesso usano "capogiro", "vertigine", e altri termini intercambiabili e incoerenti. Diversi pazienti con lo stesso disturbo di base possono descrivere i loro sintomi in modo molto diverso. Un paziente può anche dare descrizioni diverse della stessa manifestazione "vertiginosa" durante una visita a seconda di come viene posta la domanda. A causa di questa discrepanza, benché le vertigini sembrino rappresentare un sottogruppo dei capogiri chiaramente delineato, molti medici preferiscono considerare i due sintomi insieme.

Comunque descritti, capogiri e vertigini possono essere fastidiosi e addirittura invalidanti, specialmente se accompagnati da nausea e vomito. Questi sintomi causano problemi particolari per soggetti che svolgono un compito impegnativo o pericoloso, come guidare, pilotare aerei, o azionare macchinari pesanti.

Il disequilibrio è responsabile di circa il 5-6% delle visite mediche. Può comparire a qualsiasi età, ma diviene più frequente con l'aumentare dell'età; a un certo momento colpisce circa il 40% delle persone oltre i 40 anni. Il capogiro può essere transitorio o cronico. Un capogiro cronico, definito in base a una durata > 1 mese, è più diffuso tra le persone anziane.

Fisiopatologia

Il sistema vestibolare è il principale sistema neurologico coinvolto nell'equilibrio. Questo sistema comprende

  • L'apparato vestibolare dell'orecchio interno

  • L'VIII nervo cranico (cocleovestibolare), che conduce i segnali dall'apparato vestibolare alle componenti centrali del sistema

  • I nuclei vestibolari nel tronco encefalico e nel cervelletto

Le malattie dell'orecchio interno e dell'VIII nervo cranico sono considerate disturbi periferici. Quelle dei nuclei vestibolari e delle loro vie nel tronco encefalico e cervelletto sono considerate patologie centrali.

Il senso di equilibrio incorpora anche le afferenze visive dagli occhi e le afferenze propriocettive dai nervi periferici (attraverso il midollo spinale). La corteccia cerebrale riceve i segnali di uscita dai centri inferiori e integra le informazioni per produrre la percezione di movimento.

Apparato vestibolare

La percezione di stabilità, movimento, e orientamento rispetto alla gravità origina nell'apparato vestibolare, costituito da

  • I 3 canali semicircolari

  • I 2 organi otolitici, il sacculo e l'utricolo

Il movimento rotatorio causa un flusso dell'endolinfa nel canale semicircolare orientato nel piano del movimento. A seconda della direzione del flusso, il movimento dell'endolinfa stimola o inibisce i segnali neuronali di uscita dalle cellule ciliate che rivestono il canale. Cellule ciliate analoghe nel sacculo e nell'utricolo sono indovate in una matrice di cristalli di carbonato di calcio (otoliti). Lo spostamento degli otoliti con la gravità stimola o inibisce le efferenze neuronali dalle cellule ciliate collegate.

Eziologia

Ci sono numerose cause strutturali (traumi, tumori, degenerative), vascolari, infettive, tossiche (compresi i farmaci), e idiopatiche (vedi tabella Alcune cause di capogiro e vertigine), ma solo una piccola percentuale dei casi è causata da una grave malattia.

Le cause più frequenti di capogiro con vertigine coinvolgono qualche componente del sistema vestibolare periferico:

Meno spesso, la causa è un disturbo vestibolare centrale (più comunemente l'emicrania), una malattia con un effetto più globale sulla funzione cerebrale, una malattia psichiatrica, una malattia che colpisce l'afferenza visiva o propriocettiva. Talvolta, non può essere riscontrata alcuna causa.

Le cause più frequenti di capogiro senza vertigini sono meno chiaramente definite, ma sono generalmente non otologiche e sono probabilmente

  • Effetti farmacologici

  • Multifattoriali o idiopatiche

Patologie non neurologiche con un effetto più globale sulla funzione cerebrale a volte si manifestano come capogiri e raramente come vertigini. Questi disturbi di solito coinvolgono un inadeguato rifornimento di un substrato (p. es., ossigeno, glucosio) causato da ipotensione, ipossiemia, anemia, o ipoglicemia; quando gravi, alcune di queste malattie possono manifestarsi come sincope. Inoltre, alcuni cambiamenti ormonali (p. es., come con malattie della tiroide, mestruazioni, gravidanza) possono causare vertigini. Numerosi farmaci attivi sul sistema nervoso centrale possono provocare vertigini indipendentemente da qualunque effetto tossico sul sistema vestibolare.

Occasionalmente, capogiro e vertigine possono essere psicogeni. I pazienti con disturbi da panico, sindrome da iperventilazione, ansia o depressione possono presentarsi lamentando capogiri.

Nei pazienti anziani, le vertigini sono spesso multifattoriali in conseguenza di effetti avversi di farmaci e riduzione, correlata all'età, delle capacità visive, vestibolari e propriocettive. Due delle cause più frequenti specifiche sono patologie dell'orecchio interno: vertigine parossistica posizionale benigna e malattia di Ménière.

Tabella
icon

Alcune cause di capogiro e vertigine

Causa

Reperti suggestivi

Approccio diagnostico

Patologie del sistema vestibolare perifericoa,b

Grave e breve (< 1 min) sensazione di rotazione scatenata dal movimento del capo in una direzione specifica

Il nistagmo ha una latenza di 1-10 secondi, è faticabile, e torsionale, battendo verso l'orecchio posto più in basso

Possono essere necessari occhiali di Frenzel per impedire la fissazione

Normale esame audiometrico e neurologico

Manovra di Dix-Hallpike per verificare il caratteristico nistagmo di posizione

Episodi ricorrenti di acufeni monolaterali, perdita dell'udito, sensazione di pienezza dell'orecchio

Audiometria

RM con gadolinio per escludere altre cause

Neurite vestibolare (causa virale sospetta)

Improvvisa vertigine invalidante grave, senza alcuna perdita di udito o altri reperti

Dura fino a 1 settimana, con graduale diminuzione dei sintomi

Può risultare una vertigine posizionale

Valutazione clinica

Talvolta risonanza magnetica con gadolinio

La vertigine posizionale nella neuronite può essere distinta dalla vertigine parossistica posizionale benigna mediante una manovra di Dix-Hallpike

Labirintite (virale o batterica)

Perdita dell'udito, acufeni

Valutazione clinica

TC dell'osso temporale se si sospetta infezione purulenta

Audiometria

RM con gadolinio in caso di perdita dell'udito e acufeni monolaterali

Otite media (acuta o cronica, talvolta con colesteatoma)

Otalgia, esame otoscopico anomalo, compresa secrezione se otite cronica

Anamnesi di infezione

Valutazione clinica

Audiometria

Con il colesteatoma, TC opzionale per escludere formazione di fistola dei canali semicircolari

Trauma (p. es., rottura della membrana timpanica, contusione labirintica, fistola perilinfatica, frattura dell'osso temporale, trauma cranico)

Trauma evidente all'anamnesi

Altri reperti dipendono dalla sede e dall'entità del danno

Valutazione clinica

TC a seconda della causa e dei reperti

Neurinoma del nervo acustico (Schwannoma vestibolare)

Perdita dell'udito monolaterale lentamente progressiva, acufeni, vertigine, perdita dell'equilibrio

Raramente, intorpidimento del volto, debolezza, o entrambi

Audiometria

RM con gadolinio se significativa asimmetria uditiva o acufeni monolaterali

Trattamento con farmaci aminoglicosidici di recente istituzione, solitamente con perdita dell'udito e insufficienza vestibolare bilaterale

Valutazione clinica

Audiometria

Valutazione vestibolare con elettronistagmografia ed esame sulla sedia rotatoria

Herpes zoster oticus (sindrome di Ramsay Hunt)

Colpisce anche il ganglio genicolato, spesso si manifestano ipostenia facciale e perdita del gusto insieme alla perdita dell'udito

La vertigine può comparire ma non è tipica

Vescicole presenti sul padiglione e nel condotto uditivo

Valutazione clinica

Cinetosi cronica (mal de debarquement)

Sintomi persistenti dopo cinetosi acuta

Valutazione clinica

Patologia del sistema vestibolare centraled

Emorragia o infarto del tronco encefalico

Esordio acuto

Il coinvolgimento dell'arteria cocleare può causare sintomi auricolari

Immediata diagnostica per immagini

RM con gadolinio se disponibile, in caso contrario TC

Emorragia o infarto cerebellare

Esordio improvviso, con atassia e altri reperti cerebellari, spesso cefalea

Peggiora rapidamente

Immediata diagnostica per immagini

RM con gadolinio se disponibile, in caso contrario TC

Vertigine episodica, ricorrente, di solito senza sintomi uditivi unilaterali (può avere acufeni in genere bilaterali)

Possibile cefalea, ma spesso anamnesi personale o familiare di emicrania

Fotofobia, fonofobia, aure visive o di altro genere possono comparire e aiutare la diagnosi

Solitamente esame clinico ma con imaging cerebrale, se necessario, per escludere altre cause

Prova di profilassi dell'emicrania

Deficit motori e sensitivi del sistema nervoso centrale, con remissioni ed esacerbazioni recidivanti

RM con gadolinio di encefalo e rachide

Dissezione dell'arteria vertebrale

Spesso dolore a capo e collo

Angio-RM

Insufficienza vertebrobasilare

Episodi intermittenti brevi, a volte con drop attacks, disturbi visivi, confusione

Angio-RM

Disturbo globale della funzione del sistema nervoso centralee

Pallore, ipostenia, talora ricerca sangue occulto nelle feci positiva

Emocromo

Farmaci attivi sul sistema nervoso centralef non ototossici

Farmaci recentemente introdotti o la cui dose è stata aumentata; farmaci multipli, particolarmente in un paziente anziano

Sintomi non correlati al movimento o alla posizione

Valutazione clinica

A volte, livelli di farmaco (alcuni anticonvulsivanti)

Prova di sospensione

Ipoglicemia (generalmente causata da farmaci per il diabete)

Recente aumento della dose

A volte sudorazione

Test della glicemia al dito (durante i sintomi, se possibile)

Ipotensione (causata da disturbi cardiaci, anti-ipertensivi, perdita di sangue, disidratazione, ipotensione ortostatica o sindromi tra cui sindrome di tachicardia posturale ortostatica e altre disautonomie)

Insorgenza dei sintomi, a volte con stimolazione vagale (p. es., minzione), ma non con movimento della testa o durante il decubito

Manifestazione possibilmente dominata dalle cause (p. es., perdita di sangue, diarrea)

Segni vitali ortostatici, talvolta con test alla tavola inclinabile, ECG

Altre valutazioni dirette alla causa che si sospetta

Tachipnea

Spesso anamnesi di patologia polmonare

Pulsossimetria

Altre causee

Gravidanza

Può essere non riconosciuta

Test di gravidanza

Psichiatriche (p. es., attacchi di panico, sindrome da iperventilazione, ansia, depressione)

Sintomi cronici, brevi, ricorrenti

Non correlati a movimento o posizione ma possono comparire con stress o agitazione

Esami neurologici ed otologici normali

Inizialmente il paziente può ricevere una diagnosi di disfunzione vestibolare periferica e non risponde a un trattamento appropriato

Valutazione clinica

Sintomi cronici con perdita dell'udito bilaterale, fluttuante, con episodiche vertigini

Audiometria

Sierologia per sifilide

Variazioni del peso

Intolleranza al caldo o freddo

Valutazione della funzione tiroidea

aI sintomi sono tipicamente parossistici, gravi, ed episodici piuttosto che continui. Sintomi dell'orecchio (p. es., acufeni, pienezza dell'orecchio, perdita dell'udito) generalmente indicano un disturbo periferico. La perdita di coscienza non è associata a vertigini dovute a patologia vestibolare periferica.

bI disturbi del sistema vestibolare periferico sono elencati secondo un ordine approssimativo di frequenza di comparsa.

cNumerosi farmaci, tra cui aminoglicosidi, clorochina, furosemide e chinino. Numerosi altri farmaci sono ototossici ma hanno più effetto sulla coclea che sull'apparato vestibolare.

dI sintomi dell'orecchio sono raramente presenti, ma disturbi di deambulazione/equilibrio sono comuni. Il nistagmo non è inibito dalla fissazione visiva.

eQueste cause non provocano sintomi dell'orecchio (p. es., perdita dell'udito, acufeni) o deficit neurologico focale (a volte si verifica con ipoglicemia). I sintomi vertiginosi sono rari, ma sono stati segnalati.

fCi sono numerosi farmaci, compresa la maggior parte di ansiolitici, anticonvulsivanti, antidepressivi, antipsicotici, e sedativi. Vengono anche inclusi i farmaci usati per trattare le vertigini.

Valutazione

Anamnesi

L'anamnesi della malattia attuale deve indagare le sensazioni percepite; una domanda aperta è migliore (p. es., "diverse persone utilizzano la parola vertigini in modo diverso. Potreste descrivermi nel modo più completo possibile cosa avvertite?"). Domande brevi, specifiche, per definire se la sensazione sia di mancamento, di testa leggera, di perdita di equilibrio o di vertigine, possono portare una certa chiarezza, ma sforzi continui per assegnare il paziente a una categoria sono inutili. Altri elementi sono più preziosi e chiari:

  • Gravità dell'episodio iniziale

  • Gravità e caratteristiche dei successivi episodi

  • Sintomi continui o episodici

  • Se episodici, frequenza e durata

  • Fattori scatenanti e che danno sollievo (ossia, innescati da cambiamenti di posizione della testa o del corpo)

  • Sintomi uditivi associati (p. es., perdita dell'udito, sensazione di pienezza all'orecchio, acufeni)

  • Gravità e inabilità correlata

Il paziente ha avuto un singolo, improvviso evento acuto, o il capogiro è divenuto cronico e recidivante? Il primo episodio è stato il più grave (crisi vestibolare)? Quanto durano gli episodi, e cosa sembra scatenarli e peggiorarli? Si deve interrogare specificamente il paziente circa la correlazione degli episodi con i movimenti del capo, l'alzarsi, il trovarsi in situazioni ansiogene o stressanti, e le mestruazioni. Importanti sintomi associati comprendono cefalea, perdita dell'udito, acufeni, nausea e vomito, riduzione della vista, ipostenia focale e difficoltà nel camminare. Si deve stimare l'entità dell'impatto sulla vita del paziente: il paziente è caduto? Il paziente è riluttante a guidare o uscire di casa? Il paziente ha perduto giorni lavorativi?

La rassegna dei sistemi deve cercare sintomi di disturbi causali, compresi sintomi di infezione delle alte vie respiratorie (patologie dell'orecchio interno); dolore al petto, palpitazioni, o entrambi (malattie cardiache); dispnea (malattia polmonare); feci scure (anemia causata da perdita di sangue gastrointestinale); e cambiamento di peso o di calore o di intolleranza al freddo (malattie della tiroide).

L'anamnesi patologica remota richiama l'attenzione sulla presenza di recente trauma cranico (generalmente evidente dall'anamnesi), emicrania, diabete, malattie cardiache, malattie polmonari, e abuso di sostanze e alcol. Oltre a identificare tutti gli attuali farmaci, l'anamnesi farmacologica deve stabilire recenti variazioni di farmaci, dosaggi, o entrambi.

Esame obiettivo

L'esame inizia con una rassegna dei parametri vitali, tra cui presenza di febbre, polso rapido o irregolare, e pressione arteriosa in posizione clinostatica e ortostatica, notando eventuali cadute della pressione arteriosa in posizione eretta (ipotensione ortostatica) e se la posizione eretta provoca sintomi. Se la posizione eretta provoca in effetti i sintomi, quelli posturali vanno distinti da quelli scatenati dal movimento del capo facendo ritornare il paziente alla posizione supina fino a quando i sintomi scompaiono e quindi ruotando il capo.

Le valutazioni otologiche e neurologiche sono fondamentali. In particolare, con il paziente supino, vengono controllati gli occhi per la presenza, la direzione e la durata del nistagmo spontaneo. Si osservano direzione e durata del nistagmo e sviluppo di vertigini.

Si esegue una valutazione generale dell'udito al letto del paziente, si ispeziona il canale uditivo alla ricerca di secrezione e corpi estranei, e si valuta la membrana timpanica alla ricerca di segni di infezione o perforazione.

La funzione cerebellare è determinata valutando l'andatura ed eseguendo un test dito-naso e un test di Romberg (vedi Come valutare la sensibilità). Il test di Fukuda della marcia (marciando sul posto con gli occhi chiusi, precedentemente noto come test di Unterberger) può essere fatto da specialisti per rilevare una lesione vestibolare monolaterale. Viene quindi eseguito il resto dell'esame neurologico, comprese le valutazioni degli altri nervi cranici.

Nistagmo

Il nistagmo è un movimento ritmico degli occhi che può essere determinato da varie cause. Le malattie vestibolari possono provocare un nistagmo a causa dell'interconnessione tra il sistema vestibolare e i nuclei oculomotori. La presenza di nistagmo vestibolare aiuta a identificare patologie vestibolari e, talvolta, differenzia la vertigine centrale da quella periferica. Il nistagmo vestibolare ha una componente lenta causata da input vestibolari e una componente veloce, correttiva, che causa movimento nella direzione opposta. La direzione del nistagmo è definita dalla direzione della componente veloce perché è più facile da osservare. Il nistagmo può essere rotatorio, verticale o orizzontale e può verificarsi spontaneamente, fissando lo sguardo o con i movimenti del capo.

L'accertamento iniziale del nistagmo viene effettuato con il paziente supino con sguardo non focalizzato (per evitare la fissazione dello sguardo si possono utilizzare lenti a +30 diottrie o lenti di Frenzel). Il paziente viene quindi lentamente ruotato in posizione laterale sinistra e quindi destra. Si osservano direzione e durata del nistagmo. Se non si ritrova nistagmo, si esegue la manovra di Dix-Hallpike (o Barany). In questa manovra, il paziente è seduto eretto sul lettino in modo che quando si corica il capo sporga oltre il bordo. Mediante l'aiuto dell'operatore, il paziente viene rapidamente portato in posizione orizzontale con il capo esteso di 45° sotto il piano orizzontale e ruotato di 45° a sinistra. Si osservano direzione e durata del nistagmo e sviluppo di vertigini. Il paziente è riportato in posizione seduta e si ripete la manovra con rotazione a destra. Qualunque posizione o manovra che causi un nistagmo deve essere ripetuta per controllare se è soggetto al fenomeno dell'affaticamento.

Il nistagmo secondario a disfunzioni del sistema nervoso periferico ha un periodo di latenza di 3-10 secondi e si esaurisce rapidamente, mentre il nistagmo secondario a cause del sistema nervoso centrale non ha periodo di latenza e non va incontro ad affaticamento. Durante il nistagmo provocato il paziente viene istruito a focalizzare lo sguardo su un oggetto. Il nistagmo causato da malattie periferiche viene inibito dalla fissazione visiva. Poiché le lenti di Frenzel inibiscono la fissazione visiva, devono essere rimosse per valutare la fissazione visiva.

La stimolazione termica del condotto uditivo esterno induce nistagmo in un soggetto con un apparato vestibolare intatto. L'impossibilità di indurre nistagmo o una differenza > 20-25% nella velocità della fase lenta di nistagmo tra i lati suggeriscono una lesione sul lato della risposta ridotta. La quantificazione della risposta calorica è effettuata meglio con elettronistagmografia formale (computerizzata).

La capacità del sistema vestibolare di rispondere alla stimolazione periferica può essere valutata al letto del paziente. Si deve prestare attenzione a non irrigare un orecchio con una perforazione della membrana timpanica nota o un'infezione cronica. Con il paziente in posizione supina e la testa sollevata di 30°, ciascun orecchio viene irrigato in modo sequenziale con 3 mL di acqua fredda. In alternativa, possono essere utilizzati 240 mL di acqua calda (da 40 a 44° C), avendo cura di non scottare il paziente con acqua eccessivamente calda. L'acqua fredda induce un nistagmo verso il lato opposto; l'acqua calda induce un nistagmo verso lo stesso lato. Un aiuto mnemonico può essere COWS (Cold to the Opposite and Warm to the Same [freddo controlateralmente e caldo omolateralmente]).

Segni d'allarme

I seguenti reperti destano una particolare preoccupazione:

  • Dolore a capo o collo

  • Atassia

  • Perdita di coscienza

  • Deficit neurologico focale

  • Gravi sintomi, continui per > 1 h

Interpretazione dei reperti

Tradizionalmente, la diagnosi differenziale si basa sulla natura esatta del disturbo principale (ossia, distinguere disequilibrio da sensazione di testa leggera o dalle vertigini). Tuttavia, l'incostanza delle descrizioni dei pazienti e la scarsa specificità dei sintomi rendono questo approccio inaffidabile. Un migliore approccio pone un maggior accento sull'esordio e l'andamento temporale dei sintomi, i fattori scatenanti, e i sintomi e reperti associati, particolarmente quelli otologici e neurologici.

Alcune associazioni di reperti clinici sono altamente indicative (vedi tabella Alcune cause di capogiro e vertigine), soprattutto quelle che aiutano a distinguere le patologie vestibolari periferiche da quelle centrali.

  • Periferici: sintomi dell'orecchio (p. es., acufeni, pienezza dell'orecchio, perdita dell'udito) generalmente indicano un disturbo periferico. Essi sono in genere associati a vertigini e non a disequilibrio generalizzato (a meno che causato da deficit vestibolare periferico non compensato). I sintomi sono di solito parossistici, gravi ed episodici; un capogiro continuo raramente è dovuto a una vertigine periferica. La perdita di coscienza non è associata a vertigini dovute a patologia vestibolare periferica.

  • Centrali: i sintomi auricolari sono raramente presenti, mentre è frequente un'alterazione di deambulazione/equilibrio. Il nistagmo non è inibito dalla fissazione visiva.

Esami

I pazienti con un attacco improvviso in corso devono essere sottoposti a pulsossimetria ed esame della glicemia digitale. Le donne devono eseguire un test di gravidanza. La maggior parte dei medici chiede anche un ECG. Sono eseguiti altri test in base ai reperti clinici (vedi tabella Alcune cause di capogiro e vertigine), ma generalmente la RM con gadolinio è indicata in pazienti con sintomi acuti che hanno cefalea, anomalie neurologiche, o qualsiasi altro reperto suggestivo di un'eziologia a carico del sistema nervoso centrale.

I pazienti con sintomi cronici devono essere sottoposti a una RM con mezzo di contrasto alla ricerca di segni di ictus, sclerosi multipla o altre lesioni del sistema nervoso centrale.

I pazienti per i quali i risultati dei test uditivi iniziali e della funzione vestibolare sono anormali o equivoci devono essere sottoposti a una valutazione formale con audiometria ed elettronistagmografia.

Possono essere eseguiti ECG, Holter per anomalie del ritmo cardiaco, ecocardiografia e test da sforzo fisico per valutare la funzione cardiaca.

Gli esami di laboratorio sono raramente utili, salvo per pazienti con vertigini croniche e perdita dell'udito bilaterale, per i quali è indicata una sierologia per sifilide.

Trattamento

Il trattamento è diretto alla causa, e comprende sospensione, riduzione o cambiamento di eventuali farmaci causali.

Se è presente un disturbo vestibolare e ritenuto essere secondario a malattia di Ménière o a neurite vestibolare o labirintite attive, gli abbattitori più efficaci del nervo vestibolare sono diazepam (da 2 a 5 mg per via orale ogni 6-8 h, con dosi più alte somministrate sotto supervisione per vertigini gravi) o antistaminici orali/anticolinergici (p. es., meclizina 25-50 mg 3 volte/die). Tutti questi farmaci possono causare intensa sonnolenza, il che limita quindi il loro uso per certi pazienti. La nausea può essere trattata con proclorperazina 10 mg 4 volte/die IM o 25 mg 2 volte/die per via rettale. La vertigine associata alla vertigine parossistica posizionale benigna viene trattata con la manovra di Epley (riposizionamento degli otoliti) praticata da un professionista esperto. La malattia di Ménière viene trattata meglio da un otorinolaringoiatra formato nella gestione di questa patologia cronica, ma la gestione iniziale consiste in una dieta a basso contenuto di sali e un diuretico risparmiatore di potassio.

I pazienti con vertigini persistenti o ricorrenti secondarie a deficit vestibolare unilaterale (per esempio secondarie a neurite vestibolare) generalmente traggono beneficio dalla terapia di riabilitazione vestibolare praticata da un fisioterapista esperto. La maggior parte dei pazienti compensa bene, benché alcuni, specialmente i più anziani, abbiano più difficoltà. La fisioterapia può anche fornire importanti informazioni sulla sicurezza per pazienti anziani o particolarmente invalidati.

Elementi di geriatria

Quando le persone invecchiano, gli organi coinvolti nell'equilibrio divengono meno funzionali. Per esempio, la visione in condizioni di scarsa luce diviene più difficile, le strutture dell'orecchio interno si deteriorano, la propriocezione diviene meno sensibile, e i meccanismi che controllano la pressione arteriosa divengono meno responsivi (p. es., ai cambi di postura, e alle esigenze postprandiali). Le persone anziane hanno anche maggiore probabilità di presentare patologie cardiache o cerebrovascolari che possono contribuire ai capogiri. Hanno anche un numero maggiore di probabilità di stare assumendo farmaci che possono causare capogiri, inclusi quelli per ipertensione, angina, scompenso cardiaco, convulsioni, ansia, come pure certi antibiotici, antistaminici, e farmaci per favorire il sonno. Pertanto, un capogiro nei pazienti anziani di solito ha più di una causa.

Benché spiacevoli a ogni età, le conseguenze di capogiri e vertigini sono particolarmente problematiche nei soggetti anziani. I pazienti fragili sono a rischio significativo di cadute con conseguenti fratture; la loro paura di muoversi e cadere spesso riduce significativamente la loro capacità di svolgere le attività quotidiane.

In aggiunta al trattamento delle cause specifiche, i pazienti anziani con capogiro o vertigini possono trarre beneficio dalla fisioterapia e da esercizi per rinforzare i muscoli e aiutare a conservare una deambulazione indipendente il più a lungo possibile.

Punti chiave

  • Sintomi vaghi o descritti in maniera incostante possono ancora essere associati a patologie gravi.

  • Si devono ricercare patologie cerebrovascolari ed effetti dei farmaci, soprattutto in pazienti anziani.

  • Le patologie del sistema vestibolare periferico devono essere distinte da quelle del sistema vestibolare centrale.

  • Si deve eseguire un immediato studio di neuroimaging quando i sintomi sono accompagnati da cefalea, anomalie neurologiche o entrambe.

Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

Video

Vedi Tutto
Come rimuovere il cerume
Video
Come rimuovere il cerume
Modelli 3D
Vedi Tutto
Punti di riferimento anatomici della laringe
Modello 3D
Punti di riferimento anatomici della laringe

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE