Sindrome da iperventilazione

DiRebecca Dezube, MD, MHS, Johns Hopkins University
Reviewed ByM. Patricia Rivera, MD, University of Rochester Medical Center
Revisionato/Rivisto Modificata nov 2025
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Visualizzazione l’educazione dei pazienti

La sindrome da iperventilazione è una dispnea e tachipnea spesso accompagnate da sintomi sistemici, senza una causa organica, ma spesso può essere correlata all'ansia. Può essere acuta o cronica. Non esistono criteri diagnostici ampiamente accettati e altri disturbi devono essere esclusi. Il trattamento è di supporto.

La sindrome da iperventilazione è un disturbo respiratorio funzionale, spesso associato all'ansia, caratterizzato da una ventilazione alveolare in eccesso rispetto alle esigenze metaboliche, che porta a ipocapnia episodica o sostenuta e alcalosi respiratoria in assenza di una causa organica alternativa. La sindrome da iperventilazione è di più frequente riscontro in giovani donne ma può interessare entrambi i sessi a qualunque età (1). A volte è esacerbata da eventi emotivamente stressanti. La sindrome da iperventilazione è distinta dal disturbo di panico, sebbene le condizioni si sovrappongano; circa il 50% dei pazienti con ciascun disturbo presenta evidenza dell'altro (2). Anche l'asma coesiste in un'ampia percentuale di pazienti e può essere diagnosticata erroneamente o essere atipica (3).

Riferimenti generali

  1. 1. Pfortmueller CA, Pauchard-Neuwerth SE, Leichtle AB, Fiedler GM, Exadaktylos AK, Lindner G: Primary Hyperventilation in the Emergency Department: A First Overview. PLoS One 10(6):e0129562, 2015. doi:10.1371/journal.pone.0129562

  2. 2. Cowley DS, Roy-Byrne PP: Hyperventilation and panic disorder. Am J Med 83(5):929-937, 1987. doi:10.1016/0002-9343(87)90654-1

  3. 3. Tiotiu A, Ioan I, Poussel M, Schweitzer C, Kafi SA: Comparative analysis between available challenge tests in the hyperventilation syndrome. Respir Med 179:106329, 2021. doi:10.1016/j.rmed.2021.106329

Sintomatologia della sindrome da iperventilazione

I pazienti con sindrome da iperventilazione si presentano con dispnea a volte di intensità tale che possono paragonarla all'asfissia. Può essere accompagnata da agitazione e da un senso di terrore o paura, dolore toracico, tremori, parestesie (periferiche e periorali), tetania periferica (p. es., rigidità delle dita o delle braccia), presincope (con vertigini) o sincope o talvolta da una combinazione di tutti questi sintomi. La tetania può verificarsi perché l'alcalosi respiratoria può portare sia a ipofosfatemia sia a ipocalcemia. Alla visita, i pazienti possono apparire ansiosi, tachipnoici o con entrambe le caratteristiche; l'esame obiettivo è poco significativo.

Diagnosi della sindrome da iperventilazione

  • Accertamenti per escludere altre diagnosi (RX torace, ECG, pulsossimetria)

La sindrome da iperventilazione è una diagnosi di esclusione; la sfida è utilizzare gli esami e le risorse in modo appropriato, per distinguere questa sindrome da diagnosi più gravi.

I test di primo livello comprendono:

  • Pulsossimetria

  • Radiografia del torace

  • ECG

Nella sindrome da iperventilazione, la pulsossimetria evidenzia una saturazione di ossigeno pari o vicina al 100%. La RX torace è tipicamente normale. L'ECG deve essere eseguito per rilevare un'ischemia miocardica, anche se la stessa sindrome da iperventilazione può causare slivellamenti del tratto ST, inversioni dell'onda T e un allungamento dell'intervallo QT. In ambito ambulatoriale, può essere eseguito un test cardiopolmonare da sforzo (1). Il test di provocazione dell'iperventilazione (in cui si chiede al paziente di iperventilare volontariamente per un periodo prestabilito per indurre ipocapnia e successivamente si osservano i sintomi e le risposte fisiologiche) può essere superiore al test da sforzo (2). Il Questionario di Nijmegen è uno strumento che quantifica e valuta i sintomi soggettivi compatibili con l'iperventilazione, sebbene un punteggio elevato possa non essere diagnostico di una particolare sindrome (3).

Le misurazioni dell'emogasanalisi sono necessarie qualora vengano sospettate altre cause di iperventilazione, come l'acidosi metabolica.

Occasionalmente, la sindrome da iperventilazione non è distinguibile da un'embolia polmonare acuta, per cui possono rivelarsi necessari gli esami per diagnosticare un'embolia polmonare (p. es., D-dimero, scintigrafia ventilatoria/perfusionale, angio-TC).

Calcolatore Clinico

Riferimenti relativi alla diagnosi

  1. 1. Brat K, Stastna N, Merta Z, Olson LJ, Johnson BD, Cundrle I Jr: Cardiopulmonary exercise testing for identification of patients with hyperventilation syndrome. PLoS One 14(4):e0215997, 2019. doi:10.1371/journal.pone.0215997

  2. 2. Tiotiu A, Ioan I, Poussel M, Schweitzer C, Kafi SA: Comparative analysis between available challenge tests in the hyperventilation syndrome. Respir Med 179:106329, 2021. doi:10.1016/j.rmed.2021.106329

  3. 3. van Dixhoorn J, Folgering H. The Nijmegen Questionnaire and dysfunctional breathing. ERJ Open Res 1(1):00001-2015, 2015. doi:10.1183/23120541.00001-2015

Trattamento della sindrome da iperventilazione

  • Counseling di supporto

  • A volte trattamento psichiatrico o psicologico

Il trattamento dell'iperventilazione acuta è principalmente educazione e rassicurazione (1). A causa della scarsità di solide evidenze cliniche, i trattamenti in fase acuta sono spesso empirici.

Alcuni medici raccomandano di insegnare al paziente tecniche di respirazione strutturate (integrate nella terapia cognitivo-comportamentale), che includono l'espirazione massimale e rallentata e la respirazione diaframmatica.

La terapia cognitivo-comportamentale può essere necessaria poiché la maggior parte dei pazienti con sindrome da iperventilazione richiede un trattamento per i disturbi dell'umore o d'ansia sottostanti; il trattamento appropriato include anche tecniche di riduzione dello stress, psicoterapia (p. es., con ansiolitici, antidepressivi, litio) o una combinazione di queste modalità.

Riferimento relativo al trattamento

  1. 1. Wheatley CE: Hyperventilation syndrome: a frequent cause of chest pain. Chest 68(2):195–199, 1975. doi:10.1378/chest.68.2.195

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