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Dispositivi intrauterini (Intra-Uterine Device, IUD)

Di

Frances E. Casey

, MD, MPH, Virginia Commonwealth University Medical Center

Ultima revisione/verifica completa mag 2020| Ultima modifica dei contenuti mag 2020
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I fatti in Breve
Risorse sull’argomento

I dispositivi intrauterini (IUD) sono piccoli dispositivi flessibili di plastica a forma di T, inseriti nell’utero.

Uno IUD viene lasciato in sede per 3, 5 o 10 anni, a seconda del tipo o fino a quando la donna non desidera rimuoverlo. Deve essere inserito e rimosso da un medico o da altri operatori sanitari. L’inserimento richiede solo pochi minuti. Anche l’estrazione è rapida e in genere causa un fastidio minimo.

I dispositivi IUD inibiscono la gravidanza perché

  • uccidono o immobilizzano gli spermatozoi

  • impediscono agli spermatozoi di fecondare l’ovulo

  • creano una reazione infiammatoria nell’utero tossica per lo sperma

Informazioni sugli IUD

I dispositivi intrauterini (IUD) vengono inseriti dal medico nell’utero della donna attraverso la vagina. Sono realizzati in plastica modellata. Due tipi di IUD rilasciano un progestinico chiamato levonorgestrel. L’altro tipo è a forma di T ed è dotato di un filo di rame avvolto intorno allo stelo e ai bracci della T a cui è attaccata una stringa di plastica che consente alla donna di accertarsi che il dispositivo sia al suo posto e al medico di estrarlo facilmente.

Informazioni sugli IUD

Negli Stati Uniti, circa il 12% delle donne che fanno uso di contraccezione usa uno IUD. Sempre più donne ne fanno uso grazie ai vantaggi che presentano rispetto ai contraccettivi orali:

  • sono molto efficaci

  • non hanno effetti generali e sistemici (diffusi a tutto l’organismo)

  • richiedono una scelta del contraccettivo ogni tre, cinque o dieci anni.

Negli Stati Uniti sono attualmente disponibili cinque tipi di IUD.

Quattro di essi rilasciano un progestinico (levonorgestrel), Uno è efficace per 3 anni e gli altri per almeno 5 anni. Durante tale periodo, solo circa lo 0,9% delle donne inizia una gravidanza con lo IUD valido per 3 anni, e circa lo 0,7-1,5% di quelle che usano uno IUD valido per 5 anni.

Il quinto tipo, che contiene rame, è efficace per almeno 10 anni. Quando viene lasciato in sede per 12 anni, meno del 2% delle donne ha una gravidanza.

Un anno dopo la rimozione, l’80-90% delle donne che tenta di concepire ottiene una gravidanza.

Lo IUD può essere usato dalla maggior parte delle donne, comprese quelle che non hanno partorito e le adolescenti. Gli IUD non devono essere utilizzati se si è in presenza delle seguenti condizioni:

Le credenze religiose che proibiscono l’aborto non vietano l’uso dello IUD, in quanto questi dispositivi non impediscono il concepimento causando l’aborto di un ovulo fecondato. Tuttavia, nella contraccezione d’emergenza Contraccezione d’emergenza Si ricorre alla contraccezione d’emergenza dopo un rapporto sessuale non protetto o se un metodo contraccettivo non funziona (ad esempio il preservativo si rompe). La contraccezione d’emergenza... maggiori informazioni dopo un rapporto non protetto lo IUD di rame può impedire all’ovulo fecondato di impiantarsi nell’utero.

Se la donna non ha avuto rapporti non protetti dall’ultima mestruazione, il dispositivo può essere inserito in qualsiasi momento durante il ciclo mestruale. In caso contrario si esegue un test di gravidanza prima di inserire il dispositivo, e si consiglia di utilizzare un altro metodo di contraccezione fino al risultato del test. Prima di inserire lo IUD è necessario escludere una gravidanza, a meno che la donna non intenda utilizzare il dispositivo quale contraccettivo d’emergenza dopo un rapporto non protetto. In questi casi un dispositivo in rame impedisce una gravidanza indesiderata. Se viene inserito entro cinque giorni da un rapporto non protetto, il dispositivo in rame è efficace pressoché al 100% come contraccettivo d’emergenza. Successivamente, se la donna lo desidera, può essere lasciato in sede quale contraccettivo a lungo termine. I dispositivi a rilascio di levonorgestrel non vengono usati in situazioni d’emergenza, quindi la gravidanza va esclusa prima di inserirli.

Prima che il dispositivo venga inserito, i medici possono consigliare esami per malattie a trasmissione sessuale (MTS) in base ai fattori di rischio della donna. Tuttavia, i medici non devono attendere i risultati dei test delle MTS prima di inserire lo IUD. Se i risultati sono positivi, la MTS viene trattata e il dispositivo viene lasciato in sede. Se le donne presentano una secrezione che contiene pus, lo IUD non viene inserito. In tali casi si esegue il test per le MTS e viene immediatamente avviata terapia antibiotica, senza attendere i risultati dei test.

Gli IUD possono essere inseriti immediatamente dopo un aborto, spontaneo o voluto, avvenuto nel 1° o 2° trimestre e subito dopo l’espulsione della placenta dopo un parto cesareo.

Al momento dell’inserimento, l’utero viene leggermente contaminato dai batteri, ma è raro che si verifichi un’infezione. Le stringhe attaccate ai dispositivi non consentono l’accesso ai batteri. Il dispositivo aumenta il rischio di infezione pelvica solo nel primo mese dopo l’applicazione. L’eventuale infezione va trattata con antibiotici. Lo IUD può essere lasciato in sede, purché l’infezione non persista dopo il trattamento.

Possibili problemi

Il sanguinamento e il dolore sono i principali motivi che inducono a richiedere la rimozione di un dispositivo intrauterino e sono responsabili di oltre la metà di tutte le rimozioni eseguite prima del termine. Il dispositivo in rame aumenta la quantità di sanguinamento mestruale e può causare crampi, spesso alleviati con FANS. Gli IUD a rilascio di levonorgestrel riducono la quantità di sanguinamento mestruale e, a distanza di 1 anno, il sanguinamento mestruale cessa del tutto nel 6% circa delle donne che usano uno IUD triennale e nel 20% delle donne che usano il tipo quinquennale.

Di norma gli IUD vengono espulsi da meno del 5% delle donne nel primo anno dopo l’inserimento, spesso nelle prime settimane, Talvolta la donna non si accorge dell’espulsione. In genere, fili di plastica fissati al dispositivo intrauterino consentono alla donna di controllare saltuariamente, soprattutto dopo un ciclo mestruale, che sia ancora in sede. Tuttavia, normalmente l’espulsione o una posizione errata dello IUD comportano sanguinamento o dolore. Se viene impiantato un nuovo dispositivo dopo l’espulsione del primo, di solito resta in sede. Se i medici sospettano che il dispositivo sia stato espulso, le donne devono utilizzare un’altra forma di contraccezione fino a quando il problema si risolve.

Raramente, durante l’impianto, l’utero viene lacerato (perforato). Spesso la perforazione è asintomatica e viene scoperta quando una donna non riesce a trovare i fili di plastica e l’ecografia o una radiografia mostrano che lo IUD è situato fuori dall’utero. In caso di perforazione dell’utero e di passaggio nella cavità addominale, lo IUD deve essere asportato chirurgicamente, talvolta mediante laparoscopia Laparoscopia Talvolta il medico raccomanda test di screening, vale a dire esami che consentono di individuare disturbi in persone asintomatiche. Se le donne presentano sintomi correlati all’apparato riproduttivo... maggiori informazioni Laparoscopia , per evitare lesioni e cicatrici nell’intestino.

In caso di concepimento con IUD in sede, aumentano le probabilità di una gravidanza ectopica. Ciononostante, tale rischio è notevolmente inferiore per le donne che utilizzano un dispositivo intrauterino rispetto alle donne che non usano alcun metodo contraccettivo, in quanto il primo previene efficacemente le gravidanze.

Possibili benefici

Lo IUD a rilascio di levonorgestrel quinquennale è anche un trattamento efficace per le donne che hanno cicli mestruali abbondanti.

Gli IUD di rame possono fornire efficace contraccezione per le donne che non possono utilizzare metodi ormonali.

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