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Panoramica sui problemi comportamentali dei bambini

Di

Stephen Brian Sulkes

, MD, Golisano Children’s Hospital at Strong, University of Rochester School of Medicine and Dentistry

Ultima revisione/verifica completa feb 2018| Ultima modifica dei contenuti feb 2018
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Crescendo, i bambini acquisiscono diverse capacità. Alcune, come il controllo delle urine e delle feci, dipendono soprattutto dal livello di maturazione del sistema nervoso. Altre, come il comportamento appropriato da tenere in casa e a scuola, dipendono dalla complicata interazione tra lo sviluppo fisico e intellettivo (cognitivo) del bambino, dalla salute, dal carattere e dal rapporto con i genitori, gli insegnanti e le persone che si occupano di lui (vedere anche Sviluppo infantile). Altri comportamenti, come succhiarsi il pollice, si sviluppano quando i bambini cercano modi per affrontare lo stress. Altri comportamenti ancora si sviluppano in risposta allo stile genitoriale.

I problemi comportamentali e dello sviluppo possono diventare talmente gravi da minare i rapporti normali fra il bambino e gli altri o interferire con lo sviluppo emotivo, sociale e intellettivo. Alcuni problemi comportamentali sono

La maggior parte di questi problemi deriva dalle normali abitudini comportamentali che i bambini acquisiscono facilmente.

Alcuni problemi comportamentali, come bagnare il letto ( Incontinenza urinaria nei bambini), possono essere lievi e risolversi rapidamente e spontaneamente nell’ambito del normale sviluppo. Altri problemi, come quelli che insorgono nei bambini con disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder, ADHD), possono richiedere un trattamento continuativo.

Comportamenti legati a stress del bambino

Ogni bambino affronta lo stress in modo diverso. Alcuni comportamenti che aiutano i bambini ad affrontare lo stress comprendono: succhiare il pollice, mordicchiare le unghie e, talvolta, sbattere la testa.

Succhiarsi il pollice

Succhiare il pollice o il ciuccio costituisce un comportamento normale della prima infanzia; la maggior parte dei bambini interrompe tale abitudine verso 1-2 anni, ma alcuni la mantengono in età scolare. Succhiare occasionalmente il pollice è normale nei momenti di stress, ma la suzione abituale dopo i 5 anni può alterare la forma del palato, causare disallineamento dei denti e portare a dispetti da parte di altri bambini. Talvolta la costante suzione del pollice può essere il segno di un sottostante disturbo emotivo.

Alla fine, tutti i bambini smettono di succhiare il pollice. I genitori devono intervenire solo se consigliati dal dentista o nel caso in cui ritengano che la suzione del pollice da parte del bambino determini effetti negativi in ambito sociale. I genitori devono incoraggiare dolcemente il bambino e fargli capire perché è giusto interrompere questa abitudine. Quando il bambino mostra di voler smettere, come primo passo è utile ricordargli con calma il suo proposito. Successivamente, si possono porre direttamente sul pollice del bambino alcune ricompense simboliche, come una fascia colorata o smalto per le unghie, oppure disegnare sul dito una stella avvalendosi di un pennarello non tossico. Se necessario, si possono adottare ulteriori misure, come porre una protezione di plastica sul pollice, immobilizzare il gomito durante la notte per impedire al bambino di piegarlo oppure stendere sull’unghia una sostanza amara. Tuttavia, nessuna di queste misure deve essere usata contro la volontà del bambino.

Mangiarsi le unghie (onicofagia)

Mordicchiare le unghie costituisce un problema comune nei bambini piccoli. Questa abitudine scompare generalmente con l’età, ma è tipicamente correlata allo stress e all’ansia. Ai bambini motivati si può insegnare a sostituire questa abitudine con altre (ad esempio, roteare una matita). Il comportamento positivo può essere rafforzato dando al bambino delle ricompense, maggiori se riesce a evitare il comportamento sbagliato. Ad esempio, al bambino vengono dati 10 centesimi la mattina e alla sera questi deve restituirne 1 per ogni unghia mangiata durante il giorno.

Battere il capo e dondolare ritmicamente

Battere il capo e dondolare ritmicamente sono gesti frequenti tra i bambini sani. Pur allarmando i genitori, i bambini non sembrano manifestare un senso di angoscia e in realtà sembrano trarre conforto da tali movimenti.

Solitamente, i bambini smettono di dondolarsi, rotolarsi e battere il capo tra i 18 mesi e i 2 anni, anche se le stesse azioni sono spesso compiute da bambini più grandi e adolescenti.

Anche i bambini con autismo e altri problemi di sviluppo possono battere la testa o compiere altri movimenti ripetitivi. Tuttavia, tali condizioni sono associate a sintomi aggiuntivi che riflettono una diagnosi precisa.

Sebbene i bambini non si feriscano quasi mai nell’assumere tali comportamenti, questo rischio (e il rumore) può essere ridotto tenendo il lettino lontano dal muro, applicando un’imbottitura al suo interno, togliendo le rotelle o ponendo sotto di esse dei tappeti di protezione.

Problemi comportamentali e stile genitoriale

Lodi e ricompense possono favorire un comportamento positivo. Se i genitori sono molto impegnati, potrebbero prestare attenzione ai propri figli solo in caso di comportamenti negativi, il che potrebbe risultare controproducente. Poiché la maggior parte dei bambini preferisce attirare l’attenzione con un comportamento inadeguato piuttosto che non ricevere alcuna attenzione, i genitori devono creare ogni giorno momenti dedicati alle interazioni positive con il bambino per evitare aumenti dei comportamenti inappropriati.

Alcuni problemi di comportamento relativamente minori possono essere causati dagli stili genitoriali.

I problemi dell’interazione tra genitore e bambino sono difficoltà nei rapporti tra un bambino e i suoi genitori, che possono insorgere nei primi mesi di vita. Il rapporto può essere teso a causa di

  • gravidanza o parto difficile

  • depressione post-partum della madre

  • inadeguato sostegno alla madre da parte del padre del bambino, dei parenti o degli amici

  • genitori indifferenti

Alimentazione e orari del sonno del bambino non prevedibili contribuiscono a creare tensioni. La maggior parte dei bambini non dorme per tutta la notte fino a 3-4 mesi. I rapporti tesi possono rallentare lo sviluppo delle capacità mentali e relazionali del bambino e causare un ritardo nella crescita.

Un medico o un infermiere può valutare il temperamento individuale di un bambino e offrire ai genitori delle informazioni sul suo sviluppo e dei consigli utili per favorire una migliore crescita. I genitori possono quindi essere in grado di maturare aspettative più realistiche, accettare i propri sensi di colpa e le situazioni di conflitto e tentare di ricostruire una relazione sana. Se la relazione non viene ricucita, il bambino può continuare ad avere problemi.

Le aspettative non realistiche contribuiscono alla percezione di problemi comportamentali. Ad esempio, i genitori che si aspettano che un bambino di 2 anni metta in ordine da solo i propri giocattoli potrebbero erroneamente interpretare il fatto che non lo faccia come un problema comportamentale. I genitori possono mal interpretare altri comportamenti normali, correlati all’età, di un bambino di 2 anni, come il rifiuto di rispettare le richieste o le regole di un adulto.

Una forma di circolo vizioso è un ciclo di comportamento negativo (birichinata) da parte del bambino, che provoca una reazione negativa (collera) da parte del genitore, seguita da un comportamento negativo del bambino, che porta a un’ulteriore risposta negativa del genitore. Generalmente, i circoli viziosi cominciano quando un bambino si mostra aggressivo e ostinato. I genitori o le persone che si occupano di lui reagiscono rimproverandolo, sgridandolo e sculacciandolo. I circoli viziosi possono anche derivare dalla reazione di eccessiva protezione o permissività dei genitori nei confronti di un figlio timoroso, troppo dipendente o che tende a ingannarli.

Per rompere un circolo vizioso, i genitori dovrebbero imparare a ignorare il comportamento inappropriato quando non ha un influsso negativo sugli altri, come nel caso di accessi d’ira o del rifiuto ad alimentarsi. Attirare l’attenzione del bambino su attività interessanti consente di premiarne il comportamento positivo, trasmettendo un senso di soddisfazione a lui e ai genitori. Se un comportamento non può essere ignorato, si può tentare una procedura di distrazione o la tecnica del time-out.

I problemi di disciplina sono comportamenti inappropriati che si sviluppano quando la disciplina risulta inefficace. Disciplina non significa soltanto punire. Al contrario, consiste nell’avere, nei confronti dei bambini, aspettative chiare, strutturate, appropriate all’età e che essi possano comprendere. Premiare i comportamenti positivi è molto più facile e soddisfacente, tanto per i genitori quanto per i bambini, che punire le condotte inappropriate.

Nei bambini più grandi e negli adolescenti i problemi comportamentali possono insorgere quando i ragazzi cercano di liberarsi dalle regole e dalla supervisione dei genitori (vedere Problemi comportamentali negli adolescenti). I genitori devono imparare a distinguere tali problemi da errori di giudizio occasionali.

Trattamento

  • Intervento tempestivo

  • Strategie per la modificazione del comportamento per i genitori

L’obiettivo del trattamento è quello di cambiare le cattive abitudini inducendo il bambino a voler modificare il proprio comportamento, Ciò avviene spesso con delle modifiche al comportamento dei genitori, che si riflettono a loro volta su quello dei bambini.

I problemi comportamentali devono essere affrontati precocemente, poiché certe condotte sono più difficili da modificare se radicate. Talvolta, i genitori devono essere solo rassicurati sulla normalità del comportamento in questione o ascoltare alcuni consigli basilari. Un semplice suggerimento per i genitori è dedicare almeno 15-20 minuti al giorno ad attività piacevoli con il proprio figlio o dare importanza ai comportamenti positivi del bambino (“notare che il bambino si comporta bene”). I genitori devono anche essere incoraggiati a trascorrere regolarmente del tempo senza il bambino.

Ulteriori strategie per modificare i comportamenti includono le seguenti:

  • identificare i fattori scatenanti per il comportamento del bambino e i fattori (come attenzione supplementare) che possono inavvertitamente rafforzarlo

  • chiarire al bambino quali comportamenti sono corretti e quali sbagliati

  • fissare regole e limiti coerenti

  • prendere nota di come regole e limiti siano stati rispettati

  • premiare adeguatamente i successi e punire i comportamenti inappropriati

  • limitare la rabbia quando si fanno rispettare le regole e aumentare le interazioni positive con il bambino

I tentativi di controllare il comportamento di un bambino attraverso il rimprovero o le punizioni fisiche, come le sculacciate, possono avere effetti a breve termine se usati con parsimonia. Tuttavia, tali approcci non tendono generalmente a modificare marcatamente le abitudini sbagliate e possono ridurre il senso di sicurezza e di autostima del bambino. Inoltre, quando il genitore è arrabbiato e sculaccia il bambino può perdere il controllo e trasmettere al figlio il messaggio che le aggressioni fisiche sono accettabili per affrontare le situazioni indesiderabili. Può essere utile una procedura di time-out. Tuttavia, le punizioni divengono inefficaci se usate eccessivamente o in modo non coerente. Inoltre, le minacce dei genitori di abbandonare o mandare via il bambino possono essere psicologicamente dannose.

Se un problema comportamentale persiste dopo 3-4 mesi, i medici possono raccomandare una valutazione della salute mentale.

Tecnica del time-out

Questa tecnica disciplinare è più efficace se i bambini sono consapevoli di aver compiuto azioni sbagliate o inaccettabili e interpretano come punizione la negazione dell’attenzione da parte del genitore. Di norma, prima dei 2 anni d’età, i bambini non capiscono che negare loro l’attenzione è una punizione collegata a un comportamento sbagliato. È necessario usare questa tecnica con cautela nei luoghi di ritrovo, ad esempio negli asili nido, poiché può essere origine di umiliazione dannosa.

La tecnica può essere applicata quando un bambino si comporta male ed è consapevole che tale comportamento verrà punito con un time-out. Di solito, prima di applicare la tecnica del time-out, il bambino dovrebbe ricevere ammonimenti e avvertimenti verbali.

  • Il comportamento inappropriato viene spiegato al bambino, al quale viene chiesto di sedersi sulla sedia riservata al time-out; se necessario, può essere messo fisicamente a sedere.

  • La durata del time-out dovrebbe essere di 1 minuto per ciascun anno di vita (per un massimo di 5 minuti). Si devono evitare restrizioni di movimento.

  • Il bambino che si alza dalla sedia prima del previsto viene ricondotto alla sedia e il time-out viene ricominciato. Non deve esserci contatto visivo né verbale.

  • Quando arriva il momento di alzarsi dalla sedia, la persona che si occupa del bambino gli chiede il motivo del time-out, senza rabbia né insistenza. Al bambino che non lo ricorda, viene brevemente rammentato. Non serve che il bambino esprima rimorso per il comportamento inappropriato, purché egli dimostri di avere capito il motivo del time-out.

Al più presto, dopo il time-out, la persona che si occupa del bambino dovrebbe cercare di evidenziarne un buon comportamento e di elogiarlo. Un buon comportamento può essere più facilmente conquistato se il bambino viene fatto concentrare su una nuova attività, lontano dal luogo in cui aveva tenuto il comportamento sbagliato.

Talvolta, il comportamento inappropriato peggiora durante il time-out. In questi casi, potrebbe essere opportuno orientare il bambino su altre attività prima che il tempo scada. Ciò deve essere fatto solo una volta che il bambino ha compreso il motivo del time-out.

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