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Babesiosi

Di

Richard D. Pearson

, MD, University of Virginia School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa dic 2020| Ultima modifica dei contenuti dic 2020
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Risorse sull’argomento

La babesiosi è un’infezione dei globuli rossi causata da protozoi parassiti unicellulari del genere Babesia.

  • La babesiosi viene trasmessa dallo stesso tipo di zecca del cervo (Ixodidae) che trasmette la malattia di Lyme.

  • La babesiosi può causare febbre, cefalea, dolori generalizzati e affaticamento.

  • Per diagnosticare la babesiosi, il medico esamina un campione di sangue al microscopio per ricercare i protozoi o fa eseguire analisi del sangue.

  • La prevenzione delle punture di zecca aiuta a prevenire la babesiosi.

  • La maggior parte delle persone altrimenti sane non necessita di trattamento, ma se si sviluppano sintomi viene solitamente somministrata una combinazione di farmaci.

I protozoi del genere Babesia vivono all’interno dei globuli rossi e infine li distruggono. La babesiosi viene trasmessa dallo stesso tipo di zecca del cervo (della famiglia Ixodidae) che trasmette la malattia di Lyme. Queste zecche possono essere portatrici dei protozoi che causano la babesiosi e dei batteri responsabili della malattia di Lyme o di altre patologie trasmesse dalle zecche, come l’anaplasmosi.

La babesiosi è comune tra gli animali, ma relativamente rara nell’uomo. Nel 2017, negli Stati Uniti sono stati segnalati 2.358 casi di babesiosi. Il protozoo Babesia microti infetta in particolare gli abitanti delle isole o delle regioni costiere di Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey e dello stato di New York (incluse le regioni orientali di Long Island e Shelter Island). Si verificano casi anche in Wisconsin e Minnesota. Protozoi differenti del genere Babesia causano infezioni negli stati di Missouri, Washington e California e in altre parti del mondo.

Sintomi

Alcuni soggetti affetti da babesiosi, soprattutto gli individui sani di età inferiore ai 40 anni, non presentano alcun sintomo evidente. I lattanti presentano forme della malattia variabili da lievi a gravi.

I sintomi della babesiosi solitamente esordiscono circa 1 o 2 settimane dopo la puntura. Possono presentarsi febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, e affaticamento. Nei soggetti sani, i sintomi solitamente si risolvono dopo una settimana. Nei casi gravi, la distruzione dei globuli rossi (emolisi) può causare anemia (la cosiddetta anemia emolitica) e ittero (la cute e le sclere assumono una colorazione gialla). Spesso, il fegato e la milza aumentano di dimensioni.

Il rischio di malattie gravi e decesso è maggiore nei soggetti che hanno subito l’asportazione della milza, assumono stupefacenti o soffrono di malattie che indeboliscono il sistema immunitario (soprattutto l’AIDS). In queste persone, la sintomatologia della babesiosi può assomigliare a quella della malaria da Plasmodium falciparum (febbre alta, anemia, urine scure, ittero e insufficienza renale).

Diagnosi

  • Esame di un campione di sangue

  • Esami del sangue

La babesiosi si sospetta nelle persone residenti o che si sono recate in un’area in cui l’infezione è comune e che presentano i sintomi tipici e anemia emolitica. Spesso, i pazienti non ricordano di essere stati punti da una zecca.

Per diagnosticare la babesiosi, il medico esamina un campione di sangue al microscopio per ricercare i protozoi del genere Babesia. Per identificare il protozoo, si può analizzare un campione di sangue per ricercare il materiale genetico (DNA) dei protozoi del genere Babesia e la presenza di anticorpi (gli anticorpi sono proteine prodotte dal sistema immunitario per contribuire a difendere l’organismo dall’attacco di particolari agenti, parassiti compresi).

Prevenzione

Nelle aree in cui sono diffuse le zecche del cervo, è possibile ridurre i rischi di contrarre la babesiosi adottando misure preventive contro le zecche.

È possibile ridurre il rischio di imbattersi o di essere punti dalle zecche prendendo le seguenti misure:

  • Rimanere sui percorsi e sulle piste battute nelle aree boscose

  • Camminare nel centro delle piste per evitare di sfiorare cespugli e erbacce

  • Non sedersi a terra o sui muretti di pietre

  • Indossare magliette a maniche lunghe

  • Indossare pantaloni lunghi e rimboccarli negli stivali o nelle calze

  • Indossare abiti di colore chiaro, che consentono di vedere meglio le zecche

  • Applicare sulla pelle un repellente per insetti che contenga dietiltoluamide (DEET)

  • Applicare un repellente per insetti contenente permetrina sugli indumenti o indossare abbigliamento pretrattato con permetrina disponibile sul mercato

Per rimuovere una zecca, si devono utilizzare delle pinzette a punta sottile, afferrando la zecca dalla testa o dalla parte della bocca esattamente nel punto in cui è ancorata alla pelle ed estraendola gradualmente. Non afferrare o schiacciare il corpo della zecca. Non si devono utilizzare vaselina, alcol, fiammiferi accesi o altre sostanze irritanti.

Chi ha sofferto di babesiosi non deve donare il sangue e probabilmente nemmeno gli organi, per prevenire la trasmissione. Negli Stati Uniti, negli stati in cui l’incidenza dell’infezione è relativamente alta viene ora eseguito lo screening dei donatori di sangue e di organi.

Zecche

Zecche

Trattamento

  • Quando il trattamento è necessario, atovaquone in aggiunta ad azitromicina o chinino associato a clindamicina

Di solito, nei casi lievi in soggetti sani con milza funzionale non è necessario alcun trattamento, perché di solito la babesiosi scompare spontaneamente.

I pazienti sintomatici vengono di norma trattati con atovaquone (un farmaco comunemente usato per trattare le infestazioni da protozoi) in aggiunta ad azitromicina (un antibiotico). Per i casi gravi, si impiega il chinino (utilizzato per trattare la malaria) associato a clindamicina (un antibiotico). L’atovaquone in aggiunta all’azitromicina ha meno effetti collaterali e nei soggetti affetti da babesiosi in forma da lieve a moderata è efficace quanto il chinino in aggiunta alla clindamicina.

Ulteriori informazioni

  • Centers for Disease Control and Prevention: Babesiosis

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