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Disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione

Di

David Spiegel

, MD, Stanford University School of Medicine

Ultima revisione/verifica completa mar 2021| Ultima modifica dei contenuti mar 2021
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Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione è caratterizzato da una persistente o ricorrente sensazione di scollegamento dal proprio corpo o dai propri processi mentali, come se si stesse osservando la propria vita dall’esterno (depersonalizzazione), e/o dalla sensazione di essere dissociato dall’ambiente circostante (derealizzazione).

Sensazioni temporanee di depersonalizzazione e/o di derealizzazione sono comuni. Circa la metà dei soggetti si sono sentiti scollegati da se stessi (depersonalizzazione) o dall’ambiente che li circonda (derealizzazione) in qualche occasione. Questa sensazione spesso si verifica dopo che il soggetto

Le sensazioni di depersonalizzazione/derealizzazione sono considerate patologiche quando:

  • insorgono spontaneamente (ovvero, non sono provocate da farmaci o altro disturbo mentale), sono persistenti o ricorrenti

  • i sintomi sono di grande sofferenza per il soggetto o gli creano difficoltà nelle funzionalità nell’ambiente domestico o sul lavoro.

La depersonalizzazione/derealizzazione colpisce il 2% della popolazione, uomini e donne in egual modo;

può insorgere precocemente o a metà infanzia e raramente dopo i 40 anni.

Cause

Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione si sviluppa spesso in soggetti che hanno subito un forte stress, come:

  • aver subito un abuso o una trascuratezza emotivi durante l’infanzia

  • aver subito un abuso fisico

  • avere assistito ad atti di violenza domestica

  • avere o avere avuto un genitore gravemente disabile o mentalmente malato

  • aver subito la morte improvvisa di una persona cara

Sintomi

I sintomi del disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione possono insorgere gradualmente o all’improvviso. Gli episodi possono durare solamente qualche ora oppure giorni, settimane, mesi o anni e possono prevedere depersonalizzazione, derealizzazione o entrambe.

L’intensità dei sintomi varia con alti e bassi, ma se il disturbo è grave, i sintomi presenti possono rimanere della stessa intensità per anni o addirittura decenni.

I sintomi di depersonalizzazione comprendono quanto segue

  • Il soggetto si sente distaccato da corpo, mente, sentimenti e/o sensazioni.

Il soggetto può anche riferire di sentirsi fuori dalla realtà o come un automa, senza alcun controllo su ciò che fa o che dice e può sentirsi emotivamente o fisicamente insensibile. In questi casi è possibile che il soggetto si descriva come un osservatore esterno della propria vita, oppure come un “morto che cammina”.

I sintomi di derealizzazione comprendono quanto segue

  • Un senso di distacco dall’ambiente circostante (persone, cose, oppure tutto), con sensazione di irrealtà.

Il soggetto può sentirsi come in un sogno o immerso nella nebbia oppure come se una parete di vetro o un velo lo separasse dall’ambiente che lo circonda. Il mondo gli appare senza vita, incolore o artificiale, oppure deformato. Gli oggetti, ad esempio, possono apparirgli sottili o insolitamente chiari, oppure piatti o più piccoli di quanto siano in realtà; i suoni possono sembrargli più alti o più leggeri del reale e il passare del tempo troppo lento o troppo veloce.

I sintomi causano quasi sempre un gran disagio, e per alcune persone sono intollerabili. Ansia e depressione sono frequenti. Molti soggetti temono che i sintomi siano provocati da un danno cerebrale irreversibile; molti si tormentano chiedendosi se esistono davvero oppure cercano ripetutamente di stabilire se le loro percezioni siano reali.

Lo stress, il peggioramento della depressione o l’ansia, la novità o l’eccitazione causata dall’ambiente circostante e la carenza di sonno possono far peggiorare i sintomi,

che spesso sono persistenti. Infatti possono

  • ripresentarsi in diversi episodi (in circa un terzo dei soggetti)

  • essere continuativi (in circa un terzo)

  • diventare continuativi (in circa un terzo)

Il soggetto spesso ha grande difficoltà nel riferire i propri sintomi e può temere o credere di stare diventando matto. Tuttavia, la persona è sempre cosciente del fatto che le esperienze di distacco provate non sono reali, ma rappresentano soltanto il suo modo di percepire la realtà. Questa consapevolezza è ciò che separa il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione dal disturbo psicotico, il soggetto affetto da un disturbo psicotico manca di tale introspezione.

Diagnosi

  • Valutazione medica

  • Talvolta, esami per escludere altre possibili cause

Il medico sospetta il disturbo in base alla sintomatologia:

  • Il soggetto ha episodi di depersonalizzazione, derealizzazione, o entrambi che durano a lungo o sono ricorrenti.

  • Il soggetto è cosciente del fatto che le esperienze dissociative non sono reali.

  • Il soggetto è estremamente angosciato dai sintomi oppure i sintomi non gli permettono di svolgere le normali funzioni in contesti sociali o sul lavoro.

Si effettua un esame obiettivo e, talvolta, degli esami per escludere altre patologie in grado di causare i sintomi, tra cui altri disturbi di salute mentale, le sindromi convulsive Sindromi convulsive Nelle sindromi convulsive si verificano alterazioni periodiche dell’attività elettrica del cervello, che si traducono in una disfunzione cerebrale transitoria di grado variabile. Molte... maggiori informazioni e l’abuso di sostanze Panoramica dei disturbi correlati a sostanze Le droghe sono parte integrante della vita quotidiana di molte persone, sia che si tratti di droghe impiegate per scopi medici legittimi o utilizzate a scopo ricreativo (vedere la tabella Droghe... maggiori informazioni psicoattive. Gli esami possono comprendere la risonanza magnetica per immagini (RMI), la tomografia computerizzata (TC), l’elettroencefalogramma (ECG) e analisi del sangue e delle urine per verificare la presenza di sostanze psicoattive.

Oltre ai test psicologici, il medico può ricorrere a speciali questionari e colloqui strutturati oppure a test psicologici.

Prognosi

Il recupero completo è possibile per molti soggetti con disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione, specialmente se i sintomi sono causati da situazioni di stress che possono essere affrontate durante il trattamento. Altre persone non rispondono bene al trattamento e il disturbo diventa cronico. In alcune persone, il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione scompare spontaneamente.

I sintomi, anche quelli che persistono o si ripetono, possono causare solo problemi minori se il soggetto riesce a tenere la mente occupata concentrandosi su altri pensieri o attività, piuttosto che concentrarsi sulla percezione di sé. Tuttavia, in alcuni soggetti la disabilità subentra per il loro sentirsi così distaccati dal proprio io e dall’ambiente circostante oppure perché soffrono anche di ansia o depressione.

Trattamento

  • Psicoterapia

  • Talvolta, farmaci ansiolitici e antidepressivi

Il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione può risolversi senza terapia. Il trattamento è necessario solo se il disturbo non si risolve, è recidivante o causa sofferenza.

Tra le tecniche in grado di aiutare troviamo le seguenti:

  • Tecniche cognitive: possono aiutare a bloccare i pensieri ossessivi sullo stato di irrealtà dell’essere.

  • Tecniche comportamentali: possono aiutare il soggetto a intraprendere attività che lo distraggano dalla depersonalizzazione.

  • Tecniche di grounding: usano i cinque sensi (udito, tatto, olfatto, gusto e vista) per aiutare il soggetto a sentirsi più legato a se stesso e al mondo. Ad esempio, si può mettere la musica ad alto volume o un pezzo di ghiaccio in mano. Queste sensazioni sono difficili da ignorare e rendono il soggetto cosciente del presente.

  • Tecniche psicodinamiche: si focalizzano sull’aiutare il soggetto a elaborare i conflitti che gli risultano intollerabili, le emozioni negative e le esperienze da cui sente di doversi distaccare.

  • Il monitoraggio momento per momento e la classificazione della dissociazione e dei sentimenti (la manifestazione esteriore di pensieri ed emozioni) insegna ai soggetti a riconoscere e identificare le loro sensazioni di dissociazione. Tale riconoscimento aiuta alcune persone. Inoltre, questa tecnica aiuta i soggetti a concentrarsi su cosa stia avvenendo realmente in quel momento.

Sono stati utilizzati diversi farmaci per trattare il disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione, ma nessuno ha dimostrato di essere efficace. I farmaci ansiolitici Trattamento L’ansia è una sensazione di nervosismo, preoccupazione o inquietudine normalmente provata dall’uomo. È presente anche in un ampio ventaglio di disturbi psichiatrici, tra cui il disturbo... maggiori informazioni e antidepressivi Trattamento farmacologico per la depressione L’agomelatina, un nuovo tipo di antidepressivo, costituisce un possibile trattamento per gli episodi depressivi maggiori. Diversi tipi di farmaci possono essere usati per trattare la depressione... maggiori informazioni sono d’aiuto talvolta, principalmente alleviando l’ansia e la depressione presenti in molti soggetti con disturbo di depersonalizzazione/derealizzazione. Tuttavia, i farmaci ansiolitici possono anche far aumentare depersonalizzazione o derealizzazione, quindi i medici dovranno monitorare accuratamente l’uso di questi farmaci.

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