Manuale Msd

Please confirm that you are a health care professional

Caricamento in corso

Narcolessia

Di

Richard J. Schwab

, MD, University of Pennsylvania, Division of Sleep Medicine

Ultima modifica dei contenuti dic 2018
Clicca qui per l’educazione dei pazienti

La narcolessia è caratterizzata da un'eccessiva sonnolenza diurna cronica, spesso con improvvisa perdita del tono muscolare (cataplessia). Altri sintomi comprendono paralisi al risveglio e allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche. La diagnosi si fa tramite la polisonnografia e il test di latenza multipla del sonno. Il trattamento è con modafinil, stimolanti vari, o sodio oxibato per l'eccessiva sonnolenza diurna e con alcuni antidepressivi per i sintomi correlati.

La causa della narcolessia è sconosciuta. In Europa, Giappone e Stati Uniti, l'incidenza è da 0,2 a 1,6/1000. La narcolessia è ugualmente frequente in entrambi i sessi.

La narcolessia è fortemente associata a specifici aplotipi HLA, ma la causa non si ritiene essere di origine genetica. La concordanza nei gemelli è bassa (25%), suggerendo un ruolo prominente per i fattori ambientali, che frequentemente innescano tale patologia. Il neuropeptide ipocretina-1 è deficitario nel liquido cerebrospinale degli animali narcolettici e nella maggior parte dei pazienti umani, permettendo di ipotizzare che la causa possa situarsi nel danno autoimmune HLA-associato dei neuroni contenenti ipocretina a livello dell'ipotalamo laterale.

I segni di narcolessia comprendono un'alterata regolazione del timing e del controllo del sonno REM. Infatti, il sonno REM si "inserisce" durante lo stato di veglia e nel passaggio dalla veglia al sonno. Molti sintomi della narcolessia derivano dalla paralisi dei muscoli posturali e dai sogni vividi, che caratterizzano il sonno REM.

Esistono 2 tipi:

  • Tipo 1: narcolessia dovuta a deficit di ipocretina e accompagnata da cataplessia (improvvisa perdita del tono muscolare fino alla paralisi provocata da improvvise reazioni emotive)

  • Tipo 2: narcolessia con livelli normali di ipocretina e senza cataplessia

La sindrome di Kleine-Levin, condizione estremamente rara nei ragazzi adolescenti, somiglia alla narcolessia. La sindrome di Kleine-Levin provoca ipersonnia episodica e iperfagia. L'eziologia non è chiara ma può essere dovuta a una risposta autoimmune scatenata da un'infezione.

Sintomatologia

I principali sintomi della narcolessia sono

  • Eccessiva sonnolenza diurna

  • Cataplessia

  • Allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche

  • Paralisi al risveglio

  • Sonno notturno disturbato (a causa dell'aumentato risveglio)

Circa il 10% dei pazienti presenta tutti e 5 questi sintomi.

I sintomi iniziano di solito negli adolescenti o nei giovani adulti senza precedenti patologie, sebbene l'esordio possa essere scatenato da una malattia, dallo stress o da un periodo di deprivazione di sonno. Una volta instauratasi, la narcolessia persiste per tutta la vita; anche se la durata di vita è inalterata.

Eccessiva sonnolenza diurna

L'eccessiva sonnolenza diurna può verificarsi in qualsiasi momento. Gli episodi di sonno variano da pochi a molti per giorno e ognuno può durare minuti o ore. I pazienti possono resistere solo temporaneamente al desiderio di dormire ma possono essere prontamente risvegliati come se si trattasse di sonno normale. Il sonno tende a presentarsi durante situazioni monotone (p. es., lettura, guardare la televisione, assistere a riunioni) ma può anche presentarsi durante compiti complessi (p. es., alla guida, parlando, scrivendo, mangiando).

I pazienti possono anche lamentare crisi di sonno, episodi di sonno che colpiscono senza preavviso. I pazienti possono sentirsi freschi e riposati al risveglio ma possono riaddormentarsi in pochi minuti.

Il sonno notturno può risultare insoddisfacente e può essere interrotto da sogni vividi e terrorizzanti.

Le conseguenze comprendono bassa produttività, difficoltà nelle relazioni interpersonali, scarsa concentrazione, scarsa motivazione, depressione, una drastica riduzione della qualità della vita, e potenzialmente lesioni fisiche (in particolare a causa di incidenti stradali).

Cataplessia

Una temporanea, marcata diminuzione del tono muscolare fino alla paralisi che avviene senza perdita di coscienza e viene provocata da reazioni emotive improvvise (p. es., ilarità, rabbia, paura, gioia o, spesso, sorpresa).

La debolezza può essere localizzata agli arti (p. es., i pazienti lasciano cadere la canna da pesca non appena un pesce abbocca all'amo) o può causare una caduta improvvisa per una forte risata (p. es., nella "debolezza da risata") o un attacco di rabbia improvviso. La cataplessia può colpire anche altri muscoli: la mandibola può penzolare, può esserci un tremore dei muscoli facciali, gli occhi possono chiudersi, la testa può inclinarsi e il discorso può essere inceppato. Questi fenomeni assomigliano alla perdita del tono muscolare che avviene durante il sonno REM.

La cataplessia si verifica in circa un terzo dei pazienti.

Paralisi al risveglio

I pazienti sono momentaneamente incapaci di muoversi quando si addormentano o immediatamente dopo il risveglio. Questi episodi occasionali possono essere molto drammatici. Essi ricordano l'inibizione motoria che accompagna il sonno REM.

La paralisi del sonno si verifica in circa un quarto dei pazienti ma anche in alcuni bambini sani e, meno comunemente, negli adulti sani.

Allucinazioni ipnagogiche o ipnopompiche

Consistono in illusioni e allucinazioni particolarmente vivide di tipo visivo o uditivo possono presentarsi all'inizio del sonno (ipnagogiche) o meno frequentemente al momento del risveglio (ipnopompiche). Questi fenomeni non sono facilmente distinguibili da un'intensa "reverie" e sono in qualche modo simili ai sogni vividi che sono normali nel sonno REM.

Allucinazioni ipnagogiche si verificano in circa un terzo dei pazienti, sono frequenti nei bambini piccoli sani e occasionalmente si presentano negli adulti in buona salute.

Disturbi del sonno notturno

Il sonno è spesso anche disturbato da aumenti arousali in pazienti con narcolessia, con possibile peggioramento dell'eccessiva sonnolenza diurna.

Diagnosi

  • Polisonnografia

  • Test della latenza multipla del sonno

Un ritardo di 10 anni dall'insorgenza alla diagnosi è frequente.

Un'anamnesi positiva per cataplessia è fortemente suggestiva di narcolessia in soggetti affetti da eccessiva sonnolenza diurna.

In pazienti con eccessiva sonnolenza diurna, la polisonnografia notturna, seguita dal test di latenza multipla del sonno, può confermare la diagnosi di narcolessia quando i risultati sono i seguenti:

  • Episodi di esordio nel sonno REM in almeno 2 su 5 tentativi di pisolino durante il giorno oppure in almeno una occasione diurna più una durante la precedente polisonnografia notturna

  • Latenza media del sonno (tempo di addormentarsi) di 8 min

  • Assenza di altre anomalie rivelate alla polisonnografia notturna

La narcolessia di tipo 1 è diagnosticata se i pazienti hanno anche fenomeni cataplettici; se i pazienti non hanno cataplessia la narcolessia è di tipo 2.

Il test per il mantenimento dello stato di veglia di fatto non è utile per la diagnosi ma sembra utile per monitorare l'efficacia del trattamento.

Altre patologie che possono provocare eccessiva sonnolenza diurna cronica sono abitualmente suggerite dall'anamnesi e dall'esame obiettivo; neuroimaging, test ematici e test dell'urina confermano la diagnosi. Queste malattie comprendono lesioni occupanti spazio che colpiscono l'ipotalamo o il tronco encefalico superiore, aumentata pressione endocranica e alcune forme di encefalite. L'ipotiroidismo, l'iperglicemia, l'ipoglicemia, l'anemia, l'uremia, l'ipercapnia, l'ipercalcemia, l'insufficienza epatica e l'epilessia possono anche essere cause di eccessiva sonnolenza diurna con o senza ipersonnia. Un'eccessiva sonnolenza diurna e un'ipersonnia acuta e relativamente breve accompagnano solitamente malattie sistemiche acute come l'influenza.

Trattamento

  • Modafinil

  • Metifenilato e i suoi derivati, derivati delle anfetamine o sodio-oxibato

  • Alcuni antidepressivi inibitori del sonno REM

Alcuni pazienti che hanno episodi occasionali di paralisi del sonno o allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche, parziale e rara cataplessia, e lieve eccessiva sonnolenza diurna non richiedono terapia. Per altri, vengono utilizzati i farmaci stimolanti e i farmaci anticataplettici. I pazienti devono riuscire a dormire abbastanza di notte e fare sonnellini brevi (< 30 min) alla stessa ora tutti i giorni (generalmente nel pomeriggio).

Il modafinil, un farmaco promuovente la veglia a lunga durata d'azione, può aiutare i pazienti con lieve o moderata eccessiva sonnolenza diurna. Il meccanismo di azione non è chiaro. Caratteristicamente, il modafinil viene somministrato di mattina ai dosaggi da 100 a 200 mg per via orale. La dose viene aumentata a 400 mg secondo le necessità. Se gli effetti non durano fino alla sera, può essere somministrata una 2a piccola dose (p. es., 100 mg) a mezzogiorno oppure all'1 di pomeriggio, malgrado questa possa a volte interferire con il sonno notturno.

Gli effetti avversi del modafinil comprendono nausea e cefalea, che possono essere mitigate da basse dosi iniziali e da una più lenta titolazione. Il modafinil può ridurre l'efficacia dei contraccettivi orali e ha rischio d'abuso, sebbene ciò sia raro. Raramente, si sono sviluppate gravi eruzioni cutanee e sindrome di Stevens-Johnson in pazienti che assumono modafinil. In caso di gravi effetti collaterali, il farmaco va sospeso in modo permanente.

L'armodafinil, l'R-enantiomero del modafinil, ha simili benefici ed effetti avversi ma è a più lunga durata d'azione; il dosaggio è di 150 o 250 mg per via orale 1 volta al mattino.

Il metilfenidato o i derivati anfetaminici possono essere usati se i pazienti non rispondono o non riescono a tollerare il modafinil. Il dosaggio di metilfenidato è da 5 a 15 mg per via orale 2 volte/die o 3 volte/die. Possono essere utilizzate metanfetamina da 5 a 20 mg per via orale 2 volte/die o destroamfetamina da 5 mg per via orale 2 volte/die a 20 mg per via orale 3 volte/die. I derivati del metilfenidato e delle anfetamine sono facilmente reperibili in preparazioni a lunga durata d'azione e pertanto possono essere somministrate anche 1 volta/die in molti pazienti. Tuttavia, questi stimolanti hanno effetti avversi significativi, tra cui agitazione, ipertensione, tachicardia, infarto miocardico (secondario alla vasocostrizione), cambiamenti nell'appetito e cambiamenti dell'umore (p. es., reazioni maniacali); il potenziale di abuso è alto.

La pemolina, sebbene dia meno dipendenza rispetto alle anfetamine, non è raccomandata a causa della sua epatotossicità e gli enzimi epatici devono venir controllati ogni 2 settimane.

Il sodio oxibato può anche essere usato per trattare eccessiva sonnolenza diurna e cataplessia; è il farmaco di scelta per la cataplessia. Una dose di 2,25 g per via orale deve essere assunta al momento di coricarsi a letto, seguita dalla stessa dose 2,5-4 h più tardi. La dose massima è di 9 g/notte. Gli effetti avversi comprendono mal di testa, nausea, vertigini, rinofaringite, sonnolenza, vomito, incontinenza urinaria, e talvolta sonnambulismo. Il sodio oxibato è un farmaco di Tabella III e ha un potenziale di abuso e dipendenza. È controindicato nei pazienti con deficit della semialdeide succinico deidrogenasi e deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi respiratori non trattati.

Gli antidepressivi triciclici (in particolare imipramina, clomipramina e protriptilina) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina (p. es., venlafaxina, fluoxetina) sono stati utilizzati in passato per trattare la cataplessia, le paralisi al risveglio e le allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche; tuttavia, i dati sull'efficacia di questi farmaci sono limitati.

Punti chiave

  • La narcolessia può essere causata dalla distruzione autoimmune dei neuroni secernenti ipocretina nell'ipotalamo laterale.

  • I sintomi principali consistono in eccessiva sonnolenza diurna, cataplessia, allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche, paralisi al risveglio e disturbi del sonno notturno.

  • Conferma della diagnosi tramite polisonnografia e test della latenza multipla in sonno.

  • L'eccessiva sonnolenza diurna di solito risponde al modafinil o al sodio oxibato: la cataplessia risponde al sodio oxibato.

Clicca qui per l’educazione dei pazienti
NOTA: Questa è la Versione per Professionisti. CLICCA QUI per accedere alla versione per i pazienti
Ottieni

Potrebbe anche Interessarti

Video

Vedi Tutto
Come eseguire un esame psichiatrico
Video
Come eseguire un esame psichiatrico
Modelli 3D
Vedi Tutto
Impulso nervoso
Modello 3D
Impulso nervoso

SOCIAL MEDIA

PARTE SUPERIORE