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Panoramica sulla funzione biliare

Di

Christina C. Lindenmeyer

, MD, Cleveland Clinic

Ultima modifica dei contenuti mar 2020
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Il fegato produce circa 500-600 mL di bile ogni giorno. La bile è una soluzione isosmotica con il plasma e consiste principalmente in acqua e in elettroliti, ma anche in composti organici: sali biliari, fosfolipidi (principalmente lecitina), colesterolo, bilirubina e altre sostanze prodotte per via endogena o ingerite, come le proteine che regolano le funzioni gastrointestinali, i farmaci o i loro metaboliti. La bilirubina è il prodotto di degradazione del gruppo eme dell'emoglobina dei logori globuli rossi ed è il pigmento che dà alla bile il suo caratteristico colore verde-giallo.

I sali biliari (acidi biliari) sono la principale componente organica nella bile. Il fegato utilizza il trasporto attivo per secernere i sali biliari nei canalicoli, la fessura tra epatociti adiacenti. La secrezione degli acidi biliari nel canalicolo è la fase che limita la velocità di formazione della bile. Una volta secreti, i sali biliari attirano gli altri componenti biliari (in particolare Na+ e acqua) nel canalicolo per osmosi. I sali biliari sono anche detergenti biologici che permettono al corpo di espellere il colesterolo e i composti potenzialmente tossici (p. es., bilirubina, metaboliti dei farmaci). La funzione dei sali biliari nel duodeno è di solubilizzare i grassi ingeriti e le vitamine liposolubili, facilitandone la digestione e l'assorbimento. Nel fegato la bile defluisce dal sistema collettore intraepatico nei dotti epatici destro e sinistro, che si uniscono nel dotto epatico comune.

A digiuno, circa il 75% della bile prodotta passa dal dotto epatico comune nella colecisti attraverso il dotto cistico. Il resto scorre direttamente nella via biliare principale, o coledoco (formata dalla giunzione del dotto epatico comune e del dotto cistico) e da qui nel duodeno. Sempre a digiuno, la colecisti assorbe fino al 90% dell'acqua biliare, concentrando e immagazzinando la bile.

Panoramica su fegato e colecisti

Panoramica su fegato e colecisti

La bile defluisce dalla colecisti nella via biliare principale. Questa si congiunge con il dotto pancreatico di Wirsung a formare l'ampolla di Vater, che sbocca nella seconda porzione del duodeno. Prima di confluire col dotto pancreatico, la via biliare principale si riduce di calibro fino a un diametro 0,6 cm.

Lo sfintere di Oddi, che circonda sia il dotto pancreatico che la via biliare principale, comprende uno sfintere per ogni canale. Normalmente la bile non refluisce nel dotto pancreatico. Questi sfinteri sono molto sensibili alla colecistochinina e agli altri ormoni intestinali (p. es., peptide rilasciante la gastrina) e ai cambiamenti del tono colinergico (p. es., da anticolinergici).

Il mangiare determina la secrezione degli ormoni intestinali e stimola i nervi colinergici, causando la contrazione della colecisti e il rilasciamento dello sfintere di Oddi. Come risultato, la colecisti svuota dal 50 al 75% del suo contenuto nel duodeno. Viceversa, durante il digiuno, un aumento del tono dello sfintere facilita il riempimento della colecisti.

I sali biliari sono scarsamente assorbiti per diffusione passiva, nell'intestino tenue prossimale; la maggior parte dei sali biliari intestinali raggiunge l'ileo terminale, che ne assorbe in modo attivo il 90% dei sali biliari immettendolo nella circolazione venosa portale. Ritornati al fegato, i sali biliari sono efficientemente estratti, prontamente metabolizzati (p. es., coniugati se arrivano nella forma libera) e nuovamente secreti nella bile. I sali biliari passano attraverso questa via denominata circolo enteroepatico da 10 a 12 volte/die.

La maggior parte dei disturbi del tratto biliare risultano dalla calcolosi, sebbene il dolore biliare alitiasico si manifesti in assenza di calcoli e la sindrome post-colecistectomia si verifichi dopo che la colecisti sia stata asportata. I calcoli biliari in colecisti (colelitiasi) sono di solito asintomatici. Il flusso di bile può essere bloccato da calcoli nei dotti biliari (coledocolitiasi), innescando una colica biliare o causando l'infiammazione della colecisti (colecistite). La colecistite può essere acuta, sviluppandosi nel giro di ore, o cronica, se persiste per un tempo più lungo.

Il blocco dei dotti biliari può anche causare infiammazione, di solito con infezione batterica, delle vie biliari (colangite acuta). Il flusso di bile può essere bloccato o rallentato (colestasi) da tumori o, in pazienti che affetti da AIDS, per stenosi causate da infezioni opportunistiche (colangiopatia associata all'AIDS). La colestasi può anche portare a flogosi, fibrosi, e stenosi dei dotti biliari (colangite sclerosante). Di solito, la causa della colangite sclerosante è sconosciuta (colangite sclerosante primitiva).

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