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Manometria

Di

Jonathan Gotfried

, MD, Lewis Katz School of Medicine at Temple University

Ultima modifica dei contenuti giu 2019
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La manometria è la misurazione della pressione all'interno di diverse parti del tratto gastrointestinale. Viene eseguita inserendo un catetere contenente trasduttori di pressione, allo stato solido o riempiti di liquido, attraverso la bocca o l'ano, nel lume dell'organo che deve essere studiato. La manometria viene eseguita di norma per valutare i disturbi della motilità nei pazienti in cui sono state escluse lesioni organiche mediante le altre indagini. La manometria è utilizzata nell'esofago, nello stomaco e nel duodeno, nello sfintere di Oddi e nel retto. A parte un minimo disagio, le complicanze sono molto rare. I pazienti non devono assumere nulla per bocca (digiuno) dopo la mezzanotte.

Manometria anorettale

In questo test, un trasduttore di pressione viene inserito nell'ano per valutare la funzionalità dello sfintere anorettale e la sensibilità rettale in pazienti con incontinenza o stipsi. Può essere di ausilio nella diagnosi della malattia di Hirschsprung e dei disturbi della defecazione per prevedere esercizi di biofeedback per l'incontinenza fecale. Durante il test, viene anche gonfiato un palloncino con barostato, in modo da valutare la sensibilità e l'accomodazione rettale. Il test di espulsione del palloncino, che spesso viene eseguito insieme alla manometria anorettale, consente la valutazione obiettiva della funzione di evacuazione.

Barostato

Il barostato è un dispositivo che rileva la pressione e viene posizionato nello stomaco per misurare la tensione gastrica. Il dispositivo consiste in un pallone di plastica e in un rilevatore elettronico che variano la quantità di aria nel pallone per mantenere costante la pressione. Questo dispositivo è utilizzato principalmente negli studi sperimentali per valutare la soglia sensoriale e l'alterata percezione viscerale, soprattutto nei disturbi gastrointestinali funzionali.

Manometria esofagea

Questo test viene utilizzato per valutare i pazienti con disfagia, pirosi, rigurgito, o dolore toracico. Misura la pressione dello sfintere esofageo superiore e inferiore, stabilisce l'efficacia e la coordinazione dei movimenti propulsivi e individua le contrazioni anomale. La manometria può essere usata per la diagnosi dei disturbi della motilità esofagea come l'acalasia, lo spasmo diffuso, la sclerosi sistemica e l'ipotensione e l'ipertensione dello sfintere esofageo inferiore. Viene anche utilizzata per valutare la funzionalità e l'anatomia esofagea, come per esempio l'ernia iatale, prima di alcune procedure terapeutiche (p. es., chirurgia antireflusso, dilatazione pneumatica per acalasia). La manometria ad alta risoluzione è spesso combinata al test dell'impedenza per valutare contemporaneamente il transito del bolo attraverso l'esofago durante le deglutizioni.

Manometria gastroduodenale

In questo esame, i trasduttori sono posizionati nell'antro gastrico, nel duodeno e nel digiuno prossimale. La pressione viene monitorata da 5 a 24 h sia a digiuno che durante i pasti. Questo esame viene solitamente utilizzato nei pazienti che presentano turbe della motilità, ma hanno un tempo di svuotamento gastrico normale o che sono insensibili alla terapia. Può essere d'aiuto determinare se i sintomi o il disturbo della motilità del paziente derivino da un disturbo muscolare (anomala ampiezza di contrazione, ma con pattern normale) o da un disturbo del nervo (pattern di contrazione irregolare, ma di ampiezza normale).

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