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Incontinenza fecale

Di

Parswa Ansari

, MD, Hofstra Northwell-Lenox Hill Hospital, New York

Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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L'incontinenza fecale è una defecazione involontaria.

L'incontinenza fecale può essere causata da una lesione o malattia del midollo spinale, da anomalie congenite, da lesioni accidentali del retto e dell'ano, da procidenza, da diabete, da demenza grave, da fecalomi, da estesi processi infiammatori, da tumori, da lesioni ostetriche e da interventi che comportano l'incisione o la dilatazione dello sfintere anale.

L'esame obiettivo deve valutare la funzione sfinterica generale e la sensibilità perianale ed escludere la presenza di una massa rettale o di un prolasso rettale.

Sono utili anche l'ecografia endoscopica dello sfintere anale, la RM pelvica e perineale, l'elettromiografia del pavimento pelvico e la manometria anorettale.

Trattamento

  • Programma di regolazione dell'alvo

  • Esercizi del perineo, a volte con biofeedback

  • Talvolta procedura chirurgica

(Vedi anche the American Society of Colon and Rectal Surgeons’ clinical practice guideline for the treatment of fecal incontinence.)

Il trattamento dell'incontinenza fecale comprende un programma di gestione dell'intestino volto a sviluppare delle modalità prevedibili di defecazione. Il programma comprende l'assunzione adeguata di liquidi e una dieta sufficientemente ricca di fibre. La defecazione può essere favorita stando seduti in bagno o usando un altro stimolante abituale (p. es., il caffè). Si possono utilizzare anche delle supposte (p. es., glicerina o bisacodile) o clisteri con soluzioni a base di fosfati. Qualora non si raggiunga un pattern di defecazione regolare, si può ridurre la frequenza delle defecazioni con una dieta a basso contenuto di fibre e loperamide assunta per via orale.

Semplici esercizi perianali, in cui il paziente contrae ripetutamente gli sfinteri, i muscoli perianali e i glutei, possono rafforzare queste strutture e contribuire alla continenza soprattutto nei casi lievi. Il biofeedback (per addestrare il paziente a usare al massimo gli sfinteri e ad apprezzare meglio gli stimoli fisiologici) deve essere preso in considerazione prima di consigliare l'intervento chirurgico nei pazienti ben motivati, che possono capire e seguire le istruzioni e che hanno uno sfintere anale capace di riconoscere la sensazione di distensione del retto. Circa il 70% di questi pazienti risponde al biofeedback.

Una lesione di continuo dello sfintere non appena evinta dall'ecografia endoscopica può essere suturata direttamente. Quando lo sfintere residuo è insufficiente per eseguire una riparazione diretta, soprattutto nei pazienti con < 50 anni di età, può essere trasposto il muscolo gracile. Tuttavia, i risultati positivi di queste procedure in genere non durano a lungo. Alcuni centri collegano un pacemaker al muscolo gracile, mentre altri utilizzano uno sfintere artificiale; queste o altre procedure sperimentali sono disponibili negli Stati Uniti solo in pochi centri e come protocolli di ricerca. La stimolazione del nervo sacrale ha mostrato risultati promettenti nel trattamento dell'incontinenza fecale. Quando tutte le misure terapeutiche falliscono, si deve considerare la possibilità di una colostomia.

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