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Panoramica sulle patologie del piede e della caviglia

Di

Kendrick Alan Whitney

, DPM, Temple University School of Podiatric Medicine

Ultima modifica dei contenuti dic 2019
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La maggior parte delle patologie del piede è causata da alterazioni anatomiche o funzionali delle strutture articolari o extra-articolari (vedi figura Ossa del piede). Raramente, le patologie a carico dei piedi rivelano una malattia sistemica (vedi tabella Manifestazioni di patologie sistemiche a carico del piede).

Ossa del piede

Ossa del piede
Tabella
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Manifestazioni di patologie sistemiche a carico del piede

Sintomi o segni a carico del piede

Possibile causa

Dolore a riposo (piedi sollevati), alleviato dall'arto in posizione declive

Piedi freddi, rossi o cianotici

Ischemia arteriosa avanzata

Episodi di piedi rossi, caldi, molto dolorosi con sensazione di bruciore

Eritromelalgia idiopatica (la più frequente) o secondaria a varie patologie (p. es., malattie mieloproliferative, abbastanza rare)

Dolore al piede che si aggrava entro pochi secondi o minuti, in particolare nei pazienti con fibrillazione atriale; piede spesso freddo

Cianosi di un dito del piede (sindrome del dito blu)

Malattia tromboembolica in seguito a stenosi aortoiliaca, ad aritmia o ad aterosclerosi (dopo bypass coronarico o cateterismo)

Terapia con warfarin

Episodi di pallore e cianosi delle dita bilateralmente o unilateralmente

Cianosi bilaterale senza dolore

Acrocianosi, una colorazione anomala indotta dal farmaco (p. es., minociclina)

Edema bilaterale

Insufficienza renale, epatica o cardiaca, ostruzione venosa intra-addominale

Farmaci (p. es., calcio-antagonisti)

Edema monolaterale

Ostruzione linfatica

Edema fisso senza fovea del piede e della gamba

Edema fisso, senza fovea con aspetto nodulare sopra i malleoli

Mixedema pretibiale

Edema con deposito di emosiderina e anomala colorazione brunastra

Vasculite dei piccoli vasi ricorrente o antecedente

Edema dei piedi e delle dita, intorpidimento e dolori alla caviglia e al calcagno (sindrome del tunnel tarsale)

Sinovite sieronegativa simmetrica recidivante (rara)

Chiazze rosse e scure sul dorso con bolle flaccide (eritema necrotico acrale)

Embolia

Edema e deformità monolaterale dell'alluce (dattilite, o dita a "salsicciotto") con presenza di dolore

Infezione

Dolore ai piedi con parestesie

Neuropatia periferica (p. es., neuropatia diabetica localizzata o sistemica)

Ischemia

Dolori o parestesie che interessano gamba e piede; dolore al piede e alla schiena quando la gamba viene estesa, alleviato quando il ginocchio è flesso

Dolore al dito, al piede o alla caviglia con iperemia e arrossamento

Frattura da stress, comprese quelle da fragilità associate a osteoporosi o a trauma ripetuto

Gonfiore, rossore ed iperemia del piede con lieve dolore o senza dolore

Artropatia neurogena (articolazioni di Charcot; generalmente in assenza di dolore)

Dolore posteriore al tallone al di sotto del bordo della scarpa durante la deambulazione

Dolorabilità del tendine alla sua inserzione (diagnostico)

Esacerbazione del dolore tendineo alla dorsiflessione passiva della caviglia

Nei soggetti diabetici e nei soggetti con vasculopatia periferica deve essere eseguito, almeno 2 volte/anno, un accurato esame obiettivo del piede, con valutazione della vascolarizzazione e dell'integrità neurologica. Le persone con queste patologie devono ispezionare i propri piedi almeno 1 volta/die.

I piedi sono anche sedi frequenti di duroni e callosità e infezioni micotiche, batteriche e virali.

Tabella
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Patologie del piede e della caviglia frequenti in base alla sede anatomica

Caviglia (anterolaterale)

Corpo meniscoide

Nevralgia del nervo cutaneo dorsale intermedio

Tenosinovite peroneale

Caviglia (mediale)

Cuscinetto metatarsale

Dolore del nervo interdigitale (p. es., neuroma di Morton)

Calcagno (plantare)

Calcagno (posteriore)

Entesopatia del tendine di Achille, tendinopatia da fluorochinoloni

Calcagno (laterale)

Epifisite del calcagno(malattia di Sever)

Arco plantare (pianta del piede)

Sindrome di sublussazione del cuboide

Stiramento della fascia plantare

Rottura del tendine tibiale posteriore con crollo della volta plantare

Dita

Dattilite (tumefazione dolorosa isolata di un dito del piede a causa di un'artrite infiammatoria)

Alluce rigido

Tabella
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Patologie associate al dolore calcaneare in base alla sede

Localizzazione del dolore

Patologia associata

Superficie plantare del tallone

Infiammazione plantare (fascite plantare, sindrome della spina calcaneare)

Margine mediale e laterale del calcagno

Nei bambini, epifisite del calcagno (malattia di Sever)

Anteriormente rispetto al tendine di Achille, a livello dello spazio retromalleolare

Frattura del tubercolo postero-laterale dell'astragalo

Posteriore al tendine di Achille

Noduli tendinei

Inserzione calcaneare o corpo del tendine d'Achille

Lesione del tendine (in seguito a un trauma o associata ad uso di un fluorochinolone, vedi Lesione del tendine d'Achille)

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Considerazioni sull'utilizzo delle infiltrazioni di corticosteroidi

Le infiltrazioni di corticosteroidi devono essere usate con prudenza, per evitare gli effetti avversi. I corticosteroidi iniettabili sono indicati in caso di infiammazioni (come la gotta e nei disturbi come l'artrite reumatoide), non comuni nella maggior parte delle patologie del piede. Poiché il tarso, la caviglia, lo spazio retrocalcaneare e il dorso delle dita presentano scarso tessuto connettivo tra la cute e il tessuto osseo sottostante, le infiltrazioni di corticosteroidi insolubili in queste strutture possono causare depigmentazione, atrofia o ulcerazione, in particolare nei pazienti anziani con arteriopatia periferica.

I corticosteroidi insolubili possono, invece, essere iniettati con maggior sicurezza in profondità (p. es., nel cuscinetto calcaneare, nel canale tarsale o negli spazi intermetatarsali). Il piede deve essere immobilizzato per qualche giorno dopo avere iniettato le guaine tendinee. Raramente la resistenza all'iniezione suggerisce l'infiltrazione in un tendine. Infiltrazioni ripetute su un tendine devono essere evitate poiché il tendine può indebolirsi (parziale lacerazione), con successiva predisposizione alla rottura.

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