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Domande frequenti sul COVID-19

 
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1. Quali sono i sintomi del COVID-19?

  • Febbre, tosse secca, affaticamento e perdita dell’appetito sono i sintomi più comuni.
  • Mal di gola e tosse secca possono essere i primi sintomi.
  • Cefalea, confusione, naso che cola, diarrea, nausea e vomito possono manifestarsi ma sono meno comuni (< 10%).
  • Sono state segnalate perdita di gusto e olfatto.
  • Il respiro affannoso è segnalato dal 30-40% dei pazienti. Se si sviluppa polmonite, il respiro affannoso può peggiorare e richiedere il trattamento ospedaliero con ossigenoterapia o persino ventilazione meccanica.

Va notato che alcune persone con diagnosi di COVID-19 non hanno ancora sviluppato sintomi (pre-sintomatici).

 Inoltre, circa il 35% delle persone infettate dal virus che causa COVID-19 non sviluppa sintomi (asintomatici).

 


 

2. Posso avere il COVID-19 e non saperlo?

È possibile contrarre l’infezione da COVID-19 e non presentare sintomi (asintomatici) e quindi non sapere di essere infetti. L’infezione asintomatica sembra essere piuttosto comune e i rapporti indicano che ciò può rappresentare dal 13% a oltre il 50% dei casi. Secondo il CDC, la stima migliore è che circa il 35% delle persone infettate dal virus che causa COVID-19 sono asintomatiche. Tuttavia, poiché le persone senza sintomi non sono generalmente sottoposte a test al momento, non è noto quanto sia comune l’infezione asintomatica. Alcune di queste infezioni asintomatiche progrediscono verso la malattia sintomatica mentre altre rimangono senza sintomi. 

 

 


 

3. Quanto tempo dopo aver contratto il COVID-19 mi ammalerò?

  • Una media di circa 4-5 giorni e quasi sempre tra 1 e 14 giorni.
  • Circa il 98% dei soggetti che sviluppano sintomi lo farà in un periodo di 12 giorni o meno dopo aver contratto l’infezione.

     

 

 



4. Se contraggo il COVID-19, quanto è probabile che muoia?

Il tasso di mortalità (%) = il numero di decessi/il numero di casi di COVID-19 confermati x 100 e quindi dipenderà dal numero di persone analizzate. È probabile che molti casi non siano stati testati e quindi identificati, mentre il numero di decessi attribuiti a COVID-19 viene identificato in modo più accurato. Pertanto, il rischio apparente di decesso varia ampiamente a seconda della quantità di test eseguiti in una determinata regione.

Inoltre, le probabilità di decesso variano ampiamente in base all’età e alla salute generale di una persona. Gli anziani hanno molto più probabilità di morire.

Sebbene la morte sia rara nei giovani, può verificarsi. Non capiamo appieno perché alcune persone più giovani siano suscettibili.

Altri fattori che rendono il decesso più probabile sono disturbi gravi come

  • Disturbi del sistema immunitario o uso di farmaci che interferiscono con il sistema immunitario
  • Insufficienza renale cronica
  • Cancro
  • Epatopatia
  • Ictus precedente
  • Disturbi cardiaci e polmonari
  • Fumo di sigaretta pluriennale
  • Diabete
  • Ipertensione
  • Obesità grave

 

I soggetti affetti da questi disturbi possono essere in grado di ridurre il rischio mantenendo il disturbo sotto controllo (ad esempio, mantenendo livelli ottimali di glicemia o pressione arteriosa).

Uno studio preliminare ha suggerito che le persone con il sangue di tipo A possono presentare un rischio significativamente maggiore di insufficienza respiratoria dovuta a COVID-19 mentre il sangue di tipo O può essere protettivo.

 

 



5. Quanto dura la malattia COVID-19?

Molto su questo aspetto non è ancora noto. Tuttavia, un caso lieve di COVID-19 sembra durare circa 2 settimane. La malattia grave (in genere significa polmonite) dura da 3 a 6 settimane circa.

https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/who-china-joint-mission-on-covid-19-final-report.pdf

Se si sviluppa polmonite, di solito insorge circa 1 settimana dopo i primi sintomi. I sintomi possono continuare a peggiorare per altri 3-7 giorni circa. I soggetti ricoverati in ospedale e che sopravvivono solitamente lasciano l’ospedale dopo circa 10-13 giorni.

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/hcp/clinical-guidance-management-patients.html

 

 



6. Cosa posso fare per prevenire il COVID-19?

Le attuali raccomandazioni CDC (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/prevent-getting-sick/prevention.html) includono:

  • Rimanere a casa il più possibile
  • Mantenere una distanza di 2 metri (6 piedi) tra sé e gli altri in luoghi pubblici
  • Lavare spesso le mani, in particolare dopo essere stati in un luogo pubblico o aver starnutito o tossito
  • Tossire in un fazzoletto o nel gomito e quindi lavarsi immediatamente le mani
  • Evitare di toccare occhi, naso o bocca se non ci si è lavati le mani
  • Pulire e disinfettare le superfici che vengono toccate spesso (ad es. tavoli, pomelli e maniglie, telefoni, tastiere)
  • Indossare coperture per il viso in tessuto in ambienti pubblici e se ci si trova con persone che non fanno parte del nucleo familiare, quando altre misure di distanziamento sociale sono difficili da mantenere. Continuare a mantenere circa 2 metri tra sé e gli altri. La copertura per il viso in tessuto non sostituisce il distanziamento sociale.
  • Le coperture per il viso in tessuto non devono essere utilizzate su bambini di età inferiore ai 2 anni, su chiunque abbia difficoltà respiratorie o chiunque sia incosciente, incapace o altrimenti impossibilitato a rimuovere la mascherina senza assistenza

Lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, utilizzare un disinfettante per le mani contenente almeno il 60% di alcol etilico). Per la pulizia, qualsiasi disinfettante domestico è soddisfacente.

 

 



7. Quando devo indossare una mascherina o usare i guanti?

  • Utilizzare una mascherina per il viso e guanti quando ci si prende cura di qualcuno affetto da COVID-19
  • Indossare coperture per il viso in tessuto in ambienti pubblici e se ci si trova con persone che non fanno parte del nucleo familiare, quando altre misure di distanziamento sociale sono difficili da mantenere. Continuare a mantenere circa 2 metri tra sé e gli altri. La copertura per il viso in tessuto non sostituisce il distanziamento sociale.
  • Le coperture per il viso in tessuto non devono essere utilizzate su bambini di età inferiore ai 2 anni, su chiunque abbia difficoltà respiratorie o chiunque sia incosciente, incapace o altrimenti impossibilitato a rimuovere la mascherina senza assistenza

    Le coperture per il viso in tessuto possono essere prodotte da articoli per la casa o realizzate a casa da materiali comuni. L’efficacia di tali coperture per il viso non è nota ma è chiaramente inferiore ai respiratori medici. Tuttavia, per preservare la fornitura di tali dispositivi, le persone non devono utilizzare maschere per il viso destinate agli operatori sanitari, a meno che non si prendano cura di qualcuno affetto da COVID-19.

 

 



8. I neonati e i bambini contraggono il COVID-19?

  • I neonati e i bambini contraggono il COVID-19.

    I sintomi di COVID-19 sono simili nei bambini e negli adulti. Tuttavia, i bambini con COVID-19 presentano generalmente sintomi più lievi. Generalmente, i bambini non stanno così male da dover andare in ospedale.

    I sintomi riferiti nei bambini comprendono

    • Febbre
    • Tosse
    • Congestione nasale o rinorrea
    • Mal di gola
    • Difficoltà respiratoria o respiro affannoso
    • Diarrea
    • Nausea e vomito
    • Astenia
    • Mal di testa
    • Dolori muscolari (mialgia)
    • Inappetenza

    Non è noto se i bambini con condizioni mediche sottostanti siano a maggior rischio di malattia grave.

     

 

 



9. Gli animali domestici possono contrarre il COVID-19 o trasmetterlo alle persone?

Altri coronavirus causano malattie negli animali che possono diffondersi agli esseri umani, ma è raro. Tuttavia, ci sono segnalazioni isolate da fuori degli Stati Uniti di alcuni animali da compagnia risultati positivi al test COVID-19 dopo un contatto prolungato con l’uomo. Ci sono anche segnalazioni di 2 gatti in sedi separate nello Stato di New York con infezioni da COVID-19 che hanno probabilmente contratto dai loro proprietari. Questi 2 gatti presentavano sintomi lievi. Inoltre, si è scoperto che le tigri in uno zoo di New York con malattia respiratoria sintomatica, compresa la tosse, hanno avuto un’infezione da COVID-19.

 

Alcuni ricercatori cinesi hanno pubblicato uno studio online che dimostra che i gatti domestici possono essere infettati in via sperimentale con il nuovo coronavirus che causa COVID-19. I gatti che hanno ricevuto una dose elevata del virus sono stati in grado di infettare anche i gatti alloggiati in gabbie adiacenti, suggerendo la trasmissione via aerosol. Non è stato determinato se i gatti possano fungere da ospite serbatoio del virus o se possano trasmetterlo alle persone, ma il rischio dei gatti come fonte di infezione sembra essere basso. I ricercatori hanno anche tentato di infettare furetti, cani, maiali, polli e anatre. Il virus si è replicato a malapena in cani, maiali, polli e anatre, ma in modo efficiente in furetti e gatti.

 

È importante sottolineare che non esistono evidenze che gli animali possano trasmettere l’infezione virale COVID-19 agli esseri umani. Tuttavia, fino a quando la situazione non sarà più chiara, i CDC raccomandano (https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/daily-life-coping/animals.html) che gli animali domestici non interagiscano con persone o animali al di fuori della famiglia. I soggetti con infezione da COVID-19 devono limitare il contatto con gli animali domestici, mentre quelli del nucleo familiare devono lavarsi le mani prima e dopo il contatto con gli animali domestici.

 

 



10. Posso contrarre di nuovo il COVID-19?

Le persone affette da COVID-19, che presentano o meno sintomi, iniziano a sviluppare anticorpi contro il virus entro pochi giorni dall’infezione; tuttavia, è troppo presto per stabilire se questi anticorpi le renderanno immuni da infezioni ripetute da parte del virus e, in caso affermativo, per quanto tempo. Gli studi condotti su altre infezioni da coronavirus nelle persone, compresi i ceppi che causano raffreddori e dopo la prima epidemia di SARS nei primi anni del 2000, hanno dimostrato che le persone perdevano l’immunità a questi coronavirus dopo mesi o anni. L’attuale previsione dei medici è che la maggior parte delle persone infette avrà un certo grado di immunità ma che probabilmente non durerà tutta la vita.

Inoltre, i medici hanno scoperto che alcune persone che si sono riprese e hanno sviluppato anticorpi sono successivamente risultate positive al virus. Tuttavia, i medici ritengono probabile che avessero ancora un basso livello di virus dalla prima infezione piuttosto che essersi infettate una seconda volta.

 

 



11. Quando sarà disponibile un vaccino per COVID-19?

Per informazioni approfondite sui vaccini in via di sviluppo per COVID-19:

https://www.nytimes.com/interactive/2020/science/coronavirus-vaccine-tracker.html

 

 



12. Quanto è importante l’isolamento nel rallentamento della trasmissione di COVID-19?

Anche se gli sforzi per sviluppare trattamenti e vaccini stanno progredendo rapidamente, ci vorrà comunque del tempo prima che i test siano completi e che divengano disponibili per la popolazione generale. Fino ad allora, l’unico intervento disponibile per aiutare le persone a rimanere in salute nelle aree con notevole trasmissione COVID-19 consiste nel rompere il ciclo di trasmissione COVID-19 mediante un estremo distanziamento sociale (ovvero, l’isolamento). Lo scopo dell’isolamento è ridurre la probabilità che le persone non infette entrino in contatto con persone o superfici infette contaminate dal coronavirus. Solo riducendo l’opportunità di diffusione del virus, la pandemia sarà rallentata e infine controllata. Nei Paesi in cui questa strategia è stata praticata precocemente, il tasso di infezione e il tasso di mortalità sembrano davvero rallentare. Le aree con presenza limitata di malattia e trasmissione che dispongono di capacità di test e tracciabilità adeguate possono prendere in considerazione misure meno rigorose rispetto all’isolamento completo (ad es.: distanziamento fisico, uso della mascherina, limitare le dimensioni degli assembramenti).

 

 



13. Chi dovrebbe sottoporsi al test per COVID-19?

Le seguenti persone devono sottoporsi al test SARS-CoV-2 con test virali (ad es.: test degli acidi nucleici o di rilevamento dell’antigene):

I medici sono inoltre invitati a testare altre cause di malattie respiratorie come l’influenza e la polmonite batterica.

https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/hcp/clinical-criteria.html

 

 



14. Qual è il ruolo del nuovo test degli anticorpi COVID-19?

La presenza di anticorpi contro COVID-19 nel sangue di una persona indica che il soggetto è stato infettato e ha risposto producendo anticorpi protettivi. Le persone hanno bisogno di questi anticorpi per essere immuni a un’altra infezione da COVID-19. Tuttavia, sebbene la presenza di anticorpi sia la prova che le persone sono state infettate, anche quelle senza sintomi, la presenza di anticorpi non è una garanzia permanente contro un’altra infezione. Questo per due motivi

  • Il livello di anticorpi potrebbe non essere sufficientemente alto da essere protettivo
  • Anche un livello protettivo di anticorpi può diminuire nel tempo e l’organismo potrebbe non essere in grado di riprodurli a un livello protettivo abbastanza rapidamente quando è nuovamente esposto al virus

Poiché l’organismo impiega diversi giorni per produrre anticorpi, i test anticorpali non sono particolarmente utili per diagnosticare immediatamente l’infezione.

I medici stanno ancora elaborando le linee guida relative a chi debba sottoporsi a test anticorpali. Nei soggetti che risultano negativi al test per il virus, la presenza di anticorpi può aiutare a individuare quali operatori sanitari possono tornare a prendersi cura del paziente in modo sicuro (per se stessi e i loro pazienti). Vedere https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-ncov/downloads/critical-workers-implementing-safety-practices.pdf. Il test degli anticorpi può anche far parte della decisione relativa al ritorno al lavoro per il grande pubblico, in caso di positività anticorpale e presumibile resistenza a COVID-19, ma sono coinvolti anche molti altri fattori.

 

 



15. È sicuro fare attività fisica all’aperto in pubblico?

Si ritiene che l’attività fisica solitaria in pubblico (ad es. camminare, fare jogging o fare escursioni) sia sicura se eseguita da soli o con una persona convivente, ma quando altre persone sono nelle vicinanze, occorre indossare una maschera e mantenere il distanziamento sociale (> 2 metri/6 piedi) dagli altri. Gli sport di gruppo (ad es. pallacanestro, calcio) non sono consigliati poiché la natura dell’attività rende impossibile il distanziamento.

Potrebbe anche essere prudente indossare una mascherina e una protezione oculare e mantenere un livello maggiore rispetto a quello standard di distanziamento sociale da parte di persone impegnate in attività fisica intensa (ad es.: corridori, ciclisti) che hanno probabilità di espirare più intensamente e di conseguenza creare una zona più ampia di aria espirata contaminata; tuttavia, queste non sono raccomandazioni formali.

 

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