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Morte cerebrale

Di

Kenneth Maiese

, MD, National Heart, Lung, and Blood Institute

Ultima revisione/verifica completa lug 2019| Ultima modifica dei contenuti lug 2019
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I fatti in Breve

La morte cerebrale è la perdita permanente di attività cerebrale. In seguito a essa, una persona non è in grado di respirare o di mantenere le altre funzioni vitali in maniera autonoma e perde per sempre qualsiasi consapevolezza e capacità di pensiero.

  • Dei mezzi artificiali possono mantenere la respirazione e il battito cardiaco per un certo periodo, ma una volta avvenuta la morte cerebrale, non c’è nulla che possa mantenere indefinitamente il funzionamento degli altri organi.

  • Il medico deve utilizzare dei criteri specifici per diagnosticare la morte cerebrale.

  • Non esiste alcun trattamento per le persone con diagnosi di morte cerebrale.

  • La diagnosi di morte cerebrale è equivalente al decesso del soggetto.

Morte cerebrale significa che l’encefalo smette di funzionare. La persona non risponde ad alcuno stimolo. Nessun trattamento può essere utile e, una volta che la diagnosi è confermata, la persona è considerata legalmente morta.

In passato, l’idea di morte cerebrale era irrilevante, perché con la morte del cervello, moriva anche il resto del corpo. Ossia, la persona smetteva di respirare e il cuore smetteva di battere. Tuttavia ora esistono mezzi artificiali (come ventilatori e farmaci) che possono mantenere temporaneamente la respirazione e il battito cardiaco anche quando cessano tutte le altre attività cerebrali. Ma alla fine, anche con l’aiuto di mezzi artificiali, tutti gli organi del corpo smettono di funzionare. Non esiste nulla che possa mantenere a tempo indeterminato il battito cardiaco quando sopravviene la morte cerebrale.

Diagnosi

  • Valutazione medica basata su criteri specifici

  • Occasionalmente altri esami, di solito per rendere possibile la donazione di organi

Esistono criteri specifici per la diagnosi di morte cerebrale. Tra questi troviamo:

  • Il controllo e la correzione di tutti i problemi trattabili che potrebbero alterare la funzione cerebrale e che potrebbero comportare un’errata diagnosi di morte cerebrale (come temperatura corporea molto bassa, pressione arteriosa molto bassa o livelli ematici molto bassi di alcune sostanze come zucchero e sodio o, ancora, un sovradosaggio di un sedativo)

  • L’identificazione e il trattamento di qualsiasi condizione che potrebbe causare il coma e la perdita irreversibile di tutte le funzioni cerebrali

  • Testare i riflessi della persona (come il riflesso faringeo attivato toccando la parte posteriore della gola) senza osservare alcuna risposta (la persona non fa smorfie, non si muove o comunque non reagisce)

  • Esaminare gli occhi senza osservare alcuna reazione alla luce

  • Esaminare la respirazione staccando la persona dal ventilatore, constatando che non fa alcun tentativo di respirare

I medici devono mantenere la comunicazione con la famiglia o cercare di comunicare gli esiti al parente più stretto o a un amico intimo non appena avviano il processo per stabilire la diagnosi e la valutazione di morte cerebrale.

Il medico in genere ricontrolla i criteri da 6 a 24 ore più tardi per confermare la mancanza di risposta della persona.

Devono essere effettuati tutti i passaggi seguenti:

  • Esclusione di tutti i problemi trattabili che potrebbero essere erratamente diagnosticati come morte cerebrale.

  • Esecuzione di un esame neurologico completo.

  • Esecuzione degli esami previsti.

Negli adulti, la morte cerebrale può essere confermata dopo aver effettuato un secondo controllo tra 6 e 24 ore dopo. Per i bambini, alcuni stati consigliano ai medici di eseguire due esami separati a distanza di almeno 48 ore l’uno dall’altro.

Esami aggiuntivi opzionali

Occasionalmente, il medico utilizza determinati esami diagnostici per confermare a morte cerebrale. Il tipico motivo per effettuare questi esami è rendere possibile la donazione di organi, ad esempio dopo traumi cranici catastrofici (come può avvenire negli incidenti stradali). Questi esami possono essere condotti invece di controllare la respirazione, che richiede vari test. Valutare se una persona possa respirare non è desiderabile perché ogni esame priva gli organi di ossigeno, rischiando ulteriore danno agli organi destinati alla donazione. Gli esami comprendono:

  • Elettroencefalogramma (EEG, una registrazione dell’attività elettrica cerebrale: questo esame non mostra alcuna onda quando il cervello della persona è morto.

  • Gli esami di diagnostica per immagini, come la tomografia a emissione di positroni (PET), possono essere usati per rilevare l’afflusso di sangue al cervello: non rilevano alcun flusso sanguigno quando la persona è in stato di morte cerebrale.

Gli esami di diagnostica per immagini includono angiografia, angio-TC, tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo (SPECT: utilizza una molecola radioattiva chiamata radionuclide per produrre immagini del flusso sanguigno) ed ecodoppler dell’afflusso ematico al cervello.

Prognosi

Nessun individuo che soddisfa i criteri di morte cerebrale recupera. Pertanto, una volta confermata la morte cerebrale, la persona può essere considerata morta.

Dopo tale conferma, viene interrotto qualsiasi supporto vitale. I familiari possono voler essere accanto alla persona in quel momento. Hanno bisogno che venga spiegato loro che uno o più arti possono muoversi quando viene interrotta l’assistenza respiratoria o che la persona può addirittura sedersi (talvolta chiamato segno di Lazzaro). Questi movimenti sono causati dalle contrazioni muscolari di riflesso della colonna vertebrale e non significano che la persona non sia in stato di morte cerebrale.

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