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Trichinosi

(Trichiniasi)

Di

Richard D. Pearson

, MD, University of Virginia School of Medicine

Ultima modifica dei contenuti mar 2019
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La Trichinosi è l'infestazione da Trichinella spiralis o da specie affini di Trichinella. I sintomi comprendono un'iniziale irritazione gastrointestinale seguita da edema periorbitale, dolore muscolare, febbre ed eosinofilia. La diagnosi è clinica e sierologica. La biopsia muscolare può essere diagnostica ma raramente risulta necessaria. La terapia prevede l'uso di mebendazolo o albendazolo e, se i sintomi sono gravi, di prednisone.

La trichinosi ha una diffusione universale. Oltre all'agente classico Trichinella spiralis, la trichinosi può essere causata da T. pseudospiralis, T. nativa, T. nelsoni, e T. britovi in diverse aree geografiche.

Fisiopatologia

Il ciclo vitale della Trichinella è mantenuto da animali che vengono nutriti (p. es., maiali, cavalli) o che mangiano (p. es., orsi, volpi, cinghiali) altri animali i cui muscoli striati contengono larve incistate infestanti. Gli uomini si infettano consumando carne cruda o poco cotta o lavorata, o lavorando la carne di animali infettati, più frequentemente maiali, cinghiali selvatici od orsi. Le larve vengono liberate nell'intestino tenue, penetrano la mucosa e diventano adulte in 6-8 die. Le femmine sono lunghe circa 2,2 mm e i maschi circa 1,2 mm.

Le femmine mature rilasciano larve vitali per 4-6 settimane e quindi muoiono o vengono espulse. Le larve appena nate migrano attraverso il torrente circolatorio e linfatico ma alla fine sopravvivono solo all'interno delle cellule dei muscoli striati scheletrici. Le larve si incistano completamente in 1-2 mesi e restano vitali per molti anni come parassiti intracellulari. Le larve morte infine vengono riassorbite o vanno incontro a calcificazione. Il ciclo continua solo se le larve incistate vengono ingerite da un altro carnivoro.

Sintomatologia

Molte infestazioni da Trichinella sono asintomatiche o lievi.

Durante la 1a settimana possono comparire nausea, crampi addominali e diarrea.

1-2 settimane dopo l'infestazione compare la sintomatologia sistemica: edema facciale o periorbitale, mialgia, febbre persistente, cefalea, emorragia sub-congiuntivale e petecchie. Il dolore oculare e la fotofobia spesso precedono la mialgia.

I sintomi dovuti all'invasione muscolare possono simulare una polimiosite. Il dolore può manifestarsi a carico dei muscoli della respirazione, dei fonatori, della masticazione e della deglutizione. Nelle infestazioni massive può comparire grave dispnea.

La febbre è generalmente remittente e raggiunge 39° C o più, restando elevata per diversi giorni scendendo poi gradualmente. L'eosinofilia di solito inizia quando le larve neonate invadono i tessuti, raggiungendo il picco 2-4 settimane dopo l'infestazione e riducendosi gradualmente quando le larve si incistano.

Nelle infezioni gravi, l'infiammazione può causare complicanze: cardiache (miocardite, insufficienza cardiaca, aritmie), neurologiche (encefalite, meningite, disturbi visivi o uditivi, convulsioni), o polmonari (polmonite, pleurite). La miocardite o l'encefalite possono causare il decesso.

La sintomatologia si risolve gradualmente e, nella maggior parte dei casi, scompare intorno al 3o mese, quando le larve sono del tutto incistate nelle cellule muscolari e sono state eliminate da altri organi e tessuti. Vaghi dolori muscolari e stanchezza possono persistere per vari mesi.

Le infestazioni ricorrenti da T. nativa alle latitudini settentrionali possono causare diarrea cronica.

Diagnosi

  • Dosaggio immunoenzimatico

  • Raramente biopsia del muscolo

Non sono disponibili test specifici per diagnosticare la fase intestinale. Dopo la 2a settimana di infestazione, la biopsia muscolare può rivelare le larve e le cisti ma raramente è necessaria. L'infiammazione diffusa dei tessuti muscolari indica un'infestazione recente.

Sono stati utilizzati numerosi test sierologici, ma il EIA (dosaggio immunoenzimatico) dell'antigene escretorio-secretorio (ES) di T. spiralis sembra essere il modo più rapido per rilevare l'infestazione e viene utilizzato negli Stati Uniti. Gli anticorpi sono spesso non rilevabili per le prime 3-5 settimane di infezione, quindi i test devono essere ripetuti a intervalli settimanali, se i risultati sono inizialmente negativi. Dato che gli anticorpi possono persistere per anni, hanno maggior valore se risultano inizialmente negativi e successivamente positivi. I test sierologici e la biopsia muscolare sono esami complementari: ognuno di essi può essere negativo in un paziente con trichinosi. Il test cutaneo con antigeni larvali non è affidabile.

Gli enzimi muscolari (creatinchinasi e lattato deidrogenasi) sono elevati nel 50% dei pazienti e si correlano ad anomalie elettro-miografiche.

La trichinosi va distinta da

Trattamento

  • Albendazolo o mebendazolo per eliminare i vermi adulti

  • Trattamento sintomatico

Gli antielmintici eliminano i vermi adulti dal tratto gastrointestinale, ma, una volta che le larve si incistano nel muscolo scheletrico, il trattamento può non eradicare loro o qualsiasi sintomo a esse associato.

Possono essere utilizzati albendazolo 400 mg per via orale 2 volte/die per 8-14 giorni o mebendazolo 200 a 400 mg per via orale 3 volte/die per 3 giorni, poi 400 a 500 mg 3 volte/die per 10 giorni. L'efficacia di dosi più elevate e cicli prolungati nell'uccidere le larve incistate è incerta, e gli effetti avversi sono più probabili.

Gli analgesici possono aiutare ad alleviare i dolori muscolari. Per le manifestazioni allergiche gravi o per il coinvolgimento miocardico o neurologico, viene somministrato prednisone 20-60 mg per via orale 1 volta/die per 3 o 4 giorni, che va quindi ridotto in 10-14 giorni.

Prevenzione

La trichinosi viene prevenuta cuocendo carne di maiale o carne di animali selvatici sino a quando non diventa bruna (> 71° C dappertutto). Le larve possono essere uccise in carne di maiale < 16 cm di spessore congelando il maiale a -15° C per 20 giorni. Il congelamento non è raccomandato per la carne di animali selvatici perché possono essere infettati da Trichinella spp che sono resistenti alle basse temperature.

L'affumicatura o la salatura della carne possono non uccidere le larve in modo affidabile.

I tritacarne e gli altri oggetti usati per preparare la carne cruda devono essere accuratamente puliti. Anche il lavaggio delle mani con acqua e sapone è importante.

I suini domestici non devono essere alimentati con carne cruda.

Punti chiave

  • Gli uomini si infettano con la Trichinella consumando carne cruda o poco cotta o poco lavorata di animali infetti, più frequentemente maiali, cinghiali selvatici o orsi.

  • Le larve vengono liberate nel piccolo intestino, penetrano la mucosa, e diventano a loro volta adulti che rilasciano le larve; le larve migrano attraverso il flusso sanguigno e linfatico e incistano all'interno delle cellule muscolari scheletriche striate.

  • I sintomi iniziano con irritazione gastrointestinale seguita da edema periorbitale, dolore muscolare, febbre ed eosinofilia.

  • La sintomatologia si risolve gradualmente intorno al 3o mese quando le larve sono del tutto incistate, sebbene un vago dolore muscolare e l'affaticamento possano persistere.

  • Diagnosticare usando il dosaggio immunoenzimatico.

  • Trattare i sintomi (p. es., con i comuni analgesici per il dolore e prednisone per le manifestazioni allergiche o che coinvolgono il sistema nervoso centrale o il miocardio); gli antielmintici uccidono i vermi adulti, ma una volta che le larve si incistano nel muscolo scheletrico, il trattamento potrebbe non eradicare le larve né qualsiasi sintomo associato.

  • La cottura completa di carne di maiali e animali selvatici può prevenire la trichinosi.

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