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Diabete durante la gravidanza

Di

Lara A. Friel

, MD, PhD, University of Texas Health Medical School at Houston, McGovern Medical School

Ultima revisione/verifica completa apr 2020| Ultima modifica dei contenuti apr 2020
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I fatti in Breve
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Per le donne affette da diabete prima della gravidanza, i rischi di complicanze durante la gestazione dipendono dalla durata del diabete e dall’eventuale presenza di complicanze, come ipertensione arteriosa e danni renali. Durante la gravidanza il diabete (tipo 1 e 2) tende a peggiorare, ma non provoca né peggiora le sue complicanze (come danni oculari, renali o ai nervi).

(Vedere anche Diabete.)

Diabete gestazionale

Almeno il 5% delle donne sviluppa un diabete nel corso della gravidanza. Tale disturbo viene definito diabete gestazionale. Il diabete gestazionale è più diffuso in:

  • Donne obese

  • Donne con un’anamnesi familiare di diabete

  • Alcuni gruppi etnici, in particolare gli indiani d’America, gli abitanti delle isole del Pacifico e le donne di origine messicana, indiana o asiatica

Qualora non venga rilevato e trattato, il diabete gestazionale può aumentare il rischio di complicanze sia per la donna sia per il feto, nonché il rischio di morte fetale.

La maggior parte delle donne affette da diabete gestazionale sviluppa questa patologia a causa dell’incapacità di produrre una quantità sufficiente di insulina, che aiuta a controllare il livello di zucchero (glucosio) nel sangue. Durante la gravidanza sono necessarie quantità maggiori di insulina in quanto la placenta produce un ormone che rende l’organismo meno rispondente all’ insulina stessa (condizione definita resistenza insulinica). Questo effetto si può osservare in particolare nelle ultime fasi della gravidanza, allorché la placenta aumenta di volume e, di conseguenza, il livello di zucchero tende ad aumentare. Pertanto è necessaria una quantità maggiore di insulina.

È possibile che alcune donne abbiano il diabete, ma la diagnosi viene fatta in gravidanza.

Rischi

Se scarsamente controllato, è più probabile che il diabete provochi problemi.

All’inizio della gravidanza uno scarso controllo del diabete aumenta il rischio di:

  • Feto con difetti congeniti importanti

  • Aborto spontaneo

Nella fase avanzata della gravidanza uno scarso controllo del diabete aumenta il rischio di:

I bambini nati da donne diabetiche tendono a essere più grossi del normale e se il diabete non è controllato bene, i bambini possono essere particolarmente grossi. Un feto grosso attraversa difficilmente la vagina, con maggiori probabilità di traumi durante il parto naturale. Di conseguenza, è spesso necessario un parto cesareo. Inoltre, i polmoni del feto tendono a maturare lentamente.

I neonati partoriti da madri affette da diabete presentano elevati rischi di presentare bassi livelli di zuccheri e di calcio ed elevati livelli di bilirubina nel sangue (iperbilirubinemia).

Diagnosi

  • Analisi del sangue per misurare la glicemia

La maggior parte degli esperti raccomanda ai medici di effettuare di routine il controllo per il diabete gestazionale a tutte le donne in gravidanza.

Per controllare se le donne hanno il diabete, alcuni medici prelevano innanzitutto un campione di sangue per misurare i livelli di zucchero (glucosio) nel sangue, generalmente a digiuno.

Tuttavia il modo migliore per confermare la diagnosi di diabete è un’analisi in due tempi in cui la donna deve innanzitutto bere un liquido contenente glucosio. Un’ora dopo l’ingestione del liquido, si prelevano altri campioni di sangue che vengono esaminati per determinare se il livello di zucchero aumenta in modo eccessivo. Se il livello è elevato in modo anomalo, la donna deve bere un liquido con una quantità maggiore di glucosio. Dopo 3 ore, viene misurata nuovamente la glicemia che, se continua a essere elevata in modo anomalo, indica la presenza di diabete. Questo esame è chiamato test di tolleranza al glucosio.

Trattamento

  • Attento monitoraggio della donna e del feto

  • Dieta, esercizio e a volte farmaci per controllare il livello di glicemia

  • Un kit con glucagone (in caso di eccessivo calo della glicemia)

  • A volte un farmaco per indurre il travaglio

Per ridurre il rischio di problemi, i medici di solito procedono come segue:

  • Coinvolgono un’équipe di specialisti del diabete (composta da infermieri, un nutrizionista e assistenti sociali) e un pediatra.

  • Diagnosticano e trattano immediatamente qualsiasi problema correlato alla gravidanza, anche se banale

  • Pianificano il parto assicurando la presenza di un pediatra esperto

  • Si assicurano che sia disponibile terapia intensiva per il neonato (se necessaria)

Controllo dei livelli di glicemia

Il rischio di complicanze che possono sopraggiungere durante la gravidanza può essere ridotto tenendo sotto controllo la glicemia, che deve essere mantenuta il più possibile vicino alla norma per tutta la gravidanza.

I medici possono consigliare alla donna affetta da diabete e che intende avere una gravidanza, di iniziare immediatamente a prendere provvedimenti per controllare il tasso glicemico nel caso in cui non lo faccia già. Tali provvedimenti consistono nel seguire una dieta appropriata, fare esercizio fisico e, se necessario, assumere insulina. I cibi a elevato contenuto di zuccheri vanno eliminati dalla dieta e la dieta deve essere adeguata al fine di non prendere troppo peso durante la gravidanza.

La maggior parte delle donne in gravidanza diabetiche è invitata a misurare la glicemia più volte al giorno a casa utilizzando un dispositivo per il monitoraggio della glicemia domestico. Se la glicemia è alta, le donne possono essere invitate ad assumere un farmaco ipoglicemico o insulina.

Talvolta il trattamento provoca un abbassamento eccessivo della glicemia (la cosiddetta ipoglicemia). che, se grave, provoca stato confusionale e perdita di coscienza e può verificarsi senza preavviso. Se una donna è incline a episodi di ipoglicemia (ad esempio se ha avuto il diabete di tipo 1 per molto tempo), riceverà un kit di glucagone e le verrà insegnato come utilizzarlo. Il glucagone, una volta iniettato, aumenta i livelli di zuccheri nel sangue. L’utilizzo del glucagone viene insegnato anche a un familiare. Quindi se si presentano sintomi di ipoglicemia grave, la donna o il familiare possono iniettare glucagone.

Il controllo del diabete è particolarmente importante nelle ultime fasi della gravidanza in quanto in tale periodo la glicemia tende ad aumentare. Di solito diventa necessario un dosaggio maggiore di insulina.

Monitoraggio del feto

Spesso viene chiesto alle donne di contare il numero di volte al giorno in cui avvertono i movimenti del feto. In situazioni normali, dovrebbero sentire almeno dieci movimenti (calci, vibrazioni o oscillazioni) nel giro di due ore. Di solito il feto si muove dieci volte in meno tempo. Se avverte un’improvvisa diminuzione dei movimenti, la donna deve rivolgersi immediatamente al medico,

il quale monitora il feto mediante appositi esami come la frequenza cardiaca, i non stress test o i profili biofisici (mediante l’ecografia). Il monitoraggio spesso ha inizio a 32 settimane di gravidanza, o prima in caso di complicanze, ad esempio se il feto non cresce quanto dovrebbe o se la donna sviluppa ipertensione arteriosa.

Se si presenta una delle seguenti situazioni, il medico preleva e analizza un campione del liquido che circonda il feto (liquido amniotico):

  • Donne con pregressi problemi correlati alla gravidanza.

  • Incertezza circa la data del parto.

  • Tasso glicemico non ben controllato.

  • Cure inadeguate durante la gravidanza.

  • Le donne non seguono il proprio piano terapeutico come indicato.

Tale procedura, chiamata amniocentesi, contribuisce a definire se i polmoni del feto sono abbastanza maturi per respirare e quindi stabilire se il bambino può essere partorito senza problemi.

Travaglio e parto

Se entro le 39 settimane il travaglio non è ancora iniziato, si interviene farmacologicamente (induzione del travaglio). Se la glicemia non è ben controllata o se le donne non seguono il piano terapeutico, il travaglio può essere iniziato anche a sole 37 settimane di gestazione. Di solito è possibile procedere con il parto naturale (vaginale).

Durante il travaglio e il parto, molte donne diabetiche hanno necessità di un’infusione continua di insulina attraverso un catetere inserito in vena.

Dopo il parto

Nei neonati di donne diabetiche, il personale ospedaliero misura i livelli di zucchero, calcio e bilirubina che in questi bambini possono risultare anomali. Inoltre i neonati vengono tenuti sotto osservazione per i sintomi di tali anomalie.

Nelle donne affette da diabete, il fabbisogno di insulina diminuisce notevolmente subito dopo il parto. Tuttavia, di solito, ritorna a essere uguale a quello precedente la gravidanza entro una settimana circa.

Dopo il parto, il diabete gestazionale di solito scompare. Tuttavia, molte donne con questo tipo di diabete sviluppano un diabete di tipo 2 non appena diventano più anziane.

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